Archivi Categorie: Medio Oriente

MEDIO ORIENTE: CERCANO L’INCIDENTE, MA BLUFFANO. ALTRIMENTI PRESIDIEREBBERO ANCHE I RUSSI NEL MARE DEL NORD

Mentre a Malta si riuniscono i 5+5 ( cinque Paesi Mediterranei del Nord e cinque paesi del Maghreb, compresa la Mauritania spacciata per paese mediterraneo) a fare chiacchiere senza copertura finanziaria, sui paesi del Levante mediterraneo – così abilmente isolati- si addensano invece, lampi di tempesta.
Tre squadroni aerei d’attacco e tre da trasporto truppe a Creta ( Suda) sono arrivati nei giorni scorsi; tre gruppi d’attacco portaerei – uno nel mediterraneo e due nel golfo persico – accerchiano l’area Iran-Siria ;Si registra il raddoppio delle unità navali nel Pacifico. Continua a leggere

IRAK-TURCHIA: SCAVA , SCAVA SI TROVA SEMPRE PETROLIO MISTO A SANGUE ALTRUI. di Antonio de Martini

PREMESSA
Come ormai sanno anche i sassi, il popolo kurdo è una enclave etnica incistata entro i confini di ben quattro paesi : Iran, Irak, Turchia e Siria.
Non sono semiti. Sono mussulmani, sunniti, ma la loro lingua non è l’arabo e nell’ultimo quarto di secolo hanno combattuto contro Turchia – finanziati dai russi) e Saddam Hussein ( finanziati da USA-Israele) per l’indipendenza della loro zona irakeno ( Kirkuk e Mossul) finendo anche gassati, ma acquisendo dal 2003 un certo grado di autonomia dal governo centrale di Bagdad.
Da quando è iniziata l'” unrest” in Siria, i Kurdi hanno aperto un altro fronte anti turco a finanziamento Siro-russo.
Questo ha creato una ulteriore complicazione nella complicazione: USA e alleati assistono le truppe turche quando hanno a che fare coi siriani, ma si astengono scrupolosamente dall’intervenire negli scontri coi Kurdi di cui sono alleati più a nord…. Continua a leggere

IL ” CASUS BELLI” È L’OMAGGIO CHE L’IMPERIALISMO RENDE AL DIRITTO INTERNAZIONALE di Antonio de Martini

Era d’Estate. Lo studente Gavrilo Princip, volendo fare qualcosa di grande e di utile per il suo paese, decise di uccidere l’Arciduca Francesco Ferdinando e , visto che c’era, la moglie.
I riflessi burocratici della nomenclatura austriaca , le elucubrazioni diplomatiche e il segreto desiderio di impossessarsi dei beni altrui, crearono la miscela che provocò quindici milioni di morti .
Pochi rispetto all’epidemia di spagnola che nel dopoguerra ne uccise diciotto o rispetto al secondo conflitto che arrivò a trenta, ma sempre una bella cifra. Continua a leggere

MONDO ARABO: DAL MAGREB AL MASHREK NUOVE SCOSSE E VECCHIE SPERANZE DI PACE IN TUNISIA, GIORDANIA, LIBANO E DINTORNI. di Antonio de Martini

TUNISIA. A partire dal 12 ottobre inizieranno una serie di eventi a sfondo sociale miranti a impedire la viabilità, mentre a Tunisi si concentreranno un una manifestazione di grande dimensione con l’obbiettivo di compromettere la sicurezza . Dietro queste situazioni di precarietà, si nasconde la mano del vecchio servizio d’ordine di ENNAHDA ( il partito di maggioranza che ha subito una battuta di arresto a causa delle pubbliche dichiarazione di diffida ad occupare tutti i posti di potere fatta dal Presidente della Repubblica Marzouki) con il gruppo ANSAR SHARIA ( i guerrieri – cavalieri – della Sharia) che sta mutando in un gruppo Jihadista e mescolandosi con elementi salafiti.

Continua a leggere

IL RE DI GIORDANIA HA PORTATO HILARY-PINOCCHIO NELL’ L’ORTO DEI MIRACOLI di Antonio de Martini

Con la sottoscrizione avvenuta, la scorsa settimana, di un accordo di assistenza per cento milioni di dollari con gli Stati Uniti, gli aiuti alla Giordania – per quest’anno – sono arrivati a 477 milioni di dollari. Continua a leggere

TURCHIA: IL PKK APRE UN ALTRO FRONTE GRAZIE ALLA INFLUENZA IRANIANA SUL NUOVO IRAK. ARIA DI CRISI. di Antonio de Martini

La segretaria di Stato Clinton si è detta ” oltraggiata” per una salva di artiglieria – siriana – che ha fatto cinque morti e tredici feriti in territorio turco ed è stata indetta una riunione ( è la seconda) urgente della NATO in base all’art 4 del trattato , ossia quando sia in pericolo ” l’integrità territoriale” di uno stato membro.
Che la Turchia sia uno stato membro della NATO, nessuno lo contesta.
Che sia in pericolo l’integrità territoriale della Turchia dovrebbe essere una palese sciocchezza anche per personaggi dalla cultura geopolitica approssimativa .
Nessun dubbio nemmeno su chi sia l’aggressore e chi l’aggredito. Continua a leggere

GRILLI PARLANTI

RICORDERETE CHE SEGNALAI LA MISSIONE DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA GRILLI IN CINA, INIZIATA CON GRANDI CERTEZZE E FINITA COL PASSIVO NETTO DELLE SPESE DI VIAGGIO.

