THE DAY AFTER. L’EUROPA HA DIMOSTRATO DI ESSERE DESIDERATA MA PERICOLOSA. SIAMO AL BIVIO: RILANCIARE O MORIRE SOFFOCATI. di Antonio de Martini

L’Europa post elettorale – meglio, il sogno europeo – mi ha dato l’impressione di essere ancora fortemente desiderata dai popoli del Vecchio Continente, ma molti la considerano  pericolosa e inadatta al matrimonio, un po’ come una bellissima donna sterile e con l’AIDS.
Tentante ma potenzialmente mortale e inutile.

La nascita di una opposizione euroscettica, a destra e sinistra,  dimostra più la paura  del nuovo che l’accettazione di una alternativa che non c’è.  La gente non rifiuta l’Europa, ma la sua parodia burocratica. Così come l’opposizione all’Euro ci dice che gli Euro mancano, ma non che si vogliano alternative, non folcloristiche, che nessuno ha offerto.

ANALISI DEL VOTO ITALIANO

  Il gradimento del progetto europeo si è, come al solito, dimostrato inversamente proporzionale all’attaccamento degli elettori alle istituzioni nazionali.
Nessuna meraviglia quindi se noi italiani ci siamo, ancora una volta distinti come i più europeisti del plotone.

Un margine di equivoco è semmai dato dalla massiccia rappresentanza PD frutto di un quid pro quo di politica interna: Matteo Renzi, per uno dei paradossi politici che ci rendono famosi nel mondo, è stato vissuto , giustamente, come il leader dei liberal-moderati piuttosto che della sinistra.
Cadorna, Ceccarelli ed io lo avevamo in qualche modo intuito quando gli demmo una apertura di credito criticata da altri lettori .

Patetici – oggi – i tentativi di chi lo ha osteggiato fino a ieri di appropriarsi della vittoria personale o di chi vorrebbe – hanno mandato avanti il SEL Gennaro Migliore – adesso fare il “partito unico della sinistra” per le elezioni nazionali, ovvero condizionare il vincitore. Facendo però scappare gli elettori.

Berlusconi, che mantiene nell’essenziale la sua capacità di ricatto, deve ora chiedersi come mai sia riuscito ad attrarre nella sua orbita degli Schifani e Tajani invece che dei Renzi.
Il resto è silenzio.

ANALISI DEL VOTO EUROPEO

Se dalla pozzanghera italiana ci solleviamo a livello Europa, l’analisi da paradossale si fa interessante e pericolosissima per le prospettive che apre : Il tempo della camomilla è finito.

La Francia e l’Inghilterra contestano entrambe la costruzione di cui sono state , in tempi diversi, colonne portanti, mentre la Germania, satolla, approva il fatto di aver guadagnato smodatamente da una non strategia e temo si appresti a fare resistenza a tutto quel che servirebbe realizzare per creare un nuovo modello di civiltà senza il quale siamo al capolinea.

Senza cedere altri nuovi poteri all’Europa siamo destinati al cassonetto della storia. Cederli a questa Europa equivarrebbe a rovesciare il cassonetto e bruciare l’immondizia nella convinzione di fare pulizia.

Una spiegazione possibile della situazione d’oltralpe è che la Francia è uno stato sovrano da oltre mille anni mentre italia e Germania lo sono da nemmeno duecento.
A mio avviso era inevitabile che la reazione francese alla necessità di cedere altri poteri all’Europa ottenesse una reazione che si è sommata alla crisi occupazionale. Il fenomeno FN è simile a quanto avvenne in Italia col MSI/AN ecc. è un fuoco di paglia bagnata.  Molto fumo e nessun calore  Si sono dimostrati arraffoni e arruffoni. . E la situazione non cambierebbe nemmeno se la signora Lepen venisse eletta presidente o se trovasse qualche valido collaboratore.

Un ragionamento analogo vale per l’Inghilterra. Anch’essa ha mille anni di coesione nazionale, secoli di impero. Rifiutò di aderire ai trattati di Roma ( 1956) creando nel 1960 una ” zona di libero scambio” di sei paesi assieme ai tradizionale satelliti scandinavi che ora seguono i tedeschi: Austria, Danimarca, Norvegia, Svezia, Portogallo, Svizzera. Seguiti poi da Islanda e Finlandia. Nel 1972, visto l’insuccesso aderirono al MEC ( lasciando  però in vita la vecchia associazione con sede in Svizzera).

