Chi avesse letto il post del 3 marzo ” La Germania ci offre una via di uscita,” avrà notato che ho definito l’Euro attuale ” una costruzione sbagliata”. Adesso perché non sembri una battuta – in un tempo in cui abbondano – vorrei fare la proposta alternativa che poi l’amico GIc caldeggia da sempre e ha anche fatto il nome di un propositore illustre che ora non ricordo.
Il signor Hans- Olaf Henkel – già presidente della Confindustria tedesca fino a pochi giorni fa – ha proposto una separazione , non so quanto la immagini consensuale, e la creazione di un “Euro del Nord” assieme a Olanda, Finlandia e Austria.
Se attuata di comune accordo, la soluzione non solo è percorribile, ma cercherò di spiegare in maniera semplice perché la trovo vantaggiosa per tutti i paesi dell’area Euro che non hanno una tripla AAA di rating. Continua a leggere →
Di deminvest
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Al vertice UE del 13 dicembre scorso e a quello successivo del 21 gennaio, non è stato trovato alcun accordo circa la risposta da dare a Cipro che da nove mesi aspetta di sapere se la sua richiesta di un prestito per uscire dalla crisi verrà accolta dagli egoisti di Bruxelles.
Il prodotto nazionale lordo di Cipro pesa per lo 0,2% ( zerovirgoladuepercento) di quello europeo e quindi non se ne fa una questione di denaro, ma di principio o se preferite, di razzismo anti mediterraneo, mascherato da anticomunismo.
Il presidente della Repubblica, Demetris Christophias, è il capo del partito comunista dell’isola e verrà sostituito domani per scadenza del mandato. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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RE Y K J AV Í K , 15. Febbraio.
Migliora la situazione economica dell’Islanda, uno dei Paesi più colpiti dalla crisi.
Ieri l’agenzia Fitch ha aumentato il rating a BBB da BBB meno, e questo a fronte dei
«progressi impressionanti che l’Islanda continua a fare nella sua ripresa dalla crisi finanziaria
del 2008 e 2009».
La mossa fondamentale nella lotta alla crisi — dicono gli analisti — è stata la nazionalizzazione dei tre maggiori istituti di credito, Kaupthing, Glitnir e Landsbanki, e la sostituzione della maggior parte dei manager della finanza. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Dopo che l’anno scorso l’European Banking Authority statuì che il sistema bancario italiano abbisognava di ricapitalizzazioni per 15 miliardi di euro, quest’anno è in arrivo lo “stress test” che verificherà lo stadio di ricapitalizzazione delle banche italiane e la loro attitudine a essere in linea con i dettami di “Basilea tre”.
Alcuni esperti visiteranno le banche ed ipotizzeranno cosa succederebbe in caso di chiusura, stilando pagelle.
Il loro ideale sarebbe che una banca in chiusura possa liquidare tutte le sue pendenze in quarantotto ore. Questa idealità presupppone che ogni banca riesca a prestare solo una minima frazione di fondi e ne mantenga una forte aliquota liquida per far fronte alle necessità di chiusura. Se ne deduce che per ogni euro che presta, dovrebbe averne altri due in cassa.
Conseguenze:
a) gran parte della liquidità non verrebbe messa in circolo con grave nocumento del sistema economico generale. In Italia poi, dato il rallentamento provocato dalle inutili indagini di tracciabilità del denaro a fini antimafia, si avrebbe in pratica la stasi. Per questi signori, Adamo Smith è vissuto invano.
b) questi escogitatori di piani di verifica sono gli stessi che fecero le ispezioni l’anno scorso e diedero per buono il Monte dei Paschi e provocheranno altre occasioni di speculazioni contro l’Euro e contro l’Italia.
c) Questo strumento verrà inevitabilmente utilizzato dai partiti sconfitti alle elezioni, aumentando così il clima di sfiducia proprio nel momento in cui si dovrebbe iniziare una ripresa di governo chiunque abbia vinto.
