MEDIO ORIENTE: STATO DELL’ARTE DELLA GUERRA DI SIRIA. LE OPZIONI DI OBAMA E I REQUISITI PER LA VITTORIA NON COMBACIANO. di Antonio de Martini

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Le tre condizioni per la vittoria dei ribelli siriani contro Assad sono:
a) unità delle opposizioni
b) disporre di un ” santuario” ( paese vicino in cui rifugiarsi e da dove ricevere rifornimenti).
c) un atteggiamento deciso da parte dell’occidente.

PRIMO: nessuna unità delle opposizioni

Esistono l’opposizione politica interna e quella in esilio, l’opposizione armata interna e quella alle frontiere turca e giordana; l’opposizione laica e quella salafita e quella takfirita, tutte in perenne contrasto tra loro.

In vista della ventilata conferenza russo americana di pace soprannominata per ora ” Ginevra II” ( era prevista per fine maggio ed ora per meta giugno) le varie opposizioni sono state riunite dai rispettivi sponsor separatamente a Amman, Madrid, Istanbul e Doha, ma non abbiamo notizia di nessun comunicato unitario arabo nemmeno uno di singola località.
Nasce di qui l’incertezza circa il ” dopo Assad” che impedisce ogni scelta definitiva.

A queste opposizioni vanno aggiunti i ” volontari” tunisini e Algerini ( 1200) i francesi ( 200) inglesi ( ?) , libici (600), Ceceni ( ? ) Yemeniti (?) turchi (?) Pakistani (?) che oltre a combattere costituiscono un ostacolo alla pace e sono la ragione dell’appoggio che i siriani – anche sunniti – hanno offerto all’esercito regolare.

I numeri sono quelli forniti da fonti occidentali e sono probabilmente maggiori. La presenza di truppe straniere contribuisce al frazionamento politico degli oppositori sempre più deboli e demotivati.

SECONDO: nessun santuario.

Delle tre condizioni strategiche necessarie alla vittoria, la sola temporaneamente realizzata e ora non lo è più, è stata il Santuario libanese fino a che sono riusciti a tenere la cittadina di frontiera di Qusayr.

Ora che l’hanno persa e che i turchi si trovano in difficoltà coi Curdi, col PKK e con la loro gioventù e possono aiutare poco, i ribelli stanno cercando di ristabilire un flusso di comunicazione logistica ( ma non di rifugio) con Israele in zona Kuneitra dopo aver spossessato ( è la seconda volta) la guarnigione delle Nazioni Unite che la presidiava, ma le obiezioni israeliane ad uscire così tanto allo scoperto nell’aiuto ai rivoltosi, sono ben fondate e poi Tsahal non è disposto a rendere permeabile la frontiera, specie a fanatici armati.

Ritengo che, come in un’altra occasione, gli israeliani approfitteranno dei combattimenti per cannoneggiare i ribelli, piuttosto che i siriani lealisti che non hanno mai dato fastidio in trenta anni e più.

L’altro snodo strategico, Oteiba, che consentiva ai ribelli di rifornirsi via Giordania, è stato il primo ad essere espugnato dai lealisti in Aprile perché gli americani facevano filtrare armi anticarro in territorio siriano dalla Giordania per quello snodo stradale, verso le provincie di Deraa e di Sueida.

Gli USA hanno trasferito in Giordania una batteria di Patriot ed alcuni F 16, ma ormai la capacità americana di intervenire a difesa di un alleato è considerata aleatoria e gli stessi giordani hanno chiara la visione che dopo una eventuale vittoria dei ribelli l’ondata fanatica, toccherebbe a loro.
Aiutano gli USA a denti stretti e per lo stretto indispensabile per continuare a ricevere gli aiuti, ma tifano per Assad.

I tentativi notturni di attacco dei ribelli siriani contro Hezbollah in Libano per sbloccare Qusayr provocando il ritiro dei libanesi sono falliti ed ogni altro tentativo di sortita è destinato all’insucesso. Anche Hezbollah sa che la fine di Assad coinciderebbe con la loro eliminazione.
I siriani a favore di Assad aumentano di giorno in giorno e il rivolo dei jihadisti “volontari” maghrebini si è prosciugato a seguito delle decisioni legate alla guerra in Mali. ( vedere il post sulla Tunisia dove , oggi, due soldati sono saltati su un IED e altri due sono feriti) , perché gli stipendi incassati finora bastano a campare un paio di anni e perché il governo siriano agevola i rimpatri.

La scelta disperata dei ribelli di aprirsi un varco verso rifornimenti da Israele, li finisce di squalificare agli occhi della opinione araba più radicale ( erano già il fumo negli occhi dei moderati…..) disposta si, ad accettare aiuti israeliani, ma a patto che non si sappia o che sia plausibilmente negabile.
Come nascondere questi aiuti se la frontiera libanese è chiusa, quella turca poco o nulla fruibile e quella giordana ambigua e delatrice?

