Archivio autore: antoniochedice

Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.

LA FORZA ARABA DI DIFESA COMUNE PRENDE FORMA.   di Antonio de Martini

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L’ultimo (26) vertice della Lega Araba tenutosi a Sharm el Scheik  nei giorni scorsi ha deliberato che entro Aprile si incontrino al Cairo i capi di Stato Maggiore del Marocco, d’Egitto e del Kuweit per mettere a punto lo schema di un dispositivo di una ” Forza Araba di Difesa Comune”  da offrire ai 22 paesi membri dell’organizzazione senza obblighi di adesione forzata.

L’iniziativa nasce dalla Operazione ” Tempesta di Fermezza” lanciata contro lo Yemen  dall’Arabia Saudita ed è stata lanciata approfittando della emergenza creatasi a seguito dei ripetuti allarmi lanciati dai paesi occidentali circa il pericolo terrorista e la penetrazione iraniana nella penisola araba.

Possiamo definire questa iniziativa come la capacità da parte araba di trasformare una sfida in un’opportunità.

Centrale anche in questa occasione, il ruolo dell’Egitto senza il quale nessuna iniziativa – di pace o di guerra – è possibile nel mondo arabo.

L’aver preso le distanze dal problema israeliano ha giovato a Al Sissi consentendogli di focalizzarsi sull’Africa, a lungo trascurata dallo snobismo del predecessore, dandogli un ruolo nell’Africa del nord in particolare.

Ashton Carter, il nuovo segretario alla Difesa USA ha commentato questa iniziativa che , essendosi qualificata come araba è per definizione preclusa ai paesi occidentali, dicendosi pronto alla collaborazione ” ogni qualvolta gli interessi arabi e quegli degli USA coincideranno” chiaro?  Non ha parlato di convergenza, ma di coincidenza.

In altre parole, non sembra aver digerito l’iniziativa e teme che vista l’appartenenza al Maghreb di due dei tre progettisti, che la neo costituita FORZA ARABA DI DIFESA COMUNE  inizi ( o finisca) per occuparsi della Libia invece che dello Yemen

 Egitto e Marocco sono  evidentemente  entrambi  più interessati a spegnere  il fuoco libico che rischia di appiccarsi a casa loro che alla sommossa degli Houti che minaccia – molto relativamente – il regno saudita.  

Il Kuweit aveva già dato segni di insofferenza verso il ruolo del Katar nelle vicende petrolifere dell’area e la presenza del Marocco offre la cauzione monarchica che potrebbe attrarre gli sceicchi del golfo.

Non ci resta che la constatazione che gli europei vengono superati in capacità di iniziativa politica anche dai mediterranei della riva sud. Continuiamo  pure a farci governare da questi personaggi irrisolti e vedremo le conseguenze.

LA DINASTIA DEI SAUD RISCHIA DI NON SOPRAVVIVERE AL 2014 E CON ESSA CAMBIEREBBE TUTTO IL SISTEMA PETROLIFERO DELL’OCCIDENTE di Antonio de Martini

LE GUERRE SI SA COME COME COMINCIANO, MA NON COME FINISCONO. L’ANNO SCORSO CREDEVANO DI CONTROLLARE LO YEMEN. ORA….

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Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana ed esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani sunniti.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali…

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YEMEN: LA GUERRA DEL FIGLIO DEL RE. 

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Ultimamente abbiamo trascurato  l’Arabia Saudita. Riprendiamo dalla successione: messo sul trono Salman ( Salomone) ottantenne è afflitto da problemi neurologici, il triumvirato sottostante è costituito da Mohammed Bin Nayef ( Bin Abdulaziz al Saud si intende), Muqrin bin Abdulaziz ( principe ereditario) e Mohammed bin Salman ( bin Abdulaziz ) . Continua a leggere

IL NUOVO PRESIDENTE NIGERIANO: MUHAMMADU BUHARI.   di Antonio de Martini

il vincitore è mussulmano del Nord ed ha battuto il presidente uscente Goodluck Jonatan per oltre due milioni di voti, raccogliendo suffragi in tutti e trentasei gli Stati che compongono la Nigeria. ventitreesimo figlio di una famiglia del Nord del paese, è stato presidente della Repubblica  golpista per due anni ( dall’83 all’85) e poi spodestato manu militari da un collega.

