Archivi Categorie: Medio Oriente

L’ELEZIONE DEL NUOVO PONTEFICE E IL NUOVO ORDINE MONDIALE . di Antonio de Martini

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In tutti i conclavi del XX secolo (1903, 1914, 1922, 1939, 1958, 1963, 1978, 1978,) ci sono voluti, secondo il blog di J.M. Guenois, in media otto scrutini. Il Papa eletto potrebbe arrivare tra il pomeriggio e la fine del terzo giorno. Un venerdì.
Il primo conclave del XXI secolo, quello che ha eletto Ratzinger nel 2005 ha richiesto quattro scrutini, ma l’agonia del Papa polacco aveva dato a tutti il tempo per prepararsi all’evento.

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GERUSALEMME: I PALESTINESI E NETANYAHU SI PREPARANO ALLA VISITA DI BARAK OBAMA. di Antonio de Martini

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Benjamin Netanyahu sta per ricevere la paga per la fronda elettorale fatta a Obama e a quella a Chuck Hagel il nuovo segretario alla Difesa che oggi sbarca in Afganistan per non accompagnare il Presidente ? Fino a che punto questo precedente aggressivo di Netanyahu influirà nel tradizionale rapporto di alleanza?
Certo, Obama non poteva avere una situazione a lui più favorevole e Bibi avrebbe voluto ricevere la visita dell’uomo più potente del mondo dei prossimi quattro anni, in migliori condizioni.

A quasi due mesi dalle elezioni da cui è uscito indebolito e col ministro degli esteri ( Libermann) condannato dalla magistratura, non è ancora riuscito a presentare il governo al Presidente Shimon Perez ed alla Knesset, benché abbia rinunziato ai partiti religiosi – suoi tradizionali alleati – ed abbia dovuto imbarcare la sua avversaria Tzipi Livni ( alla giustizia, ma con anche la delega per le trattative di pace) ; il suo critico militare più autorevole Shaul Mohfaz, ex capo di SM contrario all’attacco all’Iran; il nuovo partito centrista.

Per colmare la misura, Barak Obama andrà anche in visita ad Abu Mazen a Ramallah ed ha rifiutato di presentarsi alla Knesset,

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GUERRA DI SIRIA: IL NEGOZIATO ENTRA NEL DETTAGLIO. di Antonio de Martini

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Alti esponenti del governo russo e statunitense si sono incontrati oggi a Londra per cercare di trovare un terreno comune di cronfronto sulla crisi siriana.
Da Mosca è arrivato il vice ministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov, da Washington l’omologo, William Burns.

L’incontro e’ il primo risultato concreto della telefonata intercorsa venerdi’ scorso tra

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CONCESSIONI PETROLIFERE NEL GOLAN: ALTRO PEPE NEL MINESTRONE. di Antonio de Martini

Anche se in ben altre faccende indaffarato, il 28 febbraio, il ministero degli esteri siriano ha inviato una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ed al segretario generale dell’ONU, protestando per la concessione petrolifera per esplorazione concessa da Israele ad una società americana ( Genie Energy) sulle alture del Golan che , a norma di diritto internazionale risultano ” territorio occupato”.
Nella lettera la decisione israeliana viene definita illegale e il governo siriano chiede ” misure serie atte a impedire a Israele di compiere ulteriori atti aggressivi e provocatori”.

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GUERRA DI SIRIA: INTESA IN VISTA TRA OBAMA E PUTIN. di Antonio de Martini

Benché alle prese con la minaccia di taglio automatico del bilancio statale USA per circa 86 miliardi di dollari se non interverrà entro un paio di giorni un accordo tra democratici e repubblicani che sembra lontano, Barak Obama ha telefonato a Putin.
Il tono della telefonata – a sentire l’Associated Press – è stato amichevole.
Obama avrebbe iniziato con apprezzamenti sul l’atteggiamento cooperativo della Russia nella gestione del contenzioso sulle ambizioni nucleari dell’Iran e sono poi passati ad esaminare la questione siriana che li vede schierati in posizioni antagonistiche.

