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Arriva il golpe de Lorenzo nella versione di Paolo Mieli e Mimmo Franzinelli. Perché ?

Il generale de Lorenzo: più che un golpe fu un baratto

Dalla fine delle ferie  a questa parte, è tornato di moda il Golpe. Ha iniziato Tina Anselmi, disseppellita da un giornalista, che ha confidato di essere stata officiata a quel delicato incarico dall’on  Leopoldo Elia ( DC) che le diede la linea guida da seguire: “tutto è cominciato nel 1964 ecc” Ha proseguito Paolo Mieli nel “Corriere della Sera” del 21 settembre, tallonato da Lino Jannuzzi il 23 sulla pagina dell’ambasciatore Sergio Romano. Benissimo, facciamo luce.

Se non si inquadra la situazione dell’epoca e non la si relaziona al presente,  non si capisce PERCHE’ una fasulla ‘ipotesi di “Colpo di Stato” . In realtà un’operazione di ordine pubblico progettata abbia tanto influito sulla politica italiana. Ecco cosa è successo e come.

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Considerazioni di Mario G. sul IL CORRIERE DELLA COLLERA N 7: effetti della stupidità umana sull’attuale situazione politica

Caro Tonino,

visto che il mondo non lo possiamo cambiare e i grandi sistemi dellʼuniverso esulano dalle nostre categorie di intervento, almeno non lasciamoci sfuggire il gusto di criticarlo e, ove le circostanze lo richiedessero, di ironizzare sui suoi protagonisti (non è qualunquismo spicciolo ma buon senso applicato ).

Inizierei con lo spettro delle elezioni anticipate.

La Sinistra trema al solo pensiero. Il Centro non è ancora pronto e blatera di governo di transizione per predisporre una nuova legge elettorale (che dovrebbe far perdere le elezioni a B. , lo stesso B.e seguaci le minacciano ma le temono come il demonio. Fini rischia di fare la fine di Storace senza le capriole della Santanchè, altri microbi straparlano in vista di una chiappa cui attaccarsi come zecche.

Forse Di Pietro e Bossi sono gli unici che pensano di trarne vantaggio sullʼonda dell’incazzatura generale che serpeggia nel paese.

Due cose sono infinite: lʼuniverso e la stupidità umana, ma riguardo al primo ho ancora dei dubbi (A.EISTEIN)

IL CORRIERE DELLA COLLERA N9: il senso delle cose importanti ovvero Sakineh o la guerra?

Strani paesi quelli latini.  Quando in Iran fanno fuoco e fiamme – letteralmente – perché pare si siano falsificati i risultati elettorali e , a parte una serie di servizi TV, occasione per qualche squinzia per sfoggiare un velo islamico ( per provare almeno una volta il brivido della pudicizia?), non è successo granché. Il nostro ministro degli esteri dichiara subito che faremo iniziative assieme gli altri paesi europei e finisce lì.

Due mini ministri per sciocchezze di dettaglio (foto Bernard Kouchner licenza creative commons)

Nel caso di Sakineh, invece, una vicenda di diritto penale con accuse di omicidio, il nostro ministro si è scatenato: ha preso l’aereo ed è volato a Teheran, pensando forse di emulare la nostra , per fortuna ex concittadina, Carla B. momentaneamente  in Sarkosi. Continua a leggere

IL CORRIERE DELLA COLLERA N 8: Domani è l’8 settembre

Berlusconi , Bossi e la mamma della piccola  Sarah oggi si rivolgono al Presidente della Repubblica, ciascuno con problematiche personali.

Se il Presidente è un napoletano intelligente – come credo e spero –  dopo qualche frase consolatoria di rito, non potrà che fare una telefonata al prefetto e chiedergli se quest’appello non sia una manifestazione di impotenza e incapacità delle forze dell’ordine e invitarlo a trarne le conseguenze.

Agli altri due potrebbe dire la stessa cosa e prendere atto del fatto che si sono presentati dal Capo dello Stato per dirgli che non sono in grado di governare se Fini non va via. Il che, con un minimo di buona volontà, equivale a dare le dimissioni.