Ha dieci figli con due mogli ed è stato battuto ben tre volte alle elezioni presidenziali ( l’ultima con uno strascico di oltre mille morti) , fino a che non si è alleato a sud con un vice evangelista ( Olusegun Obasanjo)  e l’apparizione nel Nord del paese di Boko Haram non ne ha fatto un candidato moderato….

Del suo precedente mandato si ricorda la cacciata in massa  dei lavoratori del vicino Niger come rimedio ad una crisi economica e l’introduzione di pene corporali per i pubblici dipendenti che giungevano in ritardo al lavoro.

Educato militarmente in Gran Bretagna, durante il suo breve  primo mandato ha tentato – oltre a reprimere la corruzione – di instaurare una certa disciplina ai nigeriani, inviando i militari a frustare i cittadini che non facevano la fila alle fermate degli autobus.

Il prossimo 9 aprile in Guinea Equatoriale si terrà un convegno dei paesi dell’area per combattere il fenomeno di Boko Haram, che si è distinto per non aver minimamente disturbato le elezioni. Evidentemente non voleva che la nomina del  suo beniamino potesse essere in qualche modo inficiata.

Il generale neo presidente ha auspicato  prima della competizione elettorale l’estensione della legge coranica a tutto il paese ( nel nord, islamico,  esiste già) , ma durante la campagna elettorale ha energicamente negato di volerlo fare, facendo notare che non lo fece durante il precedente mandato.

Insomma, Boko Haram scomparirà misteriosamente come era comparso, il nuovo presidente imperverserà con esempi di rigorismo estremo e tutto resterà come prima. Peggio di prima.

La bimba siriana che si arrende davanti alla macchina fotografica

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Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma BIMBA SIRIANA SI ARRENDE DAVANTI A MACHINA FOTOGRAFIACA Nadia Abu Shaban Guerra Morte Arma No Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologAlza le piccole manine unite sulla testa, stringe le labbra in un accenno di pianto senza lacrime, per farsi catturare dal nemico come se aspettasse quel momento da quando è nata. E’ una bambina siriana di quattro anni che si arrende davanti al flash della macchina fotografica pensando che sia un’arma. E mentre noi passiamo la giornata col problema di quale cellulare nuovo comprare a nostro figlio o di quale borsa abbinare alle scarpe, mi viene in mente che la nostra “civiltà” è tutta completamente sbagliata.

Nadia Abu Shaban su Twitter

La foto è stata scattata dalla fotoreporter palestinese Nadia Abu Shaban durante uno dei suoi viaggi nella Siria devastata dalla guerra. La giornalista ha deciso di pubblicare la foto della bambina triste che si consegna arresa sul suo account Twitter.
“Fotografia scattata a una bambina siriana – scrive Nadia Abu Shaban sulla sua bacheca Facebook – Lei crede che ho in…

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L’ISIS, LA LE PEN E IL GIOCO DELL’UOMO NERO. IN EUROPA E ARABIA LE TECNICHE DI CONDIZIONAMENTO SONO LE STESSE.  di Antonio de Martini

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Ogni volta che mi trovo a cena con conoscenti, l’ostacolo alla socializzazione più notevole con cui mi trovo a lottare è la sorpresa – a volte lo sdegno – con cui tutti reagiscono quando si abborda il fantasma dell’immaginario collettivo più gettonato del momento. Continua a leggere

NON È STATA AL KAIDA, È STATA L’AMERICA A SUICIDARE LA PRIMAVERA ARABA. di Antonio de Martini

15 settembre 2012. Inizia il raffreddamento tra Israele e gli USA. La Primavera è diventata un sanguinoso carnevale