Il Club di Parigi, costituito dai principali paesi creditori di debiti contratti da paesi , in genere appartenenti alla parte del mondo definita “in via di sviluppo”, ha annunziato di aver ristrutturato il debito della Birmania.
L’ accordo con i creditori internazionali per ridurre il debito estero ammonta a circa 6 miliardi di dollari. Un ulteriore mezzo miliardo abbondante è stato abbuonato dalla Norvegia. Il Giappone che non fa parte del “Club di Parigi” ha assecondato la manovra impegnandosi ad azzerare tre miliardi di dollari di debiti contratti dal regime Birmano.
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Di antoniochedice
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Http;//corrieredellacollera.com
Interessante l’evoluzione delle tecniche di calcolo che vanno sotto il nome di “Credit scoring” col quale ogni impiegato, in banca da sei mesi, è in grado di dirvi se abbiamo o meno diritto a un mutuo per comprare casa.
Mentre ormai accettiamo rassegnati che l’assicurazione decida il prezzo da farci pagare per permettere alla nostra automobile di circolare ” coperti dal pericolo di incidenti” ( in realtà nella RCA auto sono assicurati tutti gli ipotetici passeggeri, ma NON il conducente che in macchina c’è per definizione) perché questa formula matematica ha creato un circolo virtuoso che “difende” e “accresce” la ricchezza, il meccanismo per cui si può ottenere, ad esempio, un prestito al consumo , è malnoto ed abbiamo finito per accettare il responso della macchinetta elettronica, senza addentrarci nelle tecnicalità.
Errore da matita rossa.
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In Islanda adesso la disoccupazione è scesa al 5,9% dal 9% cui era arrivata, la crescita del 2011 ha superato il 3,1% ( più dei vicini scandinavi : il 2,5 della Norvegia, L’ 1,1% della Svezia e cifre minori per la Finlandia) ha sostituito alle attività finanziarie , il turismo ( 700.000 visitatori nell’anno grazie alla notorieta offerta dalla eruzione del vulcano dal nome impronunziabile Eyjafjallajökull, che paralizzo il traffico aereo) e adesso medita di adottare come moneta il dollaro canadese.
Il metodo adottato dal popolo islandese per uscire dalla crisi
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Nelle cose, le nonne dicono che bisogna sempre cercare il lato positivo.
Negli USA, Le statistiche rivelano che , grazie alla crisi, diminuisce il numero dei bambini obesi.
In Italia, sembra diminuito il numero dei gradassi metropolitani semprecché non si siano trasferiti a Cortina per il solito intermezzo festivo.
Nella situazione europea, di positivo c’è che la Cancelliera Merkel ha finito per scoprire le sue carte di fronte ai parlamentari.
In un recente discorso al Parlamento Europeo, ci ha dato i numeri alla base del suo ragionamento geostrategico: “l’Europa rappresenta il 7% della popolazione mondiale, il 25% del PIL del mondo ed il 50% della spesa sociale complessiva.” Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Vi sembra normale che gli Stati paghino 600 volte più caro che le banche private ?
Recentemente, abbiamo saputo, e scritto, che la Riserva federale americana ha prestato alle banche in difficoltà la gigantesca somma di 1.200 miliardi al tasso incredibilmente basso dello 0.01%.
Nello stesso momento, in numerosi paesi tra cui l’Italia, i popoli subiscono in pieno gli effetti dei piani di austerità, dato che i mercati finanziari prestano i soldi a certi Stati – lo hanno fatto con noi italiani – a dei tassi del 6% . Continua a leggere →
Arriva Babbo Natale, ma si ferma negli USA.
Il Federal Open Market Committee presieduto da Bernanke sta per fare una iniezione di ulteriore liquidità ( il quantitative easing di cui continuo, invano, a fare cenno).
l’obbiettivo è abbassare la percentuale di disoccupazione – attualmente al 7,7%, che magari l’avessimo noi.
l’obbiettivo generale è mantenere il tasso di interesse attorno allo zero a tutto il 2015 e sostenere il mercato immobiliare e dell’auto.
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Di antoniochedice
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