EMILIA E CALABRIA: SE LA DEMOCRAZIA HA UN SENSO DEVONO ESSERE ABROGATE. di Antonio de Martini

Da tre anni predico la strategia della diserzione delle urne elettorali per delegittimare la classe dirigente.
Il mio ragionamento, contestato da alcuni amici vecchi e nuovi, dice che se conta il parere della maggioranza e se questa nega legittimità alla classe di governo nella sua interezza, allora l’istituzione deve cedere il passo al nuovo, inteso non come un abbassamento dell’età , ma come metodo di governo e di gestione della cosa pubblica. Ora ci siamo.

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HO SBAGLIATO DI POCO.

Nel post di commento alle elezioni regionali scritto a caldo stanotte, dicevo che se vorranno proseguire sulla linea del millantato credito diranno che hanno ottenuto il 66% dei voti ( invece che dei votanti).
Ho sbagliato di poco, vantano il 61 !
Ahi serva Italia di dolore ostello/ nave senza nocchiere in gran tempesta/ non Donna di provincie, ma bordello.

RUSSIA E CINA: DOPO TRENTA ANNI IL LORO RIAVVICINAMENTO RIVOLUZIONA LA GEOPOLITICA MONDIALE. di Antonio de Martini

La formidabile macchina globale americana della comunicazione ha concentrato le luci della ribalta del convegno APEC ( 21 paesi 44% del commercio mondiale) sull’accordo cino-russo per la riduzione delle emissioni CO2 americane entro il 2025 e sulla promessa cinese di fare qualcosa di analogo tra sedici anni.
In realtà , il concreto fatto nuovo consiste nel riavvicinamento russo cinese dopo trenta anni di frizioni. Negli ultimi due anni ci sono state dieci visite ufficiali al massimo livello e i frutti cominciano a vedersi.

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ELEZIONI PRESIDENZIALI TUNISINE E RINNOVAMENTO. IL FAVORITO È COETANEO DI NAPOLITANO. di Antonio de Martini

Oggi, si tiene in Tunisia a tre anni dalla caduta di Ben Alì, una tornata elettorale per sostituire il presidente di transizione Moncef Marzoukiespresso dal partito islamista Ennahda che , capita l’antifona, ha deciso di non presentare un proprio candidato per ottenere la legittimazione democratica necessaria a sopravvivere nella legalità e distinguersi dagli estremisti datisi alla guerriglia nella zona compresa tra il passo Kasserine e la frontiera algerina.

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TURCHIA. VERSO UNO ” SPLENDIDO ISOLAMENTO” O VERSO L’ASIA RUSSA? di Antonio de Martini

Negli undici anni di predominio di Recep Tajp Erdoghan , la Turchia ha raggiunto la diciassettesima posizione economica del mondo.
La Turkish airlines tocca più scali di ogni altra linea aerea del globo e l’aeroporto di Istanbul dal micro hub di Yeslsikoy è diventato un piattaforma ineludibile tra l’Oriente e l’Occidente.

Le rappresentanze diplomatiche turche hanno aperto uffici in quasi tutti i paesi africani. Le imprese di costruzione turche hanno potentemente contribuito al boom di edilizia popolare di Mosca.

Quasi ogni tycoon turco ha il suo jet parcheggiato nella zona aeroportuale di Istanbul riservata ai privati e una nuova università dell’interno di cui ora non ricordo il nome, possiede un aeroporto e una flotta di trenta aerei per trasportare conferenzieri e attrezzature senza intralci.

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IRAN CINQUE + UNO. NEGOZIATO AL CAPOLINEA. LUNEDì. ( testo completo se wordpress acconsente)

Per rispondere a un lettore che si interroga circa la data limite del negoziato nucleare con l’ Iran, ho scoperto che il mio “reblog” non reblogga più su http://www.corrieredellacollera.com , ma su Bankiller un blog che volevo lanciare ma cui ho dovuto rinunziare per mancanza di tempo.
Mi vedo quindi costretto a riepilogare la situazione. Il contenzioso ultradecennale ( 12 per l’esattezza) tra gli USA e l’Iran sul tema del nucleare ha radici lontane e una storia più breve.

