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IL BRACCIO ARMATO DI HEZBOLLAH INSERITO NELL’ELENCO DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTE. LA CIA NON C’È BENCHÈ LO AMMETTA . di Antonio de Martini

Inghilterra, Francia e Olanda con un forcing finale hanno ottenuto di poter considerare ” organizzazione terroristica” non l’Hezbollah, ma il suo ” braccio armato”.
Un po’ come in Irlanda l’IRA e il Sinn Fein.

Con questa decisione farisaica l’Unione Europea dimostra ancora una volta di non essere in grado di prendere decisioni univoche che non siano frutto di compromessi. È di continuare ad ispirarsi a quel capolavoro di ambiguità che è la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite a seguito della quale un corpo di spedizione italo-spagnolo bivacca nel sud Libano da sette anni.

L’Hezbollah, partito di Dio, nasce da una iniziativa assistenziale a favore dei ragazzi di strada , i cosiddetti ” chicklets boys” poveri bambini che vivevano vendendo gomme americane in formato mono.

Non si tratta nemmeno una iniziativa mussulmana: nacque per un’intesa sul terreno tra l’Imam Moussa Sadr ( poi ucciso da Gheddafi per un finanziamento andato a male) e Gregoire Haddad arcivescovo greco cattolico ( figlio di genitori protestanti) originario di souk el gharb , un villaggetto vicino a Aley, sulla via di Damasco.

Il crescere del numero di questi diseredati a causa della guerra e l’intensificarsi dell’attività di patronato – insolita, almeno su vasta scala, in un paese del Levante – ha fatto crescere il fenomeno e, una volta finito il finanziamento di Gheddafi ( che pare sia costato la pelle al Moussa Sadr), assunse caratteristiche piu marcatamente politiche con l’arrivo dei finanziamenti iraniani e con l’invasione israeliana del Libano( 1982) ed il successivo rifiuto ad abbandonare una ennesima fascia di sicurezza di circa 20km alla frontiera libanese, che Israele affidò a un ” maggiore Haddad” comandante di un ” battaglione”.

La creazione di questa ennesima fascia di sicurezza inibita all’esercito regolare libanese e ” presidiata” dal battaglione Haddad rifornito da Israele, ha creato un movimento di resistenza mano a mano sempre più attivo che al momento del ritiro israeliano si vestì delle penne del pavone, cantando vittoria.
L’inconsistenza militare non ha mai impedito lo sfruttamento politico degli eventi.

La vera affermazione di Hezbollah si ebbe per la costanza con cui seppe utilizzare gli interessi politici iraniani e di altri per spillare denari ed utilizzarli per dispensari, assistenza agli anziani e istruzione ai piccoli.

Nei fatti, pochi e mal diretti missili artigianali contro le fattorie della Galilea che hanno sempre fatto danni materiali minimi e di prestigio notevoli. Una ottima scusa per chiedere aiuti alla diaspora e agli americani, entrambi stanchi di decenni di aiuti inefficaci.

Oggi, dopo un confronto militare diretto con gli israeliani nel 2006 ( più demerito del generale incapace che guidò gli israeliani che merito loro) e la cooptazione di una ristretta e combattiva élite intellettuale di origine comunista che naufragò da quelle parti alla caduta dell’URSS, il movimento Hezbollah ha assunto caratteristiche di partito politico e raccoglie quasi il 50% dei voti alle lezioni politiche libanesi.
Hezbollah, si è ormai accreditato in Libano e nel Levante come un movimento politico che ” dice quel che fa e fa quel che dice” . Non è da tutti.

Lascio la parola al generale Saverio Cascone in una relazione fatta ai granatieri di Sardegna in data non sospetta ( dic 2006):

“Il Partito di Dio salì agli onori della cronaca a seguito delle seguenti attività:
– attacco all’Ambasciata USA di Beirut nell’apr. ’83 (63 morti), quello alla
caserma USA dei Marines (241 morti) e a quella dei paracadutisti francesi (58
morti) sempre a Beirut;
– attentati contro l’Ambasciata d’Israele in Argentina nel 1992 (29 morti) e al
Centro Culturale Ebraico di Buenos Aires nel 1994 (85 morti).

