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MERKEL, IL NOSTRO REFERENTE AL FONDO MONETARIO E IL RAPPRESENTANTE DI MOODYS HANNO UNA COSA IN COMUNE : IL PASSAPORTO TEDESCO!

L’articolo de ” Il foglio” si intitola ” contro l’economia italiana e l’incapacità di vendersi bene a Bruxelles”.
Non fa nomi, ma dice che “nell’estate 2011 il rappresentante tedesco {nelFMI] ha impedito la diffusione delle analisi che mostrano quanto fosse non giustificato un rischio elevato di insolvenza dell’Italia. Continua a leggere

IL SITO USA SCRAPMONSTER CI DA UNA NOTIZIA SULL’ITALIA: NASCE IL MERCATO DELL’ORO ON LINE ( ma non ditelo a nessuno ssssttt) di Antonio de Martini

Il sito americano www.scrapmonster.com informa che la ITALPREZIOSI, quest’anno un incremento di fatturato del 72% nella vendita di lingotti e scaglie d’oro, ha stipulato un accordo con il broker DIRECTA – che vende tramite 180 istituti bancari con oltre 3.400 sportelli – in base al quale hanno aperto un sito di vendita on line di pezzi d’oro e lingotti di varia misura e peso.

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CHI DEVE SALVARCI , L’ ITALIA O L’EUROPA? di Antonio de Martini

Romano Prodi, sul” Messaggero” di oggi, dice col garbo consueto quel che dico io da quando è iniziata la crisi e che ho condensato ieri nel grafico del Fondo Monetario Internazionale:
A) non sembra esserci via di uscita nell’obbedire ai ” consigli” offerti con disinvoltura estorsiva da Moody & compari.
B) servono ” nuovi capitoli ispirati a Keynes”
C) l’alternativa potrebbe essere fronteggiare una rivolta
Le sole differenze rispetto alle mie tesi è che Prodi attribuisce ogni inerzia e potere salvifico all’Europa – normale per un ex presidente della UE e collega di Mario Monti – e non accenna a possibili idee Keynesiane per uscire dalla crisi e anche questo è normale per un ex primo ministro che non dispera di essere chiamato a riparare i danni che ha contribuito a fare o che non ha denunziato con sufficiente vigore.
Ritengo che possano e debbano essere fatti alcuni sacrifici straordinari ed eccezionali, importanti a livello nazionale da realizzarsi in una con quelli europei, per convincere tutti.
1) unificare tutti gli enti di previdenza, unificando anche le regole distributive delle pensioni , al gradino più basso, eliminando ogni compromesso precedente. Un esempio per tutti: non è giusto che i giornalisti percepiscano dodici mesi di indennità di disoccupazione e stipendio pieno. Abolire enti tipo ENPAM ( incamerando tout court il patrimonio, superiore ai 14 miliardi) se necessario facendo ricorso alle leggi emesse nel dopoguerra contro gli illeciti arricchimenti del fascismo ( ente fascista Dice l’atto costitutivo).
2) Tassare chi percepisca più di due pensioni, confiscando la terza con tassa di pari importo.
3) Regolare con apposito decreto le buonuscite dei pubblici dipendenti, dei parlamentari e delle imprese private, limitando l’importo a non oltre i centomila Euro.
4) Licenziare, con buonuscita, ma immediatamente , chiunque sia entrato nella Pubblica Amministrazione senza aver vinto un regolare concorso. abolire ogni fuoribusta, indennità abiti borghesi et similia.
5) Applicare – sempre per decreto – la regola ” nella P. A. uno per famiglia” Al ministero degli Affari Esteri, un ex segretario generale ha piazzato una covata di quattro discendenti, non brillantissimi.
Nel caso di coniugi, uno dei due a scelta deve dimettersi entro due anni.
6) ogni cifra sequestrata dalla magistratura deve essere, ipso facto, trasformata in Buoni decennali del tesoro.
7) proibire il passaggio dalla Pubblica Amministrazione all’impiego privato ( o associativo) nel settore per tre anni dopo la fuoriuscita. La maggior parte degli alti quadri delle FFAA entra con incarichi remunerativi , ad esempio in Finmeccanica, che ha se non unico, principale cliente, proprio Finmeccanica, fino giù giù nella scala della dignità al caso di un capo di S M dell’esercito che accettò un incarico di ” dirigente” non meglio specificato nella filiale FIAT di Bolzano.
8) Ripristinare la separazione tra banche commerciali ( che ricevono i nostri depositi) e banche d’affari abilitate a sottoscrivere derivati et similia unicamente con capitali propri.
9) limitare la dimensione delle banche, in maniera che non possano esserci ” banche troppo grandi per fallire” e proibire la presentazione alle elezioni di banchieri che non si siano dimessi dall’incarico almeno nove mesi prima dell’inizio dei comizi elettorali ( se ci sono elezioni anticipate, pazienza, come accade per i comandanti di reparti militari).
10) proibire l’uso della dizione ” Banca popolare” o ” Cassa di Risparmio” per istituti ormai acquistati da colossi privati: la Cassa di risparmio di Civitavecchia, non è che uno scheletro comprato da Banca Intesa, come pure la ” Banca Popolare di Spoleto” o la ” Cassa di risparmio di Puglia” ed altre. Si tratta di dizioni ingannevoli e rappresentano una vera e propria frode in commercio. I fondi non vengono impiegati sul territorio come si crede.
Sempre in tema di incompatibilità ordinare il licenziamento di tutti i funzionari e dirigenti della Sorveglianza di BANKITALIA assunti dalle banche da loro ispezionate e dei militari della guardia di finanza in identica situazione.
Ecco, se uno straccio di governo decidesse queste misure, l’aiuto europeo verrebbe copioso e se il Parlamento si opponesse, verrebbe in soccorso la gente come noi. Non coi forconi. Con le forche.

