Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.
La Libia offre al Mediterraneo quasi 1900 km di coste , tutte adatte a ricevere uno sbarco. Truppe USA effettuarono una incursione punitiva a Tripoli già nel XIX secolo e l’evento è ricordato nell’inno dei Marines nel secondo versetto (…”to the shores of Tripoli”).
Gli inglesi hanno fatto la guerra in quei luoghi dal 1940 al 43 ed hanno poi occupato il paese fino all’indipendenza , nel 1951, mantenendo poi la base militare di Wheelus – vicino a Tripoli fino all’avvento di Gheddafi nel 1969. L’accordo istitutivo della NATO prevede la copertura delle aree geografiche occupate dall’occidente a tutto il 1 settembre 1949 e quindi la Libia rientra appieno in questa fattispecie. Continua a leggere →
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Il primo bilancio è di diciannove morti e alcune decine di feriti nella manifestazione nazionale tenutasi ieri in Irak. Due morti a Mosul , uno a Ramadi e gli altri a Baghdad. Gli advisor USA sono soddisfatti Continua a leggere →
Il confine tra Sudan e Libia – chiuso dal luglio dello scorso anno – è stato riaperto ieri per consentire l’ingresso ai numerosi cittadini sudanesi che si stanno rifugiando in Patria a seguito dell’unrest nell’est libico

Ali Karti ministro degli esteri del Sudan. Ha dichiarato che le frontiere del Sudan le hanno fissate gli inglesi. Non sono dunque intangibili. I profughi sudanesi , passano in Egitto.
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Ieri ho visto – e purtroppo sentito – una intervista di una giornalista che, per illustrare i rapporti politici ed economici tra Italia e Libia, non ha trovato di meglio che rivolgersi a Cesare Romiti.
Romiti fa parte di quella razza padrona che ha rotto la schiena all’Italia industriale del miracolo economico della ricostruzione.
Solo un paio di “reminders” per farlo conoscere alle nuove generazioni: Continua a leggere →
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I lettori che ci seguono da qualche tempo, hanno già letto alcune informazioni sul Libano, dove l’Italia ha un contingente di circa 2500 uomini posizionato nella regione di Tiro al confine con Israele a Sud, e con la Siria a est, ai piedi del Monte Hermon di memoria biblica.
Per chi ha visto una pellicola programmata recentemente nelle sale italiane, è il territorio mostrato nel film ” la donna che canta”

la nave appoggio iraniana Kharg mentre attraversa il canale di Suez. Stazza 33.000 tonnellate, ha tre elicotteri da combattimento ed è di fabbricazione inglese.
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con meno di un milione di abitanti ( 900.000), Gibuti sta ai paesi Africani come San Marino sta all’Italia.
La repubblica fa parte della Lega Araba e della OUA ( Organizzazione dell’Unitò africana), ed è anche un paese associato all’UE , tramite i suoi legami con la Francia.
In più il porto di Gibuti è il solo tramite dell’Etiopia con mondo esterno per via di mare, da quando l’Eritrea ha dichiarato la propria indipendenza nel 1993.
A testimonianza del legame con Gibuti, la Francia mantiene un reparto della Legione straniera Continua a leggere →
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Nell’articolo pubblicato su questo blog il 20 gennaio dal titolo ” Tunisia bloccare il rischio di contagio. Troppo tardi?”
dicevo testualmente ” siamo in presenza di una grande rivoluzione di cui è difficile intravvedere forma e calendario” aggiungevo che, l’unico ad aver messo le mani avanti era lo sceicco del Kowait, Continua a leggere →
Ringrazio i lettori che in numero crescente vengono ad informarsi su IL CORRIERE DELLA COLLERA che informa prima e meglio.
La notizia di fonte israeliana La DEBKA è delle 14 di oggi, 25 febbraio e vanta l’esclusiva. Ancora una volta le previsioni de ” IL CORRIERE DELLA COLLERA ” del 24 febbraio ore 10,41 si sono rivelate esatte e più tempestive. Adesso abbiamo due elementi di dettaglio in più a disposizione dei lettori. Continua a leggere →
La crisi libica sta provocando una serie di effetti che produrranno ulteriori complicazioni a livello Europa e paesi Arabi e Africani. Vediamoli rapidamente: Continua a leggere →
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