LE RIPERCUSSIONI GEOPOLITICHE DEL BREXIT NEL MEDITERRANEO di Antonio de Martini

Seguendo la logica miserabile che ha contraddistinto questo scorcio di secolo, la maggior parte degli analisti europei si è concentrata sugli aspetti mercantili del divorzio tra Gran Bretagna e l’Europa Continentale e nessuno ha affrontato i nodi geopolitici, specie mediterranei.

Non è la prima volta che l’Inghilterra sceglie la sua strada in contrapposizione al resto dell’Europa. Lo fece al tempo del Magnifico isolamento, Lo ha ripetuto al tempo di Napoleone e di Hitler.

Poiché non siamo in guerra, l’esempio più calzante da esaminare sarebbe quello del Magnifico isolamento,( non a caso i loro giornali titolano “Magnificent moment”) ma senza trascurare il vezzo tutto inglese di fomentare movimenti di secessione e guerriglia o della incentivazione della pirateria, anche con titoli nobiliari che ne hanno sempre caratterizzato le azioni di ampio respiro.

Il Carlyle scrive nel suo “Past and Present” che ” tra tutti i popoli del mondo, presentemente, gli inglesi sono i più sciocchi per la parola e i più saggi per l’azione”.

Cito autori inglesi perché essere tacciati di anglofobia oggi  è come essere accusati di antisemitismo.

In effetti, la Geopolitica inglese ha sempre lavorato sul lungo periodo e utilizzando come agenti principali geografi e antropologi.

Ian Fleming e le bravate di James Bond non hanno mai saputo farle, mentre il fratello di Ian Fleming, Victor, antropologo di valore ha sempre lavorato per l’MI6 in America Latina. Serviva ” uno di famiglia” per rincominciare a rinverdire il blasone, fin dagli anni sessanta.

Le Brigate rosse attinsero a arsenali ex inglesi, non americani. Lo scandalo P2 travolse la massoneria filo americana, ma non sfiorò nemmeno quella di obbedienza inglese.

A via Caetani, il cadavere di Moro fu ritrovato di fronte al numero civico che ospitava   una sede dell’Intelligence Service (la moglie era inglese, di questo parla il senatore Pellegrino nel suo libro su Moro, ma non lo ha detto nessuno.                                                                                                                    Hanno dirottato l’attenzione su Henry Kissinger, ma l’umiliazione di essere battuta al vertice UE di Venezia sul delicato tema palestinese la subì Margaret Tatcher, non l’americano.

Questo, per dire che quel che sto per proporre di analizzare, viene da lontano.

UN PO DI STORIA: STOCCOLMA CONTRO ROMA

Quando, nel 1956, i sei paesi europei continentali decisero di creare la Comunità Economica Europea ( CEE), l’Inghilterra non si limitò a non aderire, ma poco dopo diede vita nel 1960 a una comunità economica concorrente ( EFTA) cui aderirono originariamente Austria, Danimarca, Norvegia,Portogallo, Svezia, Svizzera e, naturalmente il Regno Unito.Furono seguiti, nel 1986, da Islanda e Finlandia. L’atto fu firmato a Stoccolma.

Nel 1961, La G.B. chiese per la prima volta di entrare nel Mercato comune assieme a Irlanda e Danimarca. Dopo un paio di anni di negoziato, nel 1963, De Gaulle espresse i suoi dubbi circa l’effettiva volontà di adesione inglese e i negoziati naufragarono.

La seconda richiesta inglese data dal 1967, anno in cui la Francia negò il suo consenso e i negoziati fallirono. ATTENZIONE: l’anno successivo si verificarono i moti del ’68 miranti a far cadere De Gaulle.

Nel 1969, L’Inghilterra reiterò la richiesta per la terza volta e, Pompidou, succeduto a De Gaulle, accettò, i negoziati durarono tre anni. Il 1 gennaio 1973 l’Inghilterra entra nel MEC e la scelta è confermata nel 1975 da un referendum.

Dopo l’adesione della Gran Bretagna alla Unione Europea, l’EFTA non si sciolse, ma alcuni paesi aderirono e altri mantennero in vita l’organizzazione che ha vivacchiato con sede in Svizzera, accettando l’adesione del granducato del Liechtenstein.

