OBAMA NON VIENE A ROMA, VIENE A CANOSSA. ECCO PERCHE’ di Antonio de Martini

Il Papa di Roma è l’osso più duro che sia capitato a Barak Obama da anni a questa parte.
Intanto perché, appena eletto, ha preso a invocare la pace, come tutti i predecessori, ma ha aggiunto i nomi e cognomi.
Ha chiesto ripetutamente e in mondovisione la pace nella ” amata Siria”..

Quando ha visto che non veniva ascoltato, come era accaduto a molti predecessori, ha ridicolizzato in mondovisione l’asserita impossibilità a trovare una soluzione politica.
Poi ha stretto un patto di unità d’azione con la chiesa ortodossa ed è passato a “vie di fatto” scatenando petizioni di vescovi, visite pastorali del patriarca maronita Rai ai cristiani d’Oriente ( in coordinazione con gli ortodossi) che hanno trovato in questi anni rifugio negli USA, per organizzare pressioni sugli eletti del Congresso e della Camera dei rappresentanti spiegando, chiedendo, pregando.

I contrari ad una azione militare – l’ennesima – tra gli americani balzò di oltre quindici punti percentuali pur nella assenza di appoggio dei mass media.

È stato allora che il premio Nobel per la pace, Barak Obama, ha capito che un miliardo e mezzo di persone non possono essere ignorate, specie se andassero ad aggiungersi al miliardo e mezzo di islamici con cui gli Stati Uniti non sono precisamente in buoni termini.

Da allora, è iniziata ( da Londra) una campagna che manterrà la sordina ancora a lungo, ma che non per questo sarà meno micidiale se si dispiegherà in tutta la sua potenza per distruggere o ridurre l’influenza dei cattolici nel mondo in generale e tra i nord americani in particolare.

Intanto, dopo la pausa obbligata del cambio di regnante, è ripresa la divulgazione esasperata dei casi – passati e presenti – di pedofilia nella Chiesa.
I lettori di questo blog hanno avuto modo di leggere la notizia che le Nazioni Unite, sede di Ginevra, affrontando il tema pedofilia, ignorando le misure già prese e maldestramente addentrandosi in questioni religiose di fede, hanno fatto autogol.

Le stesse fonti USA all’origine di questi slanci moralistici si sono ben guardate da citare il recentissimo caso di un pedofilo seriale Michael L. Merritt appartenente all’ U.S. Air Force della base di Ramstein in Germania del quale – dopo averlo a lungo coperto- hanno diffuso la fotografia su Star and Stripes. Un po’ poco. Specie se consideriamo che un generale di brigata dei paracadutisti colpevole di ” sexual harrassement” verso una sottoposta e inizialmente incriminato anche per violenza, se l’è cavata lo scorso venerdì con ventimila dollari di multa….

Il secondo fronte sul quale hanno attaccato il Vaticano è quello finanziario e ” l’osservanza delle regole etiche e di trasparenza bancaria”.

Si è trattato del secondo autogol,visto che tutte le maggiori banche americane e inglesi in queste settimane sono state colte con le mani nel sacco della falsificazione degli indici mondiali di transazioni sia sui mutui che sui cambi delle valute, con dimensioni tali da far apparire a livello di chierichetti che trincano il vino da messa, gli scivolini dello IOR. I suicidi dei banchieri anglosassoni coinvolti sono già a quota dieci.

Il nuovo Papa ha poi installato due commissioni di inchiesta su questi punti deboli della Chiesa e, al tentativo di non farlo andare in Israele col pretesto di uno sciopero degli addetti al protocollo dell’aeroporto, ha risposto da par suo, dicendo che non era un problema. Poteva farne a meno.

Per poter inasprire gradatamente i toni, l’amministrazione Obama ha bisogno di nuove scuse, argomenti e pretesti.
Deve ricominciare lo scontro su nuove basi mostrando di essere fair e la visita serve a questo. Ci sarà forse anche un tentativo di ottenere una condanna della Russia di Putin, ma si tratta di ordinaria amministrazione per i diplomatici della Santa Sede.