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IL CORRIERE DELLA COLLERA N 7: … ancora la lite Berlusconi- Fini

Ringraziamenti anzitutto agli amici che colmano le mie lacune, Una dozzina – cito il solo Carlo Cadorna che fu il primo –  mi hanno ricordato che il comandante dei CC nel ‘43 si chiamava Cerica; Umberto  Giovine  – ieri – che tra gli amici asiatici degli USA che hanno fatto una brutta fine, nota che ho saltato Benazir Bhutto . Giovanni Ceccarelli mi ha mandato un elenco di amici da immettere nella lista. Spero nel loro interesse all’idea e nella clemenza per l’artigianato.

Un recente amico ha promesso di mandarmi un vecchio progetto di legge a firma Fini che proponeva il limite di dieci anni di servizio per i parlamentari, lo attendo con ansia per condividerlo con tutti.

Un altro vecchio amico segnala che  condivide l’idea che Napolitano sia vicino a una svolta “alla Cossiga” dalla quale, ipotizza,  si era astenuto finora per non essere emulo di un vivente.

Un’ amica mi ricorda che ho promesso di parlare del “colpo di Stato”. Intendevo  naturalmente  “tecnica del colpo di Stato”. Su questo tema  si sono cimentati  Curzio Malaparte e Edward Luttwark ( noto però  che adesso non cita più questa opera giovanile nei suoi curriculum).  Non ho pretese da  saggista, ma qualche messa a punto va fatta e cercherò di farmi spazio tra le frattaglie della cronaca e le angustie del lavoro.

Il tema della settimana è la lite Berlusconi- Fini, ma non riesco ad appassionarmici.  Nessuno dei due parla dei nostri problemi.

Il “grande avversario” annunzia che “ andrà avanti” ma cita  ben cinque volte, una con tono lamentoso, la parola “compromesso”.

Ha posto unicamente questioni di metodo e non ha lanciato una sola idea che possa giustificare la nascita di un movimento politico distinguibile dall’ attuale melassa.

Se è così, è normale che la sua forza di attrazione, oltre la vecchia AN, si limiti a Benedetto della Vedova.

Se B. vuole farli fuori, basta che tolga i contributi alla stampa di partito e si ridurranno a litigare con la Santacché.

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IL CORRIERE DELLA COLLERA N 6: BLAIR HA PUBBLICATO LE SUE MEMORIE

BLAIR HA PUBBLICATO LE SUE MEMORIE il presidente del consiglio Berlusconi è citato quattro volte.

Le prime due per la solidarietà ricevuta dopo l’11 settembre 2001.

La terza – citato assieme a G Bush Jr – per essere stati i soli due ( inesperti) capi di governo che hanno usato il termine “Crociata” a proposito degli attentati, creando un problema con gli alleati arabi.

La quarta volta, B. viene citato per l’appoggio dato a Londra per le Olimpiadi.

In dieci anni,pochino vero?

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Il corriere della collera N 2: diatriba tra Berlusconi e Fini

L’attuale diatriba tra Berlusconi e Fini , a parte i caudatarii, mi ricorda il primo importante festival del cinema  di Venezia del dopoguerra, in cui vinse il film giapponese Rashomon di uno sconosciuto Kurosawa.

Con questo film, bambino trascinato dalla tata cinefila, scoprii il relativismo.

La trama: si incontrano in campagna una coppia e un single, il quale, ucciso il rivale, si impossessa della donna.

Il film racconta il processo per omicidio  con la voce di tutti e tre i protagonisti che a turno si attribuiscono un ruolo centrale e senza macchia nella vicenda, mentre in realtà scopriamo che si è trattato di tre poveracci terrorizzati,vili, dominati dal caso e col sesso come filo conduttore del reale.

Il film vinse il leone d’oro. Berlusconi ha una casa cinematografica e di distribuzione. Fini si iscrisse al MSI perché non gli permisero di entrare al cinema per vedere il film “Berretti Verdi”.

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