Archivio autore: antoniochedice

Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.

15 maggio 2012. Anche qui nessuna risposta. Le Banche hanno l’Impunità qualsiasi cosa facciano.

SE LE BANCHE NON POSSONO FALLIRE E UNA SANZIONE COMUNQUE CI VUOLE, PERCHÈ NON DARE IL POTERE DI CACCIARE IL TOP MANAGEMENT? di Antonio de Martini

Un’altra banca che ci ha riprovato. La JP Morgan ha fatto una altra mossa azzardata fidando nel fatto che se non fosse andata bene, comunque era ” troppo grande per fallire”.
Oggi, al solito, ci dicono che ” il responsabile ” è stato licenziato e FORSE ci sono tre altri dipendenti che ” rischiano” , non sappiamo se un licenziamento o un rimprovero verbale, i media non lo dicono.

Nelle attività finanziarie la perdita e l’utile si bilanciano per definizione, quindi se il colpo fosse riuscito, JP Morgan avrebbe incassato due miliardi …. Continua a leggere

USCIRE DALL’EUROPA? CASOMAI DALLA N.A.T.O. SUPERATO E COSTOSO GIOCATTOLO DI MORTE ( replica del 13 aprile2011 per i nuovi lettori)

Uscire dall’Europa? Casomai dalla NATO. UE e Patto Atlantico sono scelte di civiltà, la NATO no ed è superata e costosa. di Antonio de Martini

Fin da piccolo sono stato abituato a non minacciare mai. La minaccia è una confessione di incapacità a immaginare cosa succederà e quindi ci si prefigura una reazione e , per scongiurarla, i deboli proferiscono minacce inattuabili.

La minaccia in genere è direttamente proporzionale alla paura che si ha dello scenario temuto.

Evidentemente , sia il presidente del consiglio Berlusconi che il ministro dell’interno Maroni, , temono molto l’arrivo dei nord africani ( in Frrancia vi sono oltre 200.000 tunisini, 600.000 algerini e più di un milione di marocchini) e non sapendo come negoziare e non fidandosi di Frattini ( gli dareste torto?), hanno lanciato la loro bomba atomica: uscire dall’Europa. Segno di un complesso di inferiorità. Non si esce dalla propria casa. Si chiama l’idraulico o i muratori. Continua a leggere

UNO STUDIO TEDESCO DICE CHE I POLITICI CHE RUBANO HANNO POCO TESTOSTERONE.

Tutti sanno che il testosterone stimola l’aggressività e ” la voglia” .
Uno studio tedesco dice che stimola anche l’onestà. Insomma, chi è disonesto, non fa all’amore. Deve essere questa la ragione per cui si prevede l’estinzione degli italiani entro una trentina d’anni.
Il professor Armin Falk della Università di Bonn ed una sua equipe, hanno condotto un esperimento che – a loro dire – dimostrerebbe che l’aumento di testosterone riduce il desiderio di mentire, aumenta l’amor proprio e il senso di fierezza, anche se non si conoscono ancora i rapporti di casualità legata al fenomeno.

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UNA DELEGAZIONE DI TRE CARDINALI E QUATTRO MONSIGNORI SI RECA A DAMASCO PER SOLIDARIZZARE COI CRISTIANI E CHIEDERE UNA SOLUZIONE POLITICA. di Antonio de Martini

Ci voleva un Papa tedesco per sconfessare col sorriso un anno e mezzo di politica aggressiva della UE e degli Stati Uniti: ci vuole una soluzione politica; serve una offerta di solidarietà ai cristiani d’Oriente ( che sono schierati con Assad) e il fatto stesso che la meta della delegazione di pace sia Damasco, esclude la possibilità di un incontro coi ribelli.
L’annunzio della Santa Sede è stato dato il mattino seguente l’annunzio che la Unione Europea aveva inasprito le sanzioni contro la Siria. Continua a leggere

SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA IN FONDIARIA-SAI : NIENTE CONTROLLI SE SI ASSUMONO “PERSONE DI FIDUCIA”. AD ESEMPIO I FIGLI DEI CONTROLLORI.

FONDIARIA-SAI: PROCURA TORINO ISCRIVE FONDIARIA SAI REGISTRO INDAGATI. ADUSBEF,NELLA MEMORIA INTEGRATIVA CHIEDERA’ DI ISCRIVERE ANCHE CONSOB ED ISVAP PER OMESSA VIGILANZA E COLLUSIONE CON IL GRUPPO LIGRESTI ( TITOLO)

TESTO DEL COMUNICATO“Adusbef ha appreso con soddisfazione che la Procura di Torino, destinataria di esposti denunce inviate nel gennaio scorso sullo scandalo Premafin-Ligresti, abbia iscritto Fondiaria-SAI nel registro degli indagati in qualità di persona giuridica con l’accusa di falso in bilancio.

