Archivio autore: antoniochedice

Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.

Bandar Bush, che guida le nostre guerre

OTTIMO E PURE SPIRITOSO.

Avatar di mazzettaMazzetta

Un principe saudita fa e disfa da solo la politica bellica americana e di conseguenza quella occidentale, dal medioriente al Pakistan, fino alla Somalia. Un uomo da conoscere meglio.

BANDAR BUSH – Bandar Bin Sultan è stato ambasciatore saudita a Washington dal 1983 al 2005, dopo di che è diventato Segretario Generale del Consiglio di Sicurezza Nazionale e, dal 19 luglio 2012, capo dell’agenzia saudita per lo spionaggio. Nei lunghi anni trascorsi a Washington ha coltivato una profonda amicizia con la famiglia Bush, che ha accompagnato attraverso numerose guerre, beneficiato con la sua generosità e riempito di buoni consigli, fino ad essere considerato pubblicamente da G. W. Bush come un membro della famiglia e assumere il soprannome di Bandar Bush.

QUASI PRIMOGENITO – Bandar è figlio del precoce Sultan bin Abdulaziz Al Saud, uno dei sette sudairi, i figli del fondatore della dinastia, che lo ha avuto appena diciannovenne da…

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LA GUARDIA DI FINANZA, I DEBITI DEL PUBBLICO ERARIO E LE NUOVE DIRETTIVE SUI FALLIMENTI DELLE BANCHE. di Antonio de Martini

Una volta l’anno la Guardia di finanza emette il suo “bollettino della Vittoria” con una statistica illustrante le attività svolte.
Da qualche tempo, la GDF sforna i numeri senza raccordarli con quelli del periodo precedente, rendendo i rendiconti meno rendicontabili.
Anche per il bilancio dello Stato, non ricordo di essere mai riuscito a sbirciare un rendiconto di bilancio.

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Il mosaico delle religioni del Levante. Che differenza c’è tra sciiti e Sunniti

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Alla morte di Maometto ( 632), contrariamente alle disposizioni del Corano che prescrive di seppellire i morti  in giornata ( si pensi al clima e all’epoca), il cadavere di Maometto restò per tre giorni  ignorato  nel suo giaciglio, mentre infuriava la polemica  tra seguaci e parenti su chi dovesse essere il successore.

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MEDIO ORIENTE DOPO LA CRISI. COSA SUCCEDERÀ ? ORA È POSSIBILE UNA PACE CON ISRAELE SENZA REAZIONI DI PIAZZA E ATTENTATI A CHI FIRMA. di Antonio de Martini

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Esaminando freddamente la situazione politica nell’area MENA ( Middle East & North Africa), constato due novità che proprio oggi la Stratfor – una agenzia ufficiosa americana – ha diffuso:

a) l’esistenza, finora tenuta segreta, di un secondo negoziato Israelo-Palestinese che procederebbe parallelamente a quello di Washington, in quel di Jerico ( nel territorio di Fatah) dove il controllo della stampa è piu agevole.
b) la “imminente riapertura” di un ufficio commerciale di rappresentanza israeliano a Doha, capitale del Katar.

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DEMOCRAZIA IN KATAR E IN EGITTO. ALTOLÀ USA A SALAFITI E ZELOTI IN TUTTO IL LEVANTE. LA POSTA IN GIOCO È ECONOMICA. di Antonio de Martini

COMMENTO DEL PRIMO LUGLIO SCORSO MA MI SEMBRA ATTUALE

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La decisione americana di temporeggiare invece di consegnare ai ribelli siriani le nuovissime armi ” game changer” ( ovvero capaci di rovesciare la situazione tattica in Siria) piuttosto che l’annunzio del repentino cambio della guardia alla guida dello sceiccato del Katar e la ripresa del ribellismo in Egitto, hanno tutte un fil rouge ( o noir….) che le collega ad un cambio di atteggiamento della Casa Bianca nei confronti dei fratelli mussulmani che – a giudizio di molti in USA – non stanno mantenendo gli impegni presi con gli USA, di democratizzazione e liberalizzazioni economiche.

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GOLPE IN EGITTO: OBAMA VERSO L’IMPEACHMENT E GLI ARABI HANNO UN NUOVO NASSER. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Finora l’amministrazione Obama ci aveva abituato ad un frenetico attivismo politico e di comunicazione nel Levante e nel Mondo Arabo che mostrava un forte idealismo nei princìpi e un disinvolto pragmatismo nell’azione.

Obama, i princìpi li ha traditi tutti a favore di una strategia di azione rivelatasi completamente fallimentare, al punto che Il Generale Abdel Fatah Al Sissi – ignorando le velate minacce – si è concesso il lusso di respingere tutte le chiamate di Chuck Hagel ( segretario alla Difesa) John Kerry ( segretario al Dipartimento di stato) e, in un crescendo rossiniano, di Barak Obama.

