Non siamo nuovi agli scandali calcistici e mentre la politica tocca il 5% della popolazione il calcio interessa il 90% degli italiani. La corruzione nel mondo dello sport è dunque ben più inquinante dei furti dei politici.
Nel 1980 c’è stato uno scandalo che coinvolse il giocatore Paolo Rossi e quello della Lazio Pino Wilson ( lo ricordo perché mio figlio manifestò rumorosamente contro questo calciatore venuto a vedere una casa in vendita vicino alla nostra, inducendolo ad allontanarsi) .
Nel 2006 abbiamo avuto Calciopoli ( i vezzeggiativi sono tipici di quando la stampa vuole mettere la sordina agli avvenimenti), ma la Juventus per questo fu retrocessa in serie B.
Roberto Di Martino – metto i puntini sulle i: non è mio parente – scoprì un paio di anni fa una “pastetta” tra la Cremonese e la Paganese.
Il portiere del Cremona, non riuscendo a corrompere i colleghi calciatori e non volendo restituire il malloppo, pensò bene di drogare tutta la squadra.
Ne è nata una inchiesta giudiziaria che ha comportato oltre duecentomila intercettazioni e fatto spiccare più di 180 avvisi di garanzia.
Cristiano Doni e Giuseppe Signori sono nomi che conosco persino io che di calcio non so nulla e sono andato a tre partite in vita mia per ragioni sentimentali. Continua a leggere →
febbraio 14, 2013 – 4:25 PM
Categorie: corruzione, costume, Magistratura, Uncategorized
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EtichettatoAziz Yldirim, Beppe Signori, Cagliari calcio, CONI, Cristiano Doni, Fenerbahce, FIFA, Marco Cizmek, Massimo Cellino, Paolo Rossi, Roberto Di Martino
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Molti sostengono che la magistratura stia esagerando nelle picconate in carta bollata agli altri poteri esecutivo e legislativo con cui dovrebbe concorrere a regolare il funzionamento dello Stato.
La realtà è che quando l’edificio è marcito fin nelle fondamenta, ogni movimento provoca gli effetti di una scossa tellurica.
Gli occupanti abusivi dell’edificio non se ne capacitano: vedersi afflosciare sotto gli occhi l’oggetto delle loro brame, per impossessarsi del quale han fatto ricorso ad ogni bassezza, sembra loro una incomprensibile ingiustizia.
Pensano, come Maroni, che si tratti di persecuzioni personali.
Non si rendono conto che sono state la loro ignoranza dell’arte del governo, la loro incapacità legislativa e previsionale, la loro noncuranza verso la gestione dello Stato e il suo potenziamento, le termiti che hanno corroso le travi del soffitto che adesso gli rovina addosso. Continua a leggere →
febbraio 14, 2013 – 8:33 am
Categorie: corruzione, costume, disinformazione, economia internazionale, intelligence, Politica Estera
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EtichettatoDefence policies, elezioni regionali in Lombardia, ENI, Finmeccanica, politica degli armamenti, roberto maroni, Silvio Berlusconi, Tajip Erdoghan, Vladimir Putin
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Tutta Italia si è indignata per la cancellazione del marchio della compagnia di bandiera dall’ala di un ATR 42 uscito di pista a Fiumicino durante una manovra di atterraggio non riuscita.
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Non ho il dono della fede, ma da quando fu eletto un cardinale proveniente da oltrecortina mettendo in crisi, prima psicologica poi politica ed infine istituzionale, l’impero sovietico, tendo a rispettare le scelte di uno dei pochi consessi capaci di operare con spirito ” in consulendo liber” scelte non condizionate dal circo mediatico che tutto condiziona ed inquina.
L’attuale Papa – oltre che cedere a un legittimo desiderio di riposo e meditazione – si è certo accorto, ” ingravescentem aetatem ” , che questa non è epoca per un Papa teologo, ignaro di attività diplomatiche, di nuove tecnologie, di finanza, di media e ne ha tratto le conseguenze. Continua a leggere →
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Napolitano ha sbagliato analisi ancora una volta: è andato dal Papa con il convincimento di salutarlo, e, senza rendersene conto, è stato salutato .
il Papa può stare tranquillo: i Dante Alighieri sono finiti da un pezzo, nessuno gli contesterà il diritto al riposo per i suoi ultimi giorni terreni. Una serenità cui dubito avrà diritto il Presidente Napolitano visto il guazzabuglio in cui ci lascia.
