ELEZIONI PRESIDENZIALI TUNISINE E RINNOVAMENTO. IL FAVORITO È COETANEO DI NAPOLITANO. di Antonio de Martini

Oggi, si tiene in Tunisia a tre anni dalla caduta di Ben Alì, una tornata elettorale per sostituire il presidente di transizione Moncef Marzoukiespresso dal partito islamista Ennahda che , capita l’antifona, ha deciso di non presentare un proprio candidato per ottenere la legittimazione democratica necessaria a sopravvivere nella legalità e distinguersi dagli estremisti datisi alla guerriglia nella zona compresa tra il passo Kasserine e la frontiera algerina.

Il candidato espresso da NIDAA TUNÈS ( appello alla Tunisia) il partito classificatosi primo, è l’ottantottenne Béji Caïd Essebsi, avvocato, già consigliere di Habib Bourguiba – l’apostolo della indipendenza e fondatore della Repubblica tunisina- ministro degli esteri dall’81 all’86 e in questa veste curò il ” trasloco” dell’OLP da Beirut a Tunisi. Per i primi dieci mesi dopo Ben Alì, è stato primo ministro.

Potrebbe essere un buon presidente in un periodo in cui la credibilità è essenziale.
Vedendo queste vecchie querce ancora in campo nei momenti difficili, mi viene da ridere al sentire i nostri discorsi che il rinnovamento delle istituzioni passi attraverso la repubblica dei ragazzi.

A Tunisi, l’ansia di rinnovamento si evince dal numero dei candidati, ma poi si sceglie il più esperto. Da noi, invece, con un candidato unico che come tutta esperienza ha al suo attivo la conduzione di una città grande quanto una circoscrizione di Roma.

I candidati sono in tutto ventisette e non manca l’imitatore del Berlusconi: 41 anni, palazzinaro arricchitosi nella Libia di Gheddafi, spera nel risultato imprevisto. Si chiama Slim Riahi e ha creato l’Unione patriottica libera che alle legislative si è classificata terza.

Unico politico che si era opposto a Ben Alì per anni, è il candidato del FRONTE POPOLARE, Hamma Hammami, ma è supportato dai soli suoi quindici deputati, per la serie della regola del poker che chi arricchisce il piatto, non è destinato a goderselo.

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Commenti

  • tassokan  On novembre 22, 2014 at 8:17 pm

    MI piacce molto il tuo modo di presentare le notizie di quella parte del mondo, però non ho ancora capito come consideri il movimento integralista in generale.
    Io non ho capito se si tratti di un semplice fuoco di paglia alimentato da potenze esterne oppure di una tendenza sociale che va dal Pakistan fino al Marocco, ed in deciso aumento.
    Io propendo per la seconda ipotesi, ma è solo una mia impressione personale.

    • antoniochedice  On novembre 22, 2014 at 8:21 pm

      Leggi i vecchi post e lo scoprirai

      • tassokan  On novembre 22, 2014 at 10:11 pm

        Veramente io una mia impressione ce l’ho, avendo acuto a che fare con integralisti in Cecenia e in Marocco, tra gli altri.
        Sono tutti parte di un gigantesco movimento in pectore, fondato non solo dai sunniti, se una delle varie correnti in cui è diviso riuscisse ad avere il predominio il problema per l’occidente sarebbe altrettanto gigantesco.
        Mi piace vedere nei commenti qua sotto che molti sottovalutano il problema.
        Noto che ci sono alcuni convinti che si tratti di pochi fanatici finanziati dagli USA e da alcuni paesi (turchi e Arabia Saudita).
        Magari è partito così il tutto, ma il fuoco covava sotto le ceneri già dagli anni 30 dello scorso secolo, con la salafia.
        Solo dei pazziimbecilli potevano giocare con forze così potenti come il fanatismo religioso pensando che finiti i soldi sarebbe finito tutto.

      • antoniochedice  On novembre 22, 2014 at 10:59 pm

        Cala trinchetto.

      • antoniochedice  On novembre 23, 2014 at 5:27 am

        Ho cancellato per errore la sua risposta, mi dispiace . Se me la rimanda mi usa una cortesia. L’inconveniente di usare uno pseudonimo nei commenti consiste nel non consentire una adeguata conoscenza dell’altro. Raro il caso di italiani che siano stati in Cecenia. Se è italiano….mi piacerebbe tradurre il testo in cirillico…..

