L’agenda politica africana ( in realtà dell’area MENA:middle east and North Africa) è carica: il 7 marzo la Tunisia vedrà il nuovo governo che per adesso annunzia l’incriminazione di Ben Ali per alto tradimento; il 13 marzo ci sono le elezioni
Dopo le grasse risate e gli ammiccamenti della sinistra europea fatte su Berlusconi – che comunque non si è mai rifiutato di trattare con prodigalità le sue conquiste – la stampa se la prende stavolta con Dominique Strauss Khan , detto DSK candidato socialista alla presidenza della Repubblica francese.
T U N I S I A Il 9 aprile il Ministro dell’Interno ha reso nota la presenza di un gruppo di 11 terroristi nel governatorato di Kef, al confine con l’Algeria. Sul posto sono giunte le forze di sicurezza tunisine e algerine. L’8 aprile il Ministro della Giustizia Nadhir Ben Ammouha incontrato a Tunisi l’ambasciatore degli Stati Uniti Jacob Wallese l’ambasciatore francese François Gouyette. Scopo dell’incontro è promuovere la cooperazione giudiziaria tra i due Paesi e la Tunisia.
Intanto infuria la polemica politica tra la Sceicca Mozah( moglie dell’emiro del Katar)
C’è lo dice la Associated Press .
L’assedio economico all’Iran ha provocato un raddoppio del prezzo dei pistacchi.
In Arabia saudita invece la polizia religiosa ha fatto un passo indietro favorendo il processo di democratizzazione: è stata tolta la proibizione alle donne di andare in bicicletta.
Duecento anni fa, i pellerossa scotennavano i nemici. Oggi lo fanno gli alleati della NATO, portando via tutta la testa come souvenir.
Chi è debole di stomaco o normalmente sensibile si astenga dal vedere.
Questi sono i ributtanti amici della Regina Elisabetta II che invocano gli interventi umanitari a favore dei loro amici massacratori immortalati in questo orrendo video che deve circolare per fermare il masscro.
. Il Governo inglese, per ammissione dello stesso David Cameron ha organizzato assieme ai sauditi ed all’emiro del Katar questa strage insensata mirante a distruggere la florida economia siriana e ad ottenere la spartizione della Siria in piu staterelli non in grado di costituire un “pericolo strategico” per i paranoici della Geopolitica.
Francamente non pensavamo possibile che un Presidente USA, eletto dal popolo americano potesse voler partecipare ad un tale selvaggio vilipendio di vivi e di morti assieme agli attentatori dell’11 settembre 2001.
Questo video è stato cancellato piu volte con la motivazione che violava i diritti di autore di qualche complice dei – stavo per dire assassini – macellai.
Fatelo circolare velocemente perché durerà poco on line. Mostratelo a tutte le persone che potete, a favore di chi viene invocato l’intervento umanitario a spese dei contribuenti italiani ( spese NATO) ed europei ( sempre a spese nostre).
C’è anche una scena di esecuzione di ribelli contro un camion militare da parte dei lealisti. La revolverata sembra un gesto di cortesia al confronto.
clikkate sul link e tenete a portata di mano un bacile per vomitare, poi mandate il video a Deputati, Presidenti delle Camere e Tribunale Penale Internazionale, prima che diano il premio Nobel per la pace anche a Cameron o al compagno di merende che ha messo agli esteri.
QUESTO POST È STATO SCRITTO LO SCORSO 7GENNAIO. OGGI SU QUESTE BASI SI STA TENTANDO UN NEGOZIATO DOPO DUE INTERVENTI PAPALI E ALTRI ( a sentir loro) DIECIMILA MORTI.
