Archivi del mese: aprile 2015

EGITTO: LA NASCITA DEL PROGETTO DI DIFESA COMUNE INNERVOSISCE GLI USA.CHE INIZIANO LE CRITICHE COL SOLITO CORO DI “ESPERTI” DEL NULLA. di Antonio de Martini

Ieri 2 aprile ho dato notizia della progettata costituzione di una Forza Araba di Difesa Comune ( FADC, l’acronimo è mio) e oggi, 3 aprile , come era facile a prevedersi, è iniziato il fuoco di interdizione mirante a dissuadere, svilire, presentare come improbabile questa iniziativa che accanto al significato tecnico-militare assumerà un significato politico destinato a influire sul quadro geopolitico dell’intero Medio Oriente e Nord Africa.  Continua a leggere

DONNE IN PANTALONI. ( in Grecia) 

Ho sempre avuto presente alla mente lo storico episodio della moglie di un senatore del tardo impero ( non ricordo più il nome)  che, visto che il marito inetto esitava ad eseguire l’ordine imperiale di suicidarsi, prese il pugnale e se lo immerse in seno porgendolo poi al marito e incoraggiandolo con un  ” non duole”.

Donne capaci di guidare i mariti, specie tra i politici, ce ne sono sempre state e immagino esistano anche da noi, ma questo è l’unico caso venuto allo scoperto di recente. 

La moglie dell’ex ministro della Difesa greca Tsochatzopoulos, condannata assieme al marito per le ormai famose mazzette pagate dai cantieri tedeschi per costruire otto sommergibili, è fuggita dall’ospedale psichiatrico in cui era riuscita a farsi trasferire. Si chiama Vicky Stamatis.


LA FORZA ARABA DI DIFESA COMUNE PRENDE FORMA.   di Antonio de Martini

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L’ultimo (26) vertice della Lega Araba tenutosi a Sharm el Scheik  nei giorni scorsi ha deliberato che entro Aprile si incontrino al Cairo i capi di Stato Maggiore del Marocco, d’Egitto e del Kuweit per mettere a punto lo schema di un dispositivo di una ” Forza Araba di Difesa Comune”  da offrire ai 22 paesi membri dell’organizzazione senza obblighi di adesione forzata.

L’iniziativa nasce dalla Operazione ” Tempesta di Fermezza” lanciata contro lo Yemen  dall’Arabia Saudita ed è stata lanciata approfittando della emergenza creatasi a seguito dei ripetuti allarmi lanciati dai paesi occidentali circa il pericolo terrorista e la penetrazione iraniana nella penisola araba.

Possiamo definire questa iniziativa come la capacità da parte araba di trasformare una sfida in un’opportunità.

Centrale anche in questa occasione, il ruolo dell’Egitto senza il quale nessuna iniziativa – di pace o di guerra – è possibile nel mondo arabo.

L’aver preso le distanze dal problema israeliano ha giovato a Al Sissi consentendogli di focalizzarsi sull’Africa, a lungo trascurata dallo snobismo del predecessore, dandogli un ruolo nell’Africa del nord in particolare.

Ashton Carter, il nuovo segretario alla Difesa USA ha commentato questa iniziativa che , essendosi qualificata come araba è per definizione preclusa ai paesi occidentali, dicendosi pronto alla collaborazione ” ogni qualvolta gli interessi arabi e quegli degli USA coincideranno” chiaro?  Non ha parlato di convergenza, ma di coincidenza.

In altre parole, non sembra aver digerito l’iniziativa e teme che vista l’appartenenza al Maghreb di due dei tre progettisti, che la neo costituita FORZA ARABA DI DIFESA COMUNE  inizi ( o finisca) per occuparsi della Libia invece che dello Yemen

 Egitto e Marocco sono  evidentemente  entrambi  più interessati a spegnere  il fuoco libico che rischia di appiccarsi a casa loro che alla sommossa degli Houti che minaccia – molto relativamente – il regno saudita.  

Il Kuweit aveva già dato segni di insofferenza verso il ruolo del Katar nelle vicende petrolifere dell’area e la presenza del Marocco offre la cauzione monarchica che potrebbe attrarre gli sceicchi del golfo.

Non ci resta che la constatazione che gli europei vengono superati in capacità di iniziativa politica anche dai mediterranei della riva sud. Continuiamo  pure a farci governare da questi personaggi irrisolti e vedremo le conseguenze.