In particolare, 18 anni di impegno militare di Hezbollah contro l’occupazione israeliana nel sud Libano hanno portato nel 2000 al ritiro delle forze israeliane dal Paese.

Per quanto si riferisce alla dirigenza del Partito di Dio, al primo Segretario Generale Sceicco Subhi al-Tufayli è succeduto Abbas al Mussawi, ucciso nel 1992 dagli israeliani; a questi è succeduto l’attuale Segretario Generale Hassan Nasrallah. Nel 2005 si registra la prima partecipazione di parlamentari Hezbollah al governo libanese.

In sintesi, Hezbollah, nato come corrente religiosa, si è trasformato dapprima in un movimento di resistenza alquanto disorganizzato e poi in un organico movimento combattente; si propone dagli anni ’90 come vero e proprio partito politico.”

Ora che è diventato un vero e proprio partito politico, dimenticando che la risoluzione 1680 dell’ONU chiedeva il disarmo di tutte le milizie ( anche cristiane e di Amal), adesso vogliono che venga disarmata solo la milizia che ha dimostrato efficacia.
Credo sia il modo più facile per far affluire anche cristiani nel Partito di Dio.

Dal 2011 in poi l’obbiettivo di comunicazione internazionale Israeliano non è più stato Hamas – abbondantemente infiltrato – ma Hezbollah, con accuse continue e nessuna prova concreta.
Non basta che un’azione antisraeliana riesca per addebitarla a Hezbollah, ci sono anche i siriani gli iraniani ed altri…

In realtà si tratta di una dichiarazione – quella europea – ambigua, strappata grazie al caldo e durante un fine settimana con la sola critica di MALTA, mandata avanti da chi non ha voluto apparire per non compromettere i buoni rapporti che non ha con Francia, Inghilterra e Olanda.

È una sorta di indennizzo per aver escluso dai programmi di aiuto della UE tutti i territori che Israele deve cedere dopo averli unilateralmente annessi e sfruttati per quasi mezzo secolo.

L’ULTIMO DEI SAUD VUOLE ESSERE RE E FORSE HA UN VECCHIO PIANO: MUQRIN BEN ABDEL AZIZ AL SAUD 67 ANNI MIRA AL TRONO E A DARE SCACCO AI CLERICALI. CAMBIA LA CARTA DEL MONDO ARABO? di Antonio de Martini

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i media di tutto il mondo invitano a puntare lo sguardo verso Londra dove starebbe per nascere l’erede del principe William che è a sua volta l’erede del Principe di Galles Carlo, erede presuntivo al trono di Gran Bretagna e Irlanda.
l’Inghilterra continua a sedere nel G20 col contegno di una zia squattrinata che guata il buffet, mentre chi ha un forte potere contrattuale è l’Arabia Saudita, che dopo aver soppiantato l’Egitto nel consesso grazie al PNL, vi rappresenta i popoli arabi e i loro interessi.
Ossia, Islam, petrolio, grane, Israele

Il fondatore della dinastia regnante dei Saud, Abdel Aziz classe 1902, ha sparso i suoi quarantadue figli sul globo, come un patriarca biblico e fatto un patto di alleanza con gli Stati Uniti ( Roosevelt) nel 1945 che dura ancor oggi ed assicura agli uni il petrolio e all’altro la protezione militare.

Cinque dei figli di Abdel Aziz ( Saud, Faisal, Khaled, Fahd, Abdallah) hanno regnato dopo di lui sulla penisola araba meritando anche loro il titolo di custodi dei luoghi santi della Mecca e di Medina, tolto alla dinastia Haschemita ( la famiglia del profeta Maometto) che ora regna in Giordania con re Abdallah II figlio di Hussein bin Talal e di una inglese, allevato all’Accademia di Sandhurst e sposato con una americana di lontana origine palestinese.

Re Abdallah ben Abdel Aziz al Saud , è morto ufficialmente la notte del 30 maggio nella sua residenza preferita in Marocco e dopo cinquantadue giorni di sede vacante non ha ancora un successore.

La situazione è tanto più delicata, in quanto i tre grandi alleati degli USA nella regione ( Arabia Saudita Katar e Bahrein) sono – i primi due – in una fase di transizione del potere autocratico e il terzo – dove la sesta flotta USA ha la sua base – è in rivolta contro il re che si appoggia ai carri armati sauditi per resistere.

