Archivi Categorie: Politica Estera

ORO TESAURIZZATO, AUMENTO DELLE SPESE MILITARI, CACCIA E DIFESA DEI GIACIMENTI DI PETROLIO. MOLTI SI PREPARANO ALLA TEMPESTA, TRANNE O’PAESE D’O SOLE. di Antonio de Martini

L’equivalente economico dell’armamento nucleare, è l’oro.
Anche paesi, come gli Stati Uniti, che dichiarano di non voler appoggiare la loro valuta sull’oro, tesaurizzano il nobile metallo che resta la moneta di scambio ultima, come la bomba atomica è l’ultima risorsa del detentore a protezione della propria indipendenza.

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NON È STATA AL KAIDA, È STATA L’AMERICA A SUICIDARE LA PRIMAVERA ARABA. di Antonio de Martini

Buongiorno,
sono un lettore che stima la sua capacità di analisi, di collegamento con fonti di qualità, la passione con la quale scrive. Per questo desidero sottoporle la domanda seguente.
Tratto da un articolo pubblicato su The Independent
(http://www.independent.co.uk/news/world/politics/revealed-inside-story-of-us-envoys-assassination-8135797.html)
“… the US State Department had credible information 48 hours before mobs charged the consulate in Benghazi …”
A lei sembra verosimile? Se sì, a che gioco si sta giocando?
Luca Tribertico
Il signor Luca.gmail.com , che mi ha evidentemente scambiato per l’oracolo di Delfi, vuol sapere da me quale sia la verità su un tema di bruciante attualità, lascia intendere che intuisce la risposta e salta alla domanda successiva: ” a che gioco si sta giocando?” Ottima e opportuna la forma impersonale in quanto i giochi sono molteplici.

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COME MENTIRE CON L’ARIA DI DIRE TUTTO. L’ESEMPIO DE ” IL CORRIERE DELLA SERA ” di OGGI NEL PAGINONE SUGLI ARABI . di Antonio de Martini

Fare una doppia pagina sul mediterraneo arabo senza intervistare un solo arabo è una impresa,ma il Corriere della sera di oggi c’è riuscito benissimo.
Non dico di Intervistare il professor Tarik Ramadan , mi sarei accontentato di Fatma Mernissi, ma il pericolo che il milanese medio capisse qualcosa di non gradito era evidentemente troppo forte.
I lettori del “Corriere della Collera” già conoscono molte delle informazioni essenziali per non fare confusione. Continua a leggere

L’ ASSASINIO STEVENS E IL DILEMMA USA: MEDITARE O BOMBARDARE ? di Antonio de Martini

L’assassinio dell’Ambasciatore americano casualmente in visita a Bengazi, ci permette di fare una riflessione più ampia, tralasciando gli elogi funebri in corso per l’infelice diplomatico che possono solo contribuire alla ripetizione dell’evento eccitando gli animi degli attentatori, per l’effetto di comunicazione raggiunto.

Un gruppetto di politologi a Washington , all’indomani dell’attacco alle due torri del World Trade Center, disse che

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MEGLIO MORIRE DA CRISTIANI O DA MAOMETTANI? di Mario Maldini

Caro Antonio, non seguo molto i telegiornali, ma in questi giorni mi hanno colpito due notizie, o meglio il modo in cui sono state ” servite ” al gentile pubblico. La prima: la Tv di Stato ha più volte intervistato gli operai sardi in agitazione, consentendogli di esporre le loro lamentele mentre indossavano

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PROGRESSI IN LIBIA NEL PROCESSO UNITARIO: DAL “TUTTI CONTRO TUTTI”, AL “TUTTI CONTRO GLI U.S.A”. di Antonio de Martini

Non sono stati i nostalgici di Gheddafi, ma i figli prediletti del S.A.S inglese, armati, nutriti e addestrati dalla Delta force americana .

Hanno imparato a sparare, e adesso vogliono il petrolio. e lo vogliono Tutto.

Forse adesso gli occidentali  si renderanno conto che gli attacchi contro Gheddafi e i suoi scherani non erano condotti da eroici combattenti per la libertà e la Democrazia.

Anche in Somalia il Presidente ( cittadino americano impiegato provinciale nel New Jersey) l’ha scampata per un pelo.

Forse è meglio limitarsi a  esportare la Coca Cola nel Myanmar ( Reuter di ieri) che la Democrazia  all’americana nei paesi arabi e Nord Africani. Lo shock sarà forte per qualche giorno, salterà qualche testa ( sarebbe meglio dire testone), ma credo che la lezione non sarà sufficiente  ad ottenere un cambio di politica estera della Clinton.

