Oggi, primo novembre, il sito “Metalli Milano” che si occupa delle attività di trading di metalli preziosi, ha informato che l’Equador ha deciso di rimpatriare il proprio oro depositato presso la Federal Reserve e/o la Bank of England.
Il sito precisa che trattandosi di 26,3 tonnellate del prezioso metallo, le banche depositarie non ne sono certo impensierite, ma la richiesta viene dopo quella della Banca Centrale del Venezuela e quella della Bundesbank e questo è un segnale di decrescente fiducia tra banche centrali.
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La Bundesbank e la Federal Reserve americana hanno congiuntamente – in sedi distinte – dichiarato che non intendono commentare eventuali scambi di oro tra le due entità.
In risposta alle 13 domande del giornalista Lars Schall , la prima delle quali concerneva l’esistenza di eventuali accordi di swap tra Bundesbank e la Federal Reserve degli Stati Uniti, l’ufficio stampa di Buba ha così risposto Continua a leggere →
Helga è la proprietaria di un bar… di quelli dove si beve forte.
Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti). La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città. Continua a leggere →
Il mercato degli affitti langue in Grecia come altrove, ma fa impressione vedere che , su un milione di case disponibili, trecentomila non hanno più mercato.
Una casa su tre è vuota e non ha possibilità ormai di avere nemmeno un affittuario moroso.
Il momento coincide con un periodo – ormai tre anni – in cui le tasse sugli immobili hanno subito un incremento ,i redditi si sono ridotti e le spese aumentate.
Le case che si riescono ancora ad affittare, sono Continua a leggere →
La Strategia del supporto americano al ” regime change” in Siria, ma con coinvolgimento indiretto, ha creato al premier turco Erdoghan un problema di dimensioni inattese.
L’analisi politica che lo ha portato a rinnegare la dottrina Davitoglu ( nessun problema alle frontiere coi paesi vicini) si è rivelata errata ed ora è in crisi palese con tutti i vicini, eccezion fatta della Grecia, cui la Turchia è già legata da odio secolare ( l’ultimo scontro armato data dal 1974 per Cipro).
La frizione con la Siria ha portato alla luce il fatto che tutti gli alleati di Assad confinano con la Turchia: Russia, Iran e l’Irak sciita.
La capacità di resistenza del regime di Assad é stata decisamente sottovalutata, così come il numero dei siriani che avrebbero accolto l’invito a rifugiarsi in Turchia. La siccità indotta dalla penuria d’acqua provocata dalle dighe turche ( vedasi il post ” la prossima guerra sarà per l’acqua”) ha indotto i contadini, in gran numero, a cercare aiuti.
Accanto a questi due grossi errori di sottovalutazione, ce ne sono stati altri due di segno contrario: Erdoghan ha sovrastimato la volontà di intervento militare diretto del governo americano nella lotta e la possibilità – rivelatasi illusoria – di provocare un golpe dall’interno del regime siriano.
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Di antoniochedice
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Dunque, dicevamo che a Londra ( unica certezza circa l’ubicazione dell’oro dei messicani) esistono due entità che possono vendere e comprare oro: le ” Bullion Bank” ( che possono vendere e comprare anche allo scoperto) e la Banca d’Inghilterra , che se facesse altrettanto, provocherebbe una catastrofe di dimensioni planetarie, per il crollo del Tempio della finanza mondiale.
Immagino che un governatore della Banca Centrale che avesse l’ardire di negoziare 93 miliardi di dollari in cambio di un certificato cartaceo di ” avente diritto a…” lo avrebbero già impiccato in effigie. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Sta nascendo un nuovo business: il trasporto dell’oro e il suo accertamento di autenticità.
Sta nascendo una nuova prospettiva: il ritorno alla conservazione in casa propria delle riserve auree. Dopo le banche commerciali che non si fanno più crediti a vicenda, anche le banche centrali smetteranno di fidarsi tra loro?
Certo, Goldfinger, il personaggio del film, era un chierichetto rispetto agli banchieri di oggi: negli anni settanta aveva in animo di fare scoppiare un ordigno nucleare su Fort Knox per ottenere una crescita del prezzo di dieci volte.
Senza tanti drammi – lo abbiamo visto nello scorso post su questo argomento – l’oro è salito di prezzo di ben cinquanta volte rispetto al 1971.
La febbre dell’oro sta contagiando un po’ tutti i governi e inizia a provocare sfiducia tra partners.
Il mondo della finanza non può non reggersi sulla fiducia ( almeno tra banchieri centrali) e se questa viene a mancare, gli effetti saranno ben più devastanti di quelli di una semplice bomba nucleare.
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Di antoniochedice
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La causa e tutte quelle con questa identica motivazione, è stata affidata a un singolo magistrato del Southern District di New York che deciderà entro dicembre sulla ammissibilità del caso.
Finora le cause di risarcimento erano state intentate solo da investitori istituzionali e da Municipi e la signora in questione rischia di passare alla storia come Erin brockovich del film omonimo con Julia Roberts, ma la dimensione del caso copre il mondo intero, non solo uno stato americano. Continua a leggere →
Tutti sanno che il testosterone stimola l’aggressività e ” la voglia” .
Uno studio tedesco dice che stimola anche l’onestà. Insomma, chi è disonesto, non fa all’amore. Deve essere questa la ragione per cui si prevede l’estinzione degli italiani entro una trentina d’anni.
Il professor Armin Falk della Università di Bonn ed una sua equipe, hanno condotto un esperimento che – a loro dire – dimostrerebbe che l’aumento di testosterone riduce il desiderio di mentire, aumenta l’amor proprio e il senso di fierezza, anche se non si conoscono ancora i rapporti di casualità legata al fenomeno.
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Un fronte poco chiacchierato è quello Yemenita, eppure alcuni avvenimenti dei giorni scorsi hanno una portata strategica decisiva nel conflitto che oppone gli Stati Uniti all’Iran, assieme ai rispettivi alleati.
Nell’arco di dieci giorni, quattro notizie essenziali di cui una sola giunta in occidente ai mass media: il “capo della sicurezza” dell’ambasciata americana ucciso da killers su uno scooter.
Si tratta in realtà – lo dice la Associated Press – di un ” senior intelligence officer” e non di un bamboccione tipoil nostro carabiniere rapito mentre comprava le sue caramelle in tabaccheria.
Seconda notizia: a seguito delle manifestazioni seguite alla pubblicazione del video sul profeta Maometto, l’ambasciata USA ha subito una incursione in cui tutti e dodici i veicoli blindati in dotazione alla sede diplomatica, sono andati distrutti. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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EtichettatoAbed Abdo Rabi, Alì AbdAllah Salah, Ashark Awasat, Iran, minacce alle rotte del petrolio, provincia di Saada in Yemen, setta Zayid, Sinai, Tribù Houthi, Yemen
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