La collera di Francesco V: collera verso chi si ostina a dire che questo governo le riforme non le fa

Caro Tonino,

la mia collera va verso chi si ostina, per partito  preso o per  incomprensione del fenomeno, a dire che questo governo le riforme non le fa.  E tace sulla vera grande e importante riforma che è il “Federalismo fiscale”, più importante sul piano dei  fatti concreti  della riforma costituzionale.

Sostituire la spesa storica con i costi standard costituisce una riforma veramente profonda perché costringe gli amministratori della cosa pubblica ad un regime nel quale la finanza allegra, il clientelismo, l’incapacità ad amministrare, l’arricchimento personale,  i favori alla mafia  eccetera diventano impossibili.

Dobbiamo renderci ben conto di questo, così come hanno  già fatto appunto gli amministratori e i loro favoriti che saranno danneggiati. Ed è da questa consapevolezza dei potenziali danneggiati che nasce la spinta a far cadere il governo. E Fini, che ha o crede di avere il suo elettorato nel meridione – ove appunto sono i potenziali danneggiati – è diventato il protagonista della fine di questa esperienza di governo, che – guarda caso – è anche portatrice di notevoli successi contro mafia, drangheta, camorra. E sotto il cui regime la Fiat si permette di abbandonare Termini  Imerese,  di cambiare contratto a Pomigliano, di richiamare ai doveri i lavoratori di Melfi.

Il vero significato del gioco di Fini dovrebbe essere portato allo scoperto e su di esso fare una forte campagna  certamente molto più seria e pregnante  di quella sull’appartamento di  Montecarlo.  Deve diventare assolutamente chiaro che Fini vuole interrompere  una esperienza di governo che  finalmente sta  per  introdurre criteri di sana amministrazione nel Mezzogiorno, unico strumento possibile – dopo averle provate tutte in un secolo di politiche  “meridionalistiche” – della vera redenzione del Sud.

E  poi, anche altre riforme che questo governo sta portando avanti meritano attenzione e sono certamente alla origine di una sorda opposizione degli interessi colpiti: quella dell’Università, quella della giustizia con la separazione delle carriere, cosa sacrosanta in qualsiasi paese civile. (Purtroppo inciampata nella necessità di Berlusconi di acquisire l’immunità).

Tornando a Fini, la collera mi induce a pensare che si meriterebbe l’accusa di alto tradimento con la seguente motivazione: “Quando finalmente il Paese stava per darsi nuovi criteri di corretta amministrazione della cosa pubblica, egli si lasciava condizionare dagli interessi occulti e incoffessabili colpiti per  condurre in prima persona una azione  eversiva di contrasto al governo costringendolo alla inazione e caduta. Per questa azione di puro conservatorismo oscurantista merita l’ignominia (e in altri tempi e regimi la fucilazione) ”.

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Commenti

  • antonio de martini  Il settembre 8, 2010 alle 11:48 am

    Caro Francesco V.,
    leggo con piacere il tuo articolo. Devo farti notare che il federalismo fiscale che tu prefiguri come la panacea di ogni male, nessuno ha pensato di farlo fino ad oggi ( il governo è in carica da un paio di anni) e nessuno ha letto un progetto di legge articolato. Inoltre i tuoi argomenti sono gli stessi di coloro che nel 1970 e seguenti diedero vita alle regioni: tutto si sarebbe risolto grazie al principio di sussidisrietà per cui i problemi si sarebbero risolti al livello cui si ponevano. Ancora: lo stesso ragionamento è stato fatto per le circoscrizioni. Una volta create, hanno solo complicato la vita ai cittadini. Se si vuole impedire ruberia, c’è un solo modo arrestare i colpevoli anche se hanno l’immunità parlamentare.
    Un abbraccio
    TONINO