A porre la pietra tombale alle insane ambizioni di questo piccolo burocrate palesemente giunto al livello di incompetenza, giunge la notizia che Jin Liqun – ignoto al portalettere ma seduto sui 480 miliardi del CIC (Cina Investment Corporation) di cui è il Board Supervisor, a margine di un convegno tenutosi martedi a Mosca, ha dichiarato che fino a che i paesi dell’Eurozona non avranno risolto i loro problemi sociali, fiscali ed economici, la Cina non potrà acquistare i loro Bond.

Continua a leggere

UNA CRISI INTERNAZIONALE SI GESTISCE ANZITUTTO CON UNA LOBBY POTENTE . IL CASO AIPAC IN USA. di Antonio de Martini

AIPAC è un acronimo che sta per American Isarael Pubblic Affairs Committee ed è la più potente tra le lobbies filo israeliane che operano negli Stati Uniti per convincere il governo del ben fondato delle esigenze israeliane , specie se questo ben fondato non esiste.

Pubblico in allegato ( lo otterrete clikkando questa riga a colori 20112_09_27 THE DAY AFTER RESPONDING TO AN ISRAELI STRIKE ON IRAN) un interessante documento , ovviamente in lingua inglese, pubblicato dal ” The Washington Institute for Near East” che è il braccio armato dell’AIPAC.

Per chi in Italia ambisce a fare politica al modo dei THINK TANK, sarà bene leggerlo tutto. Per gli altri sarà un wikileaks all’amatriciana per il quale sottolineerò alcuni punti per i deputati che non parlano l’inglese e che temo siano legione.

Il documento inizia e finisce con tre righe che illustrano l’obiettivo del “paper” , trova il modo di fare la spia indicando il nemico della idea ( in questo caso il capo degli Stati Maggiori Riuniti generale Martin Dempsey che ha osato in pubblico definire la collaborazione israelo americana in questo attacco preventivo come ” complicità” .

Per il resto esamina come in un caso di specie le mosse che il governo USA dovrebbe compiere per appoggiare lo “strike” ( bombardamento ) prima e dopo l’evento.

Mi limito a segnalare i capoversi

1) Prevenire una escalation

2) Lanciare segnali ( sottinteso minacciosi)

3) assicurare il supporto internazionale

La parte di segnalare all’Iran è particolarmente analitica:

  • riprendere la campagna contro l’Iran per accusarlo di aver pensato di assassinare l’ambasciatore Saudita presso l’ONU.
  • aumentare la sorveglianza sugli agenti conosciuti del nemico. fino alla molestia per impedirne l’attività ( di propaganda ndt) e dichiarali persone non grate.
  • Mantenere da prima del colpo una forte presenza aeronavale nel golfo a scopo di intralcio e intimidaione qualora l’Iran mettesse in atto la minaccia di provare a interrompere il flusso del petrolio
  • In caso di necessità, mettere a disposizione le proprie riserve strategiche di petrolio, per calmierare una eventuale salita del prezzo del greggio.
  • Consiglio di leggere, anche tra le righe con speciale riferimento al fatto che l’estensore del documento riconosce che l’operazione potrebbe non essere nell’interesse americano e che l’obbiettivo potrebbe essere raggiunto anche per via diplomatica.

Se clikkate sul link vedrete che il Board è composto da Tipi come Pearle, Luttwark e l’intero staff dei neocon che quando era al governo ha dato fuoco alle polveri e adesso spinge da sotto.

Buona lettura .

IRAN: LA GUERRA D’AUTUNNO NON CI SARÀ. di Antonio de Martini

Un successo della propaganda di Netanyahu è che molti ormai non chiedono più SE ci sarà una guerra, ma QUANDO.
La legenda metropolitana della fine del mondo, prevista dai Maya per il 21 dicembre prossimo, ha completato lo stato confusionale che i media hanno diligentemente trasmesso a una pubblica opinione concentrata piuttosto sulla rapida fine della tredicesima mensilità.
Proviamo ad anticipare un pò di serenità natalizia dicendo che esistono numerose ” profezie Maya” che superano anche di mille anni la data indicata per la fine del mondo. Rilassiamoci.
Più articolato ma ugualmente ottimistico, il ragionamento geopolitico mirante a smontare un decennio di propaganda bellicista. Continua a leggere

IN LIBIA GHEDDAFI TORNA AL CENTRO DEI NUOVI EQUILIBRI POLITICI. di Antonio de Martini

L’ex ministro della giustizia di Gheddafi ed ex presidente del Consiglio nazionale di transizione
( CNT) libico, prende le distanze dall’assassinio di Muammar Gheddafi e, in una intervista a un media egiziano, lancia l’accusa che il colonnello è stato vittima di un infiltrato straniero che aveva l’incarico di chiudergli la bocca. Gheddafi ucciso da uno straniero, è un inizio di riabilitazione.

Molti hanno guardato verso Sarkozy – 42 milioni , anche se smentiti – ( vedi post del corriere) altri verso Tony Blair che continua a spennare dittatori ( ora è ” consulente” del Kazakistan per 12 milioni di dollari annui). Continua a leggere