SI SCRIVE UCRAINA, MA SI LEGGE GERMANIA. LA RFT E LA SUA OSTPOLITIK BISMARCKIANA SONO UNA ALTERNATIVA ALLA U.E. E ALL’EUROZONA. OBAMA NON VUOLE. di Antonio de Martini

Per capire come mai la rana ucraina- un paese senza arte, parte e identità sul cui suolo passano dei gasodotti-  venga gonfiata fino all’inverosimile dai principali media del mondo e perché gli Stati Uniti premano tanto  sulla U.E. perché sanzioni la Russia inimicandosela,  bisogna fare un breve corso di storia e di geopolitica di cui anticipo le conclusioni in corsivo  per chi non avrà la pazienza di leggere l’intero testo  e   che ci porterà a constatare come la geopolitica tedesca, da Bismarck in poi, non abbia mai cambiato direzione se non durante la parentesi della costruzione europea post 1945.  Esistono forti correnti economiche e di pensiero che pensano di cambiare registro e gli USA si preoccupano di eventuali scelte geopolitiche indipendenti tedesche.

La costruzione europea ha iniziato ad andare in crisi con le prospettive storico-politiche aperte dalla unificazione tedesca e il crollo dell’URSS; sta scricchiolando con la crisi dell’Euro e rischia il crollo definitivo alla prossima sfida.

Una strategia geopolitica indipendente della Germania significherebbe una nuova guerra mondiale a breve.  L’Ucraina è l’offerta che gli USA fanno alla Germania per allontanare ( per dieci anni ?) il fantasma di Otto von Bismarck e del rapporto stretto con la Russia. Se l’operazione separazione non dovesse funzionare, il mondo sarebbe in serio pericolo. Per questo ritengo che in Italia debba nascere un movimento popolare in favore della neutralità. E presto. 

Gli USA non possono tollerare una uscita della Germania dalla zona euro perché significherebbe la necessità di una nuova strategia geopolitica per la Germania  e questa non potrebbe che tendere verso una intesa russo tedesca che rivoluzionerebbe gli equilibri militari e politici del globo.  E’ intuitivo anche  che non possono lasciar crescere l’ euro perché il suo successo suonerebbe come campana a morto per il dollaro USA e la fine del ruolo degli Stati Uniti come detentore del  quasi monopolio della valuta degli scambi internazionali.

Di qui l’urgenza assoluta per il governo Obama della conclusione del trattato TAFT che creerebbe una comunità industrial-commerciale nord atlantica rendendo impensabili e non vitali eventuali alternative.

 

Fatte le conclusioni, passiamo all’antefatto per i lettori più pazienti.

1) All’indomani del Congresso di Vienna ( 1815), il mondo si trovò gestito dagli alleati che avevano sconfitto Napoleone: Russia, Austria-Ungheria a est e Inghilterra e Francia a ovest.  Queste potenze pensarono di tornare a incontrarsi e scontrarsi nelle “terre di mezzo”, Italia e Germania che non rappresentavano entità geopolitiche, ma secondo l’espressione del principe di Metternich erano espressioni geografiche, divise com’erano in numerosi statarelli  neutralizzantisi a vicenda.

Le cose non tornano mai come “prima della guerra”.  Le incursioni napoleoniche  in Europa produssero movimenti nazionalistici e indipendentistici che portarono  alla unificazione di questi territori (Germania e Italia) in entrambi i casi sotto la guida dello stato più militarizzato delle rispettive regioni.