Già durante l’Amministrazione Bush, col pretesto delle loro spending review, gli USA tagliarono gli aiuti per l’Africa alle organizzazioni cattoliche degli Stati Uniti ( 170 milioni di dollari). Non ho poi avuto modo di monitorare l’argomento, ma non credo che la situazione sia migliorata.

Insomma, dopo aver scimmiottato ( absit iniuria) i comportamenti polizieschi e brutali tipici della Unione Sovietica, gli USA adesso riprendono – con circospezione – il quesito di Stalin ” quante divisioni ha il Papa”?
I successori di Stalin lo hanno saputo. Adesso tocca a Barak.

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Commenti

  • gicecca  On marzo 27, 2014 at 1:44 pm

    Il Papa con Obama non ha parlato in inglese e tanto meno in americano. Interessante. GiC

    • antoniochedice  On marzo 27, 2014 at 5:42 pm

      quando si ha personalità, non servono le divisioni. quelle può averle qualsiasi fesso.

  • cris andreoli  On marzo 27, 2014 at 4:25 pm

    lei mi fa tornare l’orgoglio di essere cristiano

    • antoniochedice  On marzo 27, 2014 at 5:45 pm

      In questo caso, la Chiesa di Roma è l’erede di Roma. La religione è un fattore importante anche dell’antica Roma – Cesare è stato Pontifex Maximus, titolo oggi del Papa – se si ha una grande eredità e la si rispetta, nulla può sconfiggerci.

  • luigiza  On marzo 27, 2014 at 5:18 pm

    Santità, non gli faccia sconti. L’Americano è alla frutta. Gli presenti il conto.
    Mi vien da risponderle con la domanda di Stalin: Quante divisioni ha il Papa?

    Strana posizione la sua sig. Antonio. La rispetto ma la trovo molto ingenua.

    Dove ha ragione é quando scrive (con correzione del sottoscritto) La sola Chiesa ortodossa ormai sta per avere un ruolo da giocare ma solo perchè é affiancata da un uomo dalla levatura intellettuale di Vladimir Putin

    • antoniochedice  On marzo 27, 2014 at 5:51 pm

      Quel che lei sembra non capire – e accusa me di ingenuità – è che Putin passa, la chiesa ortodossa – altra e più diretta erede di Roma – resta. Se riesce a concentrarsi e vedere oltre i fumi dell’innamoramento per il Presidente Russo, vedrà che è il portato di una storia che lo trascende e di cui lui sembra essere un buon, ma non eccelso interprete.
      Mantenere influenza morale su mille e cinquecento milioni di persone per duemila anni, non è riuscito mai a nessuno a memoria di uomo. Lo ha capito anche Obama, ma lei sembra refrattario e preferisce ammirare un capo di governo al potere da un decennio. Il mondo è bello perché vario.

  • b1e2t3t4a1  On marzo 27, 2014 at 5:37 pm

    L’ha ribloggato su CI DISPIACE….MA VINCEREMO NOI!.

    • antoniochedice  On marzo 27, 2014 at 5:52 pm

      grazie per l’attenzione costante !

  • Adriano Ghibaudo  On marzo 27, 2014 at 6:02 pm

    Perché non si può leggere il resto dell’articolo? Viene fuori la scritta che recita: “articolo non trovato”, succede spesso. grazie

    • antoniochedice  On marzo 27, 2014 at 6:16 pm

      C’è un buontempone con o senza stellette e al quale auguro un cancro maligno che regolarmente da ieri sera mi ha messo il post in ” fuori gioco” e ogni ora sono costretto a verificare che il post non mi torni in ” bozze” e lo rimetto a posto. Ieri il server mi ha comunicato che ” per sicurezza mi faceva il backup” salvo poi cancellarmi tutto . Porti pazienza. Moriranno presto.

      • fausto  On marzo 29, 2014 at 5:40 pm

        Andiamo bene. Ma come si giustifica l’azienda incaricata di gestire il server ospitante? C’è stato un attacco informatico accertato? O è un semplice guasto? Lo chiedo perché è successo anche ad un collega al lavoro qualche mese fa, in quel caso si trattò di un attacco senza grossi danni…..

      • antoniochedice  On marzo 29, 2014 at 7:44 pm

        Lo ignoro. Mi succede regolarmente. Rimedio con controlli sistematici.

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