Roma tira un sospiro di sollievo: un Conclave a distanza ravvicinata è quel che proprio ci vuole per risollevare le sorti economiche della città eterna. Lo dico, non tanto per cinismo innato ,che pure c’è, ma per evitare che il gruppetto di latruncoli che si contende il potere nazionale e locale cominci a vantare i meriti di una ripresa in cui non avranno parte alcuna. Continua a leggere →
Prove di democrazia o primi passi per un colpo di Stato? Islamabad in questi giorni è in fermento a causa delle oltre quarantamila persone che si sono riversate lungo le strade della capitale per protestare contro il governo. Quella che viene chiamata “Marcia dei milioni” è un movimento di protesta – per adesso pacifico – guidato da Qadri Tahir, leader del movimento islamico pacifista Minhaj-ul-Quran internazionale (MQI). Il teologo pakistano, forte del sostegno della piazza, chiede a gran voce che si sciolgano i parlamenti provinciali e federali e si indicano nuove elezioni generali del parlamento nazionale, sotto la tutela dell’esercito e della Corte suprema, protagonista solo pochi giorni fa dell’arresto del primo ministro Raja Pervez Ashraf, accusato di corruzione e appropriazione indebita di fondi pubblici. “Noi non abbiamo più un parlamento. Si tratta invece di una banda di ladri, saccheggiatori e ladri. I nostri legislatori stanno infrangendo la legge” sono le parole che va ripetendo Tahir Qadri e che scaldano gli animi della folla riunita a Islamabad.
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Sabato scorso, il New York times ha confermato in un articolo la notizia che il Presidente USA Barak Obama ha respinto il piano di ” addestramento, selezione e armamento” dei ribelli siriani predisposto la scorsa estate dal generale David Petraeus , all’epoca capo della CIA.
il progetto, spinto dalla segretaria di Stato Hillary Clinton, ” attualmente impossibilitata a seguire il progetto perché deve curarsi” si è arenato sui gradini della casa Bianca.
Le motivazioni addotte dalla Presidenza sono state: l’impossibilita a distinguere tra islamisti moderati e no, e che il coinvolgimento nella crisi sarebbe stato troppo diretto fino ad assumere le caratteristiche di una entrata in guerra.
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febbraio 11, 2013 – 8:15 am
Categorie: antiterrorismo, crimini di guerra, disinformazione, economia internazionale, Politica Estera, Siria
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EtichettatoBarak Obama, Bashar el assad, Bechara al Rai, David Petraeus, Faisal Mekdad, Hillary Clinton, John Yazidis, Lindsay Graham, Mouaz al Khatib, Omran al Zoubi, politica del Vaticano nel Levante, politica USA nel Levante, Walid Joumblatt
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La ministra dell’istruzione tedesca è stata privata del titolo di studio dall’università di Düsseldorf su denunzia del settimanale “Der spiegel” .
Ho dato notizia del fatto con un post del 25 dicembre scorso ( vedi).
Nel gabinetto Merkel è il secondo caso, dopo il ministro Karl-Theodor zu Guttenberg, cocco della cancelliera e da allora soprannominato ” Von Googleberg”.
Ieri ho intravisto in TV a fianco di D’Alema , il Premier Rumeno Victor Ponta che comparava Berlusconi a Ceausescu. ( ” Impensabile che ritornino”). Ha idee vaghe sulla storia.
Cercate di capirlo: è stato accertato che ha copiato ben 200 pagine della sua tesi di Laurea, anche se non risultano provvedimenti accademici a suo carico.
Anche questa cautela accademica di non sanzionare il plagio accertato è una eredità di Ceausescu.
Il signor Donato mi ha scritto un commento che merita attenzione: “Aspetterei passi concreti prima di esprimere ottimismo.Anche in Libia si parlava di soluzioni “politiche” poi si è visto come è finita.Basta legger “IL Foglio” che annunzia trionfante nuove offensive dei tagliagole per comprendere importanza della posta in gioco.IMHO è solo il primo scalino X impadronirsi del Caucaso e Asia Centrale e non
credo che un simile progetto venga lasciato cadere di colpo ,anche se le catastrofiche
performance di Egitto e Tunisia indurrebbero chiunque ad un minimo di cautela.”
Donato ha ragione. Mi sono fatto trasportare dall’ottimismo. Questo trasporto si è basato su quattro elementi di fatto: Continua a leggere →
febbraio 9, 2013 – 7:36 am
Categorie: antiterrorismo, disinformazione, economia internazionale, Libano, Politica Estera, Siria, terrorismo
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EtichettatoBashar al assad, David Cameron, john kerry, Laskar Brahimi, Sergei Lavrov, Walid Joumblatt
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Un colpo di stato all’anno , allontana ogni malanno. Lo scorso marzo, un giovane capitano dei paracadutisti addestrato negli USA, Amadou Sanogo, col suo golpe, scacciò il presidente Amadou Toure ed offrì ai Tuareg il destro per la secessione del Nord, per dimensione terzo giacimento d’oro dell’Africa dopo il Ghana e il Sudafrica ( oltre che ricco di una serie di terre rare tra cui l’uranio).
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