 

Da allora e  dall’interno, approfittano dei vantaggi, ma non hanno mai cessato di osteggiare l’idea nata nell’Europa latina e sigillata a Roma. Vogliono appropriarsene.

Adesso, appoggiati dall’esterno, ritengono giunto il momento di rompere gli equilibri e avere il sopravvento politico minacciando di andarsene. Magari!

Stanno mandando avanti la Danimarca, proprio come gli irriducibili italiani hanno mandato avanti Gennaro Migliore.

Su queste elezioni, Mario Draghi ha fatto il commento più sobrio e calzante dicendo che è stata sanzionata l’inazione e adesso è il momento di agire.

 

QUALI SONO I PERICOLI ?

Il primo pericolo è quello di nominare una commissione Europea di indole conservatrice nel vero senso del termine. Sia Junker che Schultz rispondono a questa categoria.  Personalmente sceglierei Mario Draghi perché è il solo che ha la competenza necessaria per far affrontare la crisi economica alla istituzione europea sclerotizzata. Secondo: Può realizzare nei fatti un collegamento organico con la Banca Centrale Europea senza il quale ogni progetto è votato alla morte.

Il secondo pericolo è di sopravvalutare la crisi francese. Se Francois Hollande mostra segni di sclerosi e immaturità emotiva la colpa è degli elettori francesi e dei partiti di quel paese che hanno dato agli elettori la scelta tra due mediocri ambiziosetti e altri ne sta covando per il prossimo giro.

Almeno i nostri mediocri hanno la sola ambizione di riempirsi le tasche, mentre questi signori si credono Napoleone e vogliono anche le loro guerre.

Il terzo pericolo è che si continui a ragionare in termini di destra e sinistra quando le sfide sono di respiro mondiale. Lo diciamo ormai dal 1964 che destra e sinistra sono due termini ottocenteschi privi di senso.  Ortega y Gasset diceva , negli anni trenta, che erano “due modi che si offrivano agli uomini per dimostrarsi imbecilli”. Lo constatiamo quotidianamente.

Era di sinistra uno che voleva affermare ideali di libertà e  progresso sociale e di destra chi privilegiava l’ordine civile e i valori nazionali. Vediamo tutti che non è più così. sono come vecchie bottiglie di vino riutilizzate senza togliere le etichette di quando erano nuove e pulite. E’ rimasta l’etichetta e nei casi migliori ( m minuscola) un po di posa.

QUALI AZIONI INTRAPRENDERE

L’Europa , come ogni grande agglomerato umano ( oltre 500 milioni di abitanti) deve governare tre fenomeni e lasciare tutto il resto ai livelli minori di governo. I tre livelli sono

a) la politica estera

b) la politica di Difesa

c) la politica economica.

La politica estera è condizionata dalla nomina compromissoria della signora Ashton e della influenza USA costante diretta e indiretta tramite la Ashton e l’Inghilterra.

La politica di Difesa è condizionata dagli Stati Uniti direttamente ( in forme bilaterali) e tramite la NATO.

La politica economica è osteggiata dagli Stati Uniti ( che fan la guerra all’Euro) e in via di condizionamento diretto col trattato Transatlantico e dalla Germania che si rifiuta di creare una economia finanziaria comune e vuole mantenere i vantaggi illeciti acquisiti durante la presidenza dell’inutile portoghese Barroso.

E qui che  si deve concentrare Renzi se non è soggetto a debiti di gratitudine. Il resto sono chiacchiere o sabotaggi.

 

 

 

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Commenti

  • SC  On maggio 29, 2014 at 7:20 am

    Per essere una analisi post voto per una persona che invitava il non voto e’ decisamente triste, cosi’ come proporre Draghi alla guida della cee (meglio li che da noi come presidente della repubbilca, comunque) e’ follia lucida: proseguire le idiote politiche tedesche mentre ci stanno svendendo anche le mutande non mi pare una genialata.
    Come provato da alcuni piccoli sondaggi se coloro che si sono astenuti dal voto avessero votato m5s avrebbe ottenuto il 40%, la vittoria Renziana in chiave europeista e’ stata data piu’ dagli errori dei competitor (con un aiuto, nelle tempistiche perfette, da parte della solita magistratura democratica con i casi Dellutri e Scajola) che da una sua capacita’ personale.
    Poi in italia e’ risaputo che i parassiti sociali (non e’ un termine dispregiativo, in natura come nella societa’ entro certi limiti numerici sono essenziali) sono quelli che da sempre votano capendone l’importanza per influenzare/mantenere determinati status.
    Come al solito, vale il principio di “chi non vota non conta”.

