COSTO DEI CLANDESTINI IMMIGRATI: LA FRANCIA RISPONDE ALLE RICHIESTE DI FONDI DELL’ITALIA. PER NOI UN’ALTRA OCCASIONE PER ARROSSIRE. di Antonio de Martini

Ovviamente la Francia risponde non con denaro, ma con un rosario di cifre che dimostrano come la Francia assista meglio i suoi rifugiati , ne riceve di più e invece di intasarli – come facciamo noi – in campi di concentramento ribattezzati per l’occasione CIE,  quando il numero dei rifugiati eccede i 23.000 posti nei CADA ( i loro CIE), agli altri paga l’albergo. solo questa posta nel 2012 è stata di 137 milioni di euro.
Noi quest’anno abbiamo ricevuto 30.000 rifugiati , i francesi il doppio ( 70.000).
Annualmente, circa 20.000 rifugiati ricevono in Francia lo status di “rifugiato politico” e altri 40.000 eviteranno di migrare ed entreranno in clandestinità restando sul territorio francese.

Questi i dati principali della relazione parlamentare sul bilancio destinato al OFPRA ( Office Francais de Protection des réfugiés et apatrides) predisposto dal deputato UMP Eric Ciotti.

Altri numeri interessanti: le richieste di asilo in Francia sono passate da 35.500  del 2007 ai 70.000 del 2013 ( proiezione). I tempi di espletamento delle pratiche relative è passato dai 401 giorni  di sette anni fa, ai 500 di quest’anno ( 592 considerando i tempi di notifica), benché il presidente Francois  Hollande si fosse impegnato a ridurli a 180 giorni   e  anche la promessa del ministero dell’interno di completare l’iter in nove mesi si sta rivelando utopica.

Il rapporteur stima un risparmio di venti milioni al mese  per ogni mese di riduzione dei tempi di concessione di asilo e in 20%  la misura delle truffe legate alle spese di ospitalità.

Le spese di alloggio dei rifugiati sono giunte a 331 milioni, di cui 137 in alberghi. Il costo globale delle spese di asilo è giunto a 670 milioni di euro.

Penso che basti per mostrare come il dibattito su questo tema europeo sia affrontato seriamente oltralpe, fornendo numeri , misurando realizzazioni, rispettando le persone, mentre da noi possiamo raccogliere lamenti, richieste di soldi e appalti di casse da morto.

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Commenti

  • adriano  On ottobre 31, 2013 at 10:51 am

    Sono cifre spaventose, soprattutto per una nazione che ha oltre 6.000.000 di disoccupati e senza prospettive per se stessi e per i propri figli. Cosa ce ne facciamo di costoro? a cosa ci servono? Non abbiamo già abbastanza delinquenti nelle nostre strade? o forse da tutto questo qualcuno ci sta stra guadagnando e qualcun’altro porta avanti il progetto mai abbandonato del meticciato? Per meglio dominare naturalmente e distruggere l’Europa con le sue nazioni.

    • antoniochedice  On ottobre 31, 2013 at 11:17 am

      Le cifre riguardano la Francia e non l’Italia. La sua risposta e quindi sbagliata o propagandistica e propendo per la seconda.
      Se così non fosse, ormai si dovrebbe sapere che il ” meticciato” riflette un timore psicologico personale di contaminazione e non una realtà geopolitica.

      • luigiza  On ottobre 31, 2013 at 1:58 pm

        @Antonioche dice
        il ” meticciato” riflette un timore psicologico personale di contaminazione e non una realtà geopolitica.

        Quindi l’apertura del confine danubiano ai Goti da parte di Valente imperatore romano d’Oriente, fu una ‘volpata’ o forse un atto umumanitario pregno di vantaggi futuri?
        Peccato che le vicende storiche successive abbiano dimostrato il contrario.
        Io ad Adrianopoli non c’ero, Valente invece sì e ci lasciò pure le penne.
        A lei come é andata?

        Son cinico eh!
        Ma sig. Antonio mi consideri solo un realista.

      • antoniochedice  On ottobre 31, 2013 at 2:20 pm

        Ho tutte le mie penne.
        Cerca di imparare a cucinare: ti renderai autonomo e scoprirai che miscugli intelligenti sono più saporiti di minestrine anemiche.

  • adriano  On ottobre 31, 2013 at 3:19 pm

    Se quelle cifre riguardano la Francia sono affari loro, ma io ritengo, anche se non ce lo diranno mai che le nostre siano anche superiori visto che ora andiamo loro incontro con le navi e li prendiamo direttamente a bordo prima che si bagnino i piedini. Questo naturalmente con l’aiuto dell’aviazione, marina militare, droni e tutto ciò che ne consegue. Naturalmente tutto a spese nostre. Ricordo che la carità e la solidarietà sono ottime qualità, ma sono “personali”, ossia ognuno di noi è libero di destinare una quota per fare opere di bene. Lo stato non deve e non può fare la carità bensì deve (e non fa) restituire i soldi delle tasse pagate dai contribuenti sotto forma di servizi ai cittadini che pagano le tasse. Costoro chi sono? Io sono del parere che chi ha il cuore così tenero debba dare l’esempio ospitando presso le proprie abitazioni qualche decina di costoro. A proposito, non sarebbero dei miscugli intelligenti, ma imbastardimenti devastanti.

    • antoniochedice  On ottobre 31, 2013 at 3:44 pm

      Lei ha imbastito un ragionamento su cifre sbagliate e continua a non ragionare.
      Dovrebbe distinguere tra le spese dicate all’asilo politico e l’uso di mezzi militari che sono già spesati sul bilancio della Difesa.
      Se la capacità intellettuale di cui da mostra è frutto di pura razza italica, mi consenta di restare della mia opinione circa l’opportunità degli incroci.