Opportuno quindi il dirottare l’attenzione verso l’innocuo infante britannico e opportunissima la discrezione con cui il principe Muqrin ( lo chiameremo così abbreviando il nome) sta puntando ad impossessarsi del potere reale.

I suoi dati biografici e le sue ambizioni le abbiamo descritte nel post del 1 febbraio scorso segnalando l’irritualità della sua nomina a vice crownprince., ossia principe ereditario del principe ereditario che all’epoca era già in avanzato stato di demenza senile.

Muqrin è stato per lunghi anni inviato personale di re AbdAllah di cui godeva la piu completa fiducia e capo del servizio segreto interno – il puntello del trono – fino a che non fu scalzato da Bandar Bush , il principe Sultan col soprannome americano , vittima, pare, di un attentato un paio di giorni dopo l’insediamento.

Scomparve per quattro e più mesi, per poi ricomparire un paio di setimane fa a Parigi in un negoziato riservato con il presidente transalpino Hollande in veste di ” tecnico”.

Muqrin anni 67 è l’ultimo dei figli del fondatore della dinastia che si è trasmessa da un fratello all’altro ignorando – fino a che ha potuto – i discendenti delle generazioni successive.
Da poco, ma i due figli di Nayaf ( ex ministro dell’interno,morto) governano rispettivamente la Difesa e la provincia orientale e il figlio di re Abdallah comanda la guardia nazionale. Tre voti e centri di potere decisivi.

In base alla consuetudine il Consiglio di famiglia , presieduto dal principe Mishaal, 86 anni figlio del fondatore – ma di una madre diversa, una Armena dunque cristiana in origine a nome Shadida , dovrebbe scegliere tra tre designati dal re, ma questa prassi darebbe troppo peso alla componente clericale del Consiglio ( semplificando, la famiglia Saud è composta da due tronconi uno di guerrieri-principi e una di dotti in diritto coranico hanbalita-Wahabita) e fino a che i clericali avranno un peso decisivo, i salafiti otterranno tutti i fondi che vorranno.

La manovra di Muqrin è consistita finora nel tessere una serie di alleanze con la giovane generazione già citata, promettere posizioni e alleanze ai rami ” trascurati” della famiglia e soddisfare altre ambizioni e ambiziosi, su, su, verso la maggioranza, ma preferirebbe saltare il passaggio ” democratico”.

Per farlo, tende a valorizzare i suoi buoni rapporti con la Siria ( e le numerose missioni riservate presso Assad svolte fino al 2009) ma con alcune importanti novità:

a) l’Egitto del generale Al Sisi , per distinguersi da Morsi, ha deciso di riprendere le relazioni diplomatiche con la Siria rotte clamorosamente poche settimane fa.

b) la Giordania ( con un sospiro di sollievo) ha annunziato di approvare la svolta egiziana in toto, quindi anche quella verso Assad.

c) In Bahrein la polizia ha sciolto alle spicce una manifestazione di solidarietà verso il deposto presidente egiziano, che marciava verso ( contro) l’Ambasciata Americana.

d) la lega araba ha chiosato che la sospensione della Siria dalla Lega non significa automaticamente l’assegnazione del seggio ai ribelli siriani e quindi la sedia deve essere intesa come vuota, non come occupata da altri…

e) il governo libanese ha chiesto ufficialmente alle Nazioni Unite di non considerare Hezbollah ” una organizzazione terrorista” atteso che rappresenta ” larga parte del popolo libanese”

f) l’Unione Europea ha comunicato ufficialmente al governo israeliano che non prenderà in considerazione alcun programma che coinvolga territori che prima del 1967 appartenevano a paesi arabi ( Golan, Cisgiordania, Gerusalemme).

g) le Nazioni Unite hanno informato Israele che dovrà pagare i danni ( 1,1 milione di dollari) per aver bombardato una casermetta delle Nazioni Unite, distruggendola.

h) John Kerry annunzia che Israele e Palestinesi sederanno per l’ennesima volta al tavolo dei negoziati dopo un intervallo di un quarto di secolo.

Insomma pare che la ” primavera” si stia calmando e che il vecchio motto di Isaac Rabin “in fondo la pace si fa coi nemici” abbia trovato ascoltatori.
Netanyahu è ridotto al silenzio, i leader arabi sono impossibilitati a presentare un fronte di opposizione dal disordine imperante.

