INDIA: L’AMBASCIATORE PORTERÀ PENA? SI TEME IL SUO ARRESTO PER L’AZIONE DI UN GOVERNO GIÀ DEFUNTO. DATE IL VOSTRO PARERE AI MEDIA

http://corrieredellacollera.com

La scelta del Governo Italiano di non rimandare in India i marò La Torre e Girone alla fine del permesso elettorale concesso dalla Corte Suprema Indiana sta determinando, oltre ad una grave crisi diplomatica con il Governo Indiano, una situazione di pericolo sia per l’ambasciatore d’Italia in India, ( l’ambasciatore indiano Basant Kumar Gupta, è stato trattenuto nel suo paese e in caso di arresto del nostro, non potremmo reciprocare) che per il personale dell’Ambasciata e dei Consolati e per tutti gli Italiani che risiedono ed investono in India.

Ci chiediamo, l’Ambasciatore sarà l’unico a pagare in prima persona la scelta del Governo Italiano? e perche’ questa scelta improvvisa di un governo che non esiste piu’?

Una domanda legittima che tutti nel paese si stanno facendo in queste ore, visto il silenzio totale che ha avvolto negli ultimi giorni e nelle ultime ore l’intera vicenda diplomatica,dopo aver saputo che l’Ambasciatore è stato convocato lunedì 18 h 2013 dalla Corte Suprema per dettagliate spiegazioni sull’azione intrapresa dal Governo Italiano, e che la stessa Corte Suprema ha ordinato all’Ambasciatore di non lasciare l’India per qualsivoglia motivo, ignorando evidentemente le guarentigie diplomatiche spettantegli.
Chiediamo con forza che le Istituzioni avviino tutte le azioni possibili affinché questa vicenda arrivi ad una soluzione diplomatica che non comporti pericoli per l’incolumità dell’Ambasciatore e per tutto il personale dell’Ambasciata e dei Consolati e per tutti gli Italiani che risiedono ed investono in India.
Invito tutti i lettori ed i blogger che la pensino come me a inviare analoga comunicazione agli indirizzi sottoelencati. Basta fare copia e incolla. Come la nostra intelligence.

esteri@ansa.it;
servizio.esteri@adnkronos.com;
chiara.battaglia@lapresse.it;
redazione.esteri@agi.it;
europa@asca.it;
piueuropa@asca.it;
esteri@tmnews.it;
reutersitaly@thomsonreuters.com ;
gad.lerner@la7.it;
portaaporta@rai.it;
ballaro@rai.it ;
paolo.deldebbio@mediaset.it

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Commenti

  • Mario Maldini  Il marzo 15, 2013 alle 8:54 am

    Se la ” più grande Democrazia del pianeta” nonchè ” Culla di ogni spiritualità ”
    vale a dire l’India, dovesse degradarsi fino alle rappresaglie contro i diplomatici e i civili italiani che le hanno affidato la propria incolumità, vorrebbe dire che, 70
    anni dopo l’indipendenza, hanno raggiunto il livello di un Bokassa qualunque.

  • Marco Reis  Il marzo 15, 2013 alle 11:42 pm

    MA CHE FAI: UN CORSO ACCELERATO DA BERSANI ?

    Beh, Antonio: e l’alternativa ? Ci rifilano due calci negli zebedei e noi ‘apriamo il dibattito’ ?
    L’idea che uno Stato sia ‘sovrano’ sulla propria gente è un’idea cretina, ma in certe condizioni (e lì c’erano tutte) è una regola accettata da tutto il mondo civile, e incivile: bisognava fare una generosa eccezione per l’India? Passare per dei vili che abbandonano i propri uomini alle paturnie illegali di quei tipi ? E perchè mai? Cosa c’è di più ragionevole di tenerceli qui –come dice il diritto internazionale- e proporre un arbitrato –che è già una concessione enorme e mai vista- ?
    Allo stesso modo che un ambasciatore venga privato (per motivi abbietti) delle sue garanzie è un’altra gravissima illegalità. Ma quando mai s’è vista una cosa del genere ? Ma neanche tra i Baluba…
    Che facciamo? Cerchiamo l’inciucio anche in questi rapporti con una entità che VIOLA 2 VOLTE le regole conosciute, colpendo i nostri uomini ?
    Con tutta franchezza, Antonio: vabbè essere il Paese di Pulcinella, ma questi hanno scelto di vedere chi ce l’ha più duro, E LO HANNO SCELTO ROMPENDO LA LEGALITA’ INTERNAZIONALE. Qui non c’è nessuna “vicenda”: qui ci sono due aggressioni che abbiamo subìto. E lo hanno scelto LORO. E lo hanno scelto 2 VOLTE. E hanno tutta l’aria di fottersene anche per la terza o la quarta.
    Sarà proprio il caso di ‘aprire il dibattito’ ? Qui c’è solo da rispondere come meritano. Cominciando dal chiamare a casa la nostra gente per non farcene sequestrare altra.
    Scusa Antonio, ma stavolta mi sembri Bersani con Grillo… 🙂