L’INGHILTERRA HA EMANATO UNA LEGGE PER TAGLIARE LE UNGHIE ALLE BANCHE E ACCELERA L’ITER. LA FRANCIA RACCOGLIE IN DIECI GIORNI LE FIRME DI CENTOMILA CITTADINI PER IMITARLA. SOLO DA NOI CONTINUA LA VAMPIRIZZAZIONE DEI CITTADINI NELLA GENERALE COMPLICITA’ DEI SOLITI NOTI ANNIDATI NELLE BANCHE, SEGRETERIE DI PARTITI E PARROCCHIE DI VARIO COLORE, MA MEDESIMO ODORE. di Antonio de Martini

Quella che segue è la traduzione del testo di un appello in quindici punti che un drappello di intellettuali francesi da Edgar Morin ( ex comunixta) a Michel Rocard ( ex primo ministro) a Dominique Meda ( sociologa di vaglia)  hanno lanciato due settimane fa via WEB. Hanno già raccolto centomila firme Continua a leggere

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI. A FRONTE DI NUOVI DUBBI TEDESCHI, A BRUXELLES UN NUOVO ROUND. MA LA SOLUZIONE PUO’ SOLO ESSERE POLITICA, NON ISTITUZIONALE.di Antonio de Martini

La grande contraddizione che rende difficile il governo del continente è che i politici si pongono problematiche a livello europeo, mentre gli elettori votano in ottica nazionale.

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LA CINA SEGUE A RUOTA LA BCE ED ABBASSA IL TASSO IN PARALLELO ALL’EUROPA. BRUTTO SEGNO. di Antonio de Martini

Il fatto che la Cina abbia anch’essa abbassato il proprio tasso di interesse un’ora dopo la decisione della Banca Centrale Europea, rende, meglio di ogni altra considerazione, evidente la necessita di stimolare l’economia che sta rallentando ovunque nel mondo. Continua a leggere

LA BCE HA RIDOTTO IL TASSO DI SCONTO DELLO 0,24% . ZIO BARBERO SARA’ CONTENTO . di Antonio de Martini

Il 3 luglio col post ” Giovedì la BCE ecc” preannunciavo che, per incoraggiare la crescita, la Banca Centrale Europea, avrebbe potuto ridurre il tasso di sconto ed invitavo chi stesse per stipulare un mutuo a soprassedere un paio di giorni.
Chi mi ha dato retta, ci ha guadagnato. Continua a leggere

GIOVEDÌ LA BANCA CENTRALE EUROPEA POTREBBE INCORAGGIARE LA CRESCITA ABBASSANDO IL TASSO DI SCONTO. SE DOVETE FIRMARE UN MUTUO, ASPETTATE QUARANTOTTO ORE. di Antonio de Martini

La prima conseguenza del vertice di Bruxelles è stata l’annunzio che la Finlandia – nota per aver dato al mondo miss Universo 1953- opporrà il suo veto

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COSA E’ CAMBIATO E COSA PUO’ CAMBIARE. TORNA LA POLITICA E I CONSERVATORI SONO ORMAI FUORI GIOCO IN TUTTA EUROPA. . di Antonio de Martini

Nel Post che ho scritto il 25 Marzo Scorso ” Perché liberarsi di Sarkozy è essenziale per il futuro dell’Europa mediterranea” ipotizzavo fosse necessario liberarsi dell’alleato acritico della Merkel per ridare speranza all’Europa, specie quella mediterranea.
Il nuovo Presidente francese , un politico a tempo pieno , ha capito che la via dell’Europa e quella del mercato coincidono solo in tempi di vacche grasse. Nei momenti di difficoltà lo spirito europeo è fatto più di solidarietà cattolica che di meritocrazia e rigorismo protestante.

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IL PROSSIMO PASSO NON SARA’ ATTINGERE AI FONDI, MA ACCETTARE UN CONTROLLORE SU TUTTI I CONTI PUBBLICI DELLA EUROZONA. DOV’ È LA VITTORIA? di Antonio de Martini

Poiché è il tono che fa la canzone, possiamo lasciar cantare vittoria. Fa bene al morale.
Per la prima volta l’Italia ha alzato la voce, trascinato la Spagna in una iniziativa politica, ottenuto l’appoggio francese e proposto di varare il principio dell’ accesso diretto ai fondi del ” fondo salva stati ” non più condizionato a obbedienze e verifiche umilianti per una nazione medio grande.

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