Bene, se la politica di recupero dei rapporti nel Levante e in particolare con la Siria portata avanti nel silenzio da Muqrin vince in tutto il Levante che conta, “il secondo vice primo ministro” Muqrin ben AbdelAziz non può essere messo in ballottaggio proprio quando la sua iniziativa politica vede la luce e non sarebbe opportuno mostrare la spaccatura in seno al Consiglio di famiglia con una votazione. Scacco al clero.

L’eccesso di liquidità mondiale consentirebbe un nuovo piano Marshall per lo sviluppo delle aree numerose aree depresse e se Assad volesse far partecipare la Siria, non ha che da andarsene spontaneamente.

In pratica Muqrin tenta di scalare il trono con una proposta di accomodamento generale appoggiata dai principali protagonisti, banchieri inclusi.
Si avvera – se riescono – la profezia di Gamal Abdel Nasser che negò validità alla politica dei piccoli passi chiedendo un accordo globale che non ebbe mai.

Dei famosi ” amici della Siria” che pretendevano la resa incondizionata dei siriani filo governativi e volevano armare al Kaida, Al Nusra e aspiranti martiri vari, restano silenziosi Netanyahu, Erdoghan e la Emma Bonino che potrà però consolarsi coi successi che otterrà in Kazakistan e in India .

ECCO UN REBLOG ARTIGIANALE SULLA ELEZIONE DEL NUOVO PAPA. PUBBLICATO IL 10 MARZO È STRANAMENTE IRRAGIUNGIBILE IN ARCHIVIO DOPO AVERLO FATTO VEDERE A QUATRO PERSONE. HO FATTO COPIA E INCOLLA E RIMEDIATO , MA IL DUBBIO SU CHI “SMANETTA” RIMANE. di Antonio de Martini

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In tutti i conclavi del XX secolo (1903, 1914, 1922, 1939, 1958, 1963, 1978, 1978,) ci sono voluti, secondo il blog di J.M. Guenois, in media otto scrutini. Il Papa eletto potrebbe arrivare tra il pomeriggio e la fine del terzo giorno. Un venerdì.
Il primo conclave del XXI secolo, quello che ha eletto Ratzinger nel 2005 ha richiesto quattro scrutini, ma l’agonia del Papa polacco aveva dato a tutti il tempo per prepararsi all’evento.

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I FRATELLI MUSSULMANI, BREVE STORIA. SONO SEMPRE STATI USATI DAL POTERE E SBARCATI AL MOMENTO OPPORTUNO. ( REBLOG del 7 febbraio 2011 e del 20 Giugno 2013, a generale richiesta).

Molti sanno ormai che l’organizzazione dei Fratelli Mussulmani è nata nel 1928 su iniziativa di Hassan El Banna, un giovane di Alessandria d’Egitto allevato nella Dar el Alam ( casa della scienza) del Cairo, dove si istruivano gli insegnati “modernisti”.

Il parallelo più calzante potrebbe essere compararli al clero dei paesi cattolici o alla massoneria dei paesi anglosassoni: ufficialmente niente politica e sostegno alle istituzioni. Nei fatti, una ambiguità opportunista.

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EGITTO: IL SISTEMA DI AIUTI ECONOMICI ALLA RADICE DI TUTTI I MALI DEL MEDITERRANEO. L’OBBIETTIVO È IL CANALE DI SUEZ. di Antonio de Martini

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La crisi politica, sociale, economica e istituzionale in cui l’Egitto è piombato a causa degli eventi provocati dal modo in cui il dipartimento di stato, diretto da Hillary Clinton ha gestito la successione a Hosni Mubarak, offre l’opportunità di una riflessione a tutti azimut sul rapporto tra questi due paesi tra loro e con noi.

Una recente indagine svolta tra i giovani americani ha appurato che il 63% di questi non ha saputo localizzare l’Irak sulla carta geografica e il 54% hanno ammesso di non sapere che il Sudan fosse un paese africano.

