LA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA GIUNGE AL 12,5% . ABBIAMO PERSO DIECI ANNI DI POSTI DI LAVORO. E NON E’ FINITA. di Antonio de Martini

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Questo che precede è il grafico dell’andamento della disoccupazione in Italia. Gli occupati sono passati dai 23,5 milioni del 2008 ai 22 milioni di oggi.
Un milione e quattrocentomila persone hanno perso il posto di lavoro grazie ai calcoli errati del FMI e non controllati da nessuno.  Per la stessa ammissione del Fondo Monetario se avessero fatto i conti con cognizione di causa, avremmo un punto di PIL in più.

A proposito de PIL , la Spagna ha registrato un incremento dello 0,1% in più per il trimestre!

Avendo ottenuto di negoziare due anni di rinvio per sistemare il deficit – che questo anno hanno portato ad oltre il 10% –  è riuscita con investimenti corretti a rovesciare la tendenza.
Intanto proseguono i tentativi di aumentare la liquidità della zona euro senza sconfessare  la politica seguita dalla Merkel  fino ad ieri.

Le sei banche centrali più importanti del mondo, FED, Banca d’Inghilterra, BCE, BANCA DEL GIAPPONE, Russia e Cina hanno concluso un accordo swap cioè hanno messo la cassa in comune e si sono messi al sicuro da un eventuale rinnovo degli attacchi della speculazione mondiale.
Se qualche speculatore attaccasse anche uno solo tra i sei contraenti il patto Euro per colpirne la moneta, il colpito, potrebbe richiedere la disponibilità delle somme depositate presso tutti gli istituti centrali e sventare l’attacco.

In pratica è l’accordo tra gentiluomini che Ciampi fece nel 1993 e che i tedeschi non onorarono quando  George Soros attaccò la lira, costringendoci ad una svalutazione del 27% dopo aver perso 55.000 miliardi bruciati nell’attesa dell’arrivo dei rinforzi.

Con questa operazione di puro buon senso, l’Europa sembra voler tendere alla realizzazione di un quantitative easing , ma senza mostrare cambiamenti radicali che denunzino un cambiamento della politica economica europea cui la Germania tiene particolarmente.
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I dirigenti europei hanno prima  messo in sicurezza le banche con la distribuzione di fondi che queste non hanno fatto proseguire verso il circuito delle imprese. Adesso presuppongono di mettere in sicurezza  se stessi in quanto banche centrali da eventuali  incursioni.   Le banche centrali coinvolte, tutte tranne la BCE praticano politiche di quantitative easing, ossia stampano quanto è necessario a far funzionare la macchina delle loro economie. Non è chiaro se la BCE si stia accodando a questa politica , oppure se usufruirà indirettamente della liquidità altrui senza adottare la politica monetaria.

La Banca Centrale Europea è già atipica nel senso che è l’unico istituto di emissione non autorizzato a regolare la quantità di moneta in circolazione ( il suo scopo primario è il mantenimento dei prezzi); adesso sembra voler adottare la politica del cuculo ossia di usufruire delle politiche monetarie altrui, senza cambiare le proprie prevenzioni in materia.

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Commenti

  • luigiza  Il novembre 1, 2013 alle 1:12 pm

    Mi sfugge il collegamento tra quanto enunciato nel titolo e nella prima frase del post (Disoccupazione in aumento in Italia) ed il resto dell’articolo.

    Il Quantitative Easing praticato negli USA, per stessa ammisione della FED, non ha aiutato a risollevare l’economia reale ne tantomeno aumentare l’occupazione.

    Certo che qui in Italia non é finita. Io direi che é appena cominciata e non se ne esce stampando moneta ad libitum.
    Son ormai almeno 5 anni che lo fanno senza cavare un ragno dal buco.

    • antoniochedice  Il novembre 1, 2013 alle 1:30 pm

      In USA a settembre gli occupati in più sono stati 130.000. In Giappone la crescita raggiunge % dimenticate da tempo.
      In Italia il quantitative easing si ferma sulla soglia delle banche.
      Se non coglie il nesso, consiglio istituto Meschini.

      • luigiza  Il novembre 1, 2013 alle 1:46 pm

        In USA a settembre gli occupati in più sono stati 130.000.

        Veramente? Lo chiedo perchè sono in molti a sostenere che i dati USA sulla occupazione sono taroccati. Per esempio si vocifera che L’Ufficio di Statistica tenda a non conteggiare quelli che sono senza lavoro da tot settimane o mesi.

        Se non coglie il nesso, consiglio istituto Meschini.
        Mi servirebbe l’indirizzo, un soggiorno seppur breve mi potrebbe effettivamente giovare 🙂

      • antoniochedice  Il novembre 1, 2013 alle 3:13 pm

        Per il primo punto è vero. Infatti ho citato i nuovi occupati e non il numerosi disoccupati.
        Per il secondo punto, le rivelò un segreto. Guardi nelle pagine gialle.

  • antoniochedice  Il novembre 30, 2014 alle 9:07 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    LA DISOCCUPAZIONE A OTTOBRE 2013

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