  • Giovanni Ceccarelli  Il settembre 8, 2010 alle 2:22 PM

    Premesso che non so e non voglio sapere nulla di economia, mi sembra che se stabilire il costi standard equivale a “la finanza allegra, il clientelismo, l’incapacità ad amministrare, l’arricchimento personale, i favori alla mafia eccetera diventano impossibili” allora con l’art. 81 della Costituzione diventa impossibile il deficit dello Stato; con il V comandamento diventa impossibile il rubare e così via. Forse Francesco V (Francesco Quinto ? perse a Pavia)dovrebbe riflettere sul vecchio adagio popolare, quanto mai in voga nei Comuni, Province, Regioni e persino Municipi di questo affascinante e imprevedibile Paese (mai divenuto Nazione): “fatta la legge trovato l’inganno” (in inglese, tanto per dire che tutto il mondo é Paese, appunto: “arriving at one goal is the starting point to another”. GiC

  • Francesco Venanzi  Il settembre 9, 2010 alle 9:00 am

    Sono sorpreso che gli unici due commenti alla mia collera abbiano puntato sul federalismo fiscale e trascurato invece la mia accusa a Fini. Sul federalismo fiscale gli argomenti usati sono deboli e puzzano di qualunquismo: rifutare le regole che creano vincoli di virtuosità dicendo che la soluzione sta invece nell’arrestare i ladri o dicendo che le regole sono inutili perchè poi saranno eluse, sono due argomenti illogici che rifiuto. Quanto a Fini, la sua lettera che oggi il Corriere della Sera pubblica in risposta a Panebianco, è esattamente la dimostrazione di quanto ho denunciato nella mia “collera”: Fini vuole sabotare il federalismo fiscale che ora è in dirittura di arrivo in Parlamento, con i decreti attuativi.

  • Giacomo de Feo  Il settembre 9, 2010 alle 10:43 am

    Caro Francesco,

    l’importanza del Federalismo Fiscale è premessa necessaria alla tua accusa contro Fini.

    Antonio e Giovanni usano correttamente la Logica quando, mettendo in dubbio la premessa, non si curano di confutare l’accusa a Fini che ad essa consegue.

    Per quanto mi riguarda, vorrei capire meglio in che modo il Federalismo Fiscale e la sostituzione della Spesa Storica con i Costi Standard potrebbero impedire o quanto meno intralciare finanza allegra, clientelismo, e favori alla mafia.

    La tua lettura del comportamento di Fini è davvero molto interessante. L’obiettivo di fermare il Federalismo Fiscale potrebbe essere una spiegazione logica. Fini è professionista della politica da almeno 30 anni. Mi pare più credibile la tua ipotesi rispetto alle spiegazioni basate su fatti personali o caratteriali che girano sui giornali.

    Ti ringrazio anticipatamente delle spiegazioni che potrai darci, aiutando anche noi, che non siamo economisti, a capire meglio.

    Giacomo

  • Francesco Venanzi  Il settembre 9, 2010 alle 2:42 PM

    Caro Giacomo, in breve: oggi comuni provincie e regioni ricevono dallo stato centrale contributi finanziari sulla base delle loro spese storiche: cioè se ASL di Crotone hanno speso per una unità di siringhe 100 e per il resto x, y, z, etc e resta un deficit di 50milioni, lo Stato gli riconosce un contributo di 50milioni senza badare se 100 per le siringhe è congruo. Con il federalismo fiscale, si calcolerà che le 6 ASL più virtuose del Paese spendono in media per una unità di siringhe 65 e per il resto x’, y’, z’ etc (questi diventano i costi standard). Alla ASL di Crotone le spese saranno ricalcolate secondo i costi standard e lo Stato gli riconoscerà 30milioni invece di 50. Chiaro quali interessi vengono colpiti?

  • giacomo de Feo  Il settembre 14, 2010 alle 11:00 am

    Grazie Francesco.

    Mi pare che questo meccanismo dei Costi Standard sia molto civile.

    I Costi Standard sono legati al Federalismo Fiscale perché obbligano chi spende di più a ricorrere alla fiscalità locale?

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