Archivi Categorie: Politica Estera

Per l’ATTACCO ALLA SIRIA L’AMERICA È SOLA. di Antonio de Martini

Questo è il dispiegamento di mezzi aeronavali pronto per la Siria secondo l’Agenzia NOVOSTI.
Ai mezzi indicati, va tolto l’apparato inglese ( la base di Cipro, una portaelicotteri, un sottomarino nucleare con capacità di invio missili, un cacciatorpediniere). La base in Turchia di Incirlic è pertinenza NATO. È la Turchia ha già detto che non concederà l’uso per l’attacco alla Siria se non previe garanzie di intervento NATO ( che nessuno vuole dare) di intervento dell’alleanza di i caso di attacco siriano. La Francia è ottimista: pensa che il caccia torpediniere Cavalier Paul basterà.

IL CONGRESSO USA IN DIFFICOLTÀ: SEI NOBEL PER LA PACE E DIECI EX CAPI DI STATO ( TRA CUI JIMMY CARTER) RIFIUTANO SOLUZIONI DI FORZA IN SIRIA. di Antonio de Martini

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il gruppo “The Elders,” ( i vecchi saggi) fondato da Nelson Mandela nel 2007 e attualmente presieduto dall’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan e comprendente ex capi di stato ( il norvegese Gro Harlem Brundtland, Martti Ahtisaari il finlandese, il brasiliano Fernando Cardoso, l’Irlandese Mary Robinson, e il Messicano Ernesto Zedillo oltre al democratico USA Jimmy Carter ) hanno rilasciato una dichiarazione di condanna per l’uso del gas e nel contempo di appoggio indiretto alla posizione di Papa Francesco, circa la non validità di una retaliation militare :

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LIBERTÀ PER TUTTI. ANCHE PER OBAMA. di Antonio de Martini

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Il ministro degli Affari Esteri Emma Bonino, sta entrando nel ruolo con un certo spirito di indipendenza ed è il primo membro di governo ad aver imposto un alt alle pressioni di Barak Obama fatte per ottenere la solita supina adesione alle sue estemporanee prese di posizione, ma adesso, francamente Emma esagera.

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TUTTI I CRISTIANI DI SIRIA CONTRO I RIBELLI. NESSUNO A FAVORE. ASPETTANO UN AIUTO. di Antonio de Martini

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uno degli assunti di base del conflitto siriano che la politica dell’amministrazione Obama ha propagandato, è stato l’assioma utilizzato anche in Irak: poiché in Siria i sunniti sono maggioranza, essi devono esprimere il governo.

È falso e gli ho dedicato più di un post per dimostrarlo, numeri alla mano. Innanzitutto il discrimine politico del paese non è mai stata la religione: ce ne sono sedici in zona e in duemila anni non hanno mai litigato, se non quando sono venuti dei fanatici dall’Occidente.

Il blocco di governo oggi al potere in Siria è costituito da un cartello di minoranze di cui fanno parte anche una gran fetta di sunniti ( lo è il vice presidente) , cristiani delle varie confessioni, gli sciiti e, ovviamente gli alawiti. La somma delle minoranze ha prodotto un blocco politico coeso, laico e nazionale.

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UNA SEQUEL DI SCONFITTE COCENTI: BARAK OBAMA CONTENDE A HOLLANDE IL TITOLO DI DILETTANTE DELL’ANNO PER GLI AFFARI ESTERI. di Antonio de Martini

Le polemiche ( e l’inchiesta) sull’attacco contro l’ambasciata di Bengasi e la conseguente morte dell’ambasciatore Chris Stevens e quattro agenti CIA; le intercettazioni illegali ai danni dell’Associated press e dei suoi giornalisti per individuarne le fonti confidenziali; le minacciose pressioni dell’ IRS ( internal Revenue Service), l’equivalente del fisco italiano, sugli attivisti repubblicani del Tea Party; l’agente CIA ( Ryan C. Fogle) bruciato a Mosca in una situazione da Vaudeville; la defezione di Snowden che ha fatto impallidire wikileaks ;
il primo ( a Aprile) e il secondo ( a Agosto) bluff sull’uso degli agenti chimici da parte di Assad; il raffreddamento dei rapporti col Brasile e con la Russia ( per via del solito Snowden) ; il voto contrario del Parlamento inglese all’intervento in Siria, l’elezione di Papa Francesco, tutto cospira a far ritenere che questo sarà l’Annus horribilis di Barak Hussein Obama.