2) La Germania, diventata un impero nel 1870 dopo la sconfitta della Francia,  ebbe una economia  inizialmente equilibrata – tra la Prussia agricola e la Renania industrializzata la bilancia dei pagamenti era in equilibrio – si lanciò in una politica di espansione anche per recuperare i due secoli di ritardo nello sfruttamento delle colonie. Questo protagonismo politico alimentò il revanscismo francese, mentre il programma navale del Kaiser Guglielmo lo pose in contrasto con l’Inghilterra.                              Le due vecchie rivali si coalizzarono ( da Fashoda in poi) e con l’alleanza tra Russia e  Francia  fissarono i chiodi della bara del Kaiser. Alfred Milner si occupò dello scoppio del conflitto e del “buon diritto” degli alleati della Intesa. La Germania non tenne conto del monito dei suoi grandi vecchi ( von Moltke ” rafforzate l’ala destra” e Bismarck ” allearsi con la Russia”) e ad onta dell’aver estromesso i russi dal conflitto con una brillante operazione di intelligence del colonnello Nicolai, perse la guerra. Era entrato in ballo un nuovo superpower: gli USA.

3) Dopo la prima guerra mondiale, che per un primo tempo sembrò aver liquidato il contenzioso franco tedesco, con l’avvento di Hitler al potere e  la scelta di una geopolitica indipendente ( La teoria dello spazio vitale) da parte del Reich (e i tentativi di entrare in possesso di porzioni di territorio ( ” dove vivevano popolazioni tedesche”) destinato dal trattato di Versailles ad altri paesi) creò la situazione di tensione ad onta dei periodici tentativi di apeasement (Locarno, Monaco). L’annunzio del patto Germano sovietico del 1939 ( il 23 agosto) precedette di poco l’arrivo della guerra ( il 3 settembre).

4) Dopo la rovinosa sconfitta del 1945 la Germania non ha più avuto intenzioni di definire una geopolitica indipendente e si è a mano a mano integrata nei dispositivi predisposti dai vincitori della guerra mondiale accettando la comunità europea,  la NATO, il Consiglio d’Europa, l’OSCE ecc.

Tutte queste organizzazioni erano state pensate per evitare che la Germania rinnovasse la sua tradizionale rivalità nei confronti della Francia creando nuove tensioni in Europa.

5) L’intesa Franco Tedesca del 1967 tra De Gaulle e Adenauer  (statisti che conoscevano le leggi della geopolitica)  condusse questi due paesi all’avanguardia in Europa. L’Italia non aderì, invitata, per non dispiacere all’Inghilterra su insistenza di La Malfa & co. che chiedevano un asse Roma-Londra.

6)Dopo la riunificazione tedesca, l’integrazione tra le economie francese e tedesca iniziò a mancare.  La Francia con forte componente agricola aveva supplito all’assenza della Prussia nel bilanciare l’ economia della Renania e le due economie vissero di concessioni reciproche, spesso a spese degli altri partner, specie mediterranei.

7)La nascita dell’Euro e della Banca Centrale Europea – costruita sul modello della Bundesbank tedesca  col solo mandato di  combattere l’inflazione – pose le basi per una crescita disuguale tra i paesi contraenti e la apodittica convinzione teologica che alle crisi economiche si deve reagire con l’austerità (non suffragata da alcun elemento scientifico) sta lavorando il fegato dei paesi mediterranei mentre la Germania ebbe tutto l’appoggio dei partners quando si trattò di riunificare i due monconi di paese dopo la caduta del muro ( 1989).

La caduta dell’URSS  prima di allora non “abbinabile” ad altri partners occidentali, ha posto la Germania di fronte allo stesso dilemma  con cui si confronta Israele: entrambi sono paesi privi di profondità territoriale e vulnerabili ad attacchi concentrici e di sorpresa.

8) Una rottura tra la Germania e i partner europei – sia politica o sia economica –  costringerebbe la Cancelliera Merkel ad una situazione da paria – come oggi il turco Erdoghan – di indecisione tra una geopolitica  che guardi a est ed un aumento della immigrazione che a questi livelli sarebbe suicidaria per l’identità tedesca.

Mentre “capricci alla turca” (  come ad es la recente assegnazione del sistema difensivo missilistico  antiaereo ai cinesi, con i russi in seconda posizione) possono essere tollerati , salvo un regime change alla prima occasione, per la Germania, le sue tecnologie i suoi capitali, i suoi contatti politici, un rapporto organico con la Russia avrebbe un solo significato: relegare gli USA tra le potenze di seconda schiera e togliergli il dominio del mondo.

