Considerazioni di Mario G. sul IL CORRIERE DELLA COLLERA N 7: effetti della stupidità umana sull’attuale situazione politica

Caro Tonino,

visto che il mondo non lo possiamo cambiare e i grandi sistemi dellʼuniverso esulano dalle nostre categorie di intervento, almeno non lasciamoci sfuggire il gusto di criticarlo e, ove le circostanze lo richiedessero, di ironizzare sui suoi protagonisti (non è qualunquismo spicciolo ma buon senso applicato ).

Inizierei con lo spettro delle elezioni anticipate.

La Sinistra trema al solo pensiero. Il Centro non è ancora pronto e blatera di governo di transizione per predisporre una nuova legge elettorale (che dovrebbe far perdere le elezioni a B. , lo stesso B.e seguaci le minacciano ma le temono come il demonio. Fini rischia di fare la fine di Storace senza le capriole della Santanchè, altri microbi straparlano in vista di una chiappa cui attaccarsi come zecche.

Forse Di Pietro e Bossi sono gli unici che pensano di trarne vantaggio sullʼonda dell’incazzatura generale che serpeggia nel paese.

Due cose sono infinite: lʼuniverso e la stupidità umana, ma riguardo al primo ho ancora dei dubbi (A.EISTEIN)

E noi?

Riflettiamo un attimo.

Come premessa ricordo che nel mondo serpeggia  un “virus” più pericoloso dellʼaviaria e dellʻ HIV, più nocivo delle bolle speculative, più terrificante dei terremoti,delle inondazioni e di tutti gli altri fardelli , tribolazioni, paure e frustrazioni che lʼumanità deve sopportare quotidianamente , comprese le tasse.

Questo virus è rappresentato da potenti e oscure forze che ostacolano il benessere e la felicità umana ed è costituita da una moltitudine di individui , operante per vie misteriose, tese a rendere precaria e, a volte insopportabile, lʼesistenza dei propri simili.

Questi individui, presenti nel tempo (in ogni epoca), nello spazio (in ogni luogo del pianeta), nei vari ceti sociali e culturali (dal Premio Nobel al raccoglitore di pomodori precario).costituiscono la schiera di STUPIDI che popola questo mondo, gia desolatamente disastrato di suo senza alcun bisogno di valore aggiunto.

Cosa singolare è che la Natura fa in modo che, sia nei gruppi numerosi sia in quelli piccoli, la percentuale di stupidi (che siamo generosamente portati a sottostimare e sopportare) è sempre la stessa.

In questo caso la Natura si comporta democraticamente distribuendo gli stupidi ovunque, senza distinzione di genere, di religione, di razza, di censo. Per chiarire, se ad esempio, suddividiamo la popolazione della nostra classe dirigente in cariche istituzionali e ministri, senatori, deputati e portaborse e portavoce e analizziamo la percentuale di stupidi nelle quattro categorie, troviamo che è costante sia tra le cariche istituzionali e ministri sia tra i senatori sia tra i deputati che tra i portaborse e portavoce.

Questo paradigma non ammette eccezioni: che si decida di vivere nella Grande Mela o di rifugiarsi tra i cacciatori di teste del Mato Grosso, che ci si chiuda in un monastero sul Monte Athos o si diriga unʼagenzia di escort,non potremo sfuggire alla triste realtà che ci costringerà ad affrontare sempre la stessa percentuale di gente stupida.

Queste assurde e tragiche creature la nostra esistenza provocandoci danni morali e materiali, togliendoci la serenità, distruggendo i nostri progetti, facendoci perdere lʼappetito e la concentrazione. Tutto cio al livello micro, cioè dei rapporti interpersonali tra persone normali e persone stupide. Passando al macro tutto si complica ulteriormente. La persona stupida diventa tanto più pericolosa e minacciosa quanto più numerosi sono gli individui coinvolti.

Risulta pacifico che il massimo del pericolo si avverte quando tutti gli stupidi si mettono allʼopera in seno ad una società, una nazione o al livello globale.

In un contesto di scala, lʼazione di un ladro, imbroglione, farabutto ed altre simili categorie di individui, produce solo il trasferimento di ricchezza e benessere da uno allʼaltro membro senza, peraltro, provocare un danno per lʼintera società: tutto rimane in perfetto equilibrio,senza perdite o guadagni.

Però quando gli stupidi , nellʼambito della stessa società, decidono di intervenire, tutta la società si impoverirà e la democrazia contribuirà a radicalizzare le perdite.

Non si può, infatti, sottacere il fatto che tra la popolazione avente diritto al voto vi sarà sempre una elevata percentuale di persone stupide alle quali le elezioni offrono una magnifica occasione per danneggiare il resto dei propri simili. Esse contribuiscono in modo significativo e, in taluni casi, determinante, a mantenere alto il livello degli stupidi ( e non solo ) che mandano al potere. Per le conseguenze non occorre rivolgersi a opinionisti, studiosi o specialisti: sono sotto gli occhi di tutti.

Che fare allora?

Lasciare alla massa la responsabilità della deriva oppure fare quadrato con i pochi assennati per controbilanciare la stupidità che permea il mondo?

Conseguenze dellʼelevato numero di stupidi aventi diritto al voto. Nella foto, pacifiche discussioni in Parlamento.

Non potendo disporre, per il momento, di un colonnello Tejero (quanto appagherebbe il mio ego poter gridare in quellʼaula che si voleva trasformare in bivacco per manipoli, “todos al suelos, cojones”), quale soluzione?

Mi piacerebbe conoscere una tua opinione in merito.

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Commenti

  • antoniochedice  Il settembre 9, 2010 alle 2:59 pm

    Caro Mario,
    ti rispondo con un anneddoto raccontatomi tanti anni fa da Piero Angela che, come molti ricorderanno fu corrispondente a Parigi ai tempi di De Gaulle.
    Durante uno dei consueti bagni di folla De Gaulle si avvicinò a un manifestante che inalberava un cartello con scritto ” morte ai cretini” e lo apostrofò con aria meravigliata ” quel vaste programme, monsieur” !

  • Giovanni Ceccarelli  Il settembre 13, 2010 alle 6:05 am

    Mi pare che il saggio di cui sopra non sia altro che una applicazione della seconda legge della stupidità umana (“La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l’aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia), come formulata molti anni fa da Carlo Maria Cipolla nel suo libretto:”The Basic Laws of Human Stupidity” (The Mad Millers, 1976)pubblicato in Italia ben dodici anni dopo (“Allegro ma non troppo”, 1988). Come ogni legge scientifica é falsificabile, secondo Popper, ma finora nessuno ne ha dimostrato la falsità. Molti fatti recenti, anzi, ne hanno ulteriormente dimostrato la “verità”. Quindi non se ne esce. GiC

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