Archivi del mese: giugno 2013

IRAN: LA GUERRA D’AUTUNNO NON CI SARÀ. di Antonio de Martini

QUESTA È DEL PRIMO OTTOBRE 2012 E RIGUARDA L’IRAN. PREVISTA AFFERMAZIONE DEI MODERATI.

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Un successo della propaganda di Netanyahu è che molti ormai non chiedono più SE ci sarà una guerra, ma QUANDO.
La legenda metropolitana della fine del mondo, prevista dai Maya per il 21 dicembre prossimo, ha completato lo stato confusionale che i media hanno diligentemente trasmesso a una pubblica opinione concentrata piuttosto sulla rapida fine della tredicesima mensilità.
Proviamo ad anticipare un pò di serenità natalizia dicendo che esistono numerose ” profezie Maya” che superano anche di mille anni la data indicata per la fine del mondo. Rilassiamoci.
Più articolato ma ugualmente ottimistico, il ragionamento geopolitico mirante a smontare un decennio di propaganda bellicista.

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LA DIGA PER LA RINASCITA DELLA GRANDE ETIOPIA, ANNUNZIATA MENTRE L’EGITTO GIOCAVA ALLA RIVOLUZIONE, ADESSO RICHIA IL CONFLITTO . di Antonio de Martini

C’È NE SIAMO ACCORTI NELLO SCORSO MESE DI OTTOBRE. CON OTTO MESI DI ANTICIPO SUGLI ARTICOLI DI QUESTI GIORNI.

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Mentre l’Egitto giocava alla rivoluzione istigato dai media occidentali, l’Etiopia fece una dichiarazione di cui gli analisti cominciano a valutare solo adesso la portata.
Le premesse della crisi che si annunzia, potete leggerle nel post che precede .

L’Etiopia vuole costruire la ” The Grand Etiopian Renaissance Dam” che, quando sarà completata, nel 2017 , entrerà nella classifica tra le prime dieci del Mondo.
L’impresa Salini , che ha esperienza recente e specifica – anche se ha avuto un infortunio realizzativo – potrebbe trovarsi in pole position per la realizzazione.

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La prossima guerra sarà per l’oro blu: l’acqua. Nel Medio Oriente e Nord Africa, è già un casus belli. Il paese più ricco è l’Albania… di Antonio de Martini

A MARZO 2011 QUESTO POST FORNIVA I DATI DEL PROBLEMA IDRICO. LO STESSO PROBLEMA SI PONE OGGI TRA ETIOPIA, SUDAN ED EGITTO. LA CRISI NASCE DAL VECCHIO ACCORDO PATROCINATO DALL’ INGHILTERRA CHE FAVORIVA EGITTO E SUDAN E “RICONOSCEVA” ALL’ETIOPIA IL 3% DELLE ACQUE.SUDAN E

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Con un attacco nucleare si può mettere in ginocchio  anche un  grande paese in trenta giorni.  Con la Bomba A ( alimentare) una nazione  crolla in una settimana. Se privata di acqua, bastano due giorni.

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Il Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74. Prima parte

Mentre riposo, repetita juvant

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Si narra che un visitatore, vedendo la gran mole di libri di teologia nella biblioteca di Voltaire, abbia chiesto ” ma li ha proprio letti tutti?” La risposta. ” si, ma me la pagheranno!”

Franzinelli: storico o “pistarolo”?

Nel mio piccolo, ho letto il libro di Franzinelli   su garbata esortazione del prof Alessandro  Giacone della Università di Grenoble che ha letto il mio  precedente articolo  sul PIANO SOLO .

L’idea di affrontare, con la distanza dello storico, queste tematiche è in se lodevole  semprecché  non faccia parte di una metodologia per coprire altro, come spesso accade nella pubblicistica contemporanea.

un proverbio arabo recita che “la donna più bella del mondo non può dare che quello che ha”, e con tutti i miei limiti vorrei contribuire a sanare le numerose lacune e pecche  riscontrate nella lettura del testo, specie nella parte a me più direttamente nota.

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ARRIVEDERCI E GRAZIE PER L’ATTENZIONE.

Lo ammetto: dopo oltre due anni, oltre mille post e più di trecentomila visualizzazioni, sono stanco.
Sono anche condizionato a fare e per smettere forse ho bisogno di una scusa.
Ho trovato questa: che senso ha commentare le azioni di un governo e una dirigenza che si disprezza a un uditorio inerte? Nessuna.

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Il Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74 . Sesta ed ultima parte

ECCO LA STORIA DEI GOLPE NEL TRENTENNIO PRECEDENTE DELLA STORIA ITALIANA . ADESSO, ANCHE I GOLPE LI FANNO A RATE! PER GLI EPISODI PRECEDENTI RISALIRE COI POST CLIKKANDO SU ” POST PRECEDENTI”. IMPARERETE MOLTE COSE SULLA STORIA DI OGGI.

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Sistemato un pò il  fritto misto, passiamo ai vari “boatos” di Golpe su cui si basano  tuttora molte carriere e alcune fortune politiche e editoriali.

