IL PIANO JUNKER PER LO SVILUPPO E IL RILANCIO DELL’OCCUPAZIONE DA I NUMERI MENTRE LE BRIGATE ROSSE ANNUNZIANO IL RITORNO. di Antonio de Martini

Si tratta probabilmente di due notizie esagerate non poste nella giusta prospettiva storica.
Dobbiamo riconoscere che il primo a parlare dello ” stato imperialista delle multinazionali” di cui oggi constatiamo l’esistenza reale è stato un certo Alberto Franceschini ( cfr. Il libro “Mara, Renato ed io” ed Mondadori) mentre il primo a promettere con superficialità un milione di posti di lavoro è stato, come è noto, Silvio Berlusconi. Franceschini è dimenticato mentre Berlusconi si affaccia dal video a giorni alterni, pur trattandosi in entrambi i casi di pregiudicati.

Prima di entrare nel dettaglio, faccio notare che offrire di assorbire un milione di disoccupati sui 15 esistenti nella UE ( a occhio il 7%) è una misura certamente non ambiziosa, per non dire inadeguata, ma non per questo raggiungibile con lo strumento finanziario ( ipse dixit, vedi prossima frase).

Il solo che continua a dire sommessamente la verità è il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che ha dichiarato pubblicamente che ” la BCE non può farsi carico da sola per la crescita,”ossia che per superare la crisi non basta stampare soldi.

La commissione Junker ha annunziato un ( ipotetico) stanziamento di denari privo di ogni indicazione strategica e suona la grancassa cercando di far passare nel dimenticatoio il fatto che il suo presidente è risultato il più grande elusore fiscale di tutti i tempi avendo concluso un accordo segreto, da primo ministro del Lussemburgo, con ben 350 multinazionali che si sono domiciliate costì, in cambio di una imposizione all’1% invece che mediamente il 34% ( in Italia il 45%).

Come nasce questo fondo?
16 miliardi vengono messi a disposizione grazie a una garanzia data dal Bilancio europeo ( primo debito) . A questi, si aggiungono cinque miliardi contanti conferiti dalla BEI ( Banca Europea degli iInvestimenti) .

Con questi 21 miliardi di euro in totale , i gestori del fondo possono fare leva e proporre la sottoscrizione agli obbligazionisti – tramite una SICAV lussemburghese?- di una cifra tripla ( e siamo a 63 miliardi) a condizione che gli investitori istituzionali e privati, sul mercato finanziario di Lussemburgo (….) , Londra o Zurigo, si facciano convincere dalle importanti garanzie che inevitabilmente offriranno interessi bassi.

Questi capitali vengono garantiti dal fondo stesso che li impiegherà come fosse una banca operante nel settore della Finanza Strutturata : prestiti classici, prestiti a lungo termine e presa di partecipazioni..
Gli investimenti dovranno essere profittevoli per poter remunerare gli investitori che ad ogni semestre presenteranno le cedole all’incasso.

Con questo Capitale di 63 miliardi ( di cui cinque in contanti) , il fondo opera una leva del quintuplo e si giunge così alla ipotesi dei famosi 315 miliardi di euro da mettere a disposizione dello “sviluppo e dell’occupazione”.

I 315 miliardi sono previsti in tre anni e ogni investimento deve essere tassativamente fatto entro il 2017. Difficile fare un investimento a valere sui fondi del terzo anno e ottenere e spendere questi fondi in dodici mesi.

I settori che il piano Junker vuole favorire, sono ” trasporti, Innovazione, Ricerca, Educazione” a meno che non si vogliano fare autostrade a pedaggio e centrali elettriche in concessione per quaranta anni ( lo standard è questo) , non vedo grandi possibilità di creare ricchezza e distribuire dividendi, senza contare che Si tratta di attività a scarso impiego di capitale umano.
Per noi italiani il fondo sarà irraggiungibile anche per due altre ragioni : tradizionalmente non siamo capaci di produrre i progetti secondo gli standard europei ( basta vedere l’uso dei Fondi del FSE , Fondo sociale Europeo). Le somme destinate all’Italia in genere restano inutilizzate in buona parte.
Se la metropolitana di Roma ogni volta che che si costruisce un ramo impiega venti anni, in tre anni possiamo costruire il buffet della stazione.
Arriva insomma un fondo che non c’è per lavori e progetti che non ci sono.
L’arte di governare un continente con mezzo miliardo di abitanti non si impara in Lussemburgo ( mezzo milione di abitanti) o a Firenze (370.000 abitanti).
Più realistico il progetto dei nove malviventi che hanno assaltato un furgone che andava ” da Lodi a Milano” , non con stile miliare ( avrebbero bloccato la fuga al veicolo) , ma con stile paramilitare. Da brigatisti?

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Commenti

  • gicecca  On novembre 27, 2014 at 8:40 pm

    Hanno fallito pure i briganti; é un fallimento totale e “globale”. giC

    • luigiza  On novembre 27, 2014 at 8:49 pm

      @gicecca

      non essere così disfattista, diciamo che stanno facendo pratica o se preferisci cominciano a dare l’esempio.

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