Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.

SE FACCIAMO UNA FINANZIARIA AGGIUNTIVA DI 40 MILIARDI ANNUI, COME DA RICHIESTA, NEL 2017 SAREMO SEMPRE A 120% del PIL ( sempre che il PIL non scenda)
Dagli USA ci perviene un grafico del FMI ( fondo monetario internazionale) che illustra come la ripresa dell’Italia non sia possibile per parecchi anni a venire: se continuiamo a farci tosare come ora , nel duemiladiciassette saremo esattamente nella posizione del 2011 , ossia con un rapporto debito PIL del 120%. Si tratta , naturalmente , di una ipotesi ottimistica che prevede che il PIL italiano non crolli, come sta già facendo.L’estensore del grafico lo ha fatto, probabilmente, per dimostrare la debolezza dell’Euro.Personalmente ritengo che questo grafico debba farci capire a tutti che Poiché il problema è politico ( credere o meno nella solvibilità dell’Italia) la soluzione non può che essere politica ( riduzione degli interessi da parte dei paesi indebitati ).
L’altra soluzione politica potrebbe essere la valorizzazione extra bilancio dello Stato, dei beni culturali della Repubblica e delle Regioni, per i quali siamo leader nel mondo, creando un fondo sovrano che venda, affitti e valorizzi un patrimonio unico al mondo.
Quella che segue è la traduzione del testo di un appello in quindici punti che un drappello di intellettuali francesi da Edgar Morin ( ex comunixta) a Michel Rocard ( ex primo ministro) a Dominique Meda ( sociologa di vaglia) hanno lanciato due settimane fa via WEB. Hanno già raccolto centomila firme Continua a leggere →
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Etichettatobilancio dello stato, David Cameron, debito pubblico, economia, Francia, Francois Hollande, Franklin Delano Roosevelt, legge bancaria inglese, separare banche commerciali da banche d'affari, sitema bancario europeo, tenesee valley authority
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Tra gli epurati della Polizia, mi aspetto che ci sia il capo del centro della Polizia scientifica che ha sede sulla via Tuscolana a Roma.
La ragione è presto detta: non ha preso nessuna precauzione contro gli incendi che come è noto non scoppiano nei boschi per autocombustione, ma negli uffici della polizia pare succeda.
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Albert Einsteien , in piena crisi economica ha scritto parole che un giovane libraio , imprenditore in Roma ( le librerie Arion) , ha stampato e sta facendo circolare. E’ il suo contributo alla soluzione della crisi. Certo, se fosse vero che la soluzione sta anche nell’angoscia, i signori del governo trasudano tanta apoietica che noi possiamo metterci il cuore in pace.
” Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perchè la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
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L’annunzio del ritrovamento del ” bosone di Higgs” è stato salutato come un evento miracoloso che d’ora in poi dovrebbe spiegare il mondo. Continua a leggere →
La ” spending review” riempie le pagine dei giornali e le bocche di tutti, ma di fatto è stata una breve campagna antispreco e di piccola razionalizzazione.
Lo deduco dal fatto che non è colta l’opportunità di attuare due operazioni qualificanti già decise in sede democratica.
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La grande contraddizione che rende difficile il governo del continente è che i politici si pongono problematiche a livello europeo, mentre gli elettori votano in ottica nazionale.
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Mustafa Tlass, ministro siriano della Difesa per oltre un trentennio, è vivo, si trova a Parigi dove soggiorna per cure mediche – quindi può parlare liberamente – e intervistato da France 24, ha detto
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EtichettatoBashar el assad, Hilary Rodham Clinton, Kofi Annan, le Monde, mustafa Tlass, Nazioni unite per la Siria
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Alla vigilia della conferenza dei donatori per l’Afganistan che si terra a Tokio, la segretaria di Stato USA Hilary Rodham Clinton dopo un blitz improvviso a Kabul per conferire al presidente Karzai il titolo di ” alleato preferito al di fuori della NATO”, è tornata ad occuparsi del suo nemico
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EtichettatoBashar el assad, douane Clarrige, Hilary Clinton, jacobo Arbenz, mustafa Tlass
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I nostri amici lettori hanno gia conosciuto Menachem Navoth, detto “Nachik” che ha concluso la sua carriera come vice capo del Mossad israeliano. I suoi pareri sono ascoltati e rispettati in molti paesi del mondo: dall’Iran, all’India , all’Europa. Questo intervento ha a che vedere con la pace che tutti auspicano e pochi perseguono,
Nachik, racconta – per la prima volta – come fu protagonista impotente dei primi approcci di pace egiziani verso Israele , lasciati cadere per paura e condizionamenti che oggi vanno superati per arrivare a realizzare la profezia di Isaia.
”
C’è un’ossessione compulsiva sulla sicurezza prevalente in Israele. Le esigenze della sicurezza nazionale che derivano da questa tendenza sono articolate in modo esplicito nella programmazione quotidiana, l’ampia percentuale di spese per la difesa nel budget di stato, la portata del controllo militare sulle terre controllate dallo stato, così come le apparizioni pubbliche dei leader e dei funzionari statali in genere, che fanno uso del problema della sicurezza, anche in merito a questioni che non hanno nulla a che vedere con essa, e anche quando questi funzionari non hanno nessuna autorità o responsabilità in questo campo.
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EtichettatoAnwar el Saadat, Arnold J Toynbee, Bibi Netanyahu, David Ben Gurion, Gamal abd el Nasser, Golda Meir, guerra dei sei giorni, guerra dello Yom Kippur, Hussein di Giordania, Meir Amit, Nadir Tsur, Patrick Taylor, profeta Isaia, Reza Palhavi, sindrome da shock postraumatico, sindrome dell'olocausto, william pierce Rogers
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