LA DINASTIA DEI SAUD RISCHIA DI NON SOPRAVVIVERE AL 2014 E CON ESSA CAMBIEREBBE TUTTO IL SISTEMA PETROLIFERO DELL’OCCIDENTE di Antonio de Martini

LE GUERRE SI SA COME COME COMINCIANO, MA NON COME FINISCONO. L’ANNO SCORSO CREDEVANO DI CONTROLLARE LO YEMEN. ORA….

Avatar di antoniochediceIL CORRIERE DELLA COLLERA

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Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana ed esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani sunniti.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali…

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YEMEN: LA GUERRA DEL FIGLIO DEL RE. 

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Ultimamente abbiamo trascurato  l’Arabia Saudita. Riprendiamo dalla successione: messo sul trono Salman ( Salomone) ottantenne è afflitto da problemi neurologici, il triumvirato sottostante è costituito da Mohammed Bin Nayef ( Bin Abdulaziz al Saud si intende), Muqrin bin Abdulaziz ( principe ereditario) e Mohammed bin Salman ( bin Abdulaziz ) . Continua a leggere

IL NUOVO PRESIDENTE NIGERIANO: MUHAMMADU BUHARI.   di Antonio de Martini

il vincitore è mussulmano del Nord ed ha battuto il presidente uscente Goodluck Jonatan per oltre due milioni di voti, raccogliendo suffragi in tutti e trentasei gli Stati che compongono la Nigeria. ventitreesimo figlio di una famiglia del Nord del paese, è stato presidente della Repubblica  golpista per due anni ( dall’83 all’85) e poi spodestato manu militari da un collega.

Ha dieci figli con due mogli ed è stato battuto ben tre volte alle elezioni presidenziali ( l’ultima con uno strascico di oltre mille morti) , fino a che non si è alleato a sud con un vice evangelista ( Olusegun Obasanjo)  e l’apparizione nel Nord del paese di Boko Haram non ne ha fatto un candidato moderato….

Del suo precedente mandato si ricorda la cacciata in massa  dei lavoratori del vicino Niger come rimedio ad una crisi economica e l’introduzione di pene corporali per i pubblici dipendenti che giungevano in ritardo al lavoro.

Educato militarmente in Gran Bretagna, durante il suo breve  primo mandato ha tentato – oltre a reprimere la corruzione – di instaurare una certa disciplina ai nigeriani, inviando i militari a frustare i cittadini che non facevano la fila alle fermate degli autobus.

Il prossimo 9 aprile in Guinea Equatoriale si terrà un convegno dei paesi dell’area per combattere il fenomeno di Boko Haram, che si è distinto per non aver minimamente disturbato le elezioni. Evidentemente non voleva che la nomina del  suo beniamino potesse essere in qualche modo inficiata.

Il generale neo presidente ha auspicato  prima della competizione elettorale l’estensione della legge coranica a tutto il paese ( nel nord, islamico,  esiste già) , ma durante la campagna elettorale ha energicamente negato di volerlo fare, facendo notare che non lo fece durante il precedente mandato.

Insomma, Boko Haram scomparirà misteriosamente come era comparso, il nuovo presidente imperverserà con esempi di rigorismo estremo e tutto resterà come prima. Peggio di prima.

La bimba siriana che si arrende davanti alla macchina fotografica

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Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma BIMBA SIRIANA SI ARRENDE DAVANTI A MACHINA FOTOGRAFIACA Nadia Abu Shaban Guerra Morte Arma No Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologAlza le piccole manine unite sulla testa, stringe le labbra in un accenno di pianto senza lacrime, per farsi catturare dal nemico come se aspettasse quel momento da quando è nata. E’ una bambina siriana di quattro anni che si arrende davanti al flash della macchina fotografica pensando che sia un’arma. E mentre noi passiamo la giornata col problema di quale cellulare nuovo comprare a nostro figlio o di quale borsa abbinare alle scarpe, mi viene in mente che la nostra “civiltà” è tutta completamente sbagliata.

Nadia Abu Shaban su Twitter

La foto è stata scattata dalla fotoreporter palestinese Nadia Abu Shaban durante uno dei suoi viaggi nella Siria devastata dalla guerra. La giornalista ha deciso di pubblicare la foto della bambina triste che si consegna arresa sul suo account Twitter.
“Fotografia scattata a una bambina siriana – scrive Nadia Abu Shaban sulla sua bacheca Facebook – Lei crede che ho in…

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