    • antoniochedice  Il marzo 16, 2013 alle 4:32 am

      L’analisi della situazione ” maró’ ” l’ho fatta in un post dedicato almeno un paio di volte.
      Il governo avrebbe dovuto scegliere una posizione e ma tenerla.
      Invece l’abbiamo cambiata almeno due volte facendo la solita figura che non finiamo mai una guerra dalla stessa parte da cui l’abbiamo cominciata e ci rimangiamo la parola solennemente data.
      Nel caso del post incriminato, mi sono limitato a pubblicare una petizione lanciata da amici del malcapitato e cointeressare i media mi è parsa una azione necessaria per non far dimenticare il malcapitato.
      Ecco perché ho definito Monti ” il Badoglio dei poveri”.
      Avrei dovuto precedere il post con un ” riceviamo e volentieri pubblichiamo” , ma avrei ricordato Scalfari. Ho preferito di no.

      Ti ricapitolo il merito:
      A) non si capisce chi ha autorizzato la missione e perché .
      B) non si conoscono le regole di ingaggio date ai due militari.
      C) l’Unita di crisi del MAE avrebbe dovuto prevenire l’arresto ingiungendo all’armatore di non invertire la rotta ( oppure il ministero della Difesa o l’AISE)
      D) avremmo dovuto iniziare una inchiesta della magistratura militare sull’accaduto e fornire una precisa ricostruzione dei fatti, oppure chiedere e OTTENERE la solidarietà e l’aiuto delle innumerevoli organizzazioni di cui facciamo parte.
      È) avremmo dovuto trattenere i malcapitati in Patria alla prima licenza cauzionata da 20 milioni depositati in tribunale e non alla seconda cauzionata da una dichiarazione giurata dell’Ambasciatore.
      F) avremmo dovuto evitare di elogiare in TV il ritorno di Girone e La Torre la prima volta .
      G) avremmo dovuto far rientrare l’ambasciatore con una scusa prima dell’Annunzio del forfait.
      H) Non avremmo dovuto affidare la gestione del caso al povero De Mistura, sottosegretario per caso.
      I) infine, un paese non tradisce la parola data, compromette i due con una mancanza individuale alla parola data facendoli ” fuggire” .
      L) Deciso di fare il passo peggiore nelle peggiori condizioni, allora lo si fa con energia, denunziando la verità e cioè che l’Intelligence di un ” paese amico” ha avvertito il ministro degli esteri che gli indiani avrebbero già deciso la sentenza per ragioni sconosciute ( secondo me è una disinformazione per eliminarci dal ricco mercato delle forniture di armi) e si mette a nudo la fonte ( in pubblico o in privato) in maniera da mettere ciascuno di fronte alle proprie responsabilità.
      M) ultimo: visto che l’ambasciatore indiano non aveva preso il suo posto a Roma, si guadagnava tempo con la scusa del l’influenza – sono anch’io a letto – e si aspettava che venisse a Roma prima di dar fuoco alle polveri.
      In questa vicenda, l’unico ad aver diritto a non avere le palle è il ministro guardasigilli.