Il primo “golpe” fu creato dal segretario di Pacciardi, figlio dell’ammiraglio Girosi, che, invaghitosi di una signora, se ne andò in Costa Azzurra in luna di miele, col ricavato della vendita   di un motoscafo non suo.

Per riparare, pensò bene di andare a raccontare al SIFAR una serie di balle che de Lorenzo meticolosamente registrò  Aveva un apparato inserito in una 1100 /103 Fiat, bianca , a targa civile,  che l’autista innescava  quando il capo gli ordinava di scendere dall’auto per fingere di assicurare la privacy dell’incastrato di turno. Il segnale di accensione era una botta sulla spalla destra .

Il “Girosino” ricevette una cifra apprezzabile per l’epoca e un’assunzione  in Tunisia ” per sottrarlo a vendette”, ma più verosimilmente per fare un favore al padre dello scapestrato.

La confessione, registrata su dischi a…

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ROMA: VINCE IL PARTITO DEGLI ASTENUTI. PERDE LA STAMPA CARTACEA. GRILLO E BERLUSCONI HANNO PARTITI INESISTENTI ED ELETTORI INDIPENDENTI. GRANDE È IL DISORDINE SOTTO IL CIELO, LA SITUAZIONE È OTTIMA. di Antonio de Martini, (titolo di Mao).

Benché ci siano ancora degli attardati che pigolano di maturità democratica, è evidente a tutti che il risultato elettorale – cui va aggiunto il numero delle schede bianche e nulle e quello dei giovani emigrati – è una ribellione-sciopero contro una classe dirigente scadente, amorale e stupida fino al suicidio.

Patetiche le pretese trionfali della sinistra che è riuscita a imbambolare, portandoli alle urne ancora una volta, i rimasugli marxisti e qualche idealista generico per occupare poltrone amministrative che produrranno soltanto altri imputati, sputtanamenti, frustrazioni.

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F.B.I. così controllano ogni comunicazione. Negli USA e all’estero. Ad esempio in Italia.

Ecco copia dell’ordine del magistrato per esibire tutte le telefonate di Verizon negli USA.
La tecnica è semplice: registrano tutto e quando serve, vanno a vedere il pregresso.
Ecco il link. Prima o poi verrà fuori che Berlusconi on era intercettato dal magistrato italiano.
Altra tecnica in uso, consisteva nell’ottenere alcuni mandati in bianco, salvo poi esibirsi a richiesta previo inserimento del nome.
Altro ancora, mettere un nome convenzionale adducendo la necessità del segreto.
Insomma tutti possono ascoltare tutti. Ecco il link:

http://www.guardian.co.uk/world/interactive/2013/jun/06/verizon-telephone-data-court-order

ROMA. Una proposta per farla risorgere. di Antonio de Martini

Tra pochi giorni a Roma ci sarà un nuovo sindaco, nuovi consiglieri comunali, nuovi organi amministrativi delle circoscrizioni.
Di vecchio ci saranno il sistema di raccolta delle immondizie ( c’è gente che ancora crede alla raccolta differenziata), i buchi nelle strade e i debiti. Tanti debiti.
Poiché chi si lancia in politica senza esserne richiesto è quasi sempre un narciso, è probabile che creda fermamente di averlo meritato e di essere in grado di risolvere i problemi. Continua a leggere

DA LIBRE IDEE.ORG UNA ALTRA CONFERMA ALLA TESI CHE BISOGNA NAZIONALIZZARE LE BANCHE. LO DICE JOSEPH STIGLITZ E ORMAI ANCHE ALAN GREENSPAN. LO FECERO SVEZIA E NORVEGIA NEGLI ANNI 90. PERCHÉ NON NOI OGGI?

Privatizzazioni fasulle ne sono state fatte tante. Per alcune possiamo porre riparo . Per Telecom e per le banche è un imperativo morale nazionalizzare e privatizzarle nuovamente. Lo stato solo sulle fondazioni bancarie ci guadagnerebbe cento miliardi oltre alla pulizia morale da imporre.

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«La notizia che la nazionalizzazione delle banche potrebbe essere necessaria anche secondo Alan Greenspan dimostra quanto la situazione sia disperata: come è evidente da tempo, l’unica soluzione è che il nostro sistema bancario sia rilevato dal governo, forse sulla falsariga di quanto fecero Norvegia e Svezia negli anni ‘90». Parola di Joseph Stiglitz, docente della Columbia University e Premio Nobel per l’economia. Nazionalizzare le banche: «Bisogna farlo, e farlo in fretta, prima che altri soldi vadano sprecati in manovre di salvataggio», dopo la catastrofe planetaria provocata da «anni di comportamenti sconsiderati, tra cui la concessione di crediti inesigibili e l’avere giocato d’azzardo con i derivati». Teoricamente, siamo già alla bancarotta: se il governo rispettasse le regole del gioco, sono moltissime le banche che uscirebbero dal mercato. Nessuno sa con certezza quanto sia grande il buco: almeno due-tremila miliardi di dollari, se non di più.

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