LE VERE CONSEGUENZE DEL DECRETO TRUFFA IMU-BANKITALIA

QUESTO E’ IL VIDEO DEL 2014 CHE I LETTORI DEL CORRIERE DELLA COLLERA HANNO PIÙ DIFFUSO SULLA PROPRIA PAGINA FACEBOOK. A FINE MAGGIO CI SARA’ UNA NUOVA “ASSEMBLEA DEI PARTECIPANTI” DELLA BANCA D’ITALIA IN ASSENZA DEGLI AZIONISTI CHE SIAMO NOI ITALIANI. VERRÀ IL GIORNO IN CUI SARANNO CHIAMATI A RISPONDERNE ? DIPENDERÀ DA NOI….

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Dialogo tra Giorgio Vitangeli e Antonio de Martini. Le AZIONI DA INTRAPRENDERE PER NON RASSEGNARSI AL FATTO COMPIUTO.

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DISINTOSSICA UN AMICO E FALLO RISORGERE. Per Pasqua regala un libro interessante

suggerisco tre di titoli assicurando che sono soldi spesi bene.

1) Jeremy Salt ” La Disfatta del Medio Oriente” ed Elliot. Due secoli di interventi occidentali nel Medio Oriente. L’autore è un australiano impiantato si tra Istanbul e Beirut da anni. €25

2) Roberto Iannuzzi ” Geopolitica del Collasso” ed Castelvecchi.  l’autore ha girovagato nel Levante. €27

3)  Giovanni Ceccarelli ” Medici, Malati, Malattie e Farmaci nella storia dell’Arte” ARACNE editrice srl. L’autore è un medico laureato in studi storico artistici.  €24

I Pareri dei lettori  su questi testi saranno benvenuti nei commenti de http://www.corrieredellacollera.com  

RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE DEL SABATO 4 APRILE a cura di Gianni Ceccarelli

L’indice della miseria è costituito come è noto dalla somma di alcuni fattori (inflazione, disoccupazione, tassi di interesse, in rapporto alla crescita del PIL pro capite). E’ stato di recente calcolato per 108 Nazioni e secondo tale classifica le cinque Nazioni più “misere” alla fine del 2014 erano: il Venezuela (MI 106,03; elemento più importante: i prezzi al consumo); l’Argentina, la Siria, l’Ukraina e l’Iran (49,10: elemento più importante la disoccupazione). Sempre nello stesso anno l’Argentina l’Ukraine erano “felicemente” arrivate tra le prime cinque, sostituendo il Sudan, Sao Tome e Principe. Allo stesso momento, le cinque Nazioni meno “misere” erano il Brunei (MI 4,94; elemento più importante i tassi di interesse), la Svizzera, la Cina, Taiwan e il Giappone (6,18, elemento più importante la disoccupazione).

http://www.cato.org/blog/world

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ROMA E L’ITALIA I MATTI SONO CONSIDERATI SANI E VICEVERSA: provare per credere

19 dicembre 2011. Capitale corrotta, Nazione infetta………dopo quattro anni siamo al punto di prima, ma un po più indebitati e con l’EXPO di Milano che minaccia di chiudere prima di aprire

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CAPITALE CORROTTA

Il guardasigilli Paola Severino ha iniziato a parlare di  pene alternative, poi di ammnistia ed infine il Papa in persona si è recato al carcere di Rebibia auspicando che ” il governo trovi il modo di farli star meglio”.

In contemporanea, è stato liberato 48 ore dopo l’arresto in flagranza di reato, un poliziotto beccato per essere stato colto  mentre compiva un reato ripugnante, per mottivi abbietti: rapiva un compagno di scuola del figlio per pagare i debiti di gioco.

Sempre a Roma, Dagospia pubblica l’elenco dei collaboratori del sindaco che non si è fatto mancare niente: dal prete pedofilo don Ruggero  ( condannato  a 15 anni e che era stato nominato “garante della famiglia”)    al Luigi Crespi ( consulente per l’immagine condannato a 7 anni per bancarotta), passando per i “managers” di AMA ( Panzironi) e di ATAC ( Bertucci), mentre è in dirittura d’arrivo anche l’ACEA ( splendida  acquirente di nove…

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NEWT GRINGRICH PRESENTA IL SUO PUNTO DI VISTA SULLA CRISI SIRIANA.

QUANDO I REPUBBLICANI USA ERANO CONTRARI ALL’INTERVENTO IN SIRIA….31 agosto 2013. Newt Gringrich , non un poveretto qualsiasi

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il lettore Armando Stavole, ha colto nel mio esempio ” sembra scritto da Newt Gringrich” una accusa precisa, mentre l’intento era di dire che ” sembra scritto da uno dei TEA PARTY ” dato che usava gli stessi toni.
Gentilmente, Stavole mi ha girato una newsletter dello stesso Gingrich, che vi giro, dalla quale appare chiara l’opposizione dei repubblicani all’attacco alla Siria.
( vedere il mio ultimo commento allo scorso post in risposta a un amico).