Leggete con attenzione  questo post  pubblicato tre/quattro mesi fa per mostrare che la Libia era in preda ai predoni soliti e che chi stava cercando di ristabilire l’ordine, non sarebbe stato in grado di farlo e di capire come vanno le cose in questa parte di mondo.

L’ennesima società di sicurezza europea  ( vedi il post) si è mangiata 10 milioni di dollari ,  – chissà quanti altri soldi sono andati alle società USA  –  ma la sicurezza è una chimera come dimostrato dalla tragica fine dell’ambasciatore americano in Libia.

 Interessante  sapere come intende il governo italiano reagirà, a parte le condoglianze e un mazzetto di fiori al neo inaugurato monumento al Maresciallo Graziani.

Sapete l’ultima barzelletta che circola in quel di Tripoli? Continua a leggere

COME IL PROBLEMA IDRICO INFLUISCE SULLA GUERRA IN SIRIA ( dal post del 23 marzo 2011 ” la prossima guerra sarà per l’acqua”). di Antonio de Martini

Con un attacco nucleare si può mettere in ginocchio anche un grande paese in trenta giorni. Con la Bomba A ( alimentare) una nazione crolla in una settimana. Se privata di acqua, bastano due giorni.

Secondo un rapporto dell’Unicef (“population without improved drinking water sources by region in 2002“WHO/UNICEF,2004), 1,1 miliardo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua e 2,6 miliardi ha accesso ad acque non potabili.

I continenti più problematici sono l’Asia e l’Africa e il maggior consumatore di acqua è l’attività agricola ( utilizza il 70% della disponibilità mondiale). L’allevamento fa la parte del leone dato che serve una quantità 15 volte maggiore per produrre un chilo di bovino, rispetto a quella necessaria per produrre un chilo di grano. Continua a leggere

LE TECNICHE ANTIGUERRIGLIA, I MEDIA, L’ETICA NELL’ ERA GLOBALE. di Antonio de Martini

Ho già scritto che la città di Aleppo dovrebbe essere dichiarata dall’ONU “città aperta” e i combattenti evacuati o se necessario, costretti all’evacuazione.
La proposta potrebbe essere lanciata tra una settimana durante la visita del Papa in Libano e appoggiata dai numerosi patriarchi delle varie confessioni cristiane e cattoliche assieme ad autorità religiose .
In assenza di una iniziativa morale di ripudio della violenza nelle città abitate da parte di chi ne avrebbe la potestà, ritengo che le distruzioni potrebbero essere limitate con l’uso di tecniche e tattiche più sofisticate da parte dell’esercito regolare.
La tattica dei ribelli DEVE provocare i maggiori danni possibili per dimostrare una importanza politica superiore alla consistenza effettiva mentre la riduzione dei danni umani e materiali, sarebbe nell’interesse dei governativi. Continua a leggere

MEDECINS SANS FRONTIERES: METÀ DEI COMBATTENTI IN SIRIA NON È SIRIANO, MA FRANCESE O INGLESE.

Jacques Bérès, medico, cofondatore di “médecins sans frontières “, 71 anni, tornando in Francia dopo un turno di due settimane a Aleppo in un Ospedale allestito dai ribelli ha rilasciato una intervista alla Reuters, ripresa da ” Le Figaro” destinata a fare rumore.
La sostanza dell’intervista è presto detta: mentre nei turni precedenti , a Homs , il grosso dei feriti erano civili, adesso la totalità è composta da combattenti e fin qui non ci sarebbe nulla di strano, anzi.

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LIBANO: ARRIVA IL PAPA. IL VATICANO ILLUSTRA IL SUO PUNTO DI VISTA SULLA CRISI SIRIANA E CERCHERÀ DI CONTROBILANCIARE IL PESO DEI VARI PATRIARCHI, TUTTI FAVOREVOLI A ASSAD E CONTRARI AI RIBELLI ” ISLAMISTI” . di Antonio de Martini

I lettori conoscono il PISAI del quale ho illustrato le meritorie attività.
L’acronimo corrisponde a Pontificio Istituto di Studi Arabi e di Islamistica. Hanno sede a viale Trastevere a Roma, organizzano conferenze sui temi che li interessano e benché i “padri bianchi” – come vengono chiamati – siano stati pubblicizzati di recente da un film che ricorda il sacrificio di quattro di loro in Algeria per mano dei Salafisti, sono pressoché sconosciuti anche agli ” addetti ai lavori” italiani .

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