    • Francesco Maiolo  On maggio 29, 2014 at 7:32 pm

      Premesso che qui desidero commentare l’articolo, direi che pensare a Mario Draghi come prossimo presidente della commissione non é propriamente una follia. Ha invece una sua logica, niente affatto strampalata. Ovviamente non é detto che questo avvenga e, qualora avvenisse, non sappiamo cosa potrebbe accadere. Non é detto nemmeno che sia desiderabile in quanto aprirebbe un fronte caldo (il governatorato della BCE) che nessuno ha intenzione di aprire. Penso che Draghi non andrá alla presidenza. Verrebbe osteggiato da gran parte dei paesi nordeuropei agli occhi dei quali Draghi é reo d’essere stato tenero con l’Italia. In realtá Draghi ha sconfessato anni di purismo neo-liberista (giá l’aveva fatto in parte alla guida della Banca d’Italia). Si é contaminato. Tale contaminazione (timidamente neo-keynesiana) ha oggettivamente favorito l’Italia. Era inevitabile per ovvie ragioni. Ma Draghi avrá pure spiegato che mandare gambe all’aria l’economia italiana non avrebbe aiutato, anzi, il resto dell’Europa. Penso anche io che i nuovi organigrammi saranno varati all’insegna di un certo ‘conservatorismo’. I vertici politici nazionali proveranno (dando prova di miopia peró) a tener botta. Il loro ragionamento sará del tipo: “é vero che il fronte euro-scettico é pericolosamente aumentato ma all’interno di ogni paese si troverá il modo di tenere queste spinte sotto-controllo, appunto, offrendole una ribalta”. Non ci sranno grosse modifiche nell’immediato. Almeno cosí credo. Ció significa che la politica estera, quella di difea e quella economica non cambieranno. Al massimo si studieranno modi per offrire agli stati la possibilitá di aumentare di quel tanto che basta la spesa pubblica che si concentrerá su settori specifici. La grande miopia, comunque, puó essere riassunta con una frase attribuita alla Merkel. Le é stato chiesto di commentare l’avanzata del populismo di destra. La Cancelliera ha risposto dicendo che il fenomeno é preoccupante ma la vera risposta sará far aumentare la crescita e l’occupazione attraverso una implementazione piú adeguata e decisa delle politiche di privatizzazione e flessibiltá. Risposta per certi versi interlocutoria, di circostanza. Ma di una banalitá tremenda. Si fa finta di non capire cosa bolle nella pancia dei populisti. Che poi si possa ‘comprare’ i leaders populisti, ebbene, questa é un’altra cosa.

      • antoniochedice  On maggio 29, 2014 at 8:15 pm

        francesco Maiolo: Che bello leggere concetti sereni e intelligenti invece dei versacci di certi stanchi ripetitori di scemenze nazionaliste che brancolano accecati dal livore al punto da non capire che il governatore della BCE per il pregresso prestigio e rispetto disciplinare di cui godrebbe, potrebbe ottenere, come presidente della commissione, collaborazioni e attenzione che il Barroso non riuscirebbe nemmeno a concepire. Perché non prendete in considerazione un bel suicidio vostro invece di invocare quello dell’Italia?

      • Francesco Maiolo  On maggio 29, 2014 at 11:26 pm

        Alla luce di quanto avvenuto in questi anni ora é facile concludere che il lungo regno di Barroso alla commissione europea ha prodotto risultati molto discutibili. Bisognerá vedere nei prossimi giorni e settimane se la candidatura Draghi prenderá corpo. Se tale candidatura prenderá corpo, essa aprirá una voragine da un lato (BCE) ma potrebbe tornare utile (specialmente a Berlino) dall’altro, cioé a sbloccare l’impasse sulla presidenza della commissione. A qualcosa servirá ma, temo, non sará certo quello il segnale che la EU avrá invertito certe rotte di navigazione. Quanto ai nazionalismi, chi é il nazionalista di oggi? Nella migliore delle ipotesi, probabilmente, é uno/una che non si rende conto fino a che punto gli manca il terreno sotto i piedi. La delocalizzazione della produzione e dello scambio delle merci (e servizi) – cosa idealizzata tanto a destra quanto a sinistra – non si ferma certo certo con l’adesione a certi ideali. L’Europa di oggi é piena di campanili: macro-regionalismi piú che nazionalismi. La paura é quella di perdere i privilegi acquisiti negli anni ottanta e novanta. La cosa paradossale é che in alcune (non poche) zone dell’Europa questi privilegi sono stati il risultato delle politiche comunitarie. Il messaggio a me sembra chiaro, ed é rivolto a Bruxelles: se non ci date quanto chiediamo vi montiamo un casino. Credo che queste spinte non vogliano ridisegnare l’architettura europea. Semmai voglio mantenere o consolidare, o non perdere, il potere contrattuale che si riteneva di avere. Ad esempio, l’imprenditore agricolo danese o olandese diventa anti-europeo nella misura in cui c’é da spartire la stessa torta con l’imprenditore agricolo polacco e croato.

