L’INTELLIGENCE TEDESCA CAMBIA LA PROPRIA VALUTAZIONE SULLA GUERRA IN SIRIA ED È PESSIMISTA SULLA PACE. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Il giornalista Matthias Gebauer e lo Spiegel ci informano che il BND, il servizio di intelligence tedesco, ha cambiato la propria valutazione circa la guerra di Siria.

Mentre circa un anno fa aveva annunziato che il regime di Assad era giunto alla sua fase terminale e che la fine sarebbe giunta entro breve, adesso – con un briefing a una selezionata platea di uomini politici tedeschi – il Capo servizio in persona ha annunziato di aver cambiato la propria valutazione e prevede significativi guadagni territoriali dei governativi.
È auspicabile che questo briefing sia avvenuto un paio di mesi fa e che sia recente solo la notizia di stampa, altrimenti dovremmo rivedere la nostra considerazione nei confronti di quella che fu la brillante Organizzazione Gehlen.

L’analisi giustificante i successi governativi è di sapore classico: dopo aver dato notizia della cessazione delle numerose diserzioni di ufficiali governativi anche importanti avvenute nei mesi scorsi verso i ribelli, l’analisi tedesca individua tre fattori della vittoria governativa: l’aver ripristinato le proprie linee di rifornimento, l’aver troncato ( tranne al nord) quelle dei ribelli e la mancanza di coordinamento tra le fazioni ribelli che in alcuni casi sfociano in conflitti armati tra loro per il predominio locale.

Constatato anche il distacco tra le formazioni combattenti sul territorio e i gruppi politici che cercano di pilotare dall’estero la ribellione, il briefing conclude esprimendo cautela circa le effettive possibilità di giungere ad una conferenza di pace effettivamente rappresentativa delle forze in campo ed esprime scetticismo circa la volontà dello stesso Bashar el Assad di sedersi al tavolo della trattativa in un momento a lui tanto favorevole. L’incontro sembra essersi concluso con un omaggio all’attivismo del ministro degli esteri Guido Westerwelle ed ai suoi ripetuti viaggi nel Levante miranti alla riuscita della conferenza.

Il capo della BND Gerhard Schindler, è lo stesso dello scorso anno. L’analisi, di sapore classico/logistico e la constatazione che il governo siriano non controlla la zona Drusa ( non l’ha mai veramente controllata dato che è al confine con Israele e il Libano) fa pensare che all’origine di queste notizie non ci sia tanto una fonte, quanto il comprensibile desiderio di allinearsi alla nuova iniziativa russo americana e forse di giustificare i week end di Westerwelle a Istanbul.

In realtà un buon servizio di intelligence:

a) avrebbe capito che la strategia governativa siriana non ha mai mirato tanto al controllo del territorio, quanto ad arroccarsi nelle aree a forte densità di popolazione, visto che avevano evacuato l’area kurda alla frontiera turca, la zona di Rakkah e di Deir EL Zhor e la frontiera irakena.

b) avrebbe evitato il soffietto al ministro degli esteri la cui tendenza è ben nota e sufficiente a giustificare i fine settimana esotici.

c) avrebbe attribuito una parte dei dissapori armati tra le fazioni all’arrivo di disertori governativi in realtà infiltrati – arte in cui i siriani sono bravissimi – e le sconfitte dei ribelli al rarefarsi dei rifornimenti americani, ansiosi di ridurre gli aiuti per ” obbligare” i gruppi armati ad accettare la conferenza.

Un buon servizio di intelligence avrebbe condotto direttamente le trattative coi gruppi armati e quelli politici puntando a indurli alla trattativa, per poi attribuirne il merito a Westerwelle invece di attribuire la responsabilità al ministro degli esteri e prevederne il dubbio esito.
Fonti: zero. Analisi quattro più. Opportunità politica tre.

A meno che il briefing non sia stato un soffietto alla CDU ( leggi Merkel) per mettere in cattiva luce il giovane ministro in vista delle elezioni che si terranno a settembre. Tanto più che la notizia dell’incontro riservato è finita sulla stampa. In tal caso rivedrei il voto di opportunità politica.
Incerti dei governi di coalizione.

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Commenti

  • donato  Il maggio 23, 2013 alle 10:53 PM

    Proposta odierna di Al Khatib è da prendersi seriamente (passo verso soluzione yemenita) oppure è cortina fumogena per ulteriori attacchi?

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