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IN ISRAELE I MILITARI E L’INTELLIGENCE CHIEDONO LA PACE E DICONO DI MERITARE UNA LEADERSHIP MIGLIORE CON UN DOCUMENTARIO CHE VINCE IL PRIMO PREMIO IN ISRAELE di Antonio de Martini

L’Academy Award di Israele ha premiato il documentario ” The Gatekeepers” ( i guardiani). si tratta di un documentario diretto dal regista Dror Moreh che racconta la storia del servizio segreto militare – lo Shin Bet –  il braccio armato del Mossad.

E’ una storia di ebrei che parla di arabi.

Il nome si scrive sin bet, ma la pronunzia è shin, perché gli Israeliani hanno problemi a pronunziare la s.

La parola pace in entrambe le lingue ha identica radice salam, ma pronunzia differente in yddish: shalom.  Troppo poco per uccidersi a vicenda. Continua a leggere

DIFFICOLTA’ POLITICHE DI UN ATTACCO ALL’IRAN: CHI E QUANDO. di Antonio de Martini

Sono anni che – a causa delle accuse di violazione non provata del Trattato di non Proliferazione – si parla di attaccare l’Iran e benché gli americani si dicano disgustati per aver subito l’attacco proditorio la domenica di Pearl Harbour nel 1941 ed abbiano impiccato a guerra finita qualche responsabile ( il responsabile primo, l’Ammiraglio Ysoroku Yamamoto lo abbatterono coi caccia P 38 mentre si stava trasferendo in aereo) , danno per scontato che attaccheranno di sorpresa.

Anche l’attacco alle due torri credo li abbia spinti a pensare che la miglior difesa è l’attacco…a tradimento

E‘ possibile che l’ incursione venga portata a termine dall’aeronautica israeliana che già tre o quattro anni fa

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LE NAZIONI UNITE DOPO OLTRE UN ANNO APRONO UNA INCHIESTA SUI DRONE IL NUOVO MODO DI UCCIDERE. IL GOVERNO USA CORRE AI RIPARI E PUBBLICA UN MANUALE PER REGOLARNE L’USO. SEMBRA IL “COMMA 22”. di Antonio de Martini

Le Nazioni unite hanno aperto una inchiesta – per espressa richiesta di Pakistan, Russia, Cina ed altri paesi – sull’uso dei Drones, gli aerei teleguidati che hanno suscitato tante critiche ed anche numerose obiezioni di carattere morale per l’uso estensivo che ne è stato fatto nelle operazioni di antiterrorismo.
L’inchiesta, aperta il 24 gennaio e che deve riferire alla prossima assemblea ONU di ottobre, ha isolato 25 casi di omicidi teleguidati avvenuti in Pakistan, Yemen, Somalia e nei territori della Palestina occupata.
I paesi che posseggono questa tecnologia sono , nel mondo, una dozzina, ma i casi esaminati dalla commissione ONU, capitanata da Ben Emmerson “special rapporteur” su “antiterrorismo e diritti umani”, sono opera in massima parte opera del governo statunitense, con l’aggiunta minoritaria di Israele e Gran Bretagna. Continua a leggere

ATTENTATO IN LIBANO: LA DISINFORMAZIONE FA COMODO A TUTTI.

C’è un morto che nessuno vuole e una ” vittoria” che vogliono tutti. Mi riferisco alla notizia che ho dato ieri circa la morte di un generale iraniano sulla via di Damasco.
Mano a mano che cominciano ad affluire spezzoni di notizie, assemblandole, si comincia a capire cosa è successo, quando è perché .

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ATENTATO RIUSCITO IN LIBANO A UN COMANDANTE DEI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE IRANIANA.

Il generale Hassan Shateri, ” in missione di cooperazione e ricostruzione” del sud-Libano, è rimasto vittima di un attentato sulla strada tra Beirut e Damasco.
Non è dato al momento di sapere in quale punto della strada si sia verificato l’attentato e se al di qua o al di là della frontiera siro libanese. Continua a leggere