  • antoniochedice  On maggio 29, 2014 at 8:22 am

    Se mio nonno avesse avuto due ruote sarebbestato una carriola. Se non ci fosse la selkva dei non votanti non ci sarebbero tentativi di riforma. Se lei avesse letto il post non parlerebbe di asservimento alla Germania. Ben alzato

    • SC  On maggio 29, 2014 at 10:04 am

      Ho letto molto bene il post e associato ai post sull’astensionismo, mi fa’ pensare parecchio.Se mio nonno fosse Draghi prenderebbe un sacco di calci in culo (anche se sono contro la violenza sui banditi). Ben alzato anche a lei.

  • Adolfo Zauli  On maggio 29, 2014 at 9:05 am

    “…se non é soggetto a debiti di fratitudine”….. Giustissimo. Ma, se non ricordo male, Renzi – allora uno dei tanti presidenti di provincia piddini che, magari, sgomitava un pò più degli altri per fasi notare – fu creato come “personaggio politico” da un’intervista di Time nel 2009. E interviste di quel genere Time non le fa a casaccio…. Per cui ne deduco che il “debito di fratitudine” esista eccome e, prima che verso la Germania, sia ben dovuto ai nostri sempre un pò invadenti alleati d’oltreoceano. Riusciremo mai ad avere una classe dirigente che – pur consapevole dello status quo mondiale – desideri e si impegni a fare prima gli interessi nazionali e poi quelli esteri o ci dobbiamo rassegnare ad un’eterna situazione da protettorato?

    • Anafesto  On maggio 29, 2014 at 10:09 am

      L’abbiamo, seppur parzialmente, avuta, ma uno è stato fatto saltare per aria col suo aereo, un altro è stato eliminato dalle BRC (Brigate Rosse della CIA), un terzo ha finito i suoi giorni ad Hammamet, oltre a vari funzionari capaci estromessi o in qualche modo resi inoffensivi da nostri politicanti servi e collusi su richieste esterne …

    • SC  On maggio 29, 2014 at 10:18 am

      Infatti sara’ la finanza angloamericana che ringraziera’ per le privatizzazioni a prezzi di saldo di societa’ strategiche.
      E gli inglesi sanno essere molto generosi: lo sono stati con il duo Mortadella e Beccamorto (Prodi e Draghi), lo sono stati con Monti (e suoi ascendenti) lo saranno sicuramente con Renzi

  • Roberto  On maggio 29, 2014 at 9:19 am

    Due punti:
    1) Se Europa unita ha da essere sia ma sia davvero. Quindi unione politica in primis
    2) Non avremo mai una vera classe dirigente fin quando i soggetti politici esistenti non tornino ad essere democraticamente contendibili. Le successioni esistono in monarchia ma non in democrazia.
    Mi astengo dal sostenere che il vero progresso politico ci sarà solo nel momento in cui le democrazie prenderanno la vera via della Repubblica, ma qui si entra nell’utopia