È PROPRIO VERO CHE LA MADRE DEI FESSI È SEMPRE INCINTA. FATE CIRCOLARE QUESTO POST PER EVITARE CHE SI CONTINUI A SPECULARE SULLA DISINFORMAZIONE. P.S. NEL FRATTEMPO, DOPO OLTRE TRE MESI DI ASSENZA, IL CAPO DELL’INTELIGENCE SAUDITA È RICOMPARSO IN FRANCIA PER UN NEGOZIATO. IN QUESTO POST LO DAVO PER MORTO. EVIDENTEMENTE È SOPRAVVISSUTO. MI SCUSO CON I LETTORI PER NON AVER SAPUTO STIMARE LA CAPACITÀ DI SOPRAVVIVENZA DEL SOGGETTO ALL’ATTENTATO.
La coalizione composta da Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Arabia Saudita, Egitto, Libia, Turchia e Katar in quasi due anni di macelleria e propaganda non sono riusciti ad aver ragione della Siria di Bashar el Assad , l’oculista reclutato a forza alla politica dalla morte prematura del fratello.
Gli USA sono stati ingannati da illusioni autoprodotte, dalla sopravvalutazione della volontà di potenza della Turchia, la sottovalutazione della capacità di resistenza dei siriani. Stanno imparando a conoscere un vicino oriente che non conoscevano: i libanesi hanno un governo filo Hezbollah e sono riusciti a demolire una rete CIA di diciassette persone, tutte arrestate, accecando il Dipartimento di Stato in un momento decisivo. I siriani hanno ” esportato” i non combattenti , come profughi, oltreconfine, ottenuto – a inizio guerra – una sovvenzione importante dall’Iran ( si parla di trenta miliardi di dollari) e sopratutto bloccato la propaganda via internet che si rivelò…
Quando si parla di “mondo cristiano” nei paesi arabi, noi italiani tendiamo a pensare ai cattolici. E’ un altro residuo di provincialismo, questa volta in campo religioso.
Nel Mondo Arabo, la confessioni cristiane principali sono tredici: nascono dalle varie eresie ( etimo:”scelte”)avvenute nei vari concili che costellarono i primi secoli del cristiasnesimo: Nicea, Efeso, Calcedonia .
La guerra di Libia e le sommosse in Egitto ed altri paesi arabi, hanno provocato un aumento di curiosità nei confronti dei nostri vicini arabi. Negli scambi di persone e di usanze che le due sponde del mediterraneo hanno fatto negli anni, molte – magari le più ragionevoli – non si sono consolidate o sono andate perdute per varie cause , in particolare religiose.
Molti sanno ormai che l’organizzazione dei Fratelli Mussulmani è nata nel 1928 su iniziativa di Hassan El Banna, un giovane di Alessandria d’Egitto allevato nella Dar el Alam ( casa della scienza) del Cairo, dove si istruivano gli insegnati “modernisti”.
Il parallelo più calzante potrebbe essere compararli al clero dei paesi cattolici o alla massoneria dei paesi anglosassoni: ufficialmente niente politica e sostegno alle istituzioni. Nei fatti, una ambiguità opportunista.
Gli ottimisti pensano che dopo la rivolta tunisina ci sia un rischio di contagio a tutto il Maghreb ( Algeria e Marocco). I pessimisti ritengono che anche la Libia e l’Egitto siano sotto tiro.
In realtà i paesi arabi sono tutti coinvolti e a questi si aggiungono Afganistan,Pakistan, Iran,Turchia che, pur non essendo arabi, hanno in comune religione e cultura sia pure con sfumature.
La sensazione che si trae da una analisi anche superficiale della situazione è che siamo alla vigilia di una grande rivoluzione di cui è ancora difficile intravvedere forme e calendario. Sappiamo solo che l’innesco è stato dato da Ben Alì e consorte, mentre l’esplosivo è stato portato a pressione, dall’avidità congiunta delle lobby dell’agroindustria americana e delle classi dirigenti corrotte , scelte e protette dall’occidente.
Questi momenti ribellistici non sarebbero diversi dalle periodiche rivolte contro l’impero britannico nell ‘800 se non ci fossero due fatti nuovi: uno politico a nome Ben Laden (…