LA CACCIA A BEN LADEN SAREBBE COSTATA PARECCHI MORTI U.S.A. UN TESTIMONE RIFERISCE DI PARECCHIE ” BODY BAG” AMERICANE E I TEMPI SONO INVEROSIMILI.

Abu Ahmed al kuwaiti era un terrorista sperimentato, ma – stando alla versione americana – all’arrivo dei Navy Seals, alla caduta di uno dei due elicotteri blackhawk che si è abbattuto sul pollaio, allo scoppio delle serrature delle porte del muro di cinta fatte saltare, allo scoppio delle cariche esplosive applicate alla serratura della porta della casa, non ha reagito.
Non ha reagito nemmeno il fratello di Al Kuweiti , Abrar, e nemmeno il figlio di ben Laden ( Khalid) . Anche Osama ben Laden, il terribile guerrigliero globale, ha continuato a dormire il sonno del giusto.

Ad onta di questa assenza di reazioni, i famigerati rapidissimi commandos della Marina U.S.A. hanno impiegato mezz’ora per entrare, ammazzare un anziano, rapire due donne e tre ragazzini e tornare all’elicottero superstite, dopo aver messo il cadavere in un ” body bag” nero e chiuso la lampo.
Si era conclusa l’operazione Neptune spear l’aveva conclusa il team six dei navy seal.

Questa versione raccontata nel film ” Zero Dark Thirty” viene ora messa in forse da una fonte pakistana ed alcune indiscrezioni americane riportate dalla rivista Lookout magazine diretta da Mario Mori già a capo del SISDE nel periodo in cui furono catturati i trenta maggiori latitanti e delle cui penne si vestono a turno Berlusconi e Maroni a seconda delle circostanze elettorali.

La fonte pakistana ha riferito di aver visto sul luogo dell’attentato numerose ” body bag” contenenti cadaveri di militari americani.
Le fonti americane non ammettono le perdite in forma diretta, ma collegano a questo evento vittorioso la ” vendetta” del 6 agosto successivo in cui parteciparono molti ( 16) dei componenti del Team six e tutti trovarono la morte fortuita in un colpo fortunato di un RPG ( arma anticarro russa e di notte!) realizzato da un talebano ucciso subito dopo.
I morti dichiarati in questa operazione sfortunata sarebbero trentasette. La maggiore perdita singola mai registrata dai militari NATO, abbattuti con un elicottero Chinhook ( che non permette questa capienza e non viene usato per queste azioni perché lento e rumoroso).
Fatto singolare, in questo incidente notturno è morto anche il cane ” Cairo” che partecipò all’attacco di Abbottabad.
Utile il cane per stanare un possibile nascondiglio di un latitante, inutile per dare l’assalto a una casa-fortilizio.

Aggiungo qualche elemento di analisi ulteriore.

A mille metri di distanza, c’erano ben tre battaglioni ( dodici compagnie di centocinquanta uomini cadauna) di giovani allievi dell’Accademia militare pakistana, armati e motivati, ma pare che nessuno si sia mosso, nemmeno il picchetto armato che monta la guardia ad ogni caserma, pronto a reazioni immediate.
wikipedia dice che il cadetto medio pakistano deve poter fare un miglio( 1640 metri) in meno di sei minuti per essere ammesso all’Accademia.

Ecco il testo del sito.
“GCs (Gentlemen Cadets) are required to pass various physical tests. The academy has very high physical standards, which all cadets have to achieve in order to pass. The physical requirements increase with promotion to the next term. The basic requirement for all cadets either of first,second,third or fourth term is to be able to run one mile (1.6 km) within six minutes.

In zona di frontiera con un pezzo di paese di fatto in guerra ( Waziristan) il picchetto di guardia avrà certo avuto a disposizione almeno una jeep capace di percorrere il tragitto in un minuto e mezzo.
Pare invece che anche in Accademia a nessuno sia venuta la curiosità, magari di voler andare a soccorrere l’aereomobile caduto così vicino e che nessuno abbia svegliato il comandante. Nessuno che abbia pensato a una delle astronomiche taglie offerte per i talebani. Forse il primo di maggio festeggiano coi fuochi artificiali come la GCIL.