      • tassokan  On novembre 23, 2014 at 1:42 pm

        La frase in cirillico è semplice, significava “chi paga i suonatori scegli la musica”
        Visto che il gestore del blog decide tutto…
        Il problema dei musulmani salafiti ritengo sempre sia molto sottovalutato.
        Purtroppo la salafia è l’unica cosa che hanno in comune paesi diversissimi tra di loro e anche in paesi insospettabili cone l’Afghanistan, lontanissimi dal nordafrica, timidamente comincia a diventare attraente per i giovani.
        Per questi giovani è un alternativa “moderna” rispetto al tribalismo e alle scuole coraniche, capaci solo di farti ripetere a memoria il Corano.
        I salafiti invece hanno un approccio molto personale, c’è un “saggio” che istruisce personalmente il “discepolo”, argomentando e risponndendo alle sue domande e i suoi dubbi.
        Io stesso, malgrado sia decisamente e storicamente ateo rimango affascinato dal Corano e dal loro modi di interpretarlo, ad ogni domanda c’è una risposta, basta seguire i loro dettami e tutti i dubbi esistenziali spariscono.
        E il fatto che pure migliaia di musulmani nati in occidente riescano ad essere “arruolati” e vadano in Siria a morire lo ritengo pericolosissimo.
        Per quello ritengo che i media perdano di vista questo approccio sistematico dei salafiti e i loro successori ai “discepoli”, non sono solo mercenari, ma persone anche intelligenti votate alla causa.
        Lo sai pure tu che in Algeria, Turchia, Egitto, Tunisia e perfino nel tranquillissimo Marocco esistono cellule di queste persone, che stanno contattando anche i ribelli “storici” asserragliati nel deserto e nelle montagne.
        A diferenza deli servizi segreti e di vari ealtre organizzazioni che li ha contattati in passato i salafiti ti mandano uomini, qualche soldo, armi e anche solidarietà, facendoli sentire parte di un qualcosa più grande.
        Io condivido l’approccio russo al problema, che ha decisamente funzionato in Cecenia, cone il raid terribile dell’OMON all’inizio della campagna.
        Quindicimila persone sparite nel nulla solo nella capitale, ovvero quelli sospettati di fare parte dei combattenti ceceni, i loro amici, i loro parenti maschi e anche qualcuna delle femmine, se si erano mostrate militanti.
        Forse esagero, ma in Cecenia se non si faceva così la guerra sarebbe ancora in corso, e il paese viene tenuto tutora sotto controllo solo dagli sgerri di kadyrov e dai servizi russi.
        I ribelli sopravvissuti si sono spostati in Daghestan, dove aspettano la loro occasione, altro che arrendersi….
        Purtroppo le zone della Siria e della turchia non le conosco, mi sembra di capire che l’Anatolia sia una fonte di futuri problemi per il governo turco, divisa com’è tra curdi di varie fazioni, fanatici paragonabili a quelli dell’IS e alla minoranza sufi, che sarà la prima a subire.
        Non invidio i governanti turchi…

      • antoniochedice  On novembre 23, 2014 at 3:35 pm

        Non sono stato in Cecenia. Quanto ai mussulmani in genere, i salafiti, gli hanafiti e tutte le variegate sette e confraternite, non sono di per se combattive. Lo diventano vedendo quale marciume porta con se l’occidentalista che viene messo a governare dagli stranieri
        Anche la prima guerra d’Afganistan fu scatenata dall’erotomania del comandante e dalla reazione dei mariti imbestialiti.
        La figura della ” guida” , del rabbi e del padre spirituale, è comune a quasi tutte le religioni e certamente a quelle monoteistiche.

        Come il territorio italiano è stato invaso dalle acque perché non veniva governato a dovere, così è accaduto per il mondo arabo affidato a ladri intriganti e ricattabili che hanno tutti in comune una moglie avida e miliardi nei paradisi fiscali.
        Non c’è miglior cittadino che un mussulmano governato secondo giustizia.
        Una parola caduta in desuetudine. Quando si scriverà la storia di Boko Haram, si vedrà la parte avuta dall’imposizione di un vescovo omosessuale ai protestanti locali e poi, come successore, una vescovessa dichiaratamente lesbica .
        Le notizie che giungono in occidente sono tutte false senza eccezione. Ecco perché ammetti di avere un pregiudizio anti mussulmano . Ti senti legittimato dall’onda di balle che ci invade.
        Facendo la proporzione con la numerosità degli adepti, i terroristi squinternati si trovano più tra gli ebrei e i cristiani che tra i mussulmani. Certo, quando ci sono, sono motivati e poiché – contrariamente ai cristiani credono veramente in Dio – si sacrificano volentieri. In una pensi ondina francese della mia gioventù ( di quelle che avevano il lavandino in camera) vidi un cartello con scritto ” se credessi veramente che Dio esiste, non pisceresti nel lavandino”. Fu li che capii di non aver fede.

      • tassokan  On novembre 23, 2014 at 5:26 pm

        Purtroppo alcuni paesi, come la Russia hanno pagato a caro prezzo l’imbecillità dei politici e gli attivismi dei ceceni, con migliaia di morti in vari attentati e tanti , tantissimi morti nella prima guerra cecena.
        Le riunioni degli ex studenti di certi corsi sono molto tristi, e finiscono con solenni bevute alla “memoria di chi non c’è più”.
        Il razzismo innato dei russi sovietici è stato sostiuito da un odio innato nelle ultime generazioni, che odiano “personalmente” i fanatici musulmani, mentre sono abbastanza indifferenti nei confronti dei musulmani tout court.
        Un posto speciale lo meritano i fanaitici Uzbeki, Georgiani e Ucraini che sono andati a combattere contro i russi, UNA UNSO in primis.
        Io cerco di andare avanti, ma è molto, molto difficile.

      • antoniochedice  On novembre 23, 2014 at 7:42 pm

        Non si capisce in qual modo lei entri personalmente in questa tragedia, ma ci lascia capire che ne è stato toccato. Vive in Italia?

      • tassokan  On novembre 23, 2014 at 8:08 pm

        si. vivo in Italia, ovvio.

  • gicecca  On novembre 22, 2014 at 8:51 pm

    Povero tassokan; se deve leggere tutti i precedenti post sul tema passerà notti insonni. Comunque, chi ha i giovani rimpiange i vecchi, chi ha i vecchi vuole i giovani: è la ricerca dell’Araba Fenice (appunto; non si parla di Arabi ?). GiC sempre più amareggiato ed amaro.

    • antoniochedice  On novembre 22, 2014 at 8:58 pm

      Sei in buona compagnia. Alberto Moravia era soprannominato l’Amaro Gambarotta.

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