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OBAMA E LA SIRIA: CRITICHE ANCHE DAI MILITARI USA. di Antonio de Martini

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http://www.washingtonpost.com/world/national-security/us-military-officers-have-deep-doubts-about-impact-wisdom-of-a-us-strike-on-syria/2013/08/29/825dd5d4-10ee-11e3-b4cb-fd7ce041d814_story.html

E` di tre giorni fa ma vale la pena leggerlo.
Il Washington post da voce ai militari – di ogni livello gerarchico – contrari all’intervento per ragioni squisitamente tecniche: Continua a leggere

TESTO SULLA SIRIA, GLI ATTACCHI ( I PRIMI) COL GAS, LE REAZIONI E LE PROVE ( insufficienti). LE NUOVE PROVE SONO LE VECCHIE RIGONFIATE. QUESTO POST È MIO, DEL 1 MAGGIO. di Antonio de Martini

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Più di un amico mi ha espresso dubbi circa la mia analisi della attuale fase della crisi siriana.
” Dici che i militari siriani hanno vinto la partita sul terreno e la tregua è vicina, ma i recenti attacchi dinamitardi a Damasco e le dichiarazioni di Obama di ieri, fanno pensare il contrario.
Se gli Americani intervengono in forma diretta, per la Siria è la fine.”
So per esperienza che se tre persone ti fanno una obiezione, gli obiettori sono cento.

Come sempre quando c’è uno scontro militare tra una forza armata che dispone di aerei ed una che non li ha, la prima prevale anche se la seconda dispone di importanti sponsors che non mettono ” The boots on the ground”.

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NEWT GRINGRICH PRESENTA IL SUO PUNTO DI VISTA SULLA CRISI SIRIANA.

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il lettore Armando Stavole, ha colto nel mio esempio ” sembra scritto da Newt Gringrich” una accusa precisa, mentre l’intento era di dire che ” sembra scritto da uno dei TEA PARTY ” dato che usava gli stessi toni.
Gentilmente, Stavole mi ha girato una newsletter dello stesso Gingrich, che vi giro, dalla quale appare chiara l’opposizione dei repubblicani all’attacco alla Siria.
( vedere il mio ultimo commento allo scorso post in risposta a un amico).

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DEFINIZIONE DI AGGRESSIONE SECONDO LA RISOLUZIONE 2330 DEL 12 APRILE 1967. di Antonio de Martini

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Troverete in appresso la risoluzione 2330 dell’assemblea delle Nazioni Unite che ha condotto all’approvazione da parte della Assemblea delle Nazioni Unite della definizione di AGGRESSIONE secondo l’ONU. ( anche essa di seguito).

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PANORAMICA DEGLI INTERVENTI MILITARI USA SIMILI A QUELLO CHE VOGLIONO FARE IN SIRIA. UNA SERIE DI CANTONATE E DI ATTACCHI ALLA CIECA. di Antonio de Martini

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ecco una carrelata di azioni militari intraprese dagli Stati Uniti sotto i vari presidenti
La caratteristica principale è che la legalità è stata spesso considerata un optional e il numero dei compagni di avventura diminuisce in proporzione diretta al ben fondato delle iniziative.

Con la Siria, la situazione è che note lobbies interne ed esterne cercano attivamente di compromettere il dialogo distensivo col nuovo presidente iraniano Rouhani , cercando di stringere Barak Obama nelle tenaglie del dilemma: se non bombarda, manca alla parola data sulla linea rossa. Se bombarda, rompe il filo del dialogo con l’Iran. Ha un giorno ancora per impostare una soluzione che salvi capra e cavoli.

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