  • Pitocco  Il marzo 17, 2013 alle 2:11 am

    L?ambasciatore è il rappresentante dell’Italia e come tale risponde delle azioni dei pavidi italiani, questa potrebbe essere una visione. L’altra, meno manichea, e più pragmatica, forse, è il mancato rispetto del versamento di una tranche di denaro che Finemeccanica avrebbe dovuto versare per quegli elicotteri (Orsi è in Galera). Un’altra ancora è più incistata nella battaglia che il gruppo atlantico vorrebbe sferrare al Bric per io controllo delle risorse naturali e sopratutto di alcune politiche che l’India sta facendo a favore della Cina e Russia.
    Quale che sia la motivazione sta di fatto che, come sempre è accaduto nella storia italiana di questi ultimi 500 anni, l’italiano non ha mai saputo tener fede alle sue parole, mai. Forse gli indiani non si sono bene informati e come ripicca hanno trattenuto l’ambasciatore. Non ci trovo nulla di strano, anzi un atto dovuto.

  • Marco Reis  Il marzo 17, 2013 alle 2:02 pm

    DIMENTICHI IL DETTAGLIO DELLE ACQUE INTERNAZIONALI RICONOSCIUTE… ANCHE DA LORO

    Certo tu ne sai molto più di me. Ma io ho letto un passaggio chiave, da qualche parte (e poi nel link che ti passo, qui sotto): che noi abbiamo deciso di non rispedirli DOPO CHE L’ALTA CORTE INDIANA (o il cavolo che è) HA AVOCATO LA FACCENDA dal Kerala… dichiarando che in effetti l’episodio si è svolto IN ACQUE INTERNAZIONALI.
    A me sembra un bel passaggio-chiave, che giustifica eccome il non-rimpatrio.
    Poi leggo l’altro cavillo: acque internazionali sì, ma nave privata. – E ben ?
    Il primo inganno è stato quella di attirarla nel porto con una bugia. E l’hanno fatto loro.
    Il secondo inganno è stato quello di farli scendere con una scusa. E l’hanno fatto loro.
    Il terzo inganno si è costruito con l’avvio di un processo su basi giuridiche fasulle (e dichiarate da loro stessi con la ‘avocazione). E l’hanno fatto sempre loro.
    Il nostro sarebbe solo il quarto inganno della serie… MA… ma dopo una ammissione assolutamente essenziale CHE HA CAMBIATO LO SCENARIO GIURIDICO (acque internazionali).
    Non parlo poi del sequestro di un ambasciatore, che grida vendetta A PRESCINDERE da qualunque cosa, persino se gli avessimo fatto Pearl Harbour.
    Scusa Antonio, ma a me questo basta e avanza. Senza neanche andare a vedere il piccolo dettaglio che quei signori potrebbero anche condannare a morte i nostri uomini.
    Per me l’India può andare affanculo, indipendentemente da qualunque considerazione su qualunque nostro sottosegretario. 🙂
    ***
    Aggiunta un po’ più tecnica (ma sempre con vaffanculo): http://www.lastampa.it/2013/03/17/esteri/caso-maro-l-esperto-usa-antipirateria-comprensibile-la-decisione-dell-italia-q3AWkxff6mpoxNqyuigGoL/pagina.html

    • antoniochedice  Il marzo 17, 2013 alle 7:38 pm

      I vari inganni indiani di cui parli, sono stati commessi da una polizia e un governo regionali, tipo il Molise.
      Noi abbiamo – comunque tu voglia vedere le cose – preso decisioni a livello nazionale, anzi al massimo livello, con l’aggravante che abbiamo cambiato posizione due volte assumendo le contraddittorie, quindi almeno una sbagliata. Secondo me, entrambe.
      Se la magistratura militare avesse incriminato i due per prima, avrebbe titolo per farsi assegnare il caso da un tribunale internazionale.
      Se avesse chiesto , e mantenuto, il punto dell’immunità, non avrebbe dovuto presentare istanze e depositare cauzioni.
      Abbiamo ribadito al mondo che siamo fedifraghi ( come i grillini che hanno votato Grasso) , abbiamo per governanti dei lavapiatti e poniamo il nostro orgoglio nazionale in scemate invece che nella rivendicazione della nostra indipendenza nazionale.
      Se a questo aggiungi che siamo caduti in un trappolone di disinformazione ( ci hanno detto in confidenza che la sentenza era già decisa:20 anni), hai il quadro completo del disastro politico, economico ( tagliati fuori da un mercato di 1 miliardo i persone), morale e organizzativo nel quale siamo caduti.
      Ed è solo l’inizio.

