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Considerazioni di Mario G. sul IL CORRIERE DELLA COLLERA N 7: effetti della stupidità umana sull’attuale situazione politica

Caro Tonino,

visto che il mondo non lo possiamo cambiare e i grandi sistemi dellʼuniverso esulano dalle nostre categorie di intervento, almeno non lasciamoci sfuggire il gusto di criticarlo e, ove le circostanze lo richiedessero, di ironizzare sui suoi protagonisti (non è qualunquismo spicciolo ma buon senso applicato ).

Inizierei con lo spettro delle elezioni anticipate.

La Sinistra trema al solo pensiero. Il Centro non è ancora pronto e blatera di governo di transizione per predisporre una nuova legge elettorale (che dovrebbe far perdere le elezioni a B. , lo stesso B.e seguaci le minacciano ma le temono come il demonio. Fini rischia di fare la fine di Storace senza le capriole della Santanchè, altri microbi straparlano in vista di una chiappa cui attaccarsi come zecche.

Forse Di Pietro e Bossi sono gli unici che pensano di trarne vantaggio sullʼonda dell’incazzatura generale che serpeggia nel paese.

Due cose sono infinite: lʼuniverso e la stupidità umana, ma riguardo al primo ho ancora dei dubbi (A.EISTEIN)

il corriere della collera n 10: Federalismo fiscale? Prima ridurre tutti i costi gonfiati dalle lobbies

A PROPOSITO DI FEDERALISMO FISCALE, NON POSSO LIQUIDARE IN DUE BATTUTE  UN TEMA SOLLEVATO DALL’AMICO VENANZI, OTTIMO ECONOMISTA . Mi permetterò dunque di tornare sull’argomento anche più volte e comincerò dalla costituzione dell’ordinamento regionale: una mangiatoia  più capiente di quella della sanità ( ed è tutto dire).  Un deputato isolato e guardato come un appestato presentò alla Camera dei Deputati, nell’ottobre del 1967, un ordine del giorno così concepito nel quale si trovano tutti i motivi di scontento del popolo di oggi :

” la Camera,  considerato che nell’ordine delle priorità per l’attuazione delle norme costituzionalideve essere data la priorità alla legge sul referendum senza la quale si priva il popolo del diritto essenziale di respingere le leggi che nella sua sovranità giuridica giudica inidonee a regolare convenientemente il proprio avvenire;

Condirerato che nelle attuali condizioni dello Stato italiano di confusione e disordine nei suoi poteri, la creazione di altri centri di potere porterebbe nuovo disordine e creerebbe ragioni di conflitto permanente;

Considerato che tutti gli stati ad ordinamento regionale si sono assicurati un potere democratico centrale forte e stabile che non esiste nel nostro paese;

Considerato che la situazione delle pubbliche finanze non consente nuovi aggravi non indispensabili di poteri eversivi e necessariamente dispersivi;

DELIBERA di non passare agli articoli.

Inutile dire che la proposta di non creare subito le regioni fu bocciata e una autentica cavalcata di “democratici su lanciò sulle casse dello stato già provato da  sette anni di “connubio clerico socialista. ”  In un pubblico discorso dell’epoca che metterò on line, Pacciardi disse queste parole profetiche: ” e i figli, e i figli dei nostri figli pagheranno per i debiti di questo governo”

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La collera di Francesco V: collera verso chi si ostina a dire che questo governo le riforme non le fa

Caro Tonino,

la mia collera va verso chi si ostina, per partito  preso o per  incomprensione del fenomeno, a dire che questo governo le riforme non le fa.  E tace sulla vera grande e importante riforma che è il “Federalismo fiscale”, più importante sul piano dei  fatti concreti  della riforma costituzionale.

Sostituire la spesa storica con i costi standard costituisce una riforma veramente profonda perché costringe gli amministratori della cosa pubblica ad un regime nel quale la finanza allegra, il clientelismo, l’incapacità ad amministrare, l’arricchimento personale,  i favori alla mafia  eccetera diventano impossibili.

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IL CORRIERE DELLA COLLERA N 8: Domani è l’8 settembre

Berlusconi , Bossi e la mamma della piccola  Sarah oggi si rivolgono al Presidente della Repubblica, ciascuno con problematiche personali.

Se il Presidente è un napoletano intelligente – come credo e spero –  dopo qualche frase consolatoria di rito, non potrà che fare una telefonata al prefetto e chiedergli se quest’appello non sia una manifestazione di impotenza e incapacità delle forze dell’ordine e invitarlo a trarne le conseguenze.

Agli altri due potrebbe dire la stessa cosa e prendere atto del fatto che si sono presentati dal Capo dello Stato per dirgli che non sono in grado di governare se Fini non va via. Il che, con un minimo di buona volontà, equivale a dare le dimissioni.

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IL CORRIERE DELLA COLLERA N 7: … ancora la lite Berlusconi- Fini

Ringraziamenti anzitutto agli amici che colmano le mie lacune, Una dozzina – cito il solo Carlo Cadorna che fu il primo –  mi hanno ricordato che il comandante dei CC nel ‘43 si chiamava Cerica; Umberto  Giovine  – ieri – che tra gli amici asiatici degli USA che hanno fatto una brutta fine, nota che ho saltato Benazir Bhutto . Giovanni Ceccarelli mi ha mandato un elenco di amici da immettere nella lista. Spero nel loro interesse all’idea e nella clemenza per l’artigianato.

Un recente amico ha promesso di mandarmi un vecchio progetto di legge a firma Fini che proponeva il limite di dieci anni di servizio per i parlamentari, lo attendo con ansia per condividerlo con tutti.

Un altro vecchio amico segnala che  condivide l’idea che Napolitano sia vicino a una svolta “alla Cossiga” dalla quale, ipotizza,  si era astenuto finora per non essere emulo di un vivente.

