Archivi Categorie: Politica Estera

AFRICA. ETIOPIA: LE MANIFESTAZIONI DI CORDOGLIO PER LA MORTE DI MELES ZENNAUI ERANO GIA’ IN PREPARAZIONE DA UNA SETTIMANA. di Antonio de Martini

infatti il patriarca della chiesa Copta d’Etiopia, l’Abuna Paulos, era deceduto la settimana prima e da quel giorno datano i preparativi per l’imponente funerale, della cui spettacolarità ha usufruito anche Meles Zennaui deceduto improvvisamente a Bruxelles, grazie ad una furba regia del ministro dell’interno.
Morto Zennaui a mezzanotte tra domenica e lunedì, il martedì pomeriggio il feretro era già in Addis Abeba.

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AFRICA: IN CRISI ANCHE L’ETIOPIA.

Il Presidente Etiopico Melles Zennaui è morto stanotte a Bruxelles, dove era stato ricoverato d’urgenza a luglio.
Sconosciuta la malattia, sconosciuto il suo decorso, si sa solo che è deceduto verso la mezzanotte a seguito di una crisi improvvisa, mentre sera sembrato riprendersi.
Il portavoce governativo che ne ha annunziato la morte, non ha nemmeno confermato il luogo della morte, limitandosi a dichiarare che era avvenuta all’estero.
Zennaui muore nel mistero, come è vissuto e ha governato.

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19 settembre 1939: UNA LETTERA DI NITTI A MUSSOLINI INDICA NELLA GERMANIA IL NEMICO DA TENERE LONTANO DAL MEDITERRANEO.

PIERO LA PORTA HA DATO VITA A UN SITO CUI HA DATO IL SUO NOME – E CHE È BEN PIÙ COMPLESSO DI UN BLOG – E COPRE NUMEROSI ASPETTI DELLA VITA SOCIALE, ECONOMICA E POLITICA.
NELLA SEZIONE POLITICA TROVO UNA LETTERA DI FRANCESCO SAVERIO NITTI A MUSSOLINI, SCRITTA ALL’INIZIO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE . PUR TRA GLI ERRORI DI BATTITURA, È UN ESEMPIO DI LUCIDITÀ POLITICA .
LA CITO SPERANDO DI SPINGERVI A LEGGERLA su piero laporta.it

SHIMON PEREZ SI DICHIARA CONTRARIO ALL’ATTACCO ALL’IRAN SENZA LA PARTECIPAZIONE U.S.A. di Antonio de Martini

Scoppia una bomba atomica sulla testa del duo Netanyahu-Barak: il presidente della Repubblica di Israele e ultimo dei padri della Patria ancora vivente, ha reso alla TV israeliana alcune dichiarazioni che hanno distrutto il castello di bugie pazientemente messo assieme

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Ecco il golfo in cui passa il 20% del petrolio mondiale. È l’assicurazione sulla vita di Assad e dell’Iran. di Antonio de Martini

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Nella cartina vedete la penisola araba, la parte orientale dell’Arabia saudita con Quatif , la città che si è ribellata ai sauditi- Wahabiti essendo la regione abitata da tribù sciite. Nel golfo, Bahrein base della quinta flotta USA e abitata da sciiti in rivolta contro la dinastia sunnita.
Il re del Baharein, ha ricevuto ” l’aiuto fraterno” dell’Arabia Saudita ed ha faticato non poco a convincere la segretaria di Stato Clinton che la rivolta era aiutata dai vicini iraniani.
Il grande paradosso americano è consistito nel promuovere il ” regime change” in Irak a favore degli sciiti e il “regime change ” in Siria contro gli Alawiti ( che sono una forma di sciitismo) , il “regime change” sembra basato sul principio di maggioranza che però non è applicabile a Israele dove la maggioranza è araba e palestinese.
Una contraddizione che dura dal 1948 e che avvelena la regione.
La legge di maggioranza non è valida per i Curdi abitanti in Turchia e in Siria, ma lo è per quelli abitanti in Irak e in Persia.
Il criterio base sembra essere che gli amici degli USA sono OK e gli altri vanno bombardati.
Questo atteggiamento privo di basi culturali e mirante ad esportare la mentalità americana come fosse Coca Cola, ha come conseguenza pratica il dissanguamento economico dei ” principi ereditari” ( Sauditi, ed Emirati del Golfo) costretti a finanziare tutte le guerre dell’area e il dissanguamento reale di quanti fanno resistenza a un progetto incomprensibile.
Tra sanzioni economiche e bombardamenti il mondo arabo ha pagato un tributo di oltre un milione e mezzo di morti.
Il prezzo pagato dagli USA , oltre ai cinquemila morti in Irak, è consistito nella perdita della immagine del “cavaliere bianco” che si batte per la libertà altrui e nella perdita – strada facendo – di una serie di alleati: il numero dei paesi partecipanti alle ” crociate USA” nel medio Oriente è passato dai 31 paesi della prima campagna irachena ( 1991) con la benedizione ONU, agli otto , in diminuzione, della campagna afgana, ai sei della campagna siriana, con il veto ONU ( di Cina e Russia) alla trovata della “no fly zone”( 2012).
Una brutta preparazione per il confronto in preparazione con la Cina che sarà il tema del prossimo mandato presidenziale .

