Persa la battaglia per l’ingresso in Europa in prima classe. Ora nel prossimo decennio ci sarà la guerra di sopravvivenza coi greci per lo strapuntino

Mi sono incuriosito – come tutti presumo – a seguire gli sforzi dei giornali nello stilare la classifica degli eventi “sfigati” nel decennio finito ieri l’altro.

Qualche temerario si è avventurato nelle previsioni, Nessuno però  nell’analisi della situazione in cui ci troviamo o nella identificazione dei mezzi e degli obbiettivi del decennio iniziato con la morte di una nostra sentinella in un avamposto sconosciuto e uno schiaffo politico dal capo uscente di un paese sud americano che esporta principalmente “femminielli”.

Alle elezioni greche ha vinto il partito del non voto con oltre il 50%. Ora toccherà a noi?nella foto Papandreu finto vincitore democratico. Suo padre e suo nonno furono primi ministri.

Proviamoci noi.

Nell’ultimo ventennio l’impegno politico assunto  da tutti era di presentarci in veste decente all’appuntamento con l’Europa e la moneta unica.

 A conti fatti, il fallimento non poteva essere più completo.

Una serie di personaggi, frutto della selezione a rovescio della classe dirigente italiana ,  – da Ciampi in giù – ci ha privato delle munizioni  finanziarie ( 55.000 miliardi  di lire in cinque giorni, ricordate il 92?   l’accettazione di un cambio impossibile con l’euro dieci anni dopo? una informazione demenziale agli italiani a cura del duo Pippo Baudo-  Giuliano Amato); industriali ( la proibizione del tesoro – ancora Ciampi -Draghi – alla Telecom mobile di acquistare la Vodafone inglese che all’epoca non era tanto cresciuta. L‘autorizzazione  della  D’Alema & partners  a vendere Telecom  al rag. Colaninno, definito “imprenditore coraggioso”) e costituzionali ( il rifiuto di Berlusconi/Fini di aggiornare la Costituzione dotando l’Italia di uno strumento decisionale moderno).

Sono queste  le tappe di una via crucis che ci ha fatto scendere gli ultimi gradini che ci separavano dal “declino” come viene pudicamente chiamata la smerdata globale che ci ha  sommerso. Ora, come in ogni naufragio che si rispetti,  si leva la voce del Presidente Napolitano ” salvate i ragazzi”. Con quali mezzi Presidente?

Nel frattempo la storia non si ferma: abbiamo accettato costi e ritmi di lavoro cinesi  – adesso protestiamo per gli stipendi, ma era  conseguenza inevitabile, no? –  non abbiamo conquistato nemmeno il 2%  ( sarebbe bastato) dei consumatori del nuovo mercato  globale di due miliardi e mezzo di asiatici che si sono affacciati sul mercato. Avremmo conquistato cinquanta milioni di nuovi consumatori: una seconda Italia.

Noi italiani ci dividiamo in due meta  categorie : coloro che si agitano senza individuare gli obbiettivi di fondo ( metto qui gli studenti,  i sindacati, la borghesia delle province) e i più ragionevoli e lucidi  che  mostrano di comprenderere  – almeno in parte –  la situazione , intravedono gli obbiettivi, ma che  sembrano  ipnotizzati e incapaci di azione.

Noi siamo tra questi, in compagnia col Presidente Napolitano che  ha indicato la necessità di ridurre il deficit pubblico,  offrire un futuro ai giovani ecc, ma  non ha indicato i mezzi da usare. Ha detto  che non gli compete. Corregge anche le virgole di leggi e  decreti governativi , ma non intende partecipare al dibattito storico che potrebbe salvare la nazione?

Per sgonfiare il deficit pubblico servono due grandi operazioni  da attuarsi simultaneamente:  una  imposta patrimoniale  straordinaria – non elevata – e la restituzione ai cittadini delle ricchezze “inguattate” nelle fondazioni  ex bancarie ( e non )  che potrebbe anche fungere  sia da indennizzo per la patrimoniale che da risparmio forzoso dato che le azioni assegnate ai cittadini in maniera da scoraggiare speculazioni resterebbero  a proprietà congelata per un periodo di tempo definito e non brevissimo.

Nazionalizzare e riprivatizzare correttamente  alcune tra le più mal riuscite privatizzazioni. Telecom e  Alitalia , per citarne un paio tra le più chiacchierate. Soprassedere a ogni privatizzazione che non venga effettuata  anche dai principali partners europei ( Francia. Germania) nello spirito dell’art 11 della Costituzione.

Una moratoria nella caccia ai denari della mafia . Bisogna pure  che qualcuno dica  ad alta voce che la mafia i suoi soldi li investe all’estero ( Africa, America latina, Spagna  ecc) e che la caccia del fisco  a chi spende oltre 3.600 euro in un  singolo acquisto, serve a stanare le coppie che organizzano le nozze o che comprano i mobili per la casa.A piallare il reddito dei gioiellieri, a scoraggiare l’acquisto di auto e moto che fino a sei mesi fa si stimolavano, l’uso delle colf come elemento di reddito, serve a mettere per strada delle brave ragazze  straniere o a renderle clandestine. 

 Se si abbassano le tasse, il numero dei contribuenti onesti cresce.

La somma di questi provvedimenti, signor Presidente, consentirebbe di raccogliere quasi trecento miliardi e di destinarne una quota alla riduzione delle tasse . Vedrà poi , signor Presidente, come  si rimetterebbe in moto  tutto: dal sistema bancario , non più premuto dall’avidità di falsi filantropi, all’industria defiscalizzata  , al commercio , specie internazionale. Così l’avvenire sarebbe assicurato a molti tra i cittadini che oggi non  godono di prospettive.  

 La Grecia ha raggiunto e superato la soglia del 50% dei cittadini che non sono andati a votare e come ha detto lei, signor Presidente la democrazia è in scacco.

Senza una  sua  decisa spinta in tal senso , Signor Presidente, il suo discorso di capodanno sarà ricordato come un inutile  tentativo di salvarsi l’anima.

Nella propettiva  della dipartita, signor Presidente,  è comprensibile, ma ai giovani che restano, non basta.

Antonio de Martini

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Commenti

  • Giorgio Vitali  Il gennaio 2, 2011 alle 4:34 pm

    CONCORDO CON QUANTO DICHIARATO IN QUESTO BELL’ARTICOLO. MANCANO ALCUNE VOCI CHE AL MOMENTO è INUTILE INSERIRE, MA SONO FONDAMENTALI.
    NON CONCORDO CON LE DICHIARAZIONI CATASTROFICHE. NON ESISTE CATASTROFE, A MENO CHE QUALCUNO NON CI FACCIA SAPERE COSA ACCADE QUANDO C’è UNA CATASTROFE SOCIALE. BENE PER LA GRECIA.UN PAESE FINORA CONSIDERATO MARGINALE CHE INVECE CI MOSTRA UNA NOTEVOLE REATTIVITà DA PARTE DEI SUOI CITTADINI. D’altronde, la Grecia si è sempre caratterizzata, nella Storia,anche dell’800 e del 900, come paese dove le crisi sociali e le rivoluzioni, inutile ricordarle tutte, non sono state MAI pacifiche. Aspettiamo con ansia qualche attacco ben congeniato ai signori delle banche e della finanza. GV.

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