Logico che l’idea non piaccia agli americani, logico che vogliano opporsi in ogni modo, logico che offrano ai tedeschi l’Ucraina – in tutto o in parte – col suo serbatoio di mano d’opera, terreni agricoli e risorse boschive di grande importanza, per non parlare del vantaggio  di essere a 200km da Mosca. Questa ipotesi fa innervosire i russi e che potrebbe scavare un fossato coi tedeschi, ma per ora i russi fingono di temere l’istallazione di rampe missilistiche in Ucraina.

Per un missile avanzare di trecento Km non è nulla, per i carri armati essere a 200 Km dalla capitale è tutto. Questo dovrebbe dare da pensare agli analisti russi.

Ecco  a mio parere il perché delle pressioni USA per far schierare aspramente e personalmente la Merkel, la previa pubblica informazione che le sue comunicazioni più private erano monitorate, ecco perchè la pausa negli attacchi all’Euro.

Se la Merkel non si schiera con l’occidente e non litiga con Putin, sarà segno, per gli analisti americani, che vuole fare il Bismarck in gonnella.

Quanto a noi, nella prima guerra mondiale restammo neutrali per dieci mesi. Nella seconda restammo neutrali ( “non belligeranti”) per altri dieci mesi.  Sappiamo come è andata.       Sarebbe ora di seguire i consigli  di neutralità che all’epoca diedero Giolitti e Benedetto Croce e non di seguire quelli di un D’Annunzio lubrificato ( come Mussolini) dall’oro francese. Nel secondo conflitto, addirittura, ci tuffammo a titolo gratuito…

 

 

Annunci
Trackbacks are closed, but you can post a comment.

Commenti

  • gicecca  On maggio 9, 2014 at 7:12 am

    C’ é un articolo di Clemens Wergin sul NYT di qualche giorno fa che spiega molto bene la forza del “partito filo russo” in Germania. inoltre un sondaggio Infratest/dimap rivela che il 49% dei tedeschi vuole che la Germania assuma una posizione intermedia tra EU e Russia mentre un altro 45% vorrebbe una posizione più filooccidenatle; e il 69% dei tedeschi non é d’accordo sulle sanzioni contro la Russia (sondaggio pubblicato su Hadelblatt). Gli americani o almeno una parte di loro pensa che si stia sviluppando in seguito alla crisi ucraina un nuovo asse russo-tedesco (vedi la rivista USA National Interest di impronta conservatrice). Il WSJ pensa che la Merkel a Washington abbia portato un messaggio di “basta sanzioni”. Poi, come parere pèrsonale, basta ricordare quanta parte le “sanzioni” ginevrine ebbero negli anni ’30 nel gettare Mussolini tra le braccia di Hitler. GiC

    • antoniochedice  On maggio 9, 2014 at 7:20 am

      Grazie per i riferimenti preziosi. Confermano le preoccupazioni USA che non permetteranno altri “contatti ravvicinati” senza prendere provvedimenti cautelari. Ad esempio un ” regime change” in Russia.