La frontiera libanese a nord ( nella zona di Tripoli) è di difficile utilizzo a causa della trentennale inimicizia tra le fazioni ( Sunniti-Alawiti) che provoca scontri anche in assenza di guerra in Siria.

L’Irak, a prevalenza sciita non costituisce l’ideale di un santuario e gli USA. Si accontenterebbero del blocco della frontiera per impedire aiuti al governo lealista.
Il governo irakeno ha dichiarato ufficialmente la scorsa settimana che avrebbe impedito anche con la forza ad eventuali aerei israeliani in volo verso l’Iran il sorvolo del proprio territorio e questo chiude la questione del santuario.

La Giordania aiutò almeno due volte i fratelli mussulmani nelle periodiche insurrezioni conclusesi con la distruzione della città di Hama e oltre dodicimila morti mentre gli USA si limitarono a fotografare dal satellite e la promessa di re Hussein di non ingerenza ( dopo aver detto pubblicamente che era stato ingannato da elementi che avevano dichiarato finalità religiose rivelatesi poi unicamente politiche) è difficilmente rinnegabile in toto.
Inoltre la Giordania dichiara di ospitare ottocentomila profughi e di essere assorbita da questo sforzo. Le ripetute affermazioni di fonte occidentale di stare addestrando diecimila uomini reclutati tra i profughi, non hanno trovato conferme nei fatti e – diciamocelo – se avessero voluto battersi, non se la sarebbero battuta.

TERZO: Atteggiamento deciso dell’occidente.

Tutti vogliono fare un intervento ” umanitario” con le truppe americane con il classico ” armiamoci e partite” . In realtà Obama – premio nobel per la pace – può condurre una guerra ( due) ereditata, ma non farne una di iniziativa sua e la scelta del nuovo ambasciatore all’ONU ( che partecipa al Consiglio dei ministri) nella persona di Samantha Powers ( la stessa che in campagna elettorale definì Hilary Clinton ” un mostro”) in questo senso è una garanzia.

Francia e Inghilterra tuonano contro Assad, ma chiariscono che parteciperebbero solo a una alleanza ampia che comprendesse gli USA ed altri.

L’Arabia Saudita è in piena crisi di interregno con il re novantenne e malaticcio che si è ritirato a morire nella sua villa preferita in Marocco ( forse è già morto ma aspettano a comunicarlo) lasciando la delega al crownprince il fratello quasi coetaneo Salman affetto da demenza senile mentre il figlio preferito cerca di guadagnare consensi di famiglia per essere in pole position al momento della scelta del nuovo re.

Il Quatar può continuare a pagare – forse anche qualche pilota – ma poco di più.

La voce del Vaticano che preme per una soluzione politica, completa la disgregazione del fronte occidentale e fa pentire gli USA di aver tramato per le dimissioni del Papa tedesco.

La posizione cattolica e ortodossa ( un miliardo e mezzo di persone) impedisce alla opinione pubblica occidentale di sostenere politicamente una eventuale azione militare mascherata da intervento umanitario.
Quel che ha scatenato l’offensiva congiunta cristiana per la pace è stata anche l’offerta delle ambasciate canadese, australiana, americana e neozelandese di visti di ingresso a durata indeterminata ai cristiani d’Oriente. Un incentivo avvelenato.

La volta scorsa ( guerra 1975-1990) ai libanesi il visto offerto era per cinque anni.
Questa volta gli USA cercano la soluzione finale per svuotare la terrasanta dai cristiani, ma ancora una volta sono stati fermati sulla via di Damasco.

GLI USA E LE OPZIONI DI OBAMA : tre opzioni di guerra e nessuna politica?

Le opzioni interventiste a disposizione di Obama sono le stesse di due anni fa:
a) un intervento diretto assieme agli alleati con sbarco in territorio turco ( baia di Adana e porto di Alessandretta). Questa opzione prevede ” boots on the ground” ossia truppe USA in azione diretta ed è da escludersi.
b) bombardamento con missili dal mare e dal cielo tipo ” attacco a Bagdad 1991″ . Lascerebbe le cose come stanno con un alto numero di morti e pochi militari colpiti e rischierebbe di portare in combattimento coi lealisti i militari sunniti che Assad non impiega nei combattimenti per timore di defezioni o casi di coscienza.
c) Rifornimento abbondante di armi moderne ai ribelli. Prima avevano molte persone e poche armi. Con questa opzione tardiva, avrebbero molte armi e meno persone.

La presa in considerazione dell’opzione ” soluzione politica” offerta dai russi, a parte le considerazioni geopolitiche che inducono all’accordo con Putin, mostra che hanno capito di aver imboccato un vicolo cieco e che cercano una via di uscita onorevole accontentandosi di lasciare dietro di se un paese messo a ferro e fuoco.

