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COSA PUO’ FARE L’EUROPA PER FERMARE LA CRISI. di Antonio de Martini

Nello scorso post abbiamo visto cosa potrebbe fare un governo nazionale per portare in Europa un paese più ordinato, più giusto e più pulito.
In buona sostanza, tenendo la Pubblica Amministrazione a briglia stretta, si reciderebbe il canale

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VENDERE IL PATRIMONIO DELL’ITALIA? A CHI E PERCHÉ ? di Antonio de Martini

La dichiarazione di Mario Monti, durante la conferenza stampa con Schauble, in cui ha accennato alla volontà di mettere in vendita asset comunali e regionali, ha suscitato reazioni emotive tra i compatrioti intellettualmente più gracili e più inclini al populismo.

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IL GRAND TOUR DI MONTI. HA PERSO IL PRIMO ROUND , MA LA PARTITA DI RITORNO E’ A ROMA ED E’ QUELLA DECISIVA. di Antonio de Martini

Stamattina il Primo ministro Mario Monti ha riferito alla Camera dei deputati sul suo incontro con il cancelliere tedesco Angela Merkel del giorno 11. ( il primo incontro tra quelli programmati. vedi mio post ” Monti ha 21 giorni di tempo”on line l’8 gennaio).

A favore del premier c’è senz’altro il fatto – invocato dal Corriere della Collera – che l’Italia ha iniziato ad adottare una politica estera BILATERALE, come è normale che accada in un mondo globalizzato dove ciascuno lavora per se, in competizione con tutti. A sfavore, il fatto che il primo round non è andato come sperava.

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I banchieri non hanno capacità di autocritica. E sono anche un pò fessi. Parola di Gailbraith

Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, il complesso delle banche italiane ha assommato perdite per 50 miliardi di euro, ma non sembr pronto a rivedere le proprie posizioni. Non potendo dare fiducia alla  classe politica , cerchiamo conforto altrove.

Forse i nostri banchieri e economisti potranno darci conforto. Vediamo spesso  soloni della Bocconi, banchieri alla Passera,

da sinistra: Montezemolo,Profumo e Passera. Per Gailbraith sono più compatibili col burocratismo che con l'intelligenza

 lo stesso Profumo  che ha mutato ruolo ma non addetto stampa, rivolgersi a noi di teleschermi per ammonire, prevedere, offrire.

Propongo di dare un’occhiata in giro e fermare lo sguardo Continua a leggere

Persa la battaglia per l’ingresso in Europa in prima classe. Ora nel prossimo decennio ci sarà la guerra di sopravvivenza coi greci per lo strapuntino

Mi sono incuriosito – come tutti presumo – a seguire gli sforzi dei giornali nello stilare la classifica degli eventi “sfigati” nel decennio finito ieri l’altro.

Qualche temerario si è avventurato nelle previsioni, Nessuno però  nell’analisi della situazione in cui ci troviamo o nella identificazione dei mezzi e degli obbiettivi del decennio iniziato con la morte di una nostra sentinella in un avamposto sconosciuto e uno schiaffo politico dal capo uscente di un paese sud americano che esporta principalmente “femminielli”.

Alle elezioni greche ha vinto il partito del non voto con oltre il 50%. Ora toccherà a noi?nella foto Papandreu finto vincitore democratico. Suo padre e suo nonno furono primi ministri.

Proviamoci noi. Continua a leggere

La guerra oggi si fa economica, ma è stata preceduta dal nostro disarmo. Questa è la vera ragione per cui non cresciamo, le imprese chiudono e i capitali se ne vanno.

Le democrazie  non si fanno la guerra, ma nulla impedisce loro di affrontarsi durissimamente sul piano economico. 

Barroso, Ciampi, Napolitano. La guerra economica globale affrontata con persone inadeguate.

La guerra economica  – forse più crudele di quella guerreggiata – non è mai stata virulenta come in questo periodo.

Clausevitz diceva che la guerra è Continua a leggere

Economia : il futuro non è più quello che fu… a meno che non si ricominci a pensare

L’intervento  di Giorgio Vitangeli sulle cause del disastro  sociale che si annunzia, scatena la caccia alla salvezza.

L’antidoto alla crisi, secondo i “padroni del vapore”  consisterebbe  nel mettere in mano al sistema bancario  un gran numero di miliardi di nuova moneta , nella speranza che succeda qualcosa di positivo per tutti.

Una gustosa vignetta americana, mostra un Obama cogitabondo davanti a un foglio di conti, con una matita in bocca che si chiede ” cosa viene dopo un trilione?” . Glielo diciamo noi:  viene il diluvio, specie se i marinai sono quelli del precedente naufragio.

 

D'Artagnan morì a Maastricht. Adesso tocca a noi?

 

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