  • Luca  On maggio 9, 2014 at 9:21 am

    La Germania è al centro dell’Europa. Ma è anche attraversata da una profonda faglia di frattura. Quando non è capace di ricomporla, di stare in equilibrio sui suoi due bordi, sconquassa e divide la terra intorno.
    Quando invece resta unita ed esprime una politica matura, quando sa mediare, diventa un fulcro di equilibrio che si irraggia all’intera Europa.
    In questi ultimi anni l’equilibrio sulla faglia è diventato particolarmente instabile.
    Da una parte Gerhard Schroeder fa da capofila a quella schiera di industriali tedeschi e austriaci che, quando guardano all’espansione a est, verso la Cina e l’Asia in generale, vedono la Russia in mezzo. Sono uomini di terra, che hanno bisogno di suolo per marciare, per costruire fabbriche, vendere prodotti, trasportare metano.
    Wolfgang Schäuble si fa interprete invece dei finanzieri che che vogliono andare in Asia insieme agli anglosassoni. Sono uomini di aria e di mare. Dove la carta galleggia. Sanno che col “transatlantico” la Russia si può circumnavigare, si può saltare.
    Il filoatlantismo di Schäuble (al quale probabilmente si appoggia per diventare il prossimo cancelliere), è talmente smaccato che non si perita di rasentare lo stucchevole:
    http://www.cfr.org/eu/globalizing-world-requires-transatlantic-partnership-leadership/p32779
    Insomma: ogni tedesco vuole espandersi a est; per conquistare, controllare e monopolizzare quei mercati. Perché la ci sono i nuovi consumatori, i nuovi capitalisti, là il tasso di rendimento degli investimenti si mantiene alto.
    Alcuni pensano però di farlo passando da est. Altri da ovest.
    Angela Merkel sta in mezzo. Cerca il punto di equilibrio, con i piedi sui due bordi della faglia. Per questo è amata dai tedeschi, che vogliono dominare senza che questo si traduca nel subire un nuovo dominio.
    La Merkel ha le doti giuste per il suo compito. Cresciuta tra ovest ed est, parla fluentemente tanto l’inglese quanto il russo, è pragmatica, non ha una visione europeista preconcetta: né atlantista né di altro tipo (anzi, forse non ne ha ancora nessuna).
    Il suo ruolo sembra però improbo. L’alleato francese pare ormai acquisito agli Stati Uniti. La Germania, per miopia, orientamenti confusi, divisioni interne, complesso di superiorità, non appare in grado di costruire alleanze con i Paesi intorno, ciò che costituirebbe il suo straordinario atout. Andrebbe tirata dentro dagli europei stessi. A partire da noi. Rafforzando gli sforzi di mediazione della Merkel. Offrendole una visione europeista. Una visione multipolare: che comprenda l’integrazione degli Stati Uniti e della Russia in Europa. Nel WTO e nel CdS dell’ONU (come è già), nella NATO (come si è tentato di fare). In fondo sono vecchie colonie; ne conosciamo i lati deboli e i punti di forza, che sono gli stessi nostri. In entrambi i Paesi ci sono ancora persone disposte a farlo.
    Ci sono le condizioni per provare. Difficili, instabili. Necessarie; prima che la faglia si apra e sconquassi di nuovo la storia, compresa la nostra.
    Oggi, 9 maggio, si festeggia la liberazione del suolo russo (ed europeo) dalle macerie del terremoto tedesco. Questa festa è costata ai russi decine di milioni di morti. Agli italiani mezzo milione.
    Molti stati europei hanno perso una guerra; non perdano la lezione.

    • antoniochedice  On maggio 9, 2014 at 3:46 pm

      Ottimo post,ma politicamente debole. Una signora per quanto attenta non può governare senza avere una visione del mondo. La signora non l’ha. Inoltre i terremoti sono ” acts of God” la Germania invece se li fabbrica da se con la smania idealistica di invadere il mondo in uniforme o con la valigetta da piazzista. Tutto pur di non stare a casa.