Facciamo adesso fatica ad abituarci alla sordina che la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato hanno posto ai loro briefing e che tradiscono umiliazione, imbarazzo e nervosismo
per la situazione da impeachement in cui il Presidente americano si è cacciato da solo, mi tornano a mente le parole del comunicato della Vittoria, con orgogliosa sicurezza.

Per capire la situazione nell’Egitto di oggi ( poi torneremo all’impeachment) bisogna prima spiegare le trame della guerra civile del Libano, di quella attuale di Siria, il cambio della guardia nel Katar, risalire ai dissidi USA- Pakistan e approdare alla questione palestinese
dove tutto è cominciato” come hanno detto in mondovisione i giovani
libanesi alla scorsa cerimonia del giovedì santo.

Mi sforzerò di farlo in meno righe possibili.

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EGITTO : ARRIVANO I COLONNELLI MA LA CONFUSIONE È GENERALE. SPECIE IN AMERICA. di Antonio de Martini

LA SITUAZIONE DESCRITTA AL 4 LUGLIO. INDIPENDENCE DAY. DA DOMANI RIPRENDERÒ LE ANALISI DELLA SITUAZIONE EGIZIANA E DELLA GRANDE UMILIAZIONE AMERICANA.

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Barak Obama deve iniziare a rammaricarsi di aver creduto alle storielle sull’Islam politico raccontate dal nonno keniota, David Petraeus e Leon Panetta.

Il governo americano ha dato ordine di evacuare tutto il personale non necessario dell’ambasciata e ha già trasferito in Marocco i 18 “borsisti” che seguivano corsi di perfezionamento in arabo.
Una svagata dichiarazione di Obama esprime preoccupazione e ricorda che ha i cordoni della borsa dei militari, ma non spiega che scelta faranno gli USA verso l’Egitto.
Evidentemente medita sugli inevitabili riflessi in Yemen, Libia, Tunisia ( dove l’opposizione agli islamisti già scalpita) , Siria, Giordania e Bahrein.
Tra la Democrazia e interesse nazionale cosa sceglierà?

Anche nel mondo arabo, le reazioni sono parecchio confuse: il nuovo sceicco del Katar, Tamim Ibn Hamad al Thani, che stava continuando a finanziare Morsi e la fratellanza ma era intenzionato a far loro abbassare i toni, tace imbarazzato in attesa…

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“Le Mille e una Notte” come strategia femminile per salvare la vita. Di tutti!

Buon Ferragosto a tutte le lettrici

Avatar di ilrisvegliodeldragoneLeo Rugens - Sconfinamenti

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In tempi di femminicidio (ci sono mai stati altri tempi da questi?) e tentativi di far tacere per sempre le donne, pubblico un testo comparso, a firma di Angelo Mainardi, nell’ormai lontanissimo 2004 sulla rivista già citata Piazz@Armerina.

Nell’articolo intitolato “E la donna inventò il racconto”, c’è un refuso plateale: “due secoli fa, nel 1704, l’Europa scoprì il favoloso Oriente delle Mille e una notte, tradotte per la prima volta dall’arabo”.

I secoli erano tre ma questa distrazione nulla toglie all’importanza dello scritto. Testimonia solo che nessuno dei preparatissimi, espertissimi collaboratori della nostra redazione se ne accorse. I loro occhi erano, evidentemente, rapiti dalla bellezza di quei corpi dipinti che furono scelti, con sensibilità, per illustrare il ragionamento.

“Le Mille e una notte”, quindi, come strategia femminile per salvare la vita. Delle donne e degli uomini necessitanti di essere uniti in un solo destino di rispetto e senza volontà di…

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AUGURI DI BUON FERRAGOSTO A TUTTI I LETTORI

AGOSTO TERRORISTA MIO NON TI CONOSCO. INTELLIGENCE SENZA INTELLIGENZA E SENZA PUDORE. di Antonio de Martini

La intelligence community americana, quella inglese e, novità, quella tedesca sono in subbuglio.
Il sistema di intercettazione globale avrebbe segnalato qualcosa che li ha messi in allarme.
Non sappiamo quale sia l’indice che ha creato il panico, ma tra gli elementi scatenanti un avviso di attacco, tradizionalmente c’è un aumento inconsueto di frequenza del traffico telefonico tra apparecchi di trasmissione sospetti.

La Francia, si è allineata con settanta ore di ritardo, non è chiaro se perché ha deciso di sentirsi anche lei una grande potenza o se perché il Presidente Hollande ci ha messo due giorni per capire.

Mi pare evidente che i contenuti di queste comunicazioni non siano stati decifrati, altrimenti l’allarme non avrebbe assunto caratteristiche tanto vaste: le rappresentanze diplomatiche e consolari di tre nazioni ( più la Francia nel solo Yemen) in 25 paesi hanno chiuso i battenti per un periodo variabile da uno a dieci giorni.
Almeno questo è quel che ci viene comunicato con inconsueta enfasi.

Vero, falso o operazione di copertura?

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