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EGITTO: LA NASCITA DEL PROGETTO DI DIFESA COMUNE INNERVOSISCE GLI USA.CHE INIZIANO LE CRITICHE COL SOLITO CORO DI “ESPERTI” DEL NULLA. di Antonio de Martini

Ieri 2 aprile ho dato notizia della progettata costituzione di una Forza Araba di Difesa Comune ( FADC, l’acronimo è mio) e oggi, 3 aprile , come era facile a prevedersi, è iniziato il fuoco di interdizione mirante a dissuadere, svilire, presentare come improbabile questa iniziativa che accanto al significato tecnico-militare assumerà un significato politico destinato a influire sul quadro geopolitico dell’intero Medio Oriente e Nord Africa.  Continua a leggere

DONNE IN PANTALONI. ( in Grecia) 

Ho sempre avuto presente alla mente lo storico episodio della moglie di un senatore del tardo impero ( non ricordo più il nome)  che, visto che il marito inetto esitava ad eseguire l’ordine imperiale di suicidarsi, prese il pugnale e se lo immerse in seno porgendolo poi al marito e incoraggiandolo con un  ” non duole”.

Donne capaci di guidare i mariti, specie tra i politici, ce ne sono sempre state e immagino esistano anche da noi, ma questo è l’unico caso venuto allo scoperto di recente. 

La moglie dell’ex ministro della Difesa greca Tsochatzopoulos, condannata assieme al marito per le ormai famose mazzette pagate dai cantieri tedeschi per costruire otto sommergibili, è fuggita dall’ospedale psichiatrico in cui era riuscita a farsi trasferire. Si chiama Vicky Stamatis.


LA FORZA ARABA DI DIFESA COMUNE PRENDE FORMA.   di Antonio de Martini

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L’ultimo (26) vertice della Lega Araba tenutosi a Sharm el Scheik  nei giorni scorsi ha deliberato che entro Aprile si incontrino al Cairo i capi di Stato Maggiore del Marocco, d’Egitto e del Kuweit per mettere a punto lo schema di un dispositivo di una ” Forza Araba di Difesa Comune”  da offrire ai 22 paesi membri dell’organizzazione senza obblighi di adesione forzata.

L’iniziativa nasce dalla Operazione ” Tempesta di Fermezza” lanciata contro lo Yemen  dall’Arabia Saudita ed è stata lanciata approfittando della emergenza creatasi a seguito dei ripetuti allarmi lanciati dai paesi occidentali circa il pericolo terrorista e la penetrazione iraniana nella penisola araba.

Possiamo definire questa iniziativa come la capacità da parte araba di trasformare una sfida in un’opportunità.

Centrale anche in questa occasione, il ruolo dell’Egitto senza il quale nessuna iniziativa – di pace o di guerra – è possibile nel mondo arabo.

L’aver preso le distanze dal problema israeliano ha giovato a Al Sissi consentendogli di focalizzarsi sull’Africa, a lungo trascurata dallo snobismo del predecessore, dandogli un ruolo nell’Africa del nord in particolare.

Ashton Carter, il nuovo segretario alla Difesa USA ha commentato questa iniziativa che , essendosi qualificata come araba è per definizione preclusa ai paesi occidentali, dicendosi pronto alla collaborazione ” ogni qualvolta gli interessi arabi e quegli degli USA coincideranno” chiaro?  Non ha parlato di convergenza, ma di coincidenza.

In altre parole, non sembra aver digerito l’iniziativa e teme che vista l’appartenenza al Maghreb di due dei tre progettisti, che la neo costituita FORZA ARABA DI DIFESA COMUNE  inizi ( o finisca) per occuparsi della Libia invece che dello Yemen

 Egitto e Marocco sono  evidentemente  entrambi  più interessati a spegnere  il fuoco libico che rischia di appiccarsi a casa loro che alla sommossa degli Houti che minaccia – molto relativamente – il regno saudita.  

Il Kuweit aveva già dato segni di insofferenza verso il ruolo del Katar nelle vicende petrolifere dell’area e la presenza del Marocco offre la cauzione monarchica che potrebbe attrarre gli sceicchi del golfo.

Non ci resta che la constatazione che gli europei vengono superati in capacità di iniziativa politica anche dai mediterranei della riva sud. Continuiamo  pure a farci governare da questi personaggi irrisolti e vedremo le conseguenze.

LA DINASTIA DEI SAUD RISCHIA DI NON SOPRAVVIVERE AL 2014 E CON ESSA CAMBIEREBBE TUTTO IL SISTEMA PETROLIFERO DELL’OCCIDENTE di Antonio de Martini

LE GUERRE SI SA COME COME COMINCIANO, MA NON COME FINISCONO. L’ANNO SCORSO CREDEVANO DI CONTROLLARE LO YEMEN. ORA….

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Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana ed esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani sunniti.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali…

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YEMEN: LA GUERRA DEL FIGLIO DEL RE. 

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Ultimamente abbiamo trascurato  l’Arabia Saudita. Riprendiamo dalla successione: messo sul trono Salman ( Salomone) ottantenne è afflitto da problemi neurologici, il triumvirato sottostante è costituito da Mohammed Bin Nayef ( Bin Abdulaziz al Saud si intende), Muqrin bin Abdulaziz ( principe ereditario) e Mohammed bin Salman ( bin Abdulaziz ) . Continua a leggere