L’arrabiatura dei militari pakistani è stata di durata e profondità superiore alle attese.
Il muso duro e la rappresaglia economica recentissima di dare il via all’oleodotto Iran-Pakistan ( prossima destinazione l’India, poi la Cina) si giustificherebbero soltanto se gli USA avessero inflitto gravi perdite a truppe pakistane troppo pronte all’intervento.
Le perdite americane – sedici uomini – anche considerando alcuni caduti nell’incidente all’elicottero “infortunato” sono tante e fanno immaginare uno scontro aspro.
Le fonti americane ( repubblicani che hanno già attaccato l’amministrazione Obama per la mancata reazione di Benghazi?) non si fermeranno e tra non molto ne sapremo di più.

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Commenti

  • donato  Il marzo 11, 2013 alle 11:40 pm

    Se la versione “ufficiale” della fine di Bin Laden fosse stata
    propinata da Bush JR il mondo intero si sarebbe spanzato dalle risate da Obbama ci si beve qualsiasi cosa.Trovato assai curiosa la coincidenza col fallito blitz aereo anti-Gheddafi.

  • Ettore  Il marzo 11, 2013 alle 11:47 pm

    Per favore, il tuo pensiero sulla faccenda dei maro’!!! Grazie!

    • antoniochedice  Il marzo 12, 2013 alle 7:39 am

      L’evento va festeggiato con una torta comprata all’Ikea.

  • Giacomo C.P.  Il marzo 12, 2013 alle 12:43 am

    Anche secondo il film-documentario ‘Code name Geronimo’la maggior parte del Team six dei SEAL sarebbe morto a seguito dell’abbattimento dell’elicottero su cui viaggiavano, un fatto che lascia aperti molti interrogativi.
    Ma ciò che mi ha colpito maggiormente è come sono stati abbandonati al loro destino i basisti pakistani; i due che avrebbero individuato l’obbiettivo (in attesa in un carcere pakistano di una probabile condanna a morte per tradimento)e un fiancheggiatore già condannato a trent’anni di reclusione. Non mi risulta che britannici o russi abbiano mai agito con una tale trascuratezza verso i collaboratori locali a seguito di un’operazione. Penso che la CIA in futuro avrà seri problemi a trovare dei collaboratori pakistani, anche per rimpiazzare il posto vacante lasciato dal povero Cairo.

    • antoniochedice  Il marzo 12, 2013 alle 7:04 am

      Il film zero Dark Thirty della signora Bigelow ha una caratteristica: non ricordo di aver letto nei titoli di oda il nome del consulente per le scene militari e di combattimento presente di norma in ogni pellicola.

      • Giacomo C.P.  Il marzo 12, 2013 alle 9:18 am

        Do per verosimile la stretta interdipendenza tra Hollywood e governo USA, in fatto di sceneggiatura e finanziamento e lo stesso fatto di poter utilizzare mezzi e basi delle forze armate metterebbe quest’ultime in una posizione di ‘supervisori’ palesi.

    • antoniochedice  Il marzo 12, 2013 alle 7:17 am

      Anche se diamo per scontato che i passeggeri dell’elicottero siano tutti

    • antoniochedice  Il marzo 12, 2013 alle 7:19 am

      Anche se dessimo per scontata la morte di tutti i passeggeri dell’elicottero incide tanto, saremmo a dieci. Restano ancora sei uomini persi verosimilmente in combattimento.

  • Cip  Il marzo 12, 2013 alle 1:05 am

    Io corro 1 km in 4’30!!!!
    Mi iscrivo! Ho 59 anni !!!

