LA RASSEGNA STAMPA DI GiC

BREVE RASSEGNA STAMPA, 16-18 MARZO 2013

NEW YORK, 16 marzo. «L’utilizzo dei droni da parte degli Stati Uniti in Pakistan implica l’uso della forza sul territorio di un altro Paese senza il suo consenso, e per questa ragione rappresenta una violazione di sovranità»: è quanto afferma il ricercatore indipendente delle Nazioni Unite, Ben Emmerson, cui è stata affidata l’inchiesta sull’uso dei droni sopra le zone di confine tra Pakistan e Afghanistan. Emmerson, relatore speciale sulla lotta contro il terrorismo e per i diritti umani, aveva ricevuto l’incarico, a gennaio, dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, con il compito di svolgere un’indagine sugli attacchi effettuati con i velivoli senza pilota. Le conclusioni dell’inchiesta

dovranno essere consegnate il prossimo ottobre. Intanto sembra che qualche mese fa le autorità militari statunitensi abbiano deciso di estendere l’utilizzo dei droni a zone remote del Pakistan dove sono attivi i miliziani.

ABUJA (Nigeria) 16. Uomini armati hanno attaccato una prigione nello Stato settentrionale nigeriano di Borno e hanno fatto evadere 170 detenuti, dopo aver ucciso una guardia carceraria e un passante. L’assalto è stato sferrato alla prigione di Gwoza, una città al confine con il Camerun e a 130 chilometri dalla capitale statale Maiduguri. Secondo France Presse gli assalitori si sono mossi a bordo di automobili e motociclette da una moschea dove avevano partecipato alla preghiera serale. Sempre secondo tale fonte, nella prigione c’erano 170 detenuti e sono stati tutti liberati dagli assalitori che le guardie carcerarie non hanno potuto bloccare «per la loro superiore forza di fuoco». Il portavoce delle forze armate nella regione, Sagir Musa, ha invece detto di non essere a conoscenza dell’attacco contro la prigione. Sull’identità degli autori dell’assalto al carcere non ci sono informazioni certe, ma i sospetti si concentrano sul gruppo fondamentalista islamico Boko Haram, responsabile negli ultimi anni di attacchi e attentati che hanno provocato migliaia di vittime..

ISLAMABAD, 18. «Una vittoria per la democrazia»: così il primo ministro del Pakistan, Raja Pervez Ashraf, ha commentato il completamento della legislatura di cinque anni: è la prima volta che accade nel Paese. Il premier parlando in tale occasione ha aggiunto che il Pakistan è sempre stato contraddistinto da «una lunga storia di lotta tra le forze democratiche e non democratiche». Alla fine «le forze democratiche hanno vinto». Dopo che l’Assemblea nazionale ha completato un mandato di cinque anni, si attendono le elezioni generali: dovrebbero tenersi a metà maggio.In questi giorni però sono tornati sotto pressione i rapporti fra le diplomazie di Pakistan e India. Ne è riprova la cancellazione di un torneo di hockey su prato: la decisione è stata presa dai responsabili della federazione sportiva Hockey India in seguito a una nota del ministero degli Esteri in cui si nega il permesso per le partite previste ad aprile sulla base di ragioni di sicurezza. E rapporti non facili si registrano tra Islamabad e Washington, con gli Stati Uniti che, più o meno a intervalli regolari, invitano le autorità pakistane a fare di più per combattere il terrorismo. La replica di Islamabad è sempre la stessa: si sta facendo tutto il possibile per garantire pace e stabilità al Paese e all’intera regione.

NICOSIA, 18. Tensione sempre più alta sui mercati internazionali. Dopo l’accordo con l’Eurogruppo per il salvataggio del sistema bancario di Cipro — e in attesa del voto odierno del Parlamento di Nicosia che dovrà ratificare il via libera a un prelievo forzoso sui depositi — la Banca centrale cipriota ha bloccato tutti i trasferimenti di denaro e i pagamenti. In base all’intesa con l’Eurozona, ai risparmiatori verrà imposta una tassa sulle somme depositate pari al 6,75 per cento fino a 100.000 euro, e del 9,9 per cento oltre i 100.000 euro. Il tributo previsto dal piano di aiuti per contribuire alla ristrutturazione del sistema bancario dell’isola dovrebbe portare un gettito di 5,8 miliardi di euro. Una fonte vicina ai negoziati ha detto che Nicosia intende abbassare l’imposta al 3 per cento per i depositi sotto i 100.000 euro e alzarla invece al 12,5 per cento per quelli superiori. Il Presidente della Repubblica, Nikos Anastasiades, ha ribadito di aver fatto la scelta meno dolorosa, accettando l’accordo per salvare l’economia del Paese. Il prelievo forzoso dai conti correnti delle banche cipriote colpirà particolarmente i non residenti, soprattutto russi. Proprio per questo, mercoledì prossimo il ministro delle Finanze cipriota, Michalis Sarris, si recherà a Mosca. Sarris discuterà la possibile ristrutturazione del prestito di 2,5 miliardi di euro concesso dalla Russia nel 2011. Sulla vicenda è intervenuto il presidente russo, Vladimir Putin, che stamane ha definito la tassa sui depositi «ingiusta, non professionale e pericolosa».

