Archivi Categorie: Politica Estera

ORA CHE IL GAS DA RISCALDAMENTO SCARSEGGIA, GHEDDAFI FAREBBE COMODO.

Che altro dire?

LA QUESTIONE ARMENA. di Antonio de Martini

L’Armenia e’ una delle due isole cristiane del Caucaso ( l’altra e’ la Georgia).
Per resistere millenni, bisogna avere una forte identità etnico-religiosa ed essere disposti a morire per difenderla, a est dagli Azerbagiani, a sud dagli sciiti dell’Iran e tutt’intorno dai sunniti della Turchia.
Ai nostri fini. – capire meglio la Questione d’Oriente dei giorni nostri – ci limiteremo ad un sorvolo degli ultimi cento anni.
Nel ventennio precedente la prima guerra mondiale, l’impero Ottomano morente fu ripetutamente attaccato e la serie di attacchi culmino’ , nel 1912/13

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CRISI SIRIANA : ALL’ONU RUSSIA E CINA CONGIUNTAMENTE PORRANNO IL VETO A UNA RISOLUZIONE USA “ROBUSTA” di Antonio de Martini

Offensiva in grande stile: Leon Panetta , segretario alla difesa USA si e’ presentato alla riunione NATO di Bruxelles, annunziando la decisione di ritirarsi dall’Afganistan con un anno di anticipo.
Entro il 2013 cesseranno i combattimenti.
In contemporanea, oggi sabato,

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Francia-Turchia. I rapporti peggiorano

Il vice capo si S M francese ammiraglio Combes, nel corso di una visita a Cipro ospite del capo della Gendarmeria dell’isola Stiliacos Nasis, ha firmato un accordo di mutua difesa con il governo cipriota.
Si tratta del secondo accordo di mutua difesa, Continua a leggere

COSA DOPO BERLUSCONI E MONTI. ( seconda puntata sul futuro prossimo) di Antonio de Martini

Prima di darmi del pazzo , gli amici che mi seguono da tempo, ricordino che quando lo scorso anno scrissi della esigenza di un governo di unita nazionale, mi diedero dell’utopista.
Oggi, tutti gli italiani, a prescindere dall’eta e dalle convinzioni politiche, convengono su alcuni elementi basilari di convivenza politica:

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1) gli attuali partiti, tutti, devono lasciare il campo a nuove formazioni e nuovi dirigenti
2) il problema dei problemi e' la crescita economica e occupazionale, tutto il resto, debito compreso, e' secondario.
3) per uscire dalla crisi, e' indispensabile la partecipazione generale della popolazione a un progetto " italiano" , ossia audace, innovativo e strategicamente improvvisato.

Berlusconi e Monti non hanno capito queste tre esigenze o le hanno tradite. Devono lasciare e favorire il cambiamento.

Berlusconi ha si, creato nuove formazioni politiche, ma con i vecchi screditati dirigenti del pentapartito che ha creato la voragine del debito, servita " ai mercati" per ricattarci, oppure arruolando suoi impiegati – attratti dal miraggio di compiacere il capo azienda- molti dei quali privi delle motivazioni etiche necessarie a sacrificarsi per la politica, nella quale hanno visto una promozione sociale.
Berlusconi e Monti hanno promesso rispettivamente un milione di posti di lavoro e l'11% di crescita economica tra le risate degli esperti di tutto il mondo. Non hanno la più pallida idea di come provocare la crescita che serve all'Italia. Ora.
Nessuno di loro , entrambi privi di vocazione politica, ha stimolato forme di partecipazione popolare, di consultazione di base che non fossero fasulle, nessun recepimento di istanze che non fossero di amici, parenti, conoscenti.
Sempre in queste ristrette cerchie, entrambi hanno scelto ministri e " manager di stato", col solo criterio della fedeltà al capo e al clan.
Monti lo ha fatto con più forma, data la tradizionale ipocrisia della vita accademica.
Queste sono le ragioni profonde per cui i rispettivi tentativi fallirono nascendo.
Esistono elementi secondari a favore dell'uno o dell'altro, ma gli italiani riconoscono in loro le caricature di Mussolini e di Badoglio e si aspettano il peggio.
Attualmente e' in corso una battaglia di retroguardia mirante a rastrellare fondi con imposte e campagne intimidatorie che mirano a convincere i contribuenti alla delazione del vicino con la scusa che POI pagheranno di meno.
Ovviamente, nessun governo ha promesso di usare il maggior gettito per diminuire le tasse, per il semplice motivo che non può. I soldi servono a pagare gli interessi sul debito che sono più che raddoppiati a causa della crisi finanziaria.