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Buongiorno,
sono un lettore che stima la sua capacità di analisi, di collegamento con fonti di qualità, la passione con la quale scrive. Per questo desidero sottoporle la domanda seguente.
Tratto da un articolo pubblicato su The Independent
(http://www.independent.co.uk/news/world/politics/revealed-inside-story-of-us-envoys-assassination-8135797.html)
“… the US State Department had credible information 48 hours before mobs charged the consulate in Benghazi …”
A lei sembra verosimile? Se sì, a che gioco si sta giocando?
Luca Tribertico
Il signor Luca.gmail.com , che mi ha evidentemente scambiato per l’oracolo di Delfi, vuol sapere da me quale sia la verità su un tema di bruciante attualità, lascia intendere che intuisce la risposta e salta alla domanda successiva: ” a che gioco si sta giocando?” Ottima e opportuna la forma impersonale in quanto i giochi sono molteplici.

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RASSEGNA DELLA STAMPA INTERNAZIONALE AL 30 MARZO a cura di Gianni Cecarelli

Circa 500 sacerdoti cattolici del Regno Unito hanno firmato una lettera indirizzata a coloro che saranno presenti al sinodo sulla famiglia di quest’anno per chiedere una “clear and firm proclamation” dell’insegnamento della Chiesa nei confronti del matrimonio. Nella lettera é scritto che “Come preti cattolici noi riconfermiamo la nostra incrollabile fedeltà alla dottrina tradizionale nei confronti del matrimonio e del vero significato della sessualità umana, fondata sulla parola di Dio e sul Magistero della Chiesa mantenuto per due millenni”. Subito dopo, sulla stessa rivista è comparsa una lettera del cardinale Nichols, Arcivescovo cattolico di Westmister, nella quale si afferma che i “preti non devono condurre attraverso la stampa il dibattito sul sinodo di ottobre”. Insomma, state zitti e lasciateci lavorare. Continua a leggere

UN FUNZIONARIO BI-CAMERE E SERVIZI. 

L’ISPI, ( istituto di studi di politica internazionale), un ente che ha un consiglio di amministrazione più numeroso dei frequentatori, ha annunziato di aver nominato l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, suo Presidente Onorario.

Trovo disdicevole coinvolgere un esponente politico di rilievo in cariche onorifiche minori, ma capisco l’intento che ha mosso il presidente effettivo Giancarlo Aragona a tentare questa via di pubblicizzazione.

Quel che non capisco è l’atteggiamento della famiglia Napolitano e dei funzionari che ne curano la segreteria.

Entrambe queste comunità dovrebbero vegliare a impedire al presidente di fare  sciocchezze come quella di rispondere dichiarandosi onorato, disponibile a occuparsi di politica estera e ricordando di essere stato ospite

” nell’autorevole” sede dell’Istituto.

Per evitare a Cossiga di dire e fare sciocchezze, il SISMI aveva assegnato otto dipendenti a tempo pieno al seguito del personaggio.

Siamo in tempi di Spending Review, ma almeno uno che eviti di far capire che il presidente è rincoglionito e definisce ” autorevole” un appartamento, ci vorrebbe.

LA GRANDE STRATEGIA DELL’IMPERO AMERICANO ( seconda parte). di Antonio de Martini

seconda parte. data sempre del 2012

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La puntata precedente la trovate nel post che precede

IL TERZO VASO DI PANDORA.

Il terzo screzio tra alleati ( USA e Arabia Saudita) si è avuto con la crisi siriana in cui mentre L’Arabia Saudita e il Katar forzano i tempi e continuano a investire ingenti somme di denaro per reclutare Jihadisti, ex teste di cuoio occidentali, armi, gli Stati Uniti stanno rallentando le operazioni, mano a mano che aumenta la consapevolezza della contiguità osmotica tra salafisti e affiliati di al Kaida, che non può più essere celata alle opinioni pubbliche occidentali che – specie dopo gli eventi di Bengazi – iniziano a chiedersi quali siano le reali capacità di controllo che l’Intelligence americana ha sugli eventi.

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