Qualcuno degli amici, ad ogni mia lamentela, mi telefona o mi manda mail in cui sostanzialmente dice: ottime analisi, ma la diagnosi? Oppure ottime idee, ma irrealizzabili. Questi commenti sono fioccati, specie dopo la mia analisi apparsa ieri nel blog sul malessere tunisino sfogato come sappiamo ( e non è finita).

un continente ricchissimo e un'Europa povera di idee
Come principio etico personale, non mi lamento mai di un problema che non saprei come risolvere, ma credo di doverne dare la prova al crescente numero di amici che segue queste notizie che non troverebbe altrove.
A uso dei lettori amici, allego Continua a leggere →
Nessuno ha veramente chiare le idee su quel che succederà nei paesi in via di (semipermanente) sviluppo e nel loro rapporto con noi europei.
Grazie ad un periodo svolto da Segretario Generale del COMITATO FAO e ad un amico poi scomparso e che rimpiango, Giovanni Posani, ho potuto fare una esperienza straordinaria :quella di osservare lo scandalo della fame in un mondo di abbondanza nella indifferenza dei più e l’infamia di una serie di organizzazioni e singoli che vivono sulla carità internazionale come gli avvoltoi si nutrono di carogne.
Ho avuto modo di osservare da vicino i meccanismi che regolano il funzionamento degli enti dell’ONU che lottano contro la fame – operano tutti a Roma – quali la FAO ( è il più conosciuto) Il PAM ( programma alimentare mondiale) e l’IFAD ( il più ricco). Hanno responsabilità marginali, messi come sono all’angolo dall’OMC ( Organizzazione Mondiale del Commercio), ma non fanno nemmeno il poco che potrebbero. Burocrazia si, passione, no
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Di antoniochedice
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