WASHINGTON, 18. Gli Stati Uniti come la Grecia entro il 2013, o al massimo nel 2014-2015. Non è una previsione tirata fuori da qualche catastrofista, bensì una prospettiva emersa nelle discussioni sul bilancio in questi giorni al Congresso di Washington, dove democratici e repubblicani si scontrano duramente sulle cifre e sui piani di rilancio. Il presidente Obama ha provato a rassicurare l’opinione pubblica, spiegando in un’intervista che gli Stati Uniti «non avranno una crisi immediata in materia di debito, che resta sostenibile per i prossimi dieci anni». Una diagnosi contro la quale si sono lanciati subito numerosi rappresentanti dei repubblicani. Intanto, gli occhi di Wall Street sono puntati a mercoledì, quando la Banca centrale americana, la Federal Reserve, sarà chiamata a decidere se mantenere o meno la propria politica di sostegno all’economia attraverso un programma di acquisto di titoli di Stato. Inoltre, l’istituto di Washington dovrebbe rendere note le sue decisioni sulla politica monetaria, ovvero i tassi. Poche settimane fa il presidente della Fed, Ben Bernanke, aveva lasciato intendere la possibilità di un prolungamento degli incentivi a causa della stagnazione del mercato del lavoro.

BRUXELLES, 18. Inizio di settimana di segno fortemente negativo per i mercati europei. Torna alta la paura del contagio del debito dopo che nel fine settimana la troika ha deciso di tassare i conti correnti di Cipro. Lo spettro di una nuova crisi europea spaventa soprattutto le piazze asiatiche: Tokyo ha chiuso con un ribasso del 2,7 per cento, il dato peggiore degli ultimi dieci mesi. A fine mattinata Piazza Affari è tra le peggiori d’Europa, con un ribasso del 2,2 per cento, dopo aver aperto a 2,8 per cento. Maglia nera per Madrid (meno 2,8). Vendite in aumento anche a Parigi (meno 2,1) e a Francoforte (meno 1,7). Forti vendite su Banco Popolare, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Lo spread tra Btp e Bund è sceso sotto quota 330 attestandosi a 328 punti, dopo aver toccato quota 334. Il rendimento si attesta al 4,67 per cento.

PYONG YANG , 18. La Corea del Nord non ha escluso il Giappone da un eventuale attacco nucleare preventivo ai Paesi che considera suoi aggressori. Così il regime comunista di Pyongyang ha risposto all’intenzione di Tokyo di varare ulteriori sanzioni. In un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale Kcna, la Corea del Nord accusa il Giappone di «gettare legna sul fuoco nella grave situazione della penisola coreana, dove una pallottola accidentale può causare una guerra nucleare». In un editoriale pubblicato ieri, il quotidiano di partito «Rodong Sinmun» avverte che «il Giappone commetterà un errore terribile se penserà di restare escluso da una eventuale guerra nella penisola coreana » . La Corea del Nord minaccia un nuovo attacco anche contro l’arcipelago sudcoreano di Yeonpyeong, già bombardato nel 2010, in un attacco che provocò 4 morti. Lo riferisce la BBC. «Anche una scintilla provocata dai belligeranti nei loro war games potrà diventare un incendio», ha scritto il sito filo-regime «Uriminzokkiri», in riferimento alle manovre militari congiunte tra Seoul e Washington: «Il danno per chi vive lungo il confine e sulle isole occidentali sarà grande». Nel frattempo, il Pentagono, mentre rafforza le difesa antimissile in Alaska contro un più concreto rischio di attacco diretto agli Stati Uniti da parte della Corea del Nord, congela — formalmente lo rinvia al 2022 — l’operatività piena del progetto di difesa antimissile nell’Europa dell’est.

BAMAKO, 18. Un caporale di 24 anni è la quinta vittima francese dall’inizio dell’intervento militare in Mali, l’11 gennaio scorso, contro i ribelli salafiti. Il soldato è stato ucciso ieri sulle montagne del massiccio dell’Ifoghas, nel nord del Paese africano, quando il veicolo a bordo del quale si trovava è stato investito dall’esplosione di un ordigno improvvisato piazzato sul ciglio della strada. Un tipo di attentato dinamitardo comune in Iraq fino al ritiro delle truppe americane e ancora in uso in Afghanistan. Nella deflagrazione, altri tre soldati francesi sono rimasti feriti, come ha riferito in una nota da Parigi il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian. Il presidente, François Hollande, ha espresso grande tristezza,

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