  • Marco Reis  Il marzo 17, 2013 alle 11:14 pm

    E’ scontato che tu sei competente e io no, che tu hai un milione di informazioni che io non ho, e che io posso giudicare solo dalle poche cose che escono sui giornali… ivi compresi giornali che non sono capaci di andare a fare un’inchiesta. Lascia però che ti dica che mi sembra che ti ci stai perdendo dentro, ai dettagli. O pensi che se le Marche avessero arrestato illegalmente un francese, la Francia ci rispondeva con una delibera del sindaco di Marsiglia ?
    Uno Stato ci piglia con l’inganno due uomini, imbastisce un processo con prove false, i suoi massimi giudici riconoscono che l’episodio è avvenuto al di fuori della loro stessa competenza territoriale, e l’unico problema che c’è è che dovevamo toglierli da quella follia.
    La follia invece si moltiplica, e riservano al nostro ambasciatore un trattamento che neanche all’ambasciatore giapponese dopo Pearl Harbour… e io dovrei preoccuparmi di fronte al mondo di cosa ? Di essere un fedifrago dopo che loro stessi hanno ammesso che i fatti si sono svolti non a casa loro ?
    Io non so se abbiamo commesso così tanti errori come tu dici. Sicuramente abbiamo sottosegretari e ministri al livello di lavapiatti, ma se le cose stessero come dici tu dovevi inserire anche il punto (N): licenziare tutto il ministero. 🙂
    ***
    E adesso ti dico una mia ipotesi da perfetto ignorante di provincia che non sa nulla di diplomazia, di India (sempre vaffanculo) e di traffici di armi geopolitiche.
    Ipotesi: il balordone lo ha preso qualche Ingroia locale. Il trucchetto di far attraccare la nave con la storia dei pirati, e quello di farli scendere, sono robette pensate all’impronta e in ambito locale. Lì è successo qualcosa, e qualcuno doveva coprire qualcun altro, ma a livelli molto più bassi della geopolitica mondiale e degli elicotteri di Finmeccanica. Tant’è che i falsi nella documentazione processuale sono banali, facilmente identificabili… come è successo. E tant’è che le incongruenze sulle armi sono altrettanto facilmente identificabili.
    Se io fossi un giornalista con i soldi andrei là a vedere chi cacchio erano i morti ammazzati, i loro parenti e il giudice Ingroia. Cosa pescavano abitualmente, a quale supermercato lo rivendevano e che mi facessero pure vedere le reti. 🙂 Il punto è che in Italia siamo pieni di giornalisti di giornali con i soldi che non fanno i giornalisti.
    Dopodichè la faccenda è montata a palla. Tutti mi dicono che gli indiani sono teste di minchia (e l’arresto virtuale di un ambasciatore mi pare un capolavoro di minchiata), tanto più se la cosa monta in politica, nazionalismo, eccetera. Come quelli che qui hanno montato Ingroia come un Paladino della Giustizia. Cosa ci sarebbe di strano, se lo fanno anche gli altri, e magari al quadrato?
    Se io fossi un giornalista con i soldi andrei là di corsa. 🙂 C’è qualcosa che non quadra ALL’INIZIO DELLA STORIA. Tutto il resto –compresa la geopolitica e i grandi misteri- è relativo, compresi gli amici degli amici che ci dicono che li condannano ‘solo’ a 20 anni.
    La mia ipotesi è che tutto è nato da qualche cazzata solenne, sul posto. Che non c’entra, in sé, con i due morti, e che è tutta racchiusa in quel posto che non so come si chiama.
    MA A TE TI PARE POSSIBILE CHE NON CI SIA UN GIORNALE ITALIANO CHE SIA STATO CAPACE DI FARCI UN’INCHIESTA ? E POI MI DICI DEL LAVAPIATTI… 🙂