Radici lontane da conoscere: al tempo dello Scià Reza Palhavi, fu firmata una convenzione  franco -iraniana ( la moglie dell’allora premier Eghbal era francese) per sviluppare ricerche nucleari finalizzate a trasformare l’Iran in una potenza atomica che avrebbe rievocato i fasti dell’impero persiano.

I dettagli di questo accordo e delle sua conseguenze potete trovarli sul libro in francese edito da La Decouverte  ” Histoire politique des services secrets francais”  scritto a sei mani da Roger Faligot, Jean Guisnel e Remy Kauffer.

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FURTI SUI CAMBI INTERNAZIONALI. INCASSI 530 MILIONI AL GIORNO. MULTA INFLITTA: 3, 707.692 ( 1,5%). AL CONFRONTO TOTÒ RIINA È UN GENTILUOMO.

Http://corrieredellacollera.com

Dopo la truffa dei derivati e quella del LIBOR ( il tasso che regola i mutui) ecco truccati sistematicamente anche i cambi. Hanno truffato circa mezzo miliardo al giorno per cinque anni e adesso pagano una multa di 4 miliardi e trecento milioni. Non si capisce perché a noi italiani nemmeno il conforto di incassare la multa. Leggete qui la pacata esposizione di Raimondi e Lettieri.

” Cinque grandi banche internazionali dovranno pagare all’agenzia di controllo americana Commodity Futures Trading Commission (Cftc), all’inglese Financial Conduct Authority (Fca) e all’agenzia di controllo svizzera Finma ben 4,3 miliardi di dollari di multa per aver manipolato per anni, almeno dal 2009 fino alla fine del 2013, i cosiddetti tassi Forex.

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IRAN-CINQUE PIÙ UNO: NEGOZIATO AL CAPOLINEA LUNEDÌ di Antonio de Martini

Per rispondere a un lettore che si interrogava circa la data limite del negoziato nucleare con l’Iran, ho scoperto che il mio “reblog” non ribloggato più su il corrieredellacollera, ma su Bankiller, un blog che volevo lanciare ma cui ho dovuto rinunziare per mancanza di tempo.

PERCHÉ LA GIORDANIA HA ROTTO LE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON ISRAELE SULLA QUESTIONE DELLO STATUS DI GERUSALEMME. di Antonio de Martini

Molti commentatori non sapendo come spiegare la rottura delle relazioni diplomatiche tra Israele e Giordania, hanno saltato a piè pari l’argomento.
In realtà si tratta di un passaggio storico e diplomatico delicatissimo.

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LE TECNICHE ANTIGUERRIGLIA, I MEDIA, L’ETICA NELL’ ERA GLOBALE. di Antonio de Martini

antoniochedice:

A SETTEMBRE 2012 PROPONEVO ALEPPO CITTÀ APERTA. LA PROPOSTA E SEMPRE VALIDA

Originally posted on IL CORRIERE DELLA COLLERA:

Ho già scritto che la città di Aleppo dovrebbe essere dichiarata dall’ONU “città aperta” e i combattenti evacuati o se necessario, costretti all’evacuazione.
La proposta potrebbe essere lanciata tra una settimana durante la visita del Papa in Libano e appoggiata dai numerosi patriarchi delle varie confessioni cristiane e cattoliche assieme ad autorità religiose .
In assenza di una iniziativa morale di ripudio della violenza nelle città abitate da parte di chi ne avrebbe la potestà, ritengo che le distruzioni potrebbero essere limitate con l’uso di tecniche e tattiche più sofisticate da parte dell’esercito regolare.
La tattica dei ribelli DEVE provocare i maggiori danni possibili per dimostrare una importanza politica superiore alla consistenza effettiva mentre la riduzione dei danni umani e materiali, sarebbe nell’interesse dei governativi.

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