  • Roberto  On maggio 29, 2014 at 9:21 am

    dimenticavo: la carriola ha una ruota sola. I motorini due

  • Anafesto  On maggio 29, 2014 at 9:58 am

    Mi sembra di scorgere una nuova, per me azzardata, apertura di credito verso Renzi. Dubito pure che Renzi possa avere (o solo voglia avere) qualche voce in capitolo sulla nomina del presidente della Commissione europea, ho la netta sensazione che in quell’assemblea sia concesso solo di avallare decisioni di altre entità, possiamo solo sperare che la scelta, vista la crescita degli euroscettici, sia veicolata su una persona meno inutile e dannosa di Barroso.
    Condivido i tre fenomeni da governare, ma vorrei ricordare che sia in politica estera, che in politica economica e per quanto riguarda la difesa l’Europa non è meramente condizionata, ma lo è in maniera coercitiva da veri e propri interventi a gamba tesa da oltre oceano, magari facilitati dalla solita Inghilterra (vedi un Obama che si spende perché nella difesa tutti devono fare le loro parte (leggi comprare made in USA), oppure affermare che l’Europa deve fare la sua parte per supportare il colpo di stato (USA diretto) in Ucraina, (in poche parole per avvisare l’Europa di prepararsi a pagare il conto del gas ai loro golpisti).
    Questa Europa, nata con i migliori propositi, è andata a deteriorarsi nel tempo; già negli anni ’80 pesanti intromissioni di Kohl nella politica interna italiana, con la richiesta di emarginazione di funzionari capaci ( gatta ci covava, visto che il competitor industriale principale della Germania era l’Italia), poi con l’adozione dell’euro (nel quale l’Italia avrebbe dovuto entrare col cambio attorno alle 2500 lire) senza alcun correttivo o normativa (soprattutto fiscale) comune, che ha dato la stura al vaso di Pandora e ha consegnato di fatto l’Europa nelle mani del “libero” mercato, il termine che nella neo-lingua sta a indicare usurai, speculatori, corrotti/corruttori.
    Ritenere che questa Europa sia riformabile è forse un sogno dettato da inossidabile ottimismo?

  • Dostojevskij  On maggio 29, 2014 at 9:59 am

    l’utopia dell’europa politica non ha più senso di divenire. l’europa delle lobby dimostra di potersi reggere in piedi da sola (e di essere disposta a cadere soltanto trascinandosi tutto dietro), il nocciolo duro della borghesia dimostra di gradire, ai giovani piacciono gli erasmus e i rave party dispensati come sedativi, i tanti emarginati dal processo potrebbero tranquillamente estinguersi nel corso di una-due generazioni e vivere ghettizzati lavorando come bestie da soma fino al completamento del processo (in frequenti casi di sindrome da stoccolma legittimando entusiasticamente la loro stessa mattanza).
    non ha senso parlare di politica economica, di difesa o estera in europa perché le lobby possono tranquillamente farsela da soli e farsi spalleggiare solo quando necessario dall’unico esercito degno di questo nome in occidente sempre più robotizzato e sempre meno dipendente da sentimentalismi di sorta.
    il trattato euro-atlantico è una questione di dettagli contabili di fusione fra grandi multinazionali. risolti quelli non esiste nessun altra forza di opposizione che valga la pena prendere in considerazione.
    personalmente a questo scenario non vedo altra alternativa che non passi per un deragliamento fortuito del carrozzone.

  • gicecca  On maggio 29, 2014 at 3:03 pm

    Una piccola nota che non ho visto molto sui giornali. Dopo molti anni, non abbiamo, noi in Italia, votato per una coalizione, ma per un partito. Al tempo di Veltroni, il PD fu azzoppato dall’accoppiata con Di Pietro e al tempo di Bersani da quella con Vendola; oggi -o l’altro ieri- finalmente il PD ha dovuto, e in parte a causa di Renzi voluto, viaggiare da solo e approfittando del suicidio della destra-centro, che si é fatta a pezzi da sola, é straripato. Chi vince in quel modo fa sempre impressione, anche e soprattutto ai tedeschi. Un commento sulla Reuters di pochi giorni fa lanciava addirittura Renzi alla Commissione europea, pur di non farlo restare in Italia. Secondo me, Draghi sta benissimo dove sta e basterebbe per ora evitare di strafare in Europa, e fare, invece, in italia. Per l’assenteismo, in gran parte é imputabile, più alla solita protesta che stavolta sarebbe andata a Grillo, a gente che, essendo di un centro destra moderato, come si dice, si é trovata davanti un vecchio troppo arzillo, ma ormai privo delle gambe per camminare, e una selva di mezze cartucce litigiose e piccine picciò. Che scelta aveva ? La fine di Monti é un bellissimo esempio delle legge di Peter. Scusate la lunghezza e il ritardo. GiC

  • luigiza  On maggio 29, 2014 at 4:40 pm

    L’Europa , …………. deve governare tre fenomeni e lasciare tutto il resto ai livelli minori di governo. …

    Il fenomeno dell’immigrazione incontrollata non lo considera?
    Pare che il Belgio già adesso lo ha e presto pure la Germania invece l’ho prenderà in considerazione e sul serio: sei straniero e non lavori da sei mesi? Raus!