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LE RIVOLUZIONI EUROPEE COMINCIARONO SEMPRE CON UNA RIVOLTA IN UNGHERIA. CHIUDE L’UFFICIO F.M.I. A BUDAPEST. di Antonio de Martini

Italia, Polonia e Ungheria sono tre paesi ” di passaggio” : l’Italia in senso nord-sud e gli altri due in senso ovest-est.
deve essere anche per questo comune destino che ricordiamo anche al ginnasio con piacere la partecipazione di volontari ungheresi,agli ordini di Stefano Türr ( 1848) e , György Klapka( 1859) alle nostre lotte per l’indipendenza e citiamo nel nostro inno nazionale ” il sangue polacco” che l’aquila bicipite ” bevè col cosacco, ma il cor le bruciò”.
Sempre nel 1848 oltre 1100 volontari italiani combatterono per l’indipendenza ungherese agli ordini di Alessandro Monti.

Sui bastioni di Buda c’è una lapide in memoria di un barone salernitano – di cui non ricordo ahimé il nome- che superò per primo i bastioni turchi per la liberazione della città.
Una amica polacca dell’ambasciata, mi ha assicurato che anche nell’inno nazionale polacco c’è un accenno diretto all’Italia e alle lotte comuni.

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USA:COLLETTA PER FINANZIARE GLI INCENTIVI ALLA DELAZIONE PER I CACCIATORI DI TAGLIE. SI POSSONO DEDURRE DALLE TASSE. di Antonio de Martini

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Ricordate cosa avevano in comune l’eliminazione di Jesse James, Liberty Valance, Butch Cassidy o Bonnie e Clyde? La taglia sulle loro teste.

Gli uomini d’affari di Dodge city, El paso o Santa fé, raccoglievano dei dollari mettendoli a disposizione dello sceriffo, questi affiggeva un poster con la dizione ormai passata alla storia : WANTED DEAD OR ALIVE e aspettava che qualche pistolero a corto di quattrini gli portasse il cadavere del reo.

Centosettanta anni dopo sembra che negli Stati Uniti non si sia trovato nulla di meglio

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MEDIO ORIENTE : LA POLIZIA PAKISTANA AVEVA MULTATO OSAMA BEN LADEN PER ECCESSO DI VELOCITÀ. RISCHIO CHE NON HA CORSO LA COMMISSIONE DI INCHIESTA SULL’INCURSIONE DI ABBOTTABAD. di Antonio de Martini

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Magniloquentemente chiamato Ben Laden’s file ecco nel link sottostante il testo originale della commissione di inchiesta nominata dal governo pakistano per capire come mai Osama Ben Laden abbia potuto vivere nove anni in Pakistan in sei diverse localita senza mai essere identificato e come mai un reparto armato, munito di ben tre di elicotteri, abbia violato lo spazio aereo pakistano per duecento chilometri e – a missione compiuta durata oltre due ore – se ne sia ritornato per la stessa strada indisturbato.

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LA MINACCIA USA DI BLOCCARE GLI AIUTI ALL’EGITTO È PIÙ PER AMORE DI EL BARADEI CHE DELLA DEMOCRAZIA. È RICOMPARE L’AUTORE DEL “PROGETTO POMED” MC INERNEY IN VESTE DI ESPERTO

Gli Stati Uniti sono angosciati per il loro fedele pupillo Mohammed el Baradei che nella sua ricerca di una sistemazione politica in seno al nuovo ordine egiziano, sembra la Sora Camilla ( Tutti la vogliono, nessuno la piglia).

Per parlare a suocera perché nuora intenda, hanno detto che potrebbero non pagare il loro consueto obolo ( che in gran parte torna a casa sotto forma di acquisti di armamenti per mantenere l’equilibrio bellico con Israele, paese che gli Egiziani si sono impegnati a non attaccare) a meno che non si dimostri la volontà di ripristino di un poco di democrazia.
Ad esempio prendendo el Baradei al governo.

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Il 5 LUGLIO 1922 RISOLSERO IL PROBLEMA DEI “SANS PAPIER”. È TROPPO CHIEDERE IL BIS?

Novantuno anni fa nacque, su iniziativa della Società delle Nazioni, una iniziativa che permise ai ” sans papier” dell’epoca – i profughi russi della rivoluzione del 1917 – di disporre di un documento di identità internazionalmente riconosciuto in attesa di avere eventualmente una nuova nazionalità.
Il documento prese il nome da quello del presidente della seduta, il norvegese Federico Nansen.

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