IN QUANTI CI HANNO VISTO NELL’ULTIMO ANNO PER PAESE DI PROVENIENZA : i 18 più numerosi e i 18 meno numerosi

Country Views
Italy 242.324
United States 5.531
Switzerland 2.701
Germany 2.446
Brazil 1.990
France 1.782
United Kingdom 1.464
Venezuela 1.334
Monaco 1.253 Continua a leggere

SPIEGAZIONE DEL PEZZO INTRODUTTIVO CANCELLATO DA UN MINORATO

Ho scritto un pezzo introduttivo agli articoli di Carlo  Cadorna  e Roberto Buffagni.  Al solito, la parte più esplicativa è stata cancellata. Questo inconveniente fortunatamente non si è ripetuto coi post di Buffagni e Cadorna. Continua a leggere

CENTO ANNI FA CI SI PREPARAVA ALLA GUERRA …… di Antonio de Martini

Alfred Miller, nessuno lo conosce, scrisse ai primi del novecento un libro oggi introvabile dal titolo ieri suggestivo e oggi provocatorio : ” Constructive imperialism“.
È l’uomo che ha pianificato la Grande Guerra per distruggere la Germania e mise in atto il suo piano dopo averlo provato sulla pelle dei Boeri del sud Africa, che era quanto di più vicino alla mentalità tedesca reperibile sulla piazza.
Dato che il secondo conflitto è conseguenza diretta del primo, possiamo attribuirgli anche questa paternità. A fine vita lo fecero Lord.
Andrew Marshall, americano, è il padre di tutte le guerre fatte dagli Stati Uniti dal 1973 – anno in cui Richard Nixon lo insediò al Pentagono in un piccolo ufficio incaricato di prevedere le guerre e il modo di combatterle: l’Office of Net Assessement.
Da Dick Cheney a Richard Perle, a Paul Wolfowitz, fino a Donald Rumsfeld, tutti i neocon sono passati per il suo ufficio ONA ( Office of Net Assessement) e lui li ha addestrati e mantenuto il controllo fino a poche settimane fa, quando Barak Obama – approfittando dello shutdown – lo ha mandato a casa all’età di novantadue anni suonati.
Il che è l’equivalente americano della nomina a Lord.

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VERSO IL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA: L’IDENTITÀ ITALIANA NASCE NEI MOMENTI DI ESTREMO PERICOLO. di Carlo Cadorna

Quasi cento anni orsono l’Italia scendeva in campo per partecipare alla Grande Guerra: un immane ed inutile sacrificio di vite umane per quasi tutti i paesi partecipanti ma non certo per noi. Infatti la nostra partecipazione, al di là delle polemiche più o meno interessate degli antinterventisti fu storicamente obbligata dall’incompleta liberazione del territorio nazionale, dalla generale (con l’eccezione dei militari che non furono coinvolti nella decisione) errata previsione di una guerra di qualche mese, dalla mancata previsione dell’effetto delle armi moderne associate alla fortificazione campale, dalla necessità – per evitare milioni di disoccupati proprio durante il successo della rivoluzione bolscevica- di disporre delle materie prime che soltanto gli alleati ci potevano fornire, dalle risibili offerte territoriali dell’Austria, dalla maggiore capacità interventista di infiammare gli animi, dalla presenza dell’istituto monarchico favorevole all’intervento, dalle offerte territoriali degli alleati ed infine dalla scarsa considerazione dell’epoca per la singola vita umana se messa in relazione all’interesse nazionale. Continua a leggere

ALLA RICERCA DELLA IDENTITÀ ITALIANA: MELODRAMMA E TRAGEDIA. DUE PAROLE SULLA IDENTITÀ ITALIANA. di Roberto Buffagni

Una sera d’estate di parecchi anni fa, Ugo Tognazzi e famiglia passeggiavano sulla spiaggia di Torvajanica, diretti da un vicino che li aveva invitati a cena. Appena uscito di casa, Ugo s’era messo a magnificare la ricchezza dei loro ospiti, e non la finiva più. E avete visto quei tappeti, quelle automobili, quella barca, quei quadri, quei vini, quei gioielli, ma vi rendete conto di quanto sono ricchi quelli?

Gli altri si guardavano negli occhi, stupiti e divertiti, sorridendo dell’ inatteso siparietto del patriarca. Finché suo figlio Ricky salta su e gli fa: “Ma guarda Ugo che sei ricco anche tu.”

Ugo si ferma, si gira, lo fissa negli occhi e gli dà una replica folgorante: “Io non sono ricco. Io sono un povero che mantiene una famiglia di ricchi.”