      • wisky  On ottobre 31, 2013 at 6:37 pm

        Le cifre ufficiali

        http://www.lavoro.gov.it/PrimoPiano/Documents/Terzo%20Rapporto%20Annuale.%20Gli%20immigrati%20nel%20mercato%20del%20lavoro%20in%20Italia%202013.pdf

        I francesi a 70000 sono dei dilettanti in confronto a noi
        A dimenticavo , se le piacciono tanti gli incroci , si faccia un giro a marsiglia ( francia , tanto avanti ) dove il sindaco ( rosso ) Samia Ghali ha chiesto l’invio dell’esercito per riprendersi il controllo di suo quartiere ad altissima densità di immigrazione, da mesi luogo di violenze, sparatorie, attentati e regolamenti di conti tra bande di spacciatori che non lesinano l’uso di armi da guerra.
        A dimenticavo i roghi nella periferia parigina di qualche anno fa.
        Sempre avanti i Francesi

      • antoniochedice  On ottobre 31, 2013 at 6:44 pm

        A Milano tutto calmo, mi sembra?
        Lei è un altro dei lettori di cui non so che farmene.
        Spiego: ho presentato l’esempio francese, con tanto di truffe, specificando che LORO ricevono informazioni puntuali e dettagliate dai loro rappresentanti. Mentre a noi non forniscono cifre su cui ragionare, ma con elettori così non credo se ne senta la mancanza.

    • Anafesto  On ottobre 31, 2013 at 5:52 pm

      Esimio sig. Adriano, si è mai chiesto, se non fossimo così ostinati a portare la guerra in casa altrui, se magari il numero di questi disgraziati che rischiano la vita per fuggire da guerre fame e miseria sarebbe molto ma molto inferiore?
      Secondo lei l’America nei primi anni del 1900 e la Germania nel dopoguerra avrebbero dovuto buttare a mare gli emigrati italiani (che se ne andavano anche senza guerre)?
      Si tenga forte perché se le cose continueranno di questo passo, e non certo a causa degli immigrati, saremo noi a dover emigrare e saremo sostituiti dai poveracci che giungono da noi solo perché hanno maggior sopportazione, anche se attualmente l’Italia, per loro, non è che la prima tappa per migrare in altri paesi … non sono poi così stupidi!

  • Giacomo C.P.  On novembre 1, 2013 at 3:18 pm

    Non sembra esserci possibilità d’accordo tra fautori delle porte aperte e quelli delle porte chiuse all’immigrazione, nevvero?
    Quello che mi sfugge è il perchè di quel zelo quasi religioso tra i fautori delle porte aperte come Boldrini, Kyene e il Vaticano, ci deve essere qualcosaltro dietro, o di lato.

    • antoniochedice  On novembre 1, 2013 at 3:29 pm

      La Boldrini lavorava nel settore, Kyenge ne ha beneficato in diretta e il Vaticano credo mantenga più di una ONG col business dell’ospitalità.
      Quel che non capisco è il numero di persone ostili agli immigrati, non per ragioni umanitarie, ma per la difesa della” purezza della razza”.
      Mi scappa di pensare che abbiano il complesso del negro che ce l’ha grosso.

    • antoniochedice  On novembre 1, 2013 at 3:35 pm

      A Giacomo: quando si cerca un’intesa, si leggono i numeri assieme. Quando si cerca la lite, si cercano argomentazioni generiche ( non confrontabili) con toni da crociata.

  • luigiza  On novembre 1, 2013 at 3:43 pm

    Noto con rammarico che i lettori non hanno colto il senso del post del titolare del blog.
    L’argomento NON é lasciamoli entrare oppure teniamoli fuori quanto piuttosto il raffronto fra i comportamenti di due differenti Stati: Francia ed Italia.
    Il primo fornisce in dettaglio le spese sostenute per il mantenimento dei rifugiati, il secondo no.

    Poi, ma solo poi, si può discutere e decidere su cosa sia meglio fare di quelli e non é necessario essere profeti, anche se una profezia su tal soggetto esiste, per intuire che sarà la Francia la prima (ma non certo l’unica) a dover prendere provvedimenti drastici (e subirne le conseguenze tragiche per lei) perchè la sua popolazione, meglio informata della nostra, dirà ad un certo punto: on a assez d’arabes.

    Per maggiori informazioni si consiglia di chiedere a madame Marine Le Pen. 🙂

    • antoniochedice  On novembre 1, 2013 at 5:23 pm

      Facile da dirsi. Poi chi va a lavorare alla Renault di Billencourt? Alla Peugeot? I calabresi licenziati dalla FIAT del filosofo Marchionne?

  • adriano  On novembre 4, 2013 at 2:15 pm

    perchè ha tolto il mio commento a wisky? Troppo comodo far passare solo le cose che piacciono a lei, e poi quella che i negri c’è l’hanno grosso se la poteva risparmiare. Ma lei tra l’altro come fa a saperlo?

    • antoniochedice  On novembre 4, 2013 at 6:39 pm

      Sono negro

      • adriano  On novembre 4, 2013 at 9:08 pm

        se è negro peggio per lei

      • antoniochedice  On novembre 4, 2013 at 11:10 pm

        Ma ho il vantaggio di non essere suo familiare. Le pare poco?

    • antoniochedice  On novembre 4, 2013 at 6:47 pm

      Me l’ha detto una sua parente…

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