    • antoniochedice  Il marzo 18, 2013 alle 11:03 am

      Un giornalista senza soldi può andare a interrogare gli armatori della Enrica vattelappesca, il timoniere ecc.
      Domande scritte al ministero dell’interno e della Difesa per conoscere le regole di ingaggio e il tipo di addestramento ricevuto dai due militari; se la scorta alle navi prosegue con gli stessi criteri o se sono stati cambiati; perché non si sono impiegati carabinieri; quanto è stato pagato a chi;
      Al ministero degli esteri chiedere il consuntivo di spesa imputato all’evento; le istruzioni inviate ai nostri diplomatici, i nomi dei luminari giuridici che hanno creato il guazzabuglio.
      È fare due domandine ai due maró : se un barchino pirata va a 40 nodi orari e un peschereccio a sei, da cosa avete dedotto che si trattava di una barca pirata?
      Avete comunicato con l’Italia la decisione di tornare in porto? Con chi?
      Come vedi, non c’è bisogno di andare in India per capire cosa è successo.
      Si va in India, per fare gli indiani.

  • abrahammoriah  Il marzo 18, 2013 alle 8:10 am

    Ravenna 18 marzo 2013

    La gestione della vicenda dei fanti di marina da parte del governo italiano come la gestione dell’economia dell’ultimo anno: il disastro “tecnicamente” perfetto.

    Massimo Morigi

  • Marco Reis  Il marzo 18, 2013 alle 12:28 pm

    Dato che il tempo è denaro, un giornalista senza soldi non perde tempo a chiedere manuali e regole d’ingaggio che dicono di sparare colpi di avvertimento e bla-bla. Né si illude di cavare fuori verità diverse da due persone che rischiano la pena di morte o soltanto 20 anni di galera e che hanno già detto di aver seguito le regole di ingaggio e sparato colpi di avvertimento e bla-bla. Né si illude di scoprire se il barchino andava a 60 all’ora o aveva il freno a mano tirato anche se a bordo c’erano i pirati, perché anche i pirati non sono obbligati a sfrecciare sempre ai 60 all’ora.
    POSSO STRA-SBAGLIARE, MA IL MIO NASO DICE CHE LA SOLUZIONE E’ LA’.
    Nei proiettili che non ci hanno fatto vedere. Nei trucchi che hanno usato per farci attraccare. Nei verbali di inchiesta che hanno taroccato male. In perizie balistiche banali, ma che non risultano. In autopsie che non si fanno.
    Là c’è almeno una mezza dozzina di Ingroia. E c’è una dialettica strana (almeno secondo i nostri parametri) tra potere locale e centrale.
    Queste sono cose che ho solo potuto leggere su giornali inaffidabili, per carità. Ma noi le abbiamo dichiarate, e quindi pesano come macigni, piaccia o non piaccia.
    LA’ E’ SUCCESSO QUALCOSA, E MAGARI E’ SUCCESSO TRA LORO. MAGARI C’E’ STATO UN PAIO DI MORTI AMMAZZATI E L’INGROIA DI TURNO SI E’ MESSO AD ACCUSARE IL SUO GENERALE MORI. CHE PERO’ ERA NOSTRO. QUESTA STORIA PUZZA DA PRIMA CHE ARRIVASSE IL SOTTOSEGRETARIO LAVAPIATTI.
    Il mondo è pieno di Ingroia, ma non li becchi sugli scartafacci ministeriali. Li becchi quando trovi la dinamite nascosta nell’orto. Cioè se vai a scavare nelle contraddizioni FATTUALI. 🙂 (Ovviamente sempre pronto a scoprire verità spiacevoli…)

    • antoniochedice  Il marzo 18, 2013 alle 12:54 pm

      Ho appena pubblicato una intervista del generale Vincenzo Camporini, già capo di SM della Difesa ( ebbe anche un meteorico passaggio agli esteri fino a che non capì con chi aveva a che fare).
      Il ministero della Difesa non ha dato regole chiare. L’interno ( il grande BOBO Maroni) non ha fatto nemmeno il poco; gli esteri non hanno interessato le istanze competenti….
      L’Ingoia locale, se esiste, ha avuto buon gioco.

  • Marco Reis  Il marzo 18, 2013 alle 12:59 pm

    Non esiste (probabilmente) solo un Ingroia indiano. Là hanno anche (certamente) una intera Corte di Boccassini che decide al posto del governo chi è un diplomatico e chi no. – Noi siamo messi male, ma loro… 🙂

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