LA LAPIDE DI MONTI L’HO SCRITTA IL 12 NOVEMBRE 2011. ECCOLA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
CON LE MIGLIORI INTENZIONI. di Antonio de Martini
novembre 12, 2011 – 9:18 am
Ha del meraviglioso il fatto che noi italiani riusciamo regolarmente in politica a provocare effetti opposti a quelli che ci proponiamo e che alcuni sogni vengano realizzati da persone da cui non si aspetta niente.
Ormai siamo in un regime presidenziale realizzato da chi si opponeva fermamente alla riforma della Costituzione in senso presidenziale, con l’anomalia democratica di un presidente del consiglio eletto ( quasi ) dal popolo che subisce l’iniziativa del capo dello stato che ha deciso di esercitare tutti i suoi poteri anche se privo della verifica popolare che ne avrebbe legittimato l’azione ( e nel nostro caso, eletto da una maggioranza che perse le scorse elezioni).
Il Presidente, ripeto, non rafforzato dal suffragio universale che lo avrebbe legittimato, nomina, in sostituzione dell’eletto , un professore di economia privo dell’ investitura democratica anche minima.La motivazione di tanti calci alla Costituzione e’ l’emergenza economico-finanziaria e la necessita’ di ricorrere ad una personalità’ esperta e rispettata universalmente.
L’unico caso di cui ho memoria e’ quello di Oliveira Salazar , che chiamato a risanare nel 1932 l’economia portoghese, rimase al potere fino al 1968 ( poi mori’) provocando un ristagno economico da cui il paese lusitano deve ancora riprendersi.
Monti ha in comune con Salazar – oltre al fatto che non rappresenta un elettorato – il fatto che e’ professore di economia , e’ di estrazione cattolica ed ha un’aria da salutista impudente.
Credo che abbia molto di più’ in comune con Giovanni Spadolini, ma in versione internazionale.
Non ci crederete, ma se guardate su wikipedia nelle sue note biografiche , vedrete che bazzica ogni ambiente e raccatta ogni carica ( membro della commissione Trilaterale di cui e’ il presidente europeo e del gruppo Bildeberg e di una serie di commissioni che negli anni hanno studiato il fenomeno del debito pubblico italiano con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.)
E’ stato anche vice presidente della Banca Commerciale italiana , la cui fine e’ nota a tutti ed e’ autore di una ricerca su come si comporta una banca in regime di monopolio.
Ha argutamente concluso che fa come gli pare.
Ha anche avuto l’accortezza di trovarsi un coautore di fama , il nobel Klein.
Per chi conosce il mondo accademico, non c’e bisogno di commentare. Per chi non lo conoscesse, possiamo dire che e’ il Gervaso di ogni Montanelli.
Andava fatto senatore Klein.
I due mandati che ha fatto a Bruxelles li ha fatti, uno a nomina di Berlusconi e l’altro a nomina di D’Alema , ma questo non lo dice nessuno.
La Tv lo ha mostrato abbracciarsi con la Bonino – sua collega nel primo mandato – ma nessuno ricorda che il collega del secondo mandato e’ Prodi.
Sopratutto nessuno ricorda che il primo mandato fu interrotto – caso unico nella storia della UE – dalle dimissioni della commissione Santer a causa di irregolarità’ amministrative di alcuni commissari e che il famoso caso contro Microsoft che gli diede notorietà’ mondiale e’ ancora in piedi e non e’ affatto detto che finisca bene per le sue tesi. se a questo aggiungiamo che e’ di Varese, sorge il sospetto che lo abbiano scelto solo per tentare Bossi e Tremonti.
Non credo che ce la fara’. Se ce la facesse, non fara’ nulla, Se farà’ qualcosa, sarà’ un disastro.

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Commenti

  • gicecca  Il marzo 27, 2013 alle 8:45 pm

    Il problema non e ormai chi “NO” (D’Alema no, Bersani no, Prrrodi no, Berlusconi no, Di Paola NO, Terzi di Sangiovese NO, Ciccio Graziani ex calciatore -tanto per dire uno qualunque- no etc. etc.). Il problema é che non abbiamo neanche un SI. O vogliamo che l’unico si sia Grillo, comico nuotatore affabulatore del 100% ? Ce ne rendiamo conto ? Ho l’impressione dell’ennesimo no. GiC

