Tre giudici di appello tre, ( Lord Neuberger, Moses e Rimer) a seguito del processo conclusosi lo scorso Giugno, hanno depositato la sentenza di appello nei giorni scorsi, a seguito della sentenza del giudice Owen del giugno 2011 contro cui il ministero della Difesa britannico si era appellato. Continua a leggere →
Ci voleva un Papa tedesco per sconfessare col sorriso un anno e mezzo di politica aggressiva della UE e degli Stati Uniti: ci vuole una soluzione politica; serve una offerta di solidarietà ai cristiani d’Oriente ( che sono schierati con Assad) e il fatto stesso che la meta della delegazione di pace sia Damasco, esclude la possibilità di un incontro coi ribelli.
L’annunzio della Santa Sede è stato dato il mattino seguente l’annunzio che la Unione Europea aveva inasprito le sanzioni contro la Siria. Continua a leggere →
Un fronte poco chiacchierato è quello Yemenita, eppure alcuni avvenimenti dei giorni scorsi hanno una portata strategica decisiva nel conflitto che oppone gli Stati Uniti all’Iran, assieme ai rispettivi alleati.
Nell’arco di dieci giorni, quattro notizie essenziali di cui una sola giunta in occidente ai mass media: il “capo della sicurezza” dell’ambasciata americana ucciso da killers su uno scooter.
Si tratta in realtà – lo dice la Associated Press – di un ” senior intelligence officer” e non di un bamboccione tipoil nostro carabiniere rapito mentre comprava le sue caramelle in tabaccheria.
Seconda notizia: a seguito delle manifestazioni seguite alla pubblicazione del video sul profeta Maometto, l’ambasciata USA ha subito una incursione in cui tutti e dodici i veicoli blindati in dotazione alla sede diplomatica, sono andati distrutti. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Non ricordo purtroppo – sono passati tre anni – il nome di quell’ammirglio USA a riposo che il Pentagono ebbe l’idea di invitare a partecipare a un wargame presso il Dipartimento della Difesa.
Tema della esercitazione: il controllo del Golfo Persico contro un ipotetico nemico in contrasto. Serviva un Ammiraglio che comandasse la flotta “nemica” e che la pensasse in maniera diversa dai soliti baroni del Pentagono. Cercavano insomma un “Maverick” ( lett: vitello non marchiato) ossia una persona che si distinguesse dal gregge. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Devo le mie scuse a Hezbollah e a Israele contemporaneamente: agli uni per averli giudicati incapaci di attivare un DRONE e gli altri per averli sospettati di aver organizzato una provocazione. ( vedere mio post del 7 ottobre).
Confesso che mi conservo i sospetti sulle capacità tecniche di Hezbollah, ma dobbiamo tutti cavarci il cappello di fronte alle sue capacità politiche e strategiche.
Con un volo singolo e senza sparare un colpo, ha mutato lo scenario geopolitico del medio oriente e dato una mano, indirettamente, a Barak Obama in difficoltà elettorale.
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Di antoniochedice
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Alla camera bassa americana a Washington, è iniziato ieri il procedimento di verifica sui fatti di Libia dell’11 settembre, col palese intento di mettere in stato d’accusa l’Amministrazione Obama a ventisei giorni dalle elezioni presidenziali , anche per sfruttare il momento favorevole a Romney creatosi dopo il dibattito TV del 3 ottobre.
La prima linea di difesa dei democratici, è stata la riduzione delle spese di sicurezza delle ambasciate, imposte dai repubblicani, per trecento milioni di dollari.
Il piatto forte dei repubblicani è l’elenco degli atti aggressivi subiti dal consolato di Bengazi nelle settimane precedenti all’attentato principale, inclusa l’apertura – con esplosivo – di una breccia nel muro di cinta ” sufficiente a far passare quaranta uomini”. Continua a leggere →
La “Brinkmanship” ( tecnica di andare all’orlo del baratro per spaventare le controparti e indurle a cedere) organizzata da USA e Israele con la mobilitazione di gruppi navali e aerei di cui ho riferito, sta portando i suoi primi frutti.
Hezbollah: il governo libanese presieduto da Mikati – uomo vicino a Assad dato che è il gestore-prpprietario della compagnia di telefonia mobile in Siria – ha offerto ufficialmente agli investitori americani la possibilità di sfruttamento dei giacimenti petroliferi situati nelle acque libanesi. E’ appena il caso di ricordare che il Libano ha fatto ricorso all’ONU per il contenzioso con Israele che contesta il confine marino.
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I santi protettori delle FFAA italiane sono quindici, con un intasamento a livello di Santa Barbara (4) e di San Michele Arcangelo ( 2), senza tener conto dei protettori dei vari mestieri dove Santa Barbara assume nuovamente una posizione dominante. Per i Para’ S Michele Arcangelo, coglie un’altra posizione.
Scarsi i posizionamenti di San Martino ( Fanti oltre che i soldati e i cornuti) e San Giorgio. ( che recupera posizioni nei mestieri – alabardieri, arceri e artificieri e soldati in genere) per non parlare degli altri paesi in cui protegge Inghilterra e Georgia).
Inspiegabilmente assente San Marco che poi è l’unico che ha un curriculum militare di tutto rispetto, come S Ignazio di Loyola.
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Di antoniochedice
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Mentre a Malta si riuniscono i 5+5 ( cinque Paesi Mediterranei del Nord e cinque paesi del Maghreb, compresa la Mauritania spacciata per paese mediterraneo) a fare chiacchiere senza copertura finanziaria, sui paesi del Levante mediterraneo – così abilmente isolati- si addensano invece, lampi di tempesta.
Tre squadroni aerei d’attacco e tre da trasporto truppe a Creta ( Suda) sono arrivati nei giorni scorsi; tre gruppi d’attacco portaerei – uno nel mediterraneo e due nel golfo persico – accerchiano l’area Iran-Siria ;Si registra il raddoppio delle unità navali nel Pacifico. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Al congresso del partito lo scorso 2 ottobre, lunedì, il premier turco Erdoghan ha fatto la solita dichiarazione obbligata per i militanti e i militari: “We will on the one hand develop Turkey and on the other hand continue to tirelessly struggle against this terrorist organization that has bloody hands.”
Traduco: ” da una parte continueremo a sviluppare la Turchia e dall’altra continueremo a batterci indefessamente contro questa organizzazione terroristica che ha le mani sporche di sangue”
Mercoledì 4 ottobre, ha pronunziato una frase che pronunziata un anno fa, avrebbe risparmiato ottocento vite. ” ci potrebbero essere altre discussioni con Imrali” , frase fatta apposta per non essere immediatamente comprensibile al grosso dell’opinione pubblica turca.
Imrali è l’isolotto in cui é detenuto dal 1999 il condannato a morte Abdullah Öcalan, fondatore e capo del PKK , partito dei lavoratori del Kurdistan. Continua a leggere →