Come paventato da De Gaulle, l’Inghilterra divenne il cavallo di Troia degli USA in Europa( in questo sta la lamentela di perdita di sovranità).                 Poi, preceduta dal “Guardian” che aprì la sua redazione americana ben più grande della casa madre, l’UK iniziò a guardare sempre più agli USA.

Nei tre anni che hanno preceduto il referendum sul Brexit, è scattata l’offensiva del sorriso inglese verso il Mediterraneo  a base di film sulla famiglia reale, la guerra coi turchi ( in cui i turchi fanno sempre bella figura), la regina ormai veneranda che viene a visitare il suo vecchio amico Napolitano snobbando il Papa dove registra un inedito ritardo di mezz’ora; l’ambasciata inglese ospita in contemporanea Grillo e Renzi ecc. Insomma si pone al centro della scena.

Nel 2001 partecipa all’invasione Afgana.

Nel 2003 è lo ” sparring partner” degli USA nell’attacco all’Irak e condivide il bottino.

Nel 2011 partecipa alla campagna libica ” soffiandoci” le risorse petrolifere e ottenendo dal governo fantoccio la prospezione del mar di Cirenaica; Fa nascere il caso Regeni per impedire rapporti conclusivi tra Italia e Egitto, fino a che l’ENI non accetta di spartire la concessione che ha trovato  nelle acque profonde di fronte al delta del Nilo; assume una posizione defilata nella crisi Greca e rinnova le basi di Cipro ( una aerea e di intercettazioni, l’altra navale).

ADESSO CON LA BREXIT L’INGHILTERRA RITORNA NEL MEDITERRANEO

  1. il primo problema a porsi sarà Gibilterra: quale sarà la posizione della Unione Europea verso questo contenzioso? Si schiererà con il partner spagnolo o sosterrà Albione?
  2. La “Secessione Catalana”: sarà certamente una carta in mano agli inglesi che hanno creato e finanziato questa iniziativa condotta da gentucola, ma che rappresenta una poderosa arma di ricatto anche a fronte della possibilità che lo Spagnolo – parlato nel mondo da 440 milioni di persone- possa scalzare l’inglese, parlato da 445.                     Nel settembre 2017 la regione catalana vorrebbe fare un referendum…
  3. Il terrorismo Il TIMES di oggi ha reso chiaramente il pensiero della signora May che ha condizionato la lotta al terrorismo alla stipula di un accordo commerciale preferenziale.
  4. Israele: A Ginevra è di ieri un distinguo dell’ambasciatore inglese contro l’ONU con la dichiarazione che ” le nazioni Unite hanno un partito preso abituale ” sulla questione palestinese.
  5. Egitto e Turchia: L’Inghilterra ha accuratamente evitato di partecipare a tutte le azioni che avrebbero potuto irritare Erdogan e si sta attivando per proteggere  i suoi tradizionali alleati i ” fratelli Mussulmani”anche in Egitto, dove è di fatto alleata con Sissi e coi suoi nemici: A Sissi mostra l’esca della Cirenaica dove l’uomo forte è il suo candidato Haftar e ai fratelli mussulmani offre la mediazione col regime.                                         Ai turchi lo specchietto delle allodole è Cipro e/o le sue risorse promesse a troppi. Come al solito.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        LA PROSSIMA CRISI MEDITERRANEA SARA’ L’ALGERIA                                                                                                                                                              Gli americani non hanno dimenticato che per tutti gli anni settanta l’Algeria ha dato rifugio a Timothy Leary il professore universitario scopritore dell’LSD che sottrasse al monopolio CIA e alle Pantere Nere ( Eldridge Cleaver, Roger Holder, Melvin MCNair, tra gli altri) ricercate negli Stati Uniti  e che costituirono un serio pericolo per il governo americano.  Lo scorso anno la Russia ha minacciato di rendere pan per focaccia agli USA e sono risorte le ” Nuove Pantere Nere ” a seguito delle numerose uccisioni di gente di colore da parte delle forze dell’ordine.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              L’Algeria è il nostro ultimo rifugio di rifornimento indipendente di GAS ed è in costruzione un gasodotto bis che passi per la Sardegna e rifornisca l’Europa.  Poi saremo completamente sottomessi.                                                                                                                                                           La Francia non può partecipare all’attacco per parcellizzare l’Algeria, che è il paese più grande dell’Africa dopo che il Sudan è stato dimezzato,   a causa del gran numero si algerini sul suo territorio. Gli inglesi, si.          Un altro passo avanti nella marcia di integrazione con gli USA dove ormai regnano numerosi borsisti della fondazione Rodhes sostenitore della superiorità della razza anglosassone e del suo predominio nel mondo. Altro che quei microbi di Soros e Gates.
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Commenti

  • David  On marzo 30, 2017 at 4:37 pm

    Dal Brexit fino a Trump torna in auge il trattato di Cassile chi l’ avrebbe mai detto, ottimo articolo.

