Archivi Categorie: antiterrorismo

SHIMON PEREZ SI DICHIARA CONTRARIO ALL’ATTACCO ALL’IRAN SENZA LA PARTECIPAZIONE U.S.A. di Antonio de Martini

Scoppia una bomba atomica sulla testa del duo Netanyahu-Barak: il presidente della Repubblica di Israele e ultimo dei padri della Patria ancora vivente, ha reso alla TV israeliana alcune dichiarazioni che hanno distrutto il castello di bugie pazientemente messo assieme

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Ecco il golfo in cui passa il 20% del petrolio mondiale. È l’assicurazione sulla vita di Assad e dell’Iran. di Antonio de Martini

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Nella cartina vedete la penisola araba, la parte orientale dell’Arabia saudita con Quatif , la città che si è ribellata ai sauditi- Wahabiti essendo la regione abitata da tribù sciite. Nel golfo, Bahrein base della quinta flotta USA e abitata da sciiti in rivolta contro la dinastia sunnita.
Il re del Baharein, ha ricevuto ” l’aiuto fraterno” dell’Arabia Saudita ed ha faticato non poco a convincere la segretaria di Stato Clinton che la rivolta era aiutata dai vicini iraniani.
Il grande paradosso americano è consistito nel promuovere il ” regime change” in Irak a favore degli sciiti e il “regime change ” in Siria contro gli Alawiti ( che sono una forma di sciitismo) , il “regime change” sembra basato sul principio di maggioranza che però non è applicabile a Israele dove la maggioranza è araba e palestinese.
Una contraddizione che dura dal 1948 e che avvelena la regione.
La legge di maggioranza non è valida per i Curdi abitanti in Turchia e in Siria, ma lo è per quelli abitanti in Irak e in Persia.
Il criterio base sembra essere che gli amici degli USA sono OK e gli altri vanno bombardati.
Questo atteggiamento privo di basi culturali e mirante ad esportare la mentalità americana come fosse Coca Cola, ha come conseguenza pratica il dissanguamento economico dei ” principi ereditari” ( Sauditi, ed Emirati del Golfo) costretti a finanziare tutte le guerre dell’area e il dissanguamento reale di quanti fanno resistenza a un progetto incomprensibile.
Tra sanzioni economiche e bombardamenti il mondo arabo ha pagato un tributo di oltre un milione e mezzo di morti.
Il prezzo pagato dagli USA , oltre ai cinquemila morti in Irak, è consistito nella perdita della immagine del “cavaliere bianco” che si batte per la libertà altrui e nella perdita – strada facendo – di una serie di alleati: il numero dei paesi partecipanti alle ” crociate USA” nel medio Oriente è passato dai 31 paesi della prima campagna irachena ( 1991) con la benedizione ONU, agli otto , in diminuzione, della campagna afgana, ai sei della campagna siriana, con il veto ONU ( di Cina e Russia) alla trovata della “no fly zone”( 2012).
Una brutta preparazione per il confronto in preparazione con la Cina che sarà il tema del prossimo mandato presidenziale .

Ma insomma ci sarà la guerra per la Siria o per l’Iran? di Antonio de Martini

Mentre ero in vacanza in una stretta valle di montagna dove ogni albergo aveva il suo segnale internet che si sovrapponeva agli altri impedendo le comunicazioni se non a pagamento, mi è venuto spontaneo il parallelo con la situazione del Vicino e del Medio Oriente.

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ARABIA SAUDITA: DISORDINI CON MORTI NELLA PROVINCIA DELL’EST, RICCA DI PETROLIO. È LA LEGGE DEL TAGLIONE. di Antonio de Martini

La città di Quatif la conoscono in pochi. È a metà strada tra Bahrein e Riad, la capitale.
In Arabia Saudita, lo dicevamo Proprio ieri , la confusione che stava spandendosi fino alle Nazioni Unite era esportata dall’interno.
Oggi è arrivata puntuale la conferma ad uso degli scettici.
I due milioni di mussulmani sciiti presenti nel Regno, cominciano a recepire le spaccature confessionali e iniziano a imitare i fratelli che operano in altre parti del mondo arabo in cerca del riscatto e di condizioni di vita meno pessime.
Nel semestre i morti sono già undici, ma ieri

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ONU SULLA SIRIA, PARTITA A TRE COL MORTO . RUOLO AMBIGUO DELL’ARABIA SAUDITA . di Antonio de Martini

Se non stessimo parlando della devastazione dell’ombelico del mondo ad opera di un esercito mercenario finanziato da fondamentalisti islamo-evangelisti, ci sarebbe da ridere per l’arrampicata che “il corriere della sera” di oggi ( sabato) fa , analizzando la mozione dell’assemblea dell’ONU che ha di fatto sfiduciato l’inamovibile consiglio di sicurezza.

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L’ACCERCHIAMENTO STRATEGICO DELLA CINA DA PARTE AMERICANA COMINCIA A PERDERE PEZZI.

Il governo australiano ha negato al governo USA la concessione di una base navale destinata ad ospitare – nelle intenzioni dello Stato Maggiore della Marina Usa – una portaerei nucleare con relativo naviglio ausiliario.
La richiesta per una base sulla costa occidentale australiana, mirava, secondo i proponenti, a rafforzare la sicurezza del sud Pacifico.
La decisione è stata una sorpresa, in quanto Australia e USA avevano pochi mesi fa rinnovato il patto di collaborazione militare che li aveva uniti nella seconda guerra mondiale, proprio in funzione di contenimento della Cina.

Il Parlamento Uzbeko, sempre tre giorni fa, ha emanato una legge che proibisce la concessione di basi militari a chicchessia sull’intero territorio nazionale.
Una base era stata concessa al governo americano in nome della lotta al terrorismo e poi ritirata, complicando ulteriormente il problema logistico dei rifornimenti alle truppe in Afganistan e compromettendo, adesso, una via di ritirata più sicura in vista dell’evacuazione generale.
Le ripetute visite del segretario di Stato Hilary Clinton e di Leon Panetta ( Difesa) non sono evidentemente state sufficienti a convincere gli Uzbeki .
I Talebani Afgani , dal canto loro, hanno annunziato l’apertura di un ufficio a Teheran.
Si tratta del secondo ufficio estero , dopo quello aperto negli Emirati e destinato ai colloqui bilaterali con il governo americano.
Un portavoce degli Stati Uniti, dal canto suo, ha informato che da intercettazioni di comunicazioni, sono al corrente del progetto iraniano di cedere missili antiaerei ai Talebani.
Vista l’estensione delle frontiere in comune con l’Afganistan , l’ipotesi assume aspetti di pericolosità reale, specie per gli italiani che sono incaricati del settore Afgano più contiguo all’Iran.

SIRIA: PER DIFENDERSI I CRISTIANI PRENDONO LE ARMI E SI SCHIERANO A DIFESA DELL’ORDINE E DELLA LIBERTÀ DI RELIGIONE . IL LORO DOCUMENTO È LA LETTERA APERTA DI QUESTO PRETE AL PRESIDENTE FRANCESE. LA LOTTA DIVENTA CONFESSIONALE.

Questa lettera, che per ignavia e speranza di una interlocuzione colta lascio in francese, è un trattato di storia, politica e etnografia. E un omaggio alla storia della Siria ” seconda patria di ogni uomo civilizzato.”
Lo offro alla meditazione di tutti, cattolici in particolare. L’Olocausto inizia da un essere umano sacrificato, dopo i primi centomila sacrificati, l’indignazione è conformismo amorale.

Lettre ouverte d’un prêtre arabe de Syrie à Mr François Hollande
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Damas, juillet 2012
Je m’en voudrais, de troubler l’euphorie de votre récent succès aux élections présidentielles, tout autant que la joie de vos électeurs, et l’espoir, après tout, des français, maintenant que vous êtes, pour cinq ans, le Président de la République Française.
Aussi ai-je tenu à vous écouter de bout en bout, lors de votre interview sur TV5. Je nourrissais le vague espoir de voir définitivement tournée, la politique de cirque de votre burlesque prédécesseur. À vous écouter, je me suis rapidement surpris à m’interroger sur le bienfondé de mon attente. Il m’a fallu vite déchanter. Je restais ébahi devant votre visage bon enfant, pendant que vous vous permettiez de prononcer des jugements péremptoires, sur tout et sur tous, sans la moindre nuance ni hésitation. Continua a leggere

I MARINES COPIANO LA FORMULA DELL’ARMA DEI CARABINIERI CREANDO TRE BATTAGLIONI CAPACI ANCHE DI ATTIVITÀ INVESTIGATIVE, ANTIDROGA E DI CONTROLLO DI ORDINE PUBBLICO. di Antonio de Martini

Undici anni di esperienza sui campi di battaglia e nei guazzabugli iracheni e afgani, cominciano a fruttare.
La Associated Press riferisce , con un servizio di Julie Watson,che è stato presentato nella base di Camp Pendelton un nuovo tipo di battaglione del corpo dei marines, dotato di specifiche capacità investigative, informative e persino della potestà di comminare multe di cui è dotato qualsiasi sottufficiale dell’arma dei carabinieri. A togliere ogni residuo dubbio, i reparti sono stati chiamati ” law enforcement battalions ” e dotati di una robusta unità cinofila. Continua a leggere

SALTA IN ARIA IL CAPO DELL’INTELLIGENCE SAUDITA? CRONISTORIA DI UNA “INTOSSICAZIONE” ALL’ ARABA. DEI DUE ATTENTATI DI DAMASCO E DI RIAD UNO POTREBBE ESSERE FALSO. MA QUALE? di Antonio de Martini

Il 18 luglio è giunta notizia dell’attentato devastante avvenuto nella sede del ministero della sicurezza di Damasco dove persero la vita quattro eminenti personaggi del regime, tra cui il ministro della Difesa ( Cristiano) e il capo dei servizi segreti ( in un secondo tempo).

Il mondo intero trovò normale che non trapelasse nessuna fotografia. In fondo si trattava di una dittatura. La zona della presunta esplosione fu circondata con grande tempestività dalle forze di sicurezza. Nessun media notò che due dei morti erano stati dati per morti dai ribelli che avevano detto di aver assassinato tre ministri pochi giorni prima, ma che erano stati smentiti clamorosamente dall’apparizione di uno dei morti ( il generale Hassan Turkmani) che si mostrò in ottima forma.

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GLI STATI UNITI STANNO APPARECCHIANDOSI DA SOLI UN ALTRO 11 SETTEMBRE. STANNO COMBATTENDO IN AFGANISTAN LE STESSE PERSONE CON CUI SONO ALLEATE IN SIRIA. di Antonio de Martini

Se  guardiamo ai fatti, notiamo che  il governo OBAMA  ha stravolto le posizioni tradizionali dell’America e  che ne aveva fatto il leader del mondo libero.

Non dovrebbe lamentarsi se alcuni alleati di sempre  come  Spagna, Germania, Francia, Vaticano  e , nel mio piccolo anch’io,  stiamo passando da un atteggiamento passivo ad uno sempre più scettico, quando non di aperta critica. Continua a leggere