  • Luca  On maggio 9, 2014 at 2:10 pm

    L’ennesimo, recente equilibrismo della Merkel.
    Una commissione di indagine del parlamento tedesco chiede di sentire Edward Snowden sul tema della supervisione americana sulle conversazioni dei rappresentanti del popolo tedesco. Chiedendo garanzie sulla sua non estradizione negli U.S.A.
    Proviamo a immaginare che alcuni di questi parlamentari siano stati stimolati da industriali della cordata Schroeder.
    Altri tedeschi premono invece perché resti in Russia. Oppure perché, una volta sul suolo tedesco, venga estradato negli Stati Uniti.
    Immaginiamo che questi ultimi siano stati influenzati da finanzieri della cordata Schäuble.
    Se la Merkel concedesse il visto, verrebbe costretta a sbilanciarsi per gli uni o per gli altri. Due volte: una prima dell’ingresso di Snowden, una seconda quando questi fosse in territorio tedesco. Rompendo così la fragile tenuta nazionale senza possedere o offrire alcuna soluzione alternativa, che ricomprenda e superi gli interessi contrapposti. Come potrebbe essere invece quella europea.
    Allora che fa? Sgrida pubblicamente l’America ma non permette che venga processata in parlamento. Dichiarando che è l’audizione di Snowden sarebbe “against the most important political interests of the Federal Republic”. Non soltanto della Repubblica, ovvero dello stato. Ma anche e forse soprattutto della Federazione, quindi dell’ “unione” (le due grandi cordate industriali e finanziarie in Germania sono grossomodo geograficamente connotate).
    Facendone un esplicito e forte riferimento, la Merkel dimostra di avere ben presenti e chiari gli interessi nazionali tedeschi. Agli interessi europei neppure accenna. Spetta ad altri provare a coinvolgerla. Per esempio all’Italia. Le si offrirebbe una lanterna e una mappa allo stesso tempo.

    • antoniochedice  On maggio 9, 2014 at 3:55 pm

      Abbiamo già due volte fatto alleanze con la Germania tradendole entrambe proprio perché contro natura. L’Italia è un paese mediterraneo e delle esigenze della Merkel o di Schauble non sa che farsene. Oggi si tiene un ennesimo vertice franco-tedesco nel feudo baltico della signora proprio perché una intesa lei la vuole con la Francia e non con i patetici nostri governanti. La Germania al 1 agosto festeggerà il centesimo anniversario del primo grossolano errore di calcolo che costo all’Europa 16 milioni di morti. Il 1 settembre il 75 anniversario del secondo ( al costo di 50 milioni di morti) per invitare ad andare in soccorso di questa signora ci vuole una buona dose di ottimismo e di superbia.

  • salvatorericcirdin (@salvatorericci8)  On maggio 9, 2014 at 4:10 pm

    Commenti interessanti, validi. Ma io mi aspettavo che qualcuno parlasse degli oleodotti russi costruiti con denaro ed assistenza tecnica degli italiani e dei tedeschi, che toglierebbero vitalità a quanto iniziato dagli americani che vorrebbero speculare insieme ai loro alleati dell’Arabia saudita. Gli oleodotti russi attraversano l’Ukraina e se questi nuovi politici al soldo degli americani ,credono di fare come i polacchi, allora la guerra è ad un sospiro da noi.Ma ai polacchi è finita male

    • antoniochedice  On maggio 9, 2014 at 4:15 pm

      Ho l’impressione che ci sia una amnesia collettiva: chi vuole salvare la Merkel e ci si accontenta che vada male ai Polacchi. Ma all’Italia non pensa nessuno? Appena parlo della esigenza di essere neutrali, tutti cambiano argomento.

  • antoniochedice  On marzo 17, 2015 at 9:16 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    La Germania ha costretto l’Ucraina – facendo leva sul credito- ad accettare gli accordi di armistizio di Minsk. Ma la crisi è più vasta e gli USA vogliono una intesa con la Russia anche loro per contenere la Cina. . E i Russi vogliono in cambio un accordo con l’Iran . L’Iran vuole un accordo tra USA. e Siria. E…..e….e…

  • Alessandro Micale  On marzo 18, 2015 at 9:44 am

    La neutralità è una scelta razionale per un ceto istituzionale che ha una visione del futuro. Ma questo “Ceto” per il nostro Paese ha una visione? “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Cordialmente ben tornato.

  • abrahammoriah  On marzo 18, 2015 at 10:03 am

    18 marzo 2015

    E nessuno vuole un accordo con noi, perché non contiamo un c… c… c… (e nel prosieguo, vista l’atroce classe dirigente e un popolo non bue ma, al momento, non certo cuor di leone, conteremo sempre meno di un c… c… c…).

    Massimo Morigi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: