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UNA INIZIATIVA DI DEMOCRAZIA DIRETTA

Questa richiesta di firmare una richiesta, per ora irricevibile, mi trova comunque favorevole perche’ ogni forma di democrazia diretta va incoraggiata. L’ ho ricevuta da tre diversi amici e una addirittura dall ‘ estero.
Mi spiace che dobbiate ricopiare il link perché il sistema non consente altrimenti, ma spero che facciate questo piccolo sacrificio
il post di oggi e’ quello che precede e tratta dei candidati a palazzo Chigi. Brrr…

Cari amici,

Ho appena letto e firmato la petizione online: «per dimezzare il numero dei Parlamentari ed eliminare il diritto all’indennità pensionistica dopo soli 35 mesi di attività Parlamentare»

http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2011N14356

Amici in ascolto. Spionaggio e tecnologia. di Antonio de Martini

La rivista americana THE ATLANTIC da la parola al suo collaboratore Jared Keller in un articolo datato 4 novembre, il cui succo è questo:Su raccomandazione della Commissione di inchiesta sull’11 settembre, la CIA ha messo in opera in una località della Virginia un centro di ascolto e interpretazione dei social media ( Twitter, Facebook, ecc) mettendo in funzione ” social media tracking center;”>che riceve , analizza e traduce tutto il traffico che può intercetare, al punto che – dice l’autore – esaminano cinque milioni di twitter al giorno.

Se gli iscritti a Facebook ( che i napoletani chiamano fessbook) pare siano 750 milioni di soci e Twitter 250 milioni, immaginando che ciascuno mandi due messaggi al giorno, abbiamo il 2,5% di probabilità di essere intercettati. In pratica le stesse probabilità che ha un cittadino italiano di ricevere una ispezione fiscale.
..Tutto quel che abbiamo saputo è che il direttore del centro si chiama DOUG NAQUIN, ha rilasciato pompose interviste e il prof Bollen dell’università dell’Indiana ha fatto una ricerca – finanziata – per chiedersi se TWITTER possa essere usato come indicatore per predire le oscillazioni dell’indice DOW JONES della Borsa. L’ex presidente Clinton sarà ormai ridotto,quando incontra una donna , a parlare a segni.
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Bollen ha incassato i soldi, ma – forse per salvarsi la cattedra e il rispetto dei colleghi – ha ammesso che è molto , molto, difficile ottenere dei campioni rappresentativi. In pratica si e’ fatto pagare un articolo al prezzo di una ricerca.

“L’organizzazione che si occupa di queste scemate,dice The Atlantic, pare sia la CIA, l’organizzazione di cui Nixon diede una definizione lapidaria ” 40.000 people reading newspapers”.

>In realtà, l’organizzazione che per legge deve e decifrare le comunicazioni è la NSA e le possibilità che qualcuno legga le cretinate che si scambiano gli adolescenti in tutte le lingue del mondo sono remote, quanto quella di essere colpiti da un asteriode mentre ci si fa il bidét. Rilassatevi , scrivete pure quel che volete e dite quel che pensate della politica del governo americano attuale. Avete gratis qualcuno che trascrive e consegna alla Casa Bianca il vostro parere.

>Come vedete , anche in America esistono carrozzoni elettorali come da noi che – sotto l’usbergo delle esigenze di sicurezza – fanno montagne di assunzioni per verificare fuffa. Comincio a pensare che Obama sarà rieletto.

IN LIBIA TUTTO NUOVO . ANCHE LE MOGLI.

Questa volta Hilary Clinton fa onore al suo nome, suscitando ilarità’ nel mondo civile: il grande leader libico democratico e moderno Abd el Jalil , ha trovato da dove iniziare per andare incontro ai bisogni del popolo e dell’amante.

Come primo provvedimento in linea con le promesse democratiche della vigilia, e’ stato tolto ogni impedimento alla possibilità’ per gli uomini di impalmare più’ donne.
Il marito della segretaria di stato aveva ottenuto risultati analoghi senza interventi legislativi e senza aggravi di spese, ricorrendo a stagiste.
Durante il bieco quarantennio erano stati posti numerosi ostacoli per sradicare questa tradizione pre islamica : serviva il consenso della prima moglie dato davanti a un magistrato ed una serie di altre procedure miranti a scoraggiare gli avventurosi.
Sono curioso di vedere quale sarà’ la reazione delle femministe americane e dei militari che hanno rischiato la pelle per consentire a qualche sceicco un fremito supplementare.
Il provvedimento susciterà’ particolare interesse nei giovani combattenti libici , meno ricchi , delle tribù’ dell’ ‘interno libico, che vedranno rarefarsi l’elemento femminile disponibile , mai stato molto diffuso nell’area.
Alla luce di questa rivelazione, particolarmente disinteressato e altruista e’ parso l’intervento umanitario britannico e in particolare quello del ministro Della Difesa M. Fox e del suo assistente.

Berlusconi e la salma di Augusto

Il gettito dell’IRAP rende mediamente 30/35 miliardi di euro. C’e chi ha ritenuto intelligente incassarli e poi spenderli – la stessa cifra- in cassa integrazione guadagni dei lavoratori italiani.
Forse sarebbe stato più’ dignitoso per gli interessati( ministro dell’economia, ministro del lavoro, sindacati, giornalisti) far notare che l’ abolizione dell’ Irap avrebbe scongiurato molta di questa cassa integrazione, gli operai non sarebbero stati mortificati nella loro dignità’ personale e lo stato si sarebbe risparmiato montagne di carta, timbri, bonifici, controlli e geremiadi degli oppositori. Gli industriali non avrebbero avuto alibi per non fare e ci si sarebbe conformato al dettato europeo che ha giudicato la tassa non legittima.
Questo e’ uno dei cento esempi di quanto male funzioni la mente dei più’ noti tra i ministri, di quanto ci sia di impreparazione professionale tra i ” manager” pubblici e di quanto bene i sindacati tutelino la dignità’ dei lavoratori.
Un secondo e ultimo esempio e’ la incapacità’ dello stato – direi di quel che ne resta – di aumentare la quota , che e’ già ampiamente ‘ maggioritaria, del debito pubblico italiano in mano a cittadini e istituzioni italiane per diminuire l’impatto delle cosiddette reazioni dei mercati internazionali.
Basterebbe lanciare un prestito nazionale il cui vantaggio – invece degli interessi aumentati artificiosamente con ” boatos di stampa” sia un certo grado di esenzione fiscale. Lo stato pagherebbe un basso interesse ancorando il prestito all’oro e al territorio nazionale e molti possessori di capitale “eludenti” potrebbero trovare una soluzione nazionale al loro interesse personale che esiste ed esisterà’ sempre.
Una operazione nazionale di prestito ” patriottico” la fece nei primi anni cinquanta il presidente del consiglio francese Pinay. Salvo’ le finanze francesi stremate dalla guerra mondiale e da quella di Indocina ( oggi si chiama Viet Nam)e resto’ per oltre un decennio l’uomo politico piu’ popolare di Francia.
Basterebbe offrire un prestito decennale con queste caratteristiche e magari la non nominatività’ dei titolari, per coprire in breve una fetta di debito tale da far considerare ” le reazioni dei mercati” per quello che sono: una speculazione di gnomi annidati in non più’ di tre città’ del mondo e senza nessuna influenza reale sull’ andamento della nostra economia.
Sempre meglio della stolta idea di Befera di proporre un premio per chi paga le tasse. Di quanto? Con quali criteri di premierebbe? Creeremmo un’ altra agenzia con altri timbri come i certificati antimafia?
L’ultimo intervento istituzionale in materia di risparmio , che io ricordi, fu l’ esortazione agli italiani di Carlo Azeglio Ciampi a investire in borsa. Immagino la gratitudine di chi ne ha seguito il consiglio. Vorremmo una esortazione di Berlusconi a sottoscrivere BTP senza deleghe a terzi. per lui sarebbe un test di credibilita’ ( se riesce) e per l’opposizione, di patriottismo ( se non ostacolano).
La funzione di Berlusconi, il reale coordinamento dei ministri, e’ stata carente ed ha prodotto effetti negativi perché’ ha delegato queste attività’ ai suoi principali aspiranti alla successione: Letta e Tremonti.
Visto che Berlusconi un po’ di fanciulle dell’ est Europeo pare le abbia frequentate, almeno una lezione dovrebbe aver appreso: se assumi una badante per il nonno e te ne vai a spasso spensierato, non aspettarti che sia tu ad essere l’ erede della casa….
Molti si chiedono cosa accadrà’ nel dopo Berlusconi. Nulla che non accada già .
Alla morte di Augusto, avvenuta in Campania, la salma tardo’ tre mesi ad essere trasportata a Roma dove il successore avrebbe preso il suo posto. Per mandare avanti il “giorno per giorno” dell’impero, la soluzione fu che tutti i maggiorenti continuarono a riunirsi quotidianamente di fronte al feretro facendo rapporto su quanto avveniva ed era stato disposto. L’ ordinaria amministrazione fu così mantenuta grazie al coordinamento del….cadavere.
Auguro a Berlusconi di vivere i 120 anni che il suo medico gli assicura, ma politicamente e’ esattamente quel che già’ accade da ben più’ di tre mesi e il fetore soffoca.

LE FONDAZIONI BANCARIE: FINTA PRIVATIZZAZIONE?

L’avvocato SIMONA SIANI nel 2002 ha pubblicato un parere legale sulla rivista MAGISTRA ( dello studio legale Tidona e Associati) l’articolo che pubblichiamo integralmente sulle fondazioni bancarie e sulla operazione svolta sulla pelle degli italiani. consiglio di leggerlo con attenzione. QUESTE SONO LE VERE RAGIONI DI INDIGNAZIONE per persone che non vivano la crisi come crisi dell’intelligenza. SE CANCELLIAMO QUESTO OBBROBRIO E DIAMO LE AZIONI COME DIVIDENDO SOCIALE AGLI ITALIANI CON OBBLIGO DI NON VENDERLE PER CINQUE ANNI ED ACQUISTARE UN PACCHETTO MINIMO DI BPT O BOT, NON C’È PIU’ BISOGNO DI PIAGNUCOLARE ALL’ESTERO, SI FA OPERA DI GIUSTIZIA E SI FA UNA VERA PRIVATIZZAZIONE INCASSANDO 95 MILIARDI DI EURO SENZA DOVER PAGARE INDENNIZZI DATO CHE LE FONDAZIONI SONO “RES NULLIUS ” !

L’apertura del mercato dei capitali, l’Unione economica monetaria, l’area Euro e la crescente
globalizzazione del mercato del credito, hanno condotto alla riforma del sistema bancario pubblico
italiano che, sin dalle leggi bancarie del 1926 e del 1936-38, si caratterizzava per la forte prevalenza della mano pubblica sulle aziende bancarie e sul mercato del credito.

Ciò aveva determinato un innaturale connubio fra politica e banche, che operavano in mercati segmentati e protetti rispetto alla concorrenza sia interna che esterna, godendo di una posizione

di monopolio nella intermediazione finanziaria e che si caratterizzavano per i modesti livelli di efficienza gestionale ed allocativa, per via della scarsa gamma dei servizi finanziari offerti e della
scarsa razionalità delle loro strutture proprietarie e di governo societario.

Fu così che, nel 1990, la legge n.218, recante “Disposizioni in materia di ristrutturazione ed
Integrazione patrimoniale degli istituti di credito di diritto pubblico”, cd. Legge Amato, seguita dal D.lgs.20 novembre 1990, n.356, recante “Disposizioni per la ristrutturazione e per la disciplina del gruppo creditizio”, con il preciso obiettivo di determinare la fuoriuscita dello Stato dalla diretta gestione delle banche e così favorire il raggiungimento di una mobilità delle risorse investite nelle
banche pubbliche, ha incentivato la trasformazione delle banche pubbliche in Società per Azioni
E’ stata, in particolare, introdotta la trasformazione in società per azioni delle Casse di risparmio, delle Banche del Monte, degli Istituti di credito di diritto pubblico e degli Istituti di Credito speciale.
In breve, si operò lo scorporo dell’azienda bancaria, conferita a società costituite unilateralmente
con la creazione di Enti conferenti (con la forma delle Fondazioni) cui la riforma attribuiva, essenzialmente, il compito di proseguire le originarie funzioni non creditizie e di utilità sociale, che da sempre avevano caratterizzato gli Istituti di diritto pubblico che gestivano le banche e di
conservare, obbligatoriamente, per legge, il controllo pubblico sulle Banche scorporate con riguardo alla partecipazione.

Il controllo “pubblico” esercitato dalle Fondazioni diventava, in tal modo, l’assetto proprietario
prevalente nel sistema bancario italiano.

Con la riforma Amato ci si è dunque trovati di fronte a due soggetti distinti: la Banca S.p.A., che proseguendo la funzione creditizia dell’ente originario, si liberava di quelle finalità sociali accessorie di assistenza e beneficenza e la Fondazione bancaria o “Ente conferente”, rivestita di una qualificazione pubblicistica, che diventava, sostanzialmente, uno strumento di conservazione
del controllo pubblico sulle banche, con scopi istituzionali di interesse pubblico e di utilità sociale
nei settori della ricerca scientifica, dell’istruzione, dell’arte e della sanità e con un ruolo attivo, dunque , nel settore “non profit”.

La legge Amato, tuttavia, non conseguì i risultati attesi, in quanto le Fondazioni-azioniste solo marginalmente si impegnavano nei nuovi compiti, preferendo di gran lunga continuare adoccuparsi di credito.

Al fine di separare le Banche S.p.A. dalle Fondazioni, e fissare, per queste ultime, un regime
civilistico, si rendeva, pertanto, necessario un nuovo intervento, attuato con legge delega 23 dicembre 1998 n.461 “Delega al Governo per il riordino della disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti, di cui all’art.11, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n.356 e della disciplina fiscale delle operazioni di ristrutturazione bancaria”, alla quale sono seguiti il D.lgs. 17 maggio 1999, n.153 e l’Atto di indirizzo del Ministro del Tesoro Amato del 5 agosto 1999.

Tale ultima riforma rendeva per le Fondazioni, che divenivano enti di diritto privato nel settore “non profit”, dotate di autonomia statutaria e gestionale, la dismissione delle partecipazioni di controllo delle Banche un imperativo ineludibile. Alle Fondazioni veniva imposta, da un lato, >l’uscita dal capitale delle banche e, più precisamente, la dismissione da parte delle Fondazioni del 51% del capitale delle S.p.A. in un tempo massimo di quattro anni, pena la perdita delle numerose agevolazioni fiscali sui trasferimenti delle azioni, sugli scorpori aziendali e sulla tassazione dei dividendi e, dall’altro, il divieto di detenere partecipazioni di controllo di imprese che non fossero strumentali ai settori istituzionali di utilità sociale, riaffermati quale unico terreno della loro attività.

Si giunge, così, alla legge 28 dicembre 2001, n.448 che ha introdotto rilevanti modifiche al D. Les. e in particolare , il nuovo regolamento Tremonti sulle Fondazioni bancarie, in vigore dal 16 ottobre 2002 ed adottato con decreto 2 agosto 2002, n.217, nell’ottica del completamento del processo di privatizzazione nel settore del credito, ribadisce l’obiettivo di favorire la fuoriuscita delle
Fondazioni dalle Banche, per cui le prime saranno definitivamente chiamate ad occuparsi di attività “non profit” nel cd. Terzo settore, laddove le seconde si occuperanno della gestione del credito.

L’obiettivo di separare le Fondazioni dalle Banche è incentrato sull’obbligo di dismettere le partecipazioni di controllo sulle Banche conferitarie. Obbligo a cui è possibile derogare conl’introduzione della alternativa di affidare la gestione delle partecipazioni a SGR (Società di gestione del risparmio). In tal caso la dismissione della partecipazione di controllo, fissata per il 2003, potrà slittare sino al 2006. Per selezionare le Società di gestione del risparmio a cui le Fondazioni dovranno affidare le partecipazioni bancarie, sarà effettuata una gara europea, mentre
un regolamento ancora all’esame di Consob e Bankitalia disciplinerà il loro funzionamento.

Con riferimento ai settori di intervento verso i quali la Fondazione potrà indirizzare la propria attività, è stata introdotta una rilevante modifica degli artt. 2, 4 e 7 del D.lgs. 153/99.

In particolare, l’emendamento Tremonti introduce maggiori vincoli alla destinazione del reddito delle Fondazioni, indirizzandolo verso la promozione dello sviluppo locale, che assurge al rango di “settore rilevante di intervento” degli Enti conferenti nel “non profit” ed assegna agli Enti locali
del territorio di riferimento la prevalenza dei posti negli organi di indirizzo.

Il nuovo principio, sancito nell’art.3 del decreto 217/2002, è quello secondo cui, per le Fondazioni di origine associativa, l’organo di indirizzo è composto da una prevalente e qualificata rappresentanza degli interessi del territorio, ossia da membri designati da Comuni, Province,Regioni e città metropolitane, cui si affiancheranno, in posizione minoritaria, soggetti di chiara fama e riconosciuta indipendenza in possesso di competenza ed esperienza specifica nei settori di intervento della Fondazione.

Peraltro, la discrezionalità dell’organo di vigilanza nella attività di regolamentazione del sistema bancario, la compressione dell’allocazione finanziaria della ricchezza, indirizzata, in maniera prevalente, al territorio di riferimento, che dovrà essere individuato nello Statuto e conforme al luogo di insediamento, alle tradizioni storiche ed alle dimensioni della Fondazione, la rappresentanza prevalente negli organi di indirizzo delle Fondazioni attribuita agli Enti locali del territorio di riferimento, rischiano di far allontanare l’obiettivo della loro privatizzazione e di
incentivare un ritorno alla loro ripubblicizzazione.

Erotismo e politica. Contaminazioni italo francesi di Antonio de Martini

Dopo le  grasse risate e gli ammiccamenti  della sinistra europea  fatte su Berlusconi  – che comunque non si è mai rifiutato di trattare con prodigalità  le sue conquiste –  la stampa se la prende stavolta  con Dominique Strauss Khan , detto DSK candidato socialista alla presidenza della Repubblica francese. Continua a leggere