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LA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA GIUNGE AL 12,5% . ABBIAMO PERSO DIECI ANNI DI POSTI DI LAVORO. E NON E’ FINITA. di Antonio de Martini

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Questo che precede è il grafico dell’andamento della disoccupazione in Italia. Gli occupati sono passati dai 23,5 milioni del 2008 ai 22 milioni di oggi.
Un milione e quattrocentomila persone hanno perso il posto di lavoro grazie ai calcoli errati del FMI e non controllati da nessuno.  Per la stessa ammissione del Fondo Monetario se avessero fatto i conti con cognizione di causa, avremmo un punto di PIL in più.

A proposito de PIL , la Spagna ha registrato un incremento dello 0,1% in più per il trimestre! Continua a leggere

COSTO DEI CLANDESTINI IMMIGRATI: LA FRANCIA RISPONDE ALLE RICHIESTE DI FONDI DELL’ITALIA. PER NOI UN’ALTRA OCCASIONE PER ARROSSIRE. di Antonio de Martini

Ovviamente la Francia risponde non con denaro, ma con un rosario di cifre che dimostrano come la Francia assista meglio i suoi rifugiati , ne riceve di più e invece di intasarli – come facciamo noi – in campi di concentramento ribattezzati per l’occasione CIE,  quando il numero dei rifugiati eccede i 23.000 posti nei CADA ( i loro CIE), agli altri paga l’albergo. solo questa posta nel 2012 è stata di 137 milioni di euro.
Noi quest’anno abbiamo ricevuto 30.000 rifugiati , i francesi il doppio ( 70.000).
Annualmente, circa 20.000 rifugiati ricevono in Francia lo status di “rifugiato politico” e altri 40.000 eviteranno di migrare ed entreranno in clandestinità restando sul territorio francese. Continua a leggere

USA E DOLLARO CONTRO ORO ED EURO. COMINCIA LA CAMPAGNA D’AUTUNNO. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

ANTEFATTO E DISINFORMAZIONE

Il saudita capo dei servizi segreti  Bandar Sultan Bush – apparentemente solo lui – sembra avere serie difficoltà ad assorbire le sconfitte.
Appena spentisi – ahimè solo sui media – gli echi degli scoppi di bombe in Siria, i protettori di Assad cioè l’Iran ( al confine) , la Russia ( a Volgograd) e la Cina ( in  piazza Tien An Men), hanno subìto nell’arco di quarantotto ore attentati mortali ed attacchi alla frontiera da parte di gruppi terroristici sunniti nuovi e sconosciuti o anonimi.

Il governo degli Stati Uniti di fronte a questi fatti terroristici sembra inerte e concentrato sulla difensiva specie sui rumors collegati alle vicende Snowden e Assange anche se nei confronti di nessuno di questi due personaggi sono stati emessi mandati di estradizione e nessun tentativo è stato fatto di bloccare la pubblicazione sul ” Guardian” , mentre il governo britannico fece il diavolo a quattro per coprire le non ragguardevoli tette della principessa ereditaria Kate, ricorrendo alla D notice in patria e alla magistratura in Francia.
Si può ipotizzare che la diffusione delle notizie dei due transfughi non sia completamente sgradita, anche se l’ aver centellinato le stesse può aver creato irritanti e/o non previsti effetti collaterali. Continua a leggere

CRISI ITALIANA: POTREMMO USCIRE DALL’EURO SE SOLO SAPESSIMO COME FARE E SE LA GENTE DESSE RETTA AL GOVERNO. di Antonio de Martini

Con l’arrivo del deficit del nostro paese al 133% del PIL ( il secondo della UE) si apre ufficialmente la caccia alla liquidità, ma con accenti depressionari che tradiscono la mancanza di idee e di coraggio che caratterizza la nostra dirigenza politica.

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SALTA IN ARIA IL CAPO DELL’INTELLIGENCE SAUDITA? CRONISTORIA DI UNA “INTOSSICAZIONE” ALL’ ARABA. DEI DUE ATTENTATI DI DAMASCO E DI RIAD UNO POTREBBE ESSERE FALSO. MA QUALE? di Antonio de Martini

L’estate scorsa su Bandar Bin Sultan.

Avatar di antoniochediceIL CORRIERE DELLA COLLERA

Il 18 luglio è giunta notizia dell’attentato devastante avvenuto nella sede del ministero della sicurezza di Damasco dove persero la vita quattro eminenti personaggi del regime, tra cui il ministro della Difesa ( Cristiano) e il capo dei servizi segreti ( in un secondo tempo).

Il mondo intero trovò normale che non trapelasse nessuna fotografia. In fondo si trattava di una dittatura. La zona della presunta esplosione fu circondata con grande tempestività dalle forze di sicurezza. Nessun media notò che due dei morti erano stati dati per morti dai ribelli che avevano detto di aver assassinato tre ministri pochi giorni prima, ma che erano stati smentiti clamorosamente dall’apparizione di uno dei morti ( il generale Hassan Turkmani) che si mostrò in ottima forma.

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