CHE GOVERNO SERVE

1) serve un governo politico " diretto" e non un " governo amico" coi partiti in maggioranza ma non al governo.
2) la classe dirigente italiana non e' in grado di esprimere due classi dirigenti capaci di alternarsi al potere. Tra tutti, possono mettere insieme un ministero appena sufficiente alla bisogna.
3) per fare questo governo e un programma, e' indispensabile che i due schieramenti si confrontino in privato , mettano a punto UN SOLO programma, scelgano i più capaci e seri e non i più influenti o fedeli al capo.
4) forte della intesa nazionale, il governo potrebbe fare a meno di alcuni condizionamenti esteri e interni, la Costituzione completata nelle parti non attuate e aggiornata in quelle desuete, le regioni ridotte a otto, i comuni a quattromila.
5) dovrebbero utilizzare a pieno i fondi della CDP ( cassa depositi e prestiti) , cancellare tutti gli stanziamenti effettuati ma non spesi ( i famosi residui passivi) per riutilizzarli. Ammodernare la contabilità di stato.
La pubblica amministrazione opportunamente depurata da tutti quelli che non vi entrarono per concorso e dai parenti, dovrebbe passare dall'agire per atti amministrativi all'azione per progetti e si dovrebbe creare un fondo che lanci una offerta pubblica su tutta la parte di debito venduta all'estero. Il fondo dovrebbe agire in assoluta franchigia fiscale.
Eco perché , cara signora, questi mezzi uomini devono uscire di scena. Sono inutili e non possono che aggravare la situazione.

L’INTERNAZIONALE DC SCENDE IN CAMPO NEL LEVANTE. DA CHE PARTE? di Antonio de Martini

L’intento iniziale con cui l’assise democristiana si e’ autoconvocata a Beirut, in Libano, era certamente pieno di ottime intenzioni, ma

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UNA NOVITA’ ARGENTINA NON NUOVA: RIVOGLIONO LE MALVINE E SI APPELLANO ALL’ONU. di Antonio de Martini

Il prossimo primo di Aprile, cadrà il trentesimo anniversario della guerra delle Falkland – o se preferite delle Malvinas – che consacrarono Margaret Tatcher come una signora con gli attributi come adesso molti, me compreso, considerano Cristina Kirshner presidentessa dall’Argentina fattasi notare per la trionfale rielezione alla presidenza, dopo essere succeduta al marito Nestor ed averne continuato la politica economica e sociale.

La Presidentessa, ha anche deciso , con un ricorso alla commissione per la decolonizzazione delle Nazioni Unite, di chiedere un tavolo negoziale con l’Inghilterra per discutere la vicenda delle isole Malvine, delle Sandwich del sud e della Georgia.

Ammaestrati dalla batosta subita, gli argentini hanno tenuto a precisare che il dossier non ha nulla a che vedere con le pregresse attività criminali del governo illegittimo dell’epoca e che non pensano minimamente ad atti di forza o dichiarazioni irredentiste.
Resta il fatto che come gli argentini del1982, avevano calcolato male la situazione e le alleanze ( pensarono di essersi assicurati la neutralità americana; che la vendita della portaerei ” Invincible” agli australiani e la riduzione della guarnigione fossero altrettanti segnali di disinteresse ) , anche questa volta , anno di grazia 2012, hanno fatto male i loro calcoli, sbagliando i tempi proprio come i generali.

Hanno sottovalutato l’orgoglio dei conservatori e il desiderio di David Cameron di collegarsi idealmente alla ” Lady di ferro” e si sono sentiti rispondere, per interposta persona che per quanto riguarda il governo di sua maestà , il caso e’ chiuso.
Queste questioni avrebbero potuto sollevarle con maggiori speranze di successo con i governi laburisti di Blair o di Brown, così come i generali avrebbero potuto attaccare a fine maggio, in maniera di veder sopraggiungere l’inverno australe prima della flotta inglese.
I regimi passano ma l’incapacità di fare analisi politico- strategica, rimane.

IL SIGNOR LUCIO SCRIVE COSE GIUSTE. MA NON CENTRANO IL TEMA

Il signor Lucio mi ha appena inviato un garbato commento al post in cui dice tre cose giustissime.
A) se invece di una famiglia – fatto già triste – fallisce un paese, e’ una catastrofe
B) i debiti vanno pagati .
C) i debiti vanno pagati anche se contratti da un governo ostile. Continua a leggere

COME L’ARGENTINA E’ USCITA DALLA CRISI GRAZIE A UNA POLITICA OPPOSTA A QUELLA CHE VOGLIONO IMPORCI. IL NOBEL USA STIGLITZ CI CONSIGLIA LA SOLUZIONE ARGENTINA. di Antonio de Martini

La guerra di indipendenza dell’Argentina dalle politiche economiche del FMI ( Fondo Monetario Internazionale) e’ costata ” solo” 40 morti ( quanti ne muoiono in Italia in un week end di sbronza in incidenti automobilistici che come noto provocano cinquemila morti all’anno) nei moti di Natale del 2001 ( 19 e 20 dicembre)
Andiamo per ordine.

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DISINFORMAZIONE. NOTIZIE SECESSIONISTE DALLA SICILIA. SONO VERE?

Un mini esempio di disinformazione? Eccolo.
Il sito “Mercato Libero news” ha ripubblicato il mio post sulla disinformazione. Peccato che lo abbia riprodotto fino a che ho scritto di Bertoldo, tagliando le considerazioni fatte sulla Sicilia e senza citare la fonte. Continua a leggere