Un’ amica mi ricorda che ho promesso di parlare del “colpo di Stato”. Intendevo  naturalmente  “tecnica del colpo di Stato”. Su questo tema  si sono cimentati  Curzio Malaparte e Edward Luttwark ( noto però  che adesso non cita più questa opera giovanile nei suoi curriculum).  Non ho pretese da  saggista, ma qualche messa a punto va fatta e cercherò di farmi spazio tra le frattaglie della cronaca e le angustie del lavoro.

Il tema della settimana è la lite Berlusconi- Fini, ma non riesco ad appassionarmici.  Nessuno dei due parla dei nostri problemi.

Il “grande avversario” annunzia che “ andrà avanti” ma cita  ben cinque volte, una con tono lamentoso, la parola “compromesso”.

Ha posto unicamente questioni di metodo e non ha lanciato una sola idea che possa giustificare la nascita di un movimento politico distinguibile dall’ attuale melassa.

Se è così, è normale che la sua forza di attrazione, oltre la vecchia AN, si limiti a Benedetto della Vedova.

Se B. vuole farli fuori, basta che tolga i contributi alla stampa di partito e si ridurranno a litigare con la Santacché.

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IL CORRIERE DELLA COLLERA N 6: BLAIR HA PUBBLICATO LE SUE MEMORIE

BLAIR HA PUBBLICATO LE SUE MEMORIE il presidente del consiglio Berlusconi è citato quattro volte.

Le prime due per la solidarietà ricevuta dopo l’11 settembre 2001.

La terza – citato assieme a G Bush Jr – per essere stati i soli due ( inesperti) capi di governo che hanno usato il termine “Crociata” a proposito degli attentati, creando un problema con gli alleati arabi.

La quarta volta, B. viene citato per l’appoggio dato a Londra per le Olimpiadi.

In dieci anni,pochino vero?

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IL CORRIERE DELLA COLLERA N 5: Come abbiamo fatto a ridurci così ?

Dopo la fase più dura della ricostruzione (1945 – 1954)

( Il periodo, per intenderci di Einaudi, Sforza, De Gasperi, Pacciardi, Pella, Scelba, Merzagora,  Carli,Menichella, La Malfa…) iniziò l’arrembaggio degli ambiziosi. Da Fanfani a Pannella.

Fanfani,l’ennesimo brevilineo che punteggia le patrie sventure, per risalire la corrente ( quando presentò il suo primo governo durato 15 gg, nessuno si iscrisse a parlare a favore né contro), cambiò lo statuto del partito, eliminando la clausola di NON candidabilità alle elezioni dei segretari provinciali che erano impiegati stipendiati. Questi, comprensibilmente, gli si affezionarono e , progressivamente, si impossessarono dei seggi. Il nano si impossessò del partito e gli gnomi dell’Italia.

Un esempio per tutti: Il senatore di ROMA CENTRO era un medico famoso e stimato da tutti: Il senatore Bonadies. L’impiegato di partito che venne eletto in sua vece, il senatore SIGNORELLO.

Che c’entra Pannella ? direte voi. C’entra eccome. Cominciò a cercare di farsi conoscere offrendo ai figli di NN uno status “paritario” con gli altri cittadini. Cosa giustissima.

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Il Corriere della Collera N 3: Francesco Cossiga fino all’ultimo

Francesco Cossiga ha fino all’ultimo gareggiato con questa Repubblica sperando di vederla morire prima di lui.  Il dispiacere per la sua morte è quasi annullato dal disgusto che provo dal vederlo elogiato dagli stessi sciagurati che lo osteggiarono e dilegiarono quando era in vita. Violante, persino lui, adesso millanta amicizia confondendola con i contatti politici cui ci si deve piegare, a volte, anche con gente come lui.

Gli dobbiamo tutti riconoscenza per aver decretato a Pacciardi il riconoscimento dei funerali di stato.

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Il corriere della collera N 2: diatriba tra Berlusconi e Fini

L’attuale diatriba tra Berlusconi e Fini , a parte i caudatarii, mi ricorda il primo importante festival del cinema  di Venezia del dopoguerra, in cui vinse il film giapponese Rashomon di uno sconosciuto Kurosawa.

Con questo film, bambino trascinato dalla tata cinefila, scoprii il relativismo.

La trama: si incontrano in campagna una coppia e un single, il quale, ucciso il rivale, si impossessa della donna.

Il film racconta il processo per omicidio  con la voce di tutti e tre i protagonisti che a turno si attribuiscono un ruolo centrale e senza macchia nella vicenda, mentre in realtà scopriamo che si è trattato di tre poveracci terrorizzati,vili, dominati dal caso e col sesso come filo conduttore del reale.

Il film vinse il leone d’oro. Berlusconi ha una casa cinematografica e di distribuzione. Fini si iscrisse al MSI perché non gli permisero di entrare al cinema per vedere il film “Berretti Verdi”.

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IL CORRIERE DELLA COLLERA N 1: i tempi supplementari della Prima Repubblica

Ho pensato di individuare la mail che ogni tanto mando a circa 300 persone, con il nome del giornale che Michel Debré spediva ai suoi amici negli anni in cui si preparava in Francia la Nuova Repubblica. Vorrei tanto che da settembre questo soliloquio diventasse un BLOG a cui ciascuno di noi contribuisse per restaurare, in Italia, quel minimo di cultura politica che oggi latita.

A proposito di Francia, stamattina ascoltando Rosy Bindi a “la 7” mi sono sorpreso a pronunziare la frase che Molière pronunziò quando , dato per errore uno scudo a un mendicante, se lo vide restituire: “ ma guarda dove va a cacciarsi la virtù”. La Bindi parlava alla testa e non al ventre.

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