Petrolio e Oro salgono di prezzo. Ma che c’entra il Brent ? E chi sta combattendo in Libia?

 Come è noto, il prezzo del petrolio si costruisce  su un barile nominale  che è composto di vari tipi di petrolio estratti in varie parti e che sono destinati a vari utilizzi finali. Insomma come il paniere dell’Istat: c’è un po di tutto.

Ad esempio,  il petrolio libico è in prevalenza “arabian light”  ricercatissimo a causa della scarsità di zolfo nel composto. Quello Venezuelano è il “Bachequero” e così via.

L'ammiraglio Michel Mullen capo degli Stati Maggiori Riuniti. Negli ultimi dieci giorni due volte nel mediterraneo.

 L’estrazione in Libia continua come al solito, con la defeziuone di una compagnia tedesca che  sottrae poco o nulla alla produzione abituale.

Il BRENT  che oggi il SOLE24ORE  annunziava – a pag 5 –  essere arrivato a  105 dollari USA  viene  invece estratto estratto nel mare del nord  e  concorre alla formazione del barile tipo, per circa il 3%.  Ne consegue che  con l’aumento del prezzo del Brent,  la crisi libica non c’entra nulla.

 A meno che non si voglia far salire a tutti i costi il  prezzo del petrolio spingendolo verso l’alto da  dove è possibile. Se lo avesse fatto un qualsiasi Ricucci,  sarebbe stato aggiotaggio. Se lo fanno le sette sorelle petrolifere , “è il mercato”.

L’oro è arrivato a 1.405 dollari  l’oncia ( circa 30 grammi). L’America ci ha fatto vendere l’oro a 35 dollari l’oncia per una vita. Quando De Gaulle si è messo a comprare l’oro a 35 dollari l’oncia dagli Stati Uniti,  ( l’economista  Jacques Rueff,  ricordate? ), gli Americani misero in moto l’ostracismo a De Gaulle ed a chi gli dava ragione.

Insinuarono si trattasse di un vecchio pazzo, fino a che,  esasperato dagli acquisti della Francia, il presidente  Nixon annunziò che non avrebbe più venduto oro a quel prezzo e innescò  la crisi che oggi sta arrivando a parossismi inimaginabili e  che prefigurano scenari di guerra.

A proposito, visto che non esce un solo nome di un oppositore militare del Rais libico, visto che  c’è gente che  combatte per le strade, visto che la CIA ha l’abitudine di assumere “contrattisti” per i lavori sporchi, visto che  nessuno tocca i pozzi delle sette sorelle  che continuano a produrre a ritmo pieno ed esportare indisturbate ( strano vero?),  visto  – vedi il blog della scorsa quindicina – che il capo contrattisti USA  Duane Clarrige è qui in zona,  e che l’ammiraglio Michel  Mullen , capo degli  Stati Maggiori Riuniti , è venuto due volte in dieci giorni nel Mediterraneo e non lo avrà fatto perché la prima volta ha dimenticato lo spazzolino da denti,  non sarà che  alla fine della storia  troveremo  dei “contrattisti” anche in questa vicenda che danno un aiutino ai “dimostranti”‘? Non sarebbe meglio ammetterlo prima che ne catturino uno vivo e lo facciano parlare?

Se Gheddafi resiste,  lo farà  grazie ai piloti siriani che già la volta scorsa frustrarono il tentativo di defenestrarlo dopo il bombardamento americano  su Tripoli  in cui rimase uccisa la figlia.  In un combattimento  a sfondo tribale quale quello cui assistiamo, è normale che  ci siano delle defezioni ( un po come i curdi defezionarono  nella  prima e seconda guerra Irakena dall’esercito di Saddam) ma  è anche  normale che vinca chi ha il controllo del cielo.

 In irak, gli USA crearono la no fly zone che consentì ai curdi di “rifiatare” al riparo dalle incursioni aeree di Saddam. Se non c’è appoggio aereo e se  non esce un competitore  al ruolo di leader, è legittimo il sospetto che si tratti di una guerra lampo  eterodiretta  cui ha fatto difetto il fattore sorpresa e come nel fiasco di Cuba ( la baia dei porci) l’appoggio aereo.

In tal caso i cirenaici  andranno ad ingrossare l’elenco delle vittime delle promesse americane rimangiate all’ultimo momento: dagli insorti di Ungheria,  agli esuli cubani,  ai “montagnards” del Vietnam,  ai contras del Nicaragua, ai curdi irakeni,  a loro.

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Commenti

  • Gianni Ceccarelli  Il febbraio 22, 2011 alle 6:22 pm

    Naturalmente immagino che molte delle cose che dici ci siano sempre state, ma questo loro acuirsi sotto la Presidenza Obama mi conferma nella mia idea che ti espressi tempo addietro: Presidenti USA domocratici = rischi molto aumentati per tutto il mondo. Poi magari non sarà vero, ma io continuo a crederci. Ci si affeziona alle proprie idee. GiC

  • Serse  Il febbraio 23, 2011 alle 8:23 am

    Trovo molto interessante il tuo pensiero in quanto quando il 99% dell’informazione la racconta a senso unico.. essendo un contrarian per natura immediatamente sento puzza di balle.
    Potresti cortesemnete aiutarmi a comprendere come sono composte le tribu libiche

    Grazie ciao

    • antoniochedice  Il febbraio 23, 2011 alle 12:28 pm

      Grazie ! Quanto a capire meglio le tribù libiche, forse ti basterà sapere che ci sono tre aree ( Cirenaica, Fezzan e Tripolitania) in cui le tribù vivono e si moltiplicano. Raramente si alleano tramite matrimoni e quindi assumono tratti , anche del volto, simili a causa dei molti matrimoni tra parenti. Per saperne di più devi aspettare che il personale che si occupa del blog passi da uno a due…

  • Roberto  Il febbraio 23, 2011 alle 10:43 am

    Bravo Tonino. Aggiungo solo una cosa: se vogliamo trovare un presidente americano con le palle dobbiamo riscoprire Ike.

  • Serse  Il febbraio 24, 2011 alle 11:44 am

    Roma, 24 feb. (TMNews) – IL Pentagono e l’intelligence americana sarebbero preoccupati per gli arsenali di armi chimiche (come gas mostarda e varie) del regime libico. Secondo gli esperti, scrive oggi il Washington Times, la Libia dispone di circa 14 tonnellate di gas mostarda che non sarebbero ancora state distrutte nonostante l’annuncio del 2003 della rinuncia da parte della Libia al suo arsenale di armi di distruzione di massa.

    Vi ricorda qualcosa?

  • antoniochedice  Il maggio 22, 2016 alle 10:11 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Quando lo scrissi, sembrava fantascienza (2011, febbraio)

  • andrea  Il maggio 23, 2016 alle 7:06 am

    certo oggi alla luce di quello che scrivesti, anche l’attacco alla siria prende una certa sfumatura

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