Il 5 LUGLIO 1922 RISOLSERO IL PROBLEMA DEI “SANS PAPIER”. È TROPPO CHIEDERE IL BIS?

Novantuno anni fa nacque, su iniziativa della Società delle Nazioni, una iniziativa che permise ai ” sans papier” dell’epoca – i profughi russi della rivoluzione del 1917 – di disporre di un documento di identità internazionalmente riconosciuto in attesa di avere eventualmente una nuova nazionalità.
Il documento prese il nome da quello del presidente della seduta, il norvegese Federico Nansen.

È grazie a un passaporto Nansen che la famiglia di mia madre poté avere una vita quasi normale, senza dover pietire identità nazionali estranee alla sua tradizione e alla sua cultura.

La Società delle Nazioni viene ricordata soprattutto per le sanzioni – peraltro non efficacissime – varate contro l’Italia in occasione della guerra d’Etiopia e per la beffa organizzata da alcuni giovani diplomatici che, stanchi di stare in piedi, crearono lo Stato della ” Nuova Zemlià” per poter avere diritto a un certo numero di scanni.

Non capisco perché questa idea ( del passaporto, non della targhetta beccaposti) semplice e umana non venga ripresa per le torme di profughi che affollano il mediterraneo oggi o per il signor Snowden attualmente nella sala transiti di un aeroporto moscovita.

Soltanto la solita ignoranza degli addetti ai lavori o perché questa volta i rifugiati non sono bianchi?
Dedico questa considerazione alla visita del Papa nell’isola di Lampedusa

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Commenti

  • gicecca  Il luglio 7, 2013 alle 7:09 am

    Mi pare che Chagall avesse ottenuto un passaporto Nansen. GiC

  • Anafesto  Il luglio 7, 2013 alle 11:36 pm

    Scherziamo?
    Soluzione troppo semplice, qui si sta tentando di minare la credibilità dell’UCAS (Ufficio complicazione affari semplici); vogliamo proprio avere sulla coscienza la perdita del posto di lavoro di migliaia di funzionari inutili?
    Tornando ad essere seri, non credo che a Snowden possa essere di qualche utilità un passaporto Nansen, siamo stati tutti testimoni delle ignobili traversie accorse all’aereo del Presidente Rafael Correa in questa Europa, priva di dignità e serva dei desiderara d’oltre oceano, per paura che potesse nascondere lo stesso Snowden verso l’asilo politico.
    Che fantastica questa “democrazia” occidentale dove “rivelare” certe verità, peraltro più che note da oltre 10 anni (vedi relazione Echelon dell’11 luglio 2001) si rischia di essere suicidati o torturati e dimenticati in una cella se va bene!

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