Archivi Categorie: Politica Estera

LA STRATEGIA POLITICA E ECONOMICA AMERICANA IN QUESTO NUOVO SCORCIO DI SECOLO È PRECISA E IMPLACABILE. CHI PUÒ FERMARLA È… di Antonio de Martini

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Come la morte di Stalin nel 1953 diede uno stop allo sviluppo del processo di integrazione europea, così la morte dell’URSS nel 1991 ha dato un colpo mortale all’interesse degli europei verso il potenziamento della N.A.T.O.

Questo fatto non inaspettato ha innescato negli Stati Uniti una fase di pensiero strategico iniziata col concetto di New World Order lanciato dal Presidente George Bush senior nello stesso anno 1991 ( prima guerra irakena) e un ulteriore sviluppo pratico nell’attacco all’Irak nel 2003 ( seconda guerra irakena) in cui si ebbe conferma che in assenza di un Grande Nemico una coalizione militare difensiva ha maggiori difficoltà a tenere assieme i partners e che più ci si allontanava dalla data della scomparsa dell’URSS, più le coalizioni a guida USA diventavano incerte con adesioni simboliche quando non addirittura ambigue.

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SIRIA:ECCO IL PIANO DI ACCORDO DEI RIBELLI. ( da Lookout) SEMBRA UN PIANO DI GUERRA FATTO MALE. di Antonio de Martini

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Il famoso Mouaz Al Khatib, già impiegato di una società di software telecom in Texas specializzata nella clientela rurale, ha presentato la sua bozza di accordo di pace.

Dal testo, si deduce che

a) lo ha scritto da solo ( con ortografia anglosassone) data l’approssimazione e nessun riferimento alla realtà operativa dei ribelli sul territorio, al comportamento del corpo diplomatico nel mondo, alla creazione di una magistratura di garanzia e senza prevedere nemmeno un ordine “congiunto” di cessate il fuoco.

b) la frase “religiosa” di apertura non è un versetto del Corano, ma un “hadith” ( ovvero un detto tramandato da testimoni) e si riferisce non a un’anima ( rauch) come tradotto malamente, ma a una vita ( nafsan) e non credo che abbia altro senso che il ricordare che si tratta dell’hadith citato da Barak Obama nella famosa prima allocuzione al mondo arabo alla Università di El Ahzhar al Cairo prima di scatenare il carnaio.

In genere documenti importanti ( anche di non zelanti) iniziano con la “fatiha” ( il versetto di apertura del Corano).

c) il testo non parla nemmeno in via ipotetica di elezioni democratiche e nemmeno le promette in futuro segno di inettitudine politica dell’estensore e della volonta di soprassedere al dettaglio, oltre che della consapevolezza che in caso di confronto elettorale con Bashar el Assad,  Al Khatib e compari non raccoglierebbero che il voto dei parenti, e nemmeno tutti.

d) Non c’è alcun accenno all’Islam e alla Sharia come fonte di diritto, ritengo pertanto che – se il testo rimarrà intatto – non verrà accettato nemmeno dalle frange estremiste jihadiste e salafiste; dall’Arabia Saudita ed altri. Continua a leggere

S-300 IN SIRIA: DISINFORMAZIONE CONTINUA. ECCO I FATTI E MENTRE TUTTI GUARDANO A EST….. di Antonio de Martini

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I fatti sono da intelligence ” tradizionale” proprio quella di cui Barak Obama lamenta la mancanza tra le file USA.
il quotidiano Vedomosti aveva notato e segnalato sul sito internet del fabbricante – l’officina Nijni Novgorod – che nel bilancio 2011 c’erano iscritti 105 milioni di dollari per il contratto firmato con la Siria per la consegna di un sistema antiaereo.
Il bilancio 2011 fu subito tolto dal sito internet dell’officina e non rimase che la parola del giornale piu un grosso dubbio: un sistema antiaereo S 300 costa 115 milioni di dollari, più un milione a missile. Diciamo un totale di 150 milioni.

Mancano all’appello almeno una trentina di milioni di dollari per sconto ottenuto, oppure si tratta di un acquisto di aggiornamenti del sistema dato che non si tratta del più moderno sulla piazza: il sistema è del 1978 e in 35 anni ha avuto numerosi aggiornamenti.
La Russia mantiene sull’argomento un indispensabile silenzio ricattatorio, limitandosi a dire che “fornirà ai siriani solo quanto previsto dai contratti in essere e nulla più.” Che ” colpire gli USA uccidendo piloti sarebbe inimmaginabile”. E non aggiunge altro.

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L’INTELLIGENCE TEDESCA CAMBIA LA PROPRIA VALUTAZIONE SULLA GUERRA IN SIRIA ED È PESSIMISTA SULLA PACE. di Antonio de Martini

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Il giornalista Matthias Gebauer e lo Spiegel ci informano che il BND, il servizio di intelligence tedesco, ha cambiato la propria valutazione circa la guerra di Siria.