  • gicecca  On marzo 30, 2017 at 6:23 pm

    Cosa è il trattato di Cassile ?Scusate l’ignoranza. GiC

    • antoniochedice  On marzo 30, 2017 at 9:26 pm

      Ignorò, a meno che non voglia dire l’armistizio di Cassibile ( accordo armistiziale firmato dal gen Castellano). Anche così sarebbe incomprensibile.

  • emmegi  On marzo 30, 2017 at 11:16 pm

    Che spettacolo questo articolo.
    Leggendo qua e la e mettendo un po in ordine le notizie, mi ero fatto un idea per la quale l’obiettivo, ammesso fosse solo uno vista la complessità , fosse il bloccare il gas russo boicottando la russia su vari fronti.
    come lo stop politico di Renzi (dettato dalla nato, o forse da altri) del partner italiano dei russi (eni /saipem ) che godeva di un ruolo importante nelle 2 pipiline. Le due aziende italiane perdono il 30 e il 50% in borsa.
    Eni è azienda molto competente nel settore. Purtroppo infiltrata di mala politica. Si dice che è dello stato, ma così non è. Ormai nei cda lo stato è surclassato dai soci minoritari. i grandi fondi. Eni ha ottimi manager. tipo scaroni. Il quale via da eni è stato subito preso da rothshill.
    Tornando alla libia, Eni era un suo grande partner . Erano Grandi protagonisti degli idrocarburi nel Mediterraneo Con l’Italia che ha grandi possibilità distributive verso l’Europa grazie alla sua forma (un ponte nel Mediterraneo).
    Poi abbiamo scoperto di un immenso giacimento nel Mediterraneo . In verità già conosciuti dall’ antichità, ma nessuno ha le mani libere a sfruttarlo, tranne che israele. Cipro è incasinato, grecia pure. Turchia non da meno. Siria non parliamone. Egitto? Ah si, qui grande scoperta eni con connessione (e roialty ad egitto ), passerella di Renzi ed inizio lavori. Non mancano vari risvolti (es. Il povero Regeni). guarda caso.
    Questa improvvisa scoperta di eni sembra un premio di ritorno (agli azionisti ed ad un renzi in affanno) per gli affari persi coi russi.

    A pensar male noto che gli ulivi secolari pugliesi, protetti dalla ue, hanno bloccato x anni sviluppo edilizio e industriale in loco. Ed a ben vedere bloccherebbero pure la nuova condotta della snam rete gas. “sfortuna” vuole l ‘improvvisa comparsa di un parassita letale dell’Ulivo (xilella ) che mette fuori gioco piante presenti sul territorio da sempre. Mette in crisi non solo la zona ma tutto settore olio italiano. un danno enorme x uno stato con un economia già morente.
    Sig De Martini fantastico?

  • gicecca  On marzo 31, 2017 at 5:55 am

    Su Cassile-Cassibile ci avevo pensato anch’io, ma non trovavo la connessione. Forse il signor David potrebbe spiegarcelo. GiC

  • sc  On marzo 31, 2017 at 5:53 pm

    ADM eccezionale come sempre! Di contralto vi linko questo grafico di un noto sito gossipparo dove, piu’ poveramente, si vede a chi vanno (e sono andati i vantaggi della moneta comune, del libero scambio) http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/flash-chi-serve-euro-germania-date-occhiata-questa-144847.htm

  • Luca Colombini  On aprile 3, 2017 at 9:57 am

    Grazie per l’illuminante articolo! Un domanda, ma che gente lavora al ministero degli esteri?

  • Luca Colombini  On aprile 8, 2017 at 12:07 am

    Direi anche coltissima, con una grande visione strategica, idee precise sull’interesse nazionale e una grande esperienza sul campo. Gli eccellenti risultati diplomatici dell’Italia parlano chiaro.

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