    • antoniochedice  Il marzo 12, 2013 alle 7:22 am

      Gli ultimi seicentoquaranta metri, in quanto li faresti? Tieni conto che Abbottabad è a 1220 metri slm

  • gicecca  Il marzo 12, 2013 alle 7:58 am

    C’é sempre “un’altra versione dei fatti”, al punto che secondo molti non si sono neanche dei fatti, ma solo le loro interpretazioni. Nel nostro piccolissimo, nel giro di due o tre giorni ci sono state due o tre”interpretazioni” della “malattia” di Berlusconi, da parte sia di due o tre collegi giudicanti che da parte di due o tre collegi medici. Ci si può sbizzarrire come si vuole. Si può arrivare fino a Giulio Cesare e a Caino. Ma non si può dimenticare che Obama é un premio Nobel per la pace !. GiC

    • antoniochedice  Il marzo 12, 2013 alle 11:25 am

      I morti non sono interpretazioni dei fatti. Berlusconi gode ottima salute e Obama ha falsato l’esito delle elezioni facendo credere di es sere un meticoloso condottiero.

  • gicecca  Il marzo 12, 2013 alle 2:16 pm

    Ci sono morti di raffreddore e c’é un virus del raffreddore. Tutti godiamo di ottima salute prima di morire. O di star male. GiC

    • antoniochedice  Il marzo 12, 2013 alle 2:19 pm

      Quests non l’ho capita….

  • antoniochedice  Il novembre 24, 2013 alle 10:17 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Storie della scorsa primavera. Ora è di moda Kennedy.

  • Giuseppe Germinario  Il novembre 24, 2013 alle 11:08 am

    Penso che Obama, ormai a fine mandato, diverrà il naturale capro espiatorio degli errori e dell’avventurismo americano di questi ultimi anni. La batosta più importante sarà, probabilmente, l’ingresso dell’Iran nel club atomico. La prossima amministrazione potrà, così, ripartire con una propria verginità e con la ridefinizione delle alleanze, specie nel Grande Medio Oriente

    • antoniochedice  Il novembre 24, 2013 alle 12:07 pm

      Esiste una corrente politica clintoniana ( il provincialismo americano asservisce a fini elettorali la politica estera) che aspira a questo obiettivo. Obama è però riuscito a destreggiarsi meglio in questo secondo mandato dopo essersi sbarazzato delle ipoteche rappresentate dall Hillary e dopo aver reso inoffensiva Susan Rice portandola alla Casa Bianca, fedele al motto di Lincoln di “tenersi vicino gli amici e ancor di più i nemici.”
      Ha mostrato che gli islamisti estremi non sono capaci di autogoverno ( Egitto), che l’alleato turco è inadeguato e che se il duo saudita-katariano tira troppo la corda, gli mette sul mercato il petrolio iraniano facendo loro saltare tutti i piani di investimento già in fase di lancio. Avrai notato che il ” nuclear deal” include il mantenere fermi per sei mesi L’EXPORT di petrolio iraniano.
      Il filone Obamiano ( che cerca un next president tra Biden , Hagel e Kerry) sembra preferire una intesa con la Russia che permetta di tenere la Cina a orecchie basse e lo dispensi dal correre a proteggere Israele o i sauditi ad ogni piè sospinto.
      IUna nuova Yalta seppellirebbe la velleità del secolo americano e quella del ritorno al sistema multipolare che Francia, Germania e Inghilterra desiderano per tornare a spennare i paesi minori che li stanno mantenendo da due secoli.
      Certo i vassalli preferiti USA facenti parte del sistema assistenziale americano ( da Israele all’Azerbagian, alla Turchia) non vedono di buon occhio quesi cambiamenti e faranno di tutto per farli fallire: attaccando sui diritti umani e fomentando il terrorismo caucasico.

      • luigiza  Il novembre 24, 2013 alle 2:20 pm

        L’amministarzione Obama, ma penso gli USA, hanno grazie al gas e petrolio da scisto domestico, forse un paio di lustri per liberarsi dalla corda che li tiene legati ai Saud.
        Mi auguro che facciano buon uso di questo tempo.
        L’ipotesi da lei ventilata, una nuova Yalta (quindi se ho ben capito una intera russo-americana) non mi dispiacerebbe.
        Mi fido molto di più dei russi che in fondo appartengona alla comune tradizione accidentale, che dei cinesi.

      • luigiza  Il novembre 24, 2013 alle 2:21 pm

        Errata corrige:

        … tradizione occidentale (non Accidentale) ovviamente

      • antoniochedice  Il novembre 24, 2013 alle 2:23 pm

        Va bene anche accidentale.

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