Mentre circa un anno fa aveva annunziato che il regime di Assad era giunto alla sua fase terminale e che la fine sarebbe giunta entro breve, adesso – con un briefing a una selezionata platea di uomini politici tedeschi – il Capo servizio in persona ha annunziato di aver cambiato la propria valutazione e prevede significativi guadagni territoriali dei governativi.
È auspicabile che questo briefing sia avvenuto un paio di mesi fa e che sia recente solo la notizia di stampa, altrimenti dovremmo rivedere la nostra considerazione nei confronti di quella che fu la brillante Organizzazione Gehlen.

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ALTRE BANDIERE STRANIERE SI AGGIUNGONO A QUELLE USA E BRITANNICHE NEL MEDITERRANEO. di Antonio de Martini

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Una controprova della rinata centralità del Mediterraneo è rappresentata dalla rinnovata presenza di prue militari straniere nelle nostre acque.
La nuova stagione invasiva è stata inaugurata dagli iraniani che nelle ultime due estati hanno inviato ” in crociera di addestramento e per manovre congiunte con i siriani” nelle acque del Levante una nave da sorveglianza elettronica, scortata da un caccia.
La quinta flotta USA è ormai installata nel nostro mare dal 1943 ( sbarchi in Marocco-Algeria, Sicilia e Salerno) insediandosi a Napoli, Maddalena ( in dismissione) e Smirne come NATO e alla fonda sulla Costa azzurra come flotta americana.
Sono anche presenti in numerose isole con stazioni meteo come a Lampedusa e stazioni radar come quella bloccata in Sicilia da un veto sanitario della Regione.
Ieri sono giunti a Sigonella centocinquanta Marines come forza di pronto intervento a tardiva protezione del corpo diplomatico in Libia.
La nave Keasarge da trasporto truppe è in visita a Eilat sul mar rosso, ma abitualmente fa parte della flotta mediterranea.

Alla presenza di navi militari straniere siamo tanto rassegnati da considerare il naviglio da guerra britannico come una flotta di casa.
Lo era fino a che l’Inghilterra era la potenza mandataria della Palestina, deteneva il Protettorato sull’Egitto, possedeva le isole di Cipro e Malta ed era l’alleato tradizionale della Grecia.
In fondo, i mille a Marsala sbarcarono anche grazie alla presenza di due corvette battenti la bandiera dell’Union Jack.
Adesso, a parte un paio di basi aeree NATO sull’isola di Cipro e lo scoglio di Gibilterra che può essere considerato più una soglia che parte della casa, le navi di sua maestà brittannica sarebbero senza porti di appoggio se non stessero insinuandosi in Libia dove giocano sulla rivalità Tripoli-Benghazi e la trasformazione del territorio in una crescente zona priva di personalità giuridica internazionale reale e riconosciuta come è accaduto nei Balcani ( Kosovo) e nel Levante (Cipro-Nord e la sua Repubblica turca) in aperto contrasto con la UE.

Ed è proprio verso Cipro che stanno andando le navi da guerra russe provenienti dalla flotta del Pacifico e transitate tre giorni fa dal Canale di Suez. L’annunzio è stato dato dal portavoce della flotta russa del Pacifico ( Roman Martov) che ha indicato in Limassol il porto di attracco.

Il gruppo navale si compone di un Caccia l’Ammiraglio Panteleyev, due navi anfibie Peresvet e Ammiraglio Nevelskoi, una nave rifornitrice il Pechengae e il rimorchiatore Fotiy Kroylov. Questo gruppo navale va ad aggiungersi a quello gia operativo nel Mediterraneo composto dal Severomorsk un grosso cacciasommergibili, la fregata Yaroslav Mudry, il rimorchiatore  Altai, la nave rifornitrice Lena, e la nave da sbarco Azov.

Il comamdante in capo della flotta, Ammiraglio Viktor Kirkv ha dichiarato che la squadra potrebbe essere arricchita da un  sommergibile nucleare  ed una portaelicotteri classe Mistral.

Il fatto che non attracchino nella base militare di Tartous ( Siria) e scelgano la più sicura Limassol, mostra  – assieme alla composizione della flotta –  l’intenzione non aggressiva.

Infatti le navi da sbarco, cerrtamente ciascuna comunque con a bordo un battaglione di Spetnatz, non sono adeguatamente protette per un impiego offensivo, ma sono adattissime ad operazioni di evacuazione, specie se assistite dai rimorchiatori la cui presenza altrimenti non si spiegherebbe.

Il messaggio è chiaro: Putin sta prendendo tutte le precauzioni ed è pronto ad evacuare il suoi cittadini ( e i suoi amici) scortandoli adeguatamente e se necessario facendo affluire in loco un battello nucleare (dissuasione)  ed una portaelicotteri per missioni di search and rescrue nell’interland.

La flotta del Mar nero resta intatta e probabilmente in allarme. Il tutto nel caso che i missili che ha spedito non bastino a reggere la situazione .

Il tasso di rischio è alto e prima nasce una iniziativa di neutralizzazione del Mediterraneo, meglio sarà. Anche come inquinamento ecologico.