    • Anafesto  On maggio 29, 2014 at 6:24 pm

      Credo sia un po’ semplicistica questa soluzione; gli extracomunitari, soprattutto africani e mediorientali, sarebbero decisamente meno qualora noi occidentali evitassimo di andare a casa loro e creare casini umanitari ed esportazioni di democrazia non richiesta, altro tipo di straniero è il malavitoso e quello si può star sicuri che un lavoro lo ha già quando decide di arrivarci in casa!

    • antoniochedice  On maggio 29, 2014 at 7:59 pm

      Luigina:Vedo che le piace parlare tedesco. Quello della immigrazione e un fenomeno isterico come la paura del nuclear.un paese incapace di gestire 30/40 Milano immigrati a semestre è un paese di incapaci. Nel 1915 la nostra Marina in una settimana traghetto 150.000 uomini dell’esercito serbo dalla Croazia alle coste italiane in meno di dieci giorni. Gli inglesi a Dunquerque 300mila persone in quattro giorni. L’America è diventata una grande potenza industriale grazie alla immigrazione. E anche volendo cacciare tutti , uno stato nazionale appena decente sarebbe in grado di farlo. Stupidamente, ma riuscirebbe. Cercare di presentare come europeo un problema italiano non considera i fondi europei stanziati almeno dal 2001 che lor signori hanno mangiato senza fare nulla di serio.

      • luigiza  On maggio 30, 2014 at 6:32 am

        Credo sig. Antonio che lei ignori o sottovaluti la vastità del problema dei senza lavoro.Provi a chiedere ai sindaci oppure tenga d’occhio le prossime bollette della Tasi (se così si chiamerà) per averne una idea.
        I tedeschi, come é loro costume, al palesarsi di un problema che li può danneggiare lo affrontano (se danneggia altri se ne fottono).
        Altri di fronte ad una catastrofe economica paraganabile alle vicende di Dunquerque, fingono di portare sollievo per poi mandarli subito dopo a morire per Danzica.
        Certo al tempo fu tutto più semplice perchè era a portata di mano il mostro di nome Adolf al quale addossare tutte le responsabilità mentre oggi é maledettamente difficle perchè il pesce di nome Putin si rifiuta di abboccare alle esche che gli vengono offerte e ci si deve accontentare di prendersela con dittatorelli praticamente inoffensivi.

        P.S. ma é mai possibile che notizia di carattere molto intimo, come il mio improvviso cambiamento di sesso, debbo apprenderla da un blog pubblico? Non mi si potrebbe avvisare un pò prima. E che diamine, son sempre l’ultimo a venirlo a sapere.:-)

      • antoniochedice  On maggio 30, 2014 at 7:01 am

        Sono un senza lavoro. Le basta per capire che la sua affermazione è come dice in termini morali un giudizio temerario?

  • luigiza  On maggio 29, 2014 at 4:41 pm

    ERRATA CORRIGE: invece l’ho prenderà in considerazione

    C’é palesemente una h di troppo.

    • antoniochedice  On maggio 29, 2014 at 8:03 pm

      Se è per questo, anche l’apostrofo….

  • Francesco Maiolo  On maggio 29, 2014 at 7:38 pm

    Notarella sul centro-destra italiano: perché Berlusconi si é circondato, negli anni, di figure alla Scajola, Schifani, Gelmini, Verdini, Tajani et similia? La risposta la conosciamo tutti. Berlusconi ha il grande difetto d essere auto-referenziale e narciso. Il suo piú grande errore é stato quello di pensare di riuscire a circondarsi di mediocri ed al tempo stesso, strada facendo, di gettare le basi per il futuro e la futura leadership. Errore grossolano

    • antoniochedice  On maggio 29, 2014 at 8:01 pm

      È il meno che si possa dire . Parce sepulto.

  • ilcassiere  On novembre 28, 2014 at 4:14 am

    L’ha ribloggato su bankillere ha commentato:
    All’indomani del suo arrivo, Renzi ebbe una apertura di credito ormai esaurita. Finisce il suo semestre senza risultati, senza valori, senza speranze. È solo un Mastella ripulito.

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