  • abrahammoriah  Il marzo 28, 2013 alle 8:26 am

    Ravenna, 28 marzo 2013

    Impeccabile l’analisi politica del post ed anche estremamente azzeccata l’analogia Salazar Monti. Con una piccola precisazione che serve a mettere nella giusta prospettiva comparativa il profilo politico-morale dei due personaggi. Come Salazar anche Monti è cattolico ma mentre il dittatore lusitano era in possesso di una fede adamantina, le politiche dell’ attuale italico professore indicano, almeno, scelte valoriali molto distanti dalla dottrina cattolica in campo sociale, che per quanto in linea di principio criticabile come ogni frutto dell’umano pensiero, non contempla prorio l’ “homo homini lupus” di hobbessiana memoria e molto caro al professor Monti. In secondo luogo, per Monti l’Italia è, con tutta evidenza, una mera espressione geografica che deve sempre e comunque piegarsi ai desiderata delle oligarchie politico finanziarie interne ed internazionali. Salazar era invece un autentico patriota con una visione troppo ristretta e questo portò prima all’ isolamento del suo paese e poi alla caduta del regime dittatoriale. Monti invece che dall’ “orgogliosamente soli” di salazariana memoria è mosso dall’ “indecorasamente schiavi” ad ogni ordine interno ed internazionale che venga dalla finanza. Il risultato, finora, non è stato la caduta dell’attuale regime italiano ( se mai dovesse accadere questo sarebbe un grande merito ) ma il crollo della credibilità italiana all’estero con profondissimi rischi di disintegrazione del tessuto nazionale con evidenti segnali di assorbimento da parte di potenze straniere (Germania) del paese. E’ di tutta evidenza che Salazar è un personaggio tragico mentre Monti non è che l’ultima – auguriamoci – espressione farsesca dell’attuale regime italiano dominato dalle oligarchie economico-finanziarie.

    Massimo Morigi

  • maria palumbo  Il marzo 28, 2013 alle 6:01 pm

    E che poteva fare con un Parlamento a maggioranza P.D.L? che bloccava tutto quello che sarebbe stato giusto e che ha impedito per 20 anni?!

    • antoniochedice  Il marzo 28, 2013 alle 6:34 pm

      Poteva:
      A) non accettare l’incarico
      B) dare le dimissioni prima
      C) chiedere al presidente di sciogliere le camere e portare il paese alle elezioni mentre. Berlusconi era ancora sotto shock.
      Le basta o continuo?

  • antoniochedice  Il luglio 30, 2015 alle 9:00 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Questo è il professor Monti cavaliero
    Gran traduttor dei traduttor d’Omero

  • Anafesto  Il luglio 31, 2015 alle 10:41 am

    Penso che col senno di poi, non si può che dar ragione a AdM, tuttavia qualche dubbio poteva suscitare la risposta che Monti, dopo attimi di smrrimento, fornì a chi faceva notare che bloccando le pensioni si sarebbero diminuite sì le spese correnti, ma che il moltiplicatore keynesiano prevedeva una diminuzione di PIL pari a circa 7 volte il risparmio ottenuto, causa la contrazione della domanda interna, l’allucinante risposta fu: “… ma da qualche parte si dovrà pur incominciare …”.

    • antoniochedice  Il luglio 31, 2015 alle 11:24 am

      Se non spiega cosa intende……

  • luigiza (@luigiza1)  Il agosto 1, 2015 alle 9:11 am

    LA LAPIDE DI MONTI L’HO SCRITTA IL 12 NOVEMBRE 2011. ECCOLA

    Le consiglio allora di cominciare a scrivere quella del Renzi perchè il resuscitato Monti ha ricominciato a parlare ed a sparare ad alzo zero contro l’auutale Presidente del Consiglio Italiano.
    Evidentemente al resuscitato qualcuno che conta veramente (e non é il popolo italiano) ha detto di cominciare a scaldare i motori perchè un nuovo incarico di prestigio é pronto per lui.

    • antoniochedice  Il agosto 1, 2015 alle 9:23 am

      Quod Deus avertat

    • antoniochedice  Il agosto 1, 2015 alle 9:35 am

      È il solito D’Alema che oltre a creargli la fronda in parlamento sta agitando lo spettro di Monti perché i predecessori sono temuti dai Macbeth.
      Prima D. ha pensato che rubare l’elettorato moderato a Berlusconi fosse una buona cosa, poi si è spaventato per il protagonismo dell’allievo e per le proteste di chi obbediva da troppo tempo senza porsi domande.
      D’altronde, il tentativo di far posto alla vecchia guardia del partito eliminando “i candidati della società civile”( Ambrosoli, Marino, Crocetta) non è riuscito.
      C’è anche Prodi però che vuole tornare inserendosi tra i pretendenti. L’ha notato?

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