IL MONDO È IN PIENA EFFERVESCENZA E L’ITALIA MUORE DI DEPRESSIONE E PAURA INDOTTE DAI PARTITI CHE ORA NON SANNO PIÙ COME RIMEDIARE AI DANNI FATTI. di Antonio de Martini

AFRICA: Nel post sulla situazione in Tunisia e Siria dal titolo ” La guerra mediterranea iniziata due anni e mezzo fa ecc” che ho pubblicato il 28 Aprile e il 5 magio scorsi, scrivevo testualmente : ” 2. Il confronto é di importanza strategica in quanto determinerà il futuro assetto della regione e vedrà per la prima volta alleati Algeria e Marocco impegnati a contenere l’infiltrazione islamista dei paesi del golfo nel Maghreb.
Tale confronto si svolgerà sotto traccia e si svilupperà come segue:..omissis…..
· la coalizione algero-marocchina contrasterà tale attivismo sostenendo l’opposizione laica, favorendo episodi mirati a screditare la troika al potere in Tunisia…..omissis.
· scandali economici….omissis. · azioni di screditamento …omissis. · azioni violente attribuibili ai “comitati per la protezione della rivoluzione” e ai gruppi islamisti/salafiti contigui ad Ennahda;”
Possiamo constatare come stia accadendo esattamente come previsto.

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L’EUROPA È ORMAI UN SOGNO BALCANICO. ARRIVA LA CROAZIA. di Antonio de Martini

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un altro affare di Maria Calzetta : la Croazia il 1luglio entrerà nella UE a pieno titolo.
La Germania, che era l’ultimo paese a dover ratificare l’accordo, ha deliberato positivamente l’ammissione non senza il fervorino di rito sulle virtù dell’Austerità.
La Repubblica di Croazia è al suo quinto anno di recessione economica, ha il 18,5% di disoccupazione generale e il 51,6 di giovani senza lavoro. Entrambi questi dati sono raddoppiati rispetto al 2009.
Dopo le critiche mosse al troppo frettoloso allargamento della UE realizzato da Romano Prodi e a seguito della crisi economico-finanziaria che ci opprime, avevamo bisogno di tutto, ma non di un altro zoppo che accorresse in aiuto.

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LA COMMISSIONE EUROPEA DOPO LA STAGIONE DEI FALLIMENTI DOVREBBE DIMETTERSI E RINNOVARSI PER SALVARE L’IDEA DI EUROPA. di Antonio de Martini

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sappiamo ormai che con l’ingresso ufficiale della Francia in crisi economica ( -0,2% nel primo trimestre dell’anno e il supero dei tre milioni di persone senza lavoro), il numero dei paesi UE appartenenti alla zona dell’Euro che sono ufficialmente in recessione sale a nove su diciassette: Irlanda, Portogallo, Spagna, Cipro, Grecia, Italia, Slovenia, Francia, Slovacchia.

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SIRIA: VIGILIA DI NOVITÀ MENTRE DAVID CAMERON CHE ESCE PERDENTE POTREBBE DARE UN COLPO DI CODA. di Antonio de Martini

Non si vede ancora nessun passo concreto verso la messa in opera della progettata conferenza di pace congiunta russo- americana sulla Siria, prevista per fine mese, ma i vari paesi stanno prendendo posizione.
Per prima si è mossa la Svizzera offrendosi di ospitare l’evento con un ” Ginevra II” dove per Ginevra I si intende l’intesa Clinton-Lavrov del 30 giugno scorso. Una offerta svizzera da sempre credibilità.

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IL 13 MAGGIO DI CINQUANTACINQUE ANNI FA DE GAULLE TORNAVA AL GOVERNO. IL 5 OTTOBRE NASCEVA LA NUOVA REPUBBLICA. NOI LA STIAMO ANCORA ASPETTANDO. di Antonio de Martini

E c’è chi dice che gli italiani sono incostanti. Per oltre mezzo secolo la Democrazia Cristiana è riuscita ad impedire l’ammodernamento dello stato che già nel 1960 si era capito essere necessario. Tutto è cominciato da lì, ma sta per finire.

La vicenda ha inizio Oltralpe. Finita la guerra mondiale, i partiti della vecchia Repubblica che avevano portato la Francia alla sconfitta, ” liquidano” De Gaulle che aveva interpretato la volontà di resistenza della Nazione dopo aver previsto la sconfitta del 1940 – anche nei dettagli – con il suo bel libro ” Il filo della Spada” ( tradotto in Italia con trenta anni di ritardo ed ” Il Borghese”. 1964) e previsto nel suo appello alla Resistenza, termine del quale è l ‘inventore, anche la rivincita.

Tornati alle vecchie abitudini e alle liti tra cattolici ( MRP) e socialisti ( SFIO) i partiti sono paralizzati dal timore di una reazione dei francesi di fronte ai problemi della decolonizzazione nella penisola Indocinese e nel Maghreb.
Governanti individualmente anche capaci come Guy Mollet e Georges Bidault, si alternano, contrastano e paralizzano, mentre il paese decade e l’estrema destra cresce nutrita dalla frustrazione della sconfitta militare di Dien Bien Phu e dalla logorante guerra d’Algeria.

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