Ma insomma ci sarà la guerra per la Siria o per l’Iran? di Antonio de Martini

Mentre ero in vacanza in una stretta valle di montagna dove ogni albergo aveva il suo segnale internet che si sovrapponeva agli altri impedendo le comunicazioni se non a pagamento, mi è venuto spontaneo il parallelo con la situazione del Vicino e del Medio Oriente.

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SONDAGGIO TRA I GOVERNANTI NATO: L’AFGANISTAN È UN FALLIMENTO, IN SIRIA NON SI PUÒ INTERVENIRE, LA GRECIA DOVREBBE ESSERE ESPULSA…

LASCIO IN INGLESE IL TESTO INTRODUTTIVO DI UNA RICERCA EFFETTUATA TRA I GOVERNANTI E DIRIGENTI DEI PAESI DELLA NATO PUBBLICATA DALLA NEWSLETTER DELLA N.A.T.O. E I CUI RISULTATI PRINCIPALI HO CONDENSATO NEL TITOLO DEL POST. Continua a leggere

LA FRANCIA CHIEDE ALL’ITALIA DI CHIEDERE UN PRESTITO CHE CHIEDE ALLA SPAGNA DI CHIEDERE. I PRESTITI IN EURO SONO COME LA “SORA CAMILLA: TUTTI LI VOGLIONO, NESSUNO LI PIGLIA”. di Antonio de Martini

Avrete notato nei giorni scorsi un intrigante minuetto: il premier spagnolo Rajoy che dichiara che la Spagna NON ha intenzione di chiedere prestiti alla BCE o al Fondo Monetario Internazionale.
Monti va a Madrid e incita la Spagna a chiedere un prestito alle istituzioni europee.
Il presidente Hollande a sua volta stimola l’Italia ad avanzare le sue richieste alla BCE. Il premier Monti che dichiara a chiunque voglia ascoltarlo, che l’Italia farà da sola.

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L’OPPOSIZIONE TEDESCA CORRE IN SOCCORSO DI DRAGHI E PUNTA A SCALZARE LA MERKEL ALLEANDOSI CON LA B.C.E. LA COMPATTEZZA POLITICA DELLA GERMANIA È ORMAI UN RICORDO. di Antonio de Martini

Il partito socialdemocratico rivela la sua strategia elettorale per scalzare la Cancelliera Merkel dal potere, sposando la tesi della Banca Centrale Europea, ossia dei Bond garantiti da più paesi, abbinati con l’Unione fiscale e una nuova bozza di Costituzione Europea da sottoporre a referendum. Continua a leggere

ARABIA SAUDITA: DISORDINI CON MORTI NELLA PROVINCIA DELL’EST, RICCA DI PETROLIO. È LA LEGGE DEL TAGLIONE. di Antonio de Martini

La città di Quatif la conoscono in pochi. È a metà strada tra Bahrein e Riad, la capitale.
In Arabia Saudita, lo dicevamo Proprio ieri , la confusione che stava spandendosi fino alle Nazioni Unite era esportata dall’interno.
Oggi è arrivata puntuale la conferma ad uso degli scettici.
I due milioni di mussulmani sciiti presenti nel Regno, cominciano a recepire le spaccature confessionali e iniziano a imitare i fratelli che operano in altre parti del mondo arabo in cerca del riscatto e di condizioni di vita meno pessime.
Nel semestre i morti sono già undici, ma ieri

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