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Commenti

  • Avatar di donato donato  Il giugno 6, 2013 alle 10:49 PM

    Resipiscenza anche tardiva è ottima cosa.Non credo che i qatarioti mollino dopo aver speso 3 MILIARDI e combinato un macello, cautela è obbligo.

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  • Avatar di Giacomo C.P. Giacomo C.P.  Il giugno 6, 2013 alle 11:33 PM

    Concordo punto per punto. Però non capisco perchè ottime riviste come Limes e Lookout continuino a dare per scontata la vittoria dei ribelli; analizzano la realtà attraverso la lente delle loro pie illusioni?

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    • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il giugno 7, 2013 alle 6:46 am

      Non sono illusioni. Sono piuttosto logiche di appartenenza culturale per anni a uno schieramento internazionale, mancanza di notizie dal fronte opposto e consapevolezza della enorme sproporzione di mezzi tra i contendenti.
      Un po’ come il conflitto vietnamita.
      È errato comunque pensare in termini di vittoria dell’uno o dell’altro. L’obiettivo strategico di chi ha lanciato l’iniziativa è che la guerra duri.
      Come il conflitto libanese che è durato diciassette anni e spiccioli.

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  • Avatar di gemini2401 gemini2401  Il giugno 7, 2013 alle 7:35 am

    Per quel che posso valutare secondo le fonti limitate soprattutto francesi che ho rintracciato, la componente “esterofila” dell’opposizione siriana è stata sempre nettamente predominante e ha impedito di agire sul punto debole del regime: lo scarso radicamento nelle campagne. Ricordo che i primi atti furono vere e proprie azioni di infiltrazione terroristica nelle manifestazioni anti-Assad con il cecchinaggio di poliziotti e soldati dell’esercito regolare. Fortunatamente, la situazione geopolitica è meno favorevole di quella libica e l’obbiettivo minimo della destabilizzazione di un paese lo si raggiunge con modalità meno efficaci; intanto, però, Cina, Russia e Iran sono sempre più indaffarati alle loro frontiere e Israele affronta uno schieramento sempre più frammentato con una Turchia di nuovo incerta

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    • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il giugno 7, 2013 alle 8:00 am

      Sulla Turchia faro’ un post se il week end mi aiuta.

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  • Avatar di 66633322 66633322  Il giugno 7, 2013 alle 9:18 am

    ottima analisi dottore. ma una perplessita’……. perche’ nomina della trucibalda powers la rassicura?

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    • Avatar di Giacomo C.P. Giacomo C.P.  Il giugno 7, 2013 alle 9:51 am

      è vero, non era la Powers che ha convinto Obama ad intervenire in Libia?

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      • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il giugno 7, 2013 alle 10:13 am

        Era o no interesse degli USA intervenire in Libia? Non sara’ anche lei uno di quelli che pretendono che gli USA facciano i nostri interessi solo perche’ noi non ne siamo capaci?

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    • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il giugno 7, 2013 alle 10:09 am

      Perche e’ una istintiva, perche’ e’ sopravvissuta dopo aver chiamato ” mostro” la Clinton e dopo aver detto che per fare la pace in Palestina il Governo si sarebbe messo contro ” un potere politico e finanziario immenso” ( cito a memoria). Ovvio che e’ una brava americana che fa gli interessi del suo paese. Mi divertono coloro che vogliono trattare la pace solo con gli amici o quelli che vorrebbero ambasciatore uno che la pensa come loro.

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      • Avatar di Giacomo C.P. Giacomo C.P.  Il giugno 7, 2013 alle 8:51 PM

        Pensavo che se la Powers è stata bellicista per la Libia non avrà problemi ad esserlo anche per la Siria.

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      • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il giugno 7, 2013 alle 10:23 PM

        Le persone che si occupano di politica estera a livello professionale non sono belliciste ne pacifiste: operano scelte in funzione della situazione.
        In geopolitica non esistono delitti. Esistono errori.
        Se si dimostra che una azione non paga, un professionista desiste. Un fanatico insiste. E perde.

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  • Avatar di donato donato  Il giugno 7, 2013 alle 2:27 PM

    Ginevra II si farà? IMHO tenteranno un colpo di mano (attentato) contro Assad.I qatarioti lo scorso anno comprarono decine di generali.

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    • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il giugno 7, 2013 alle 2:34 PM

      Forse l’acquisto di “decine di generali” da parte del Quatar ha aperto la via agli ufficiali che stanno vincendo in questi giorni…. Pare ci sia stato un quasi attentato all’aereo del Presidente, ma sembra abbia rinunziato inopinatamente l viaggio. Ginevra II: Russi e americani hanno annunziato che si incontreranno assieme all’ONU il 25 giugno per organizzare l’incontro a luglio. E’ il secondo rinvio dopo quello da maggio a giugno. Vedremo.

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