Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.
Berlusconi aveva ingenuamente creduto di acquisire i punti premio del supermercato NATO mandando qualche migliaio dei nostri giovani migliori in Afganistan a sostegno di questa palese violazione del diritto delle genti , compromettendo un secolo di amicizia coi popoli mussulmani nostri vicini. ( la guerra di Libia fu contro l’impero Ottomano).

Mons Innocenzo Martinelli, francescano, Vescovo di Tripoli " la farnesina mi ha chiesto di partire, io resto. " Restano anche le suore. Intervistato ha detto. La situazione è calma i media ne raccontano di balle, Si sentono spari solo la sera e la notte"
L’agenzia ASCA ha pubblicato la testimonianza del vescovo di Tripoli, che prima di parlare avrà certo interpellato la Santa Sede. Continua a leggere →
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Le principali caratteristiche della rivolta libica non hanno nulla in comune con quanto è avvenuto in Tunisia, Egitto, Bahrain .
All’estero : Diplomatici che chiedono asilo politico ( India, BanglaDesh, USA, e ONU), piloti che fuggono portando il loro aereo in un paese “neutrale”, ricordano i tempi in cui era l’URSS a essere vittima di queste operazioni Continua a leggere →
Come è noto, il prezzo del petrolio si costruisce su un barile nominale che è composto di vari tipi di petrolio estratti in varie parti e che sono destinati a vari utilizzi finali. Insomma come il paniere dell’Istat: c’è un po di tutto.
Ad esempio, il petrolio libico è in prevalenza “arabian light” ricercatissimo a causa della scarsità di zolfo nel composto. Quello Venezuelano è il “Bachequero” e così via.

L'ammiraglio Michel Mullen capo degli Stati Maggiori Riuniti. Negli ultimi dieci giorni due volte nel mediterraneo.
L’estrazione in Libia continua come al solito, con la defeziuone di una compagnia tedesca che sottrae poco o nulla alla produzione abituale. Continua a leggere →
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Questa sequela di rivolte politiche e militari motivate da differenti ragioni, hanno un elemento in comune rappresentato da dittatori e aiutanti dittatori in cerca di un rifugio per le loro fortune. Da Gheddafi all’Emiro del Bahrain Continua a leggere →
Lo ha pubblicato oggi il Washington Post attribuendo la dichiarazione a un “”CIA official”. Il sig Davis è un “contractor della CIA”. Continua a leggere →
Dal 21 al 23 febbraio L’associazione dei maroniti del mondo si riunisce a Roma per l’inaugurazione della Statua di San Marone – il loro fondatore- che sarà inaugurata e posta all’esterno della basilica di S Pietro. E’ presumibile che il Papa colga l’occasione per far conoscere il pensiero del Vaticano sulla Continua a leggere →
Qualche amico mi ha telefonato, esprimendo meraviglia per ” i ripetuti attacchi ” alla CIA, se non addirittura alla politica estera USA nel Mediteraneo. Rispondo a uno per chiarirmi con tutti.

La fregata ALVAND iraniana, naviga verso il mediterraneo orientale , dove abbiamo una squadra navale anti traffico di armi. La Alvand lancia missili e noi no.
Sono italiano – anche se a volte non sembrerebbe – e suggerisco una linea di politica estera vantaggiosa per l’Italia. Se gli Stati Uniti perseguono una politica buona per loro e cattiva per noi, sento il dovere di dirlo.
Il fatto che io abbia “azzeccato” una serie di previsioni che sono sotto gli occhi di tutti coloro che hanno letto il blog dimostra che non parlo a vanvera.
Ho scritto su questo blog di “Mediterraneo in fiamme” il primo giorno della prima manifestazione, nel generale scetticismo; ho scritto che tutto il Nord Africa se ne frega della democrazia e cerca pane e lavoro perché messo in ginocchio dalle speculazioni alimentari dei grandi complessi agroindustriali americani. Lo ha confermato il ministro Tremonti alle telecamere del G20 ieri sera, sia pure senza dire che sono americani. Continua a leggere →
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Il senatore USA Kerry, che ha avuto un momento di notorietà come possibile candidato presidenziale, qualche giorno fa promise di promuovere una inchiesta del Senato sull’omicidio di due cittadini pakistani da parte di un impiegato del consolato di Islamabad.
Andando a vedere la cosa più da vicino, troviamo un altro episodio di tradimento della fiducia degli alleati cui sembra che gli USA vogliano abituarci

le facce da assassino sono tuitte uguali. Questo è Raymond Davis. Peccato che la stampa italiana non lo racconti.
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Lo scorso 2 febbraio in questo blog pubblicavo un articolo spiegando come mai le rivolte di gennaio non riguardavano Gheddafi, indicando nella relativa maggior ricchezza della Libia una delle ragioni a cui si aggiungevano l’aver creato una casta di privilegiati dalla nazionalizzazione dei beni italiani confiscati, senza contare l’efficienza della “occhiuta polizia”. Continua a leggere →
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