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IL PETROLIO PER GIUNGERE IN EUROPA ATTRAVERSA TRE STRETTI. L’IRAN MIRA A CONTROLLARLI TUTTI. di Antonio de Martini

Un fronte poco chiacchierato è quello Yemenita, eppure alcuni avvenimenti dei giorni scorsi hanno una portata strategica decisiva nel conflitto che oppone gli Stati Uniti all’Iran, assieme ai rispettivi alleati.
Nell’arco di dieci giorni, quattro notizie essenziali di cui una sola giunta in occidente ai mass media: il “capo della sicurezza” dell’ambasciata americana ucciso da killers su uno scooter.
Si tratta in realtà – lo dice la Associated Press – di un ” senior intelligence officer” e non di un bamboccione tipoil nostro carabiniere rapito mentre comprava le sue caramelle in tabaccheria.
Seconda notizia: a seguito delle manifestazioni seguite alla pubblicazione del video sul profeta Maometto, l’ambasciata USA ha subito una incursione in cui tutti e dodici i veicoli blindati in dotazione alla sede diplomatica, sono andati distrutti. Continua a leggere

MEDIO ORIENTE. LE PREVISIONI DEI WARGAMES SULLA SIRIA DI TRE THINK TANK ISRAELO-AMERICANI QUADRANO PERCHE’ FANNO I CONTI SENZA L’ OSTE. di Antonio de Martini

Non ricordo purtroppo – sono passati tre anni –  il nome di quell’ammirglio USA a riposo che il Pentagono ebbe l’idea di invitare a partecipare a un wargame  presso il Dipartimento della Difesa.

Tema della esercitazione: il controllo del Golfo Persico contro un ipotetico nemico in contrasto. Serviva un Ammiraglio che comandasse la flotta “nemica” e che la pensasse in maniera diversa dai soliti baroni del Pentagono.  Cercavano insomma un “Maverick” ( lett: vitello non marchiato) ossia una persona che si distinguesse dal gregge. Continua a leggere

FINE DI UN EQUIVOCO: LA STATISTICA ECONOMICA DIMOSTRA CHE LA PRIMAVERA ARABA E NORD AFRICANA NON E’ FAME DI DEMOCRAZIA. E’ FAME E BASTA.

Chi segue le  analisi  di questo blog basate sull’esperienza diretta e su  informazioni rigorosamente vagliate, non si meraviglierà della notizia e non si meraviglierà che nessun media l’abbia riportata.

Già nell’autunno del 2010 , quando statava per arrivare la prima ondata di ” tunisini democratici” assetati di diritti umani, avvertii che non di sete di democrazia si trattava, ma di fame tout court.  A molti sarà sembrata una delle battute ciniche, per le quali  finitò all’inferno risparmiando sulla bolletta.

Una panoramica più dettagliata su questi temi , l’ho scritta nei  tre post  del 18, 20 e 23 gennaio 2011.

Stesso scenario quando poche settimane fa scrissi ” La Siria resiste ai ribelli, ma resisterà alla fame?”.

Ho anche segnalato – a giugno mi pare o ai primi di luglio  – che il prezzo dei contartti cerealicoli in Egitto,  Libia e Siria  stavano aumentando in poco tempo del 40%.

Ai trafficanti di commodities della borsa merci  di Chicago conveniva pagare la penale del 10% e rifare i contratti coi nuovi prezzi , guadagnando il 30% netto.

Adesso, uno studio condotto da tre ricercatori del NECSI ( New England Complex System Institute)  dimostra ( leggere appresso) che tutte le rivolte sono esplose – in ogni paese – al raggiungimento dello stesso livello di prezzi delle materie prime alimentari ( Grano e cerealicoli ). Continua a leggere

LA DIGA PER LA RINASCITA DELLA GRANDE ETIOPIA, ANNUNZIATA MENTRE L’EGITTO GIOCAVA ALLA RIVOLUZIONE, ADESSO RICHIA IL CONFLITTO . di Antonio de Martini

Mentre l’Egitto giocava alla rivoluzione istigato dai media occidentali, l’Etiopia fece una dichiarazione di cui gli analisti cominciano a valutare solo adesso la portata.
Le premesse della crisi che si annunzia, potete leggerle nel post che precede .

L’Etiopia vuole costruire la ” The Grand Etiopian Renaissance Dam” che, quando sarà completata, nel 2017 , entrerà nella classifica tra le prime dieci del Mondo.
L’impresa Salini , che ha esperienza recente e specifica – anche se ha avuto un infortunio realizzativo – potrebbe trovarsi in pole position per la realizzazione. Continua a leggere

ripubblico, per i nuovi lettori, un altro post( 28 marzo 2011) necessario a capire la situazione del Levante e che ha innescato l'”unrest” in Siria provocando l’esodo di duecentomila contadini siriani . L’uso delle acque dell’area. Adesso la crisi investe anche l’Etiopia . di Antonio de Martini

La prossima guerra sarà per l’oro blu: l’acqua. Nel Medio Oriente e Nord Africa, è già un casus belli. Il paese più ricco è l’Albania… di Antonio de Martini

Con un attacco nucleare si può mettere in ginocchio anche un grande paese in trenta giorni. Con la Bomba A ( alimentare) una nazione crolla in una settimana. Se privata di acqua, bastano due giorni.

Secondo un rapporto dell’Unicef (“population without improved drinking water sources by region in 2002“WHO/UNICEF,2004), 1,1 miliardo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua e 2,6 miliardi ha accesso ad acque non potabili.

I continenti più problematici sono l’Asia e l’Africa e il maggior consumatore di acqua è l’attività agricola ( utilizza il 70% della disponibilità mondiale). L’allevamento fa la parte del leone dato che serve una quantità 15 volte maggiore per produrre un chilo di bovino